
(di Michele Serra – repubblica.it) – Potrebbe essere nata una nuova antonomasia: Infantino. Così come per definire una persona pavida si dice “è un don Abbondio”, e di una persona che infierisce “è un Maramaldo”, di qui in poi, per dire di una persona che si china ai potenti, si dirà “è un Infantino”. Frasi suggerite: “Quello? Che vuoi che conti, è solo un Infantino”. “Smettila di adulare il tuo capo, non fare l’Infantino”. “Perché subisci i capricci di quel tánghero? Non sarai mica un Infantino?”.
Se esistono i Trump, ovvero i despoti e i prevaricatori, è perché esistono gli Infantino, che oliano il percorso dei prepotenti. Se il presidente della Fifa avesse risposto a Trump “mi dispiace amico mio, ma non posso cambiare un regolamento riconosciuto e rispettato da tutti i paesi del mondo solo per far piacere a te”, non sarebbe accaduto niente di grave. O meglio: l’intero carico dell’onta sarebbe rimasto al solo Trump, l’imbroglione che ci prova ma viene respinto. Così, invece, la pessima figura è in larga parte sulle spalle di Infantino, con l’aggravante che era proprio lui, il capo della Fifa, colui che doveva fare rispettare le regole.
Si immagina il sollievo di moltitudini, in giro per il mondo, per non dire la grande felicità, vedendo il Belgio travolgere gli Usa. A seconda del fuso orario si è gioito al risveglio, o all’ora di cena, o nel cuore della notte, e si è gioito in tutte le lingue, perché il calcio è un linguaggio planetario e dunque chiunque (tranne gli Infantino) è in grado di misurare quanto grave sia stato il sopruso, e quanto godibile vederlo fallire sul campo di gioco. La Nazionale Usa non c’entrava nulla? Beh sarebbe stato un gran gesto, di fronte al mondo, non far giocare il centravanti ripescato con la truffa. Il mondo avrebbe applaudito. Così invece: solo meritatissimi fischi planetari.
Siamo obbligati a tenerci un Infantino?
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I furbi esistono perchè ci sono gli scemi!
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