Contrarie a vincolarsi al 5% del pil

(ilfattoquotidiano.it) – “Stracceremo gli accordi che Giorgia Meloni sta facendo al summit Nato di Ankara”. Parola dei 5 Stelle. Il Pd ufficialmente è sulla stessa linea, tanto che Peppe Provenzano, il responsabile Esteri, parla della necessità di “ridiscutere” quegli accordi e prende ad esempio la Spagna. In realtà, mezzo Pd è sulle posizioni di Meloni. E per qualsiasi governo italiano è sempre stato praticamente impossibile sottrarsi a questo tipo di richieste. Ma intanto, la sfida è lanciata. “Il gossip sullo stato dei rapporti personali tra Meloni e Trump non ci deve far perdere di vista il fatto essenziale e gravissimo, ovvero che la presidente del Consiglio al summit Nato in Turchia confermerà il folle impegno italiano di portare le spese in Difesa al 5% del Pil, lasciando nuovamente sola la Spagna a contestare questa assurda pretesa del presidente americano”, dichiarano i capigruppo M5S nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Alessandra Maiorino. Che denunciano come “ancora una volta Meloni accetta passivamente il diktat di Trump, interessato solo a vedere più armi Usa agli alleati, lasciando in eredità al Paese una cambiale da centinaia di miliardi insostenibile per le nostre finanze, al meno di non operare drastici tagli alla spesa sociale: sanità, istruzione, pensioni”.
Si tratta, insomma, di “una cambiale che per questo sarà nostro impegno stracciare non appena saremo al governo, lavorando invece per una vera difesa comune europea che ci faccia risparmiare, non per un riarmo volto principalmente a favorire il complesso militare industriale americano”.
In realtà il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani, aveva sostenuto la stessa tesi appena qualche giorno fa: “Più armi, meno sanità pubblica, meno scuola pubblica, più tasse: una vera e propria stangata. Questo sarà il risultato dell’accordo imposto da Trump alla Nato e avallato senza fiatare anche dal governo Meloni”. Nel 2025, dunque, prendendo per buona la riclassificazione delle spese militari annunciata da Giorgetti, “l’Italia spenderà per la difesa e la sicurezza il 2% del Pil, cioè 45 miliardi di euro. In base all’accordo raggiunto nel vertice Nato dovremo aumentare la spesa entro il 2035 dal 2% al 5% del Pil. In valore assoluto, secondo le stime dell’Osservatorio sulle spese militari italiane, da 45 miliardi nel 2025 a 145 miliardi nel 2035, con un aumento a regime di 100 miliardi di euro”. Ma la linea del Nazareno cozza con l’entusiasmo di parte del suo partito per il riarmo. Senza contare che il sì al Safe – sbandierato ieri da Piero Fassino sul Foglio – in realtà è maggioritaria tra i dem. Spaccature in arrivo, a proposito di governi pronti a stracciare gli accordi presi.
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@ Carrie…….chapeau…..!!!!!!👏👏👏👏👏👏
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Il governo italiano in coro: vogliamo restare servi degli USA! Trump umiliaci pure faremo tutto quello che chiedi!
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Il bastone e la carota: è un vecchio metodo ma con i deboli funziona sempre.
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Ma se metti la volpe a guardia del pollaio come potrebbe mai andare a finire?
Il ministro della Difesa Corsetto è uno degli più importanti lobbysti nel settore ARMAMENTI. Parliamo di un settore CHIUSO a qualsiasi concorrenza, con produttori che offrono risposte a precise richieste del committente Stato, agendo da monopolisti.
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In linea di diritto costituzionale e internazionale, un governo in carica ha la piena capacità giuridica di firmare accordi e trattati che vincolano lo Stato anche per il futuro, ma esistono precisi limiti legali, democratici e finanziari per impedire abusi.
Ecco come funziona il meccanismo e quali sono i contrappesi previsti dall’ordinamento italiano e internazionale.
Il vincolo degli accordi futuri
Continuità dello Stato: I trattati internazionali e i contratti pubblici non si firmano con un singolo partito, ma con lo Stato. Il cambio di governo non annulla automaticamente gli impegni presi.
Ratifica parlamentare: In Italia, l’articolo 80 della Costituzione stabilisce che gli accordi internazionali più importanti (che importano finanze o modifiche di leggi) devono essere autorizzati dal Parlamento, che rappresenta il popolo e non solo la maggioranza di governo.
I limiti al potere di “imbullonarsi”: Divieto di autovincolo legislativo.
Un Parlamento non può approvare una legge che vieti a un Parlamento futuro di modificarla o abrogarla. La sovranità popolare futura resta sempre libera.
Clausole di recesso: Quasi tutti i trattati a lungo termine prevedono vie d’uscita civili, sebbene il recesso unilaterale possa comportare il pagamento di indennizzi o penali economiche.
Accordi pre-elettorali: Un partito o una coalizione all’opposizione che “pensa di vincere fra un anno” non può firmare accordi a nome dello Stato. Può solo firmare accordi politici bilaterali tra partiti, che non hanno alcun valore legale per i cittadini o per le finanze pubbliche.
La tutela contro il sovraccarico finanziario (“Taglie futuri”). Copertura finanziaria: L’articolo 81 della Costituzione impone che ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri debba indicare i mezzi per farvi fronte. Un governo non può spendere soldi futuri senza una reale e certificata sostenibilità economica.
Corte Costituzionale e Capo dello Stato(sigh) : Il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di firmare leggi palesemente prive di copertura, e la Corte Costituzionale può annullare norme che ipotecano il futuro del Paese in modo illegittimo.
Il vertice della NATO ad Ankara, in corso, rappresenta l’esempio pratico perfetto di come il governo attuale possa assumere impegni a lungo termine, vincolando l’Italia ben oltre la scadenza della legislatura. L’esecutivo sta sottoscrivendo patti decennali che incidono fortemente sulle finanze pubbliche future.
I due pilastri cardine del vertice di Ankara che vincolano i prossimi governi sono:
* L’obiettivo del 5% del PIL entro il 2035: L’Italia ha sottoscritto l’impegno di innalzare progressivamente gli investimenti per la difesa fino alla soglia record del 5% del PIL entro il 2035. Si tratta di una decisione strategica ed economica che proietta i suoi effetti finanziari sui prossimi due o tre governi successivi all’attuale.* Aiuti all’Ucraina per il biennio 2026/2027: È in via di definizione un piano di sostegno militare congiunto da 70 miliardi di euro.
Come si collegano questi patti con i limiti costituzionali? L’attuale esecutivo ha il pieno potere e la legittimità internazionale per firmare questi accordi multilaterali ad Ankara. Tuttavia, per evitare che un governo si “imbulloni” o metta “taglie” insostenibili sulla popolazione e sui governi futuri, scattano i seguenti contrappesi democratici:
1. La ratifica delle Camere: L’annuncio o la firma di un piano internazionale ad Ankara non si trasforma automaticamente in spesa corrente. Qualsiasi trattato internazionale o stanziamento pluriennale di questa portata richiede una successiva approvazione del Parlamento italiano tramite le leggi di bilancio o decreti di ratifica.
2. Modificabilità futura: Un parlamento successivo che uscirà dalle prossime elezioni manterrà la sovranità di rimodulare le priorità di spesa interna, sebbene violare o rinegoziare i patti siglati in sede NATO possa esporre l’Italia a fortissime pressioni politiche e diplomatiche da parte degli alleati (in primis gli Stati Uniti).
3. Il controllo del Bilancio: L’aumento progressivo delle spese militari deve rispettare i vincoli di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico. I futuri esecutivi dovranno decidere concretamente dove trovare le coperture finanziarie, operando scelte politiche tra la spesa per la difesa e le altre voci dello Stato (sanità, scuola, welfare).
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mezzo pd d accordo con Meloni per il 5%
La maggioranza del pd d accordo sul safe.
la minoranza che straccia ciò che la maggioranza vuole… col pd si perde l orientamento. Se nel programma del pd ci sarà la messa in discussione di ciò che il governo sta ratificare, quel mezzo pd, mezzo più qualcuno non ne dovrebbe più far parte. E questo è bene.
invece gli ondivaghi 5s sembrano radicalmente contrari alla riarmo scriteriato. Nessun plauso da duri e puri d antan. Aspettano che lo dicano Dibba, Orsi, Ovadia per esaltare la capacità di opposizione.
Al punto che, frammentando nelle urne il campo degli oppositori al 5% riusciranno a garantire al futuro governo di fare quello che vuole su aumento spesa per le armi e macelleria sociale. Ma opponendosi idealmente con grande fermezza, ci mancherebbe. Spettacoli a teatro a gogò, ospitate tv a manetta. Per spiegarci che è brutto spendere in armi e che è brutto tagliare il walfare. E che, in fondo, erano tutti d accordo, tranne loro. Schierarsi a lato, per favore. Devono passare le minoranze che, votando, determinano le maggioranze, pur minoritarie. Costruite stavolta dalla complicità orgogliosa di chi non vota. In fondo, se sono tutti uguali, va bene anche spendere 150 miliardi l anno per le armi. Ma non in mio nome. O anche in mio nome? Si, se lo fanno, lo fanno anche per me e per i miei figli.
magari la partecipazione involontaria sarà la sesta stella del simbolo rigenerato che tornerà nelle mani del guru redivivo.
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Se una persona le chiedesse un parere rassicurante sulla affidabilità di una alleanza per governare cinque anni col pd e sulle capacità del presidente di capire con chi ha a che fare, lei risponderebbe con un pippone del genere?
La comunità del fu movimento, già dilaniata dalla probabile presenza di mister 2% sì/no e centrini vari, deve fare i conti anche con la perenne divisione interna pd, dovuta a problemi che possono essere risolti solo con lo scioglimento di questa disgrazia terrena.
Ma il dubbio che il prof dott presid come guida politica non ne stia azzeccando mezza?
Dall’ immediato post 2022 in avanti il fu movimento aveva in dotazione una forza contrattuale di straordinaria utilità strategica, purtroppo usata poco e male. Chissà come mai..
Il pd è proprio fortunato nell’ avere Conte alleato. E non potrebbero essere altrimenti, vista la profonda amicizia del presidente col signor Goffredo Bettini, suo consigliere particolare.
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Poiché sono populista e radicale, penso che sarebbe stata una decisione migliore andare in qualche mercato rionale, nelle periferie, dove c’è degrado, tra chi soffre. Con questo non voglio dire che il prof dott presid non lo faccia mai, voglio dire che era meglio se lo avesse fatto una volta in più, invece di sfoggiare un bel sorriso per la nascita un centrino nuovo. In compenso, oltre ad avere un partito bloccato da quattro anni, il prof dott presid può assistere alla crescita del generale che pesca anche tra i poveri e gli astenuti.
Progetto Civico Italia di Onorato
Guarda che gioia!
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chissà se quei tipi saranno d accordo sul programma 5s, tipo no 5% spese in armi, o sull Ucraina o su Israele. E piacerebbe sapere chi li vota, quei centrini, quasi tutti eletti dagli elettori pd nelle loro cariche civiche. E chi sarà il loro leader? Renzi? Salis? Grillo, da Draghiano fervente.
bla bla bla sorrisi vietati.
E il pd che candiderebbe il sindaco di Milano lo farebbe per favorire l alleanza o per ostacolarla?
geni e stupidi sono in genere persone singole. Lei tratta Contd come se fosse la somma di più stupidi contemporaneamente.
Ed è evidente che Conte non le piace.
Io sono più pacato. Della banda di Centro prenderei solo Ruffini per farne il ministro delle Finanze di un programna di redistribuzione della fiscalità generale. Gli altri per me non esistono. Mi spiacerebbe della scelta di Dibba di fare il nuovo Grillo frangi- opposizione, e sì, la considererei una stupidità enorme. Per eccesso di stima in lui.
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Di Conte non mi piace la strategia politica che reputo totalmente fallimentare: è movimentista nei palazzi e gli interventi dei parlamentari sono tutti di primissimo piano; la severa contraddizione nasce fuori dai palazzi, con decisioni da partito che quasi sempre entrano in contrasto o sono in contraddizione con la fase movimentista. La forza politica guidata da Conte vuole essere movimento e partito, in base alla situazione, col risultato di essere un ibrido insipido, né carne né pesce. Ecco perché non scalda i cuori di chi cerca radicalità o, se vogliamo dire più semplicemente, affidabilità. Mi si potrà contestare la posizione, accetto tutto senza problemi, che però è tale da quattro anni, non mi invento le cose “dopo”, per comodità. Andavano fatti dei grossi sacrifici e dolorose rinunce nel post 2022, e credo fermamente che, fosse andata così , oggi il partito di Conte navigherebbe su ben altre acque. Nessuno può togliermelo dalla testa. Nessuno.
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il problema dei pipponi è che prendono spunto dai problemi. Non dalle persone e dal nostro giudizio su di loro.
il problema è l impegno a spendere il 5% del pil in spese militari, in ossequio alle maggioranze determinate dai risultati elettorali. 145 miliardi l anno, a regime. 20 miliardi l anno in più nel percorso. Una cosa inimmaginabile, per me almeno. Può darsi che i filosofi del possibile impossibile lo immaginassero. Si tratta di decidere se unire le forze per cercare di evitarlo, o di frammentarsi per poterne parlare male, anche a pagamento. E ragionare su come farlo. Il sunto del pippone è questo. E vale per il salario minimo, il decreto dignità, le norme Cartabia da rivedere. Lo sforzo per garantire maggiore accessibilità alle opportunità sociali e civili. Il programma 5s di sempre. Che su questi temi è sicuramente la forza politica più radicale. Da sempre. Vale per i geni del movimento pacifista alle Europee, vale per i monologhi degli autodefinitesi di sx sx che più sx non si può.
quando governo’ il m5s la maggioranza degli elettori aveva votato a dx. Allo stesso modo, il governo attuale ha avuto meno del 45% dei voti espressi. E vada a vedere il.monte voti buttati dei passeggiatori solitari. Nei pipponi non c’è verità. Ci sono dubbi, e speranze. Ma ci sono problemi. Non considerazioni su Bettini.
Io rimango convinto che il pd dei prodi draghiani non farà alleanze col M5s, rischiando di ritrovarsi Conte come pdc. Figuriamoci. Che magari voterebbe per Draghi pdr. Come no… ma rimango anche allibito che persone sicuramente di spessore non vedano oltre il proprio spazio su temi tanto decisivi.
Lei farà quello che riterrà giusto. Io quello che riterro’ giusto. Non avremo ragione io, se la dx rivincera’ le elezioni e apparecchiera un lauto banchetto per le lobbies. Lei avrà comunque ragione, perché il suo sforzo non è contro il 5% del pil in armi, o contro la compressione del walfare che ne consegue, ma contro Conte e le amicizie attribuite. Entrambi ci avremo provato. Io avrò perso. Lei avrà vinto, ben armato, non certo riNATO, non certo meglio curato, ammesso che questi siano per lei problemi come lo sono per me.
Il pippone parla di questo, e certamente ci metto la mia scarsa ammirazione per i profeti di sventura. Per loro la sventura è un tema egiziane, lo capisco. Ma preferisco chi prova a gestirli, i problemi, più che ad evocarli.
No Euro, no EU lo dicevano Grillo e Di Maio. Poi negandolo, nonostante i filmati evidenziassero il loro slancio. Aggiungeteci No Nato, le vs soluzioni ai problemi della criminalità e dell immigrazione, tipo No ai taxi del mare, ed un buon risultato elettorale lo avrete.
Io non vi voto.
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“gli ondivaghi 5s sembrano radicalmente contrari alla riarmo scriteriato. Nessun plauso da duri e puri d antan. Aspettano che lo dicano Dibba, Orsi, Ovadia per esaltare la capacità di opposizione”.
Un poliziotto che mangia alla stessa tavola del malavitoso, è da considerarsi coerente, credibile e degno di fiducia?
Un pacifista che mangia alla stessa tavola del guerrafondaio è attendibile, serio, coerente e degno di fiducia?
Le contraddizioni si pagano care. Gli elettori non sono idioti.
Vedi Salvini. Si riempie la bocca di pacifismo, antieuropeismo, ecc. e poi perde la credibilità residua alleandosi con partiti europeisti\guerrafondai e governandoci insieme. Il suo 5% non è un caso, ma frutto della sua incoerenza e ipocrisia.
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@Pagnottello
👏👏👏👏👏
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C è chi è più interessato alla compagnia che al menù. Anche se poi quella minestra toccherebbe anche a lui. Che però è di bocca buona, alla fine, digerendo anche 145 miliardi l anno di spese militari. Ed essendo disponibile a pagare il conto di quelli che sono al tavolo ad abbuffarsi
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Con mezzo PD che è d’accordo con FDI, Renzi e magari Calenda forse riusciremo a portare le spese militari al 10%!
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Proposta per finanziare le spese militari: tutte le spese militari vengano coperte con una Patrimoniale annua in modo tale da non influire sul welfare.
Molto semplice dovrebbe accontentare tutti militaristi e pacifisti.
G.Mazz.
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Cosa aspetta la Schlein a cacciare quell’infame di Fassino? Basta con sta solfa del testardamente unitaria e basta anche con i renziani
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Solo lui? Ce ne sono almeno una decina.
Elly deve decidere cosa vuol fare. Con il suo “testardamente unitari” non si va da nessuna parte. Se insiste a tenere dentro Renzi e i riformisti, può scordarsi l’alleanza con il Movimento. Renzi è inaffidabile e i riformisti sono favorevoli all’aumento delle spese militari. Il M5s non è disposto a partecipare ad ammucchiate con gente inaffidabile e pro-armi.
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Ricordo agli smemorati ciò che avvenne per il tav durante il primo governo Conte : in parlamento la lega si uni alle opposizioni per fare continuare lo scempio del tunnel con la Francia.Questo accadrà dopo un’ eventuale vittoria del così detto campo largo per quanto riguarda l’ argomento di cui sopra . In poche parole, richiamandosi al principio della sovranità del parlamento (quanto torna utile torna di moda ) il PD o gran parte di esso farà convergere i propri voti con le destre su riarmo EU, aumento al 5% delle spese Nato e guerre varie mettendo Conte all’ angolo . Non ne parliamo proprio se a vincere le presidenziali Usa sarà un neocon dem : i PD faranno festa per mesi a suon di bombe e missili e TV liberal inneggianti alla nuova Age dor .
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Cadrebbe il governo.
dipende da chi verrà ricandidato e da chi verrà rieletto, nel pd. Oggi le metà, o le maggioranze(?) del pd sono stati canfidati ed eletti da Letta. Qualcuno ha già lasciato altri saluteranno verso il mare centrale.
Questo è il discrimine vero. Renzi non ha nessun peso senza i Guerini, ecc.
Vedremo
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Me lo ricordo benissimo. Il giorno dopo cadde il governo.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/07/tav-approvate-in-senato-le-mozioni-a-favore-bocciata-quella-del-m5s-lega-vota-con-pd-e-forza-italia-i-5-stelle-e-un-inciucio/5373262/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/08/crisi-di-governo-salvini-a-conte-subito-in-parlamento-la-maggioranza-non-ce-piu-di-maio-la-lega-ha-preso-in-giro-il-paese/5375682/
Senza un accordo su armi e politica estera, l’alleanza con il Pd salta. Il M5s non è disposto a partecipare ad ammucchiate con gente inaffidabile e pro-armi.
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Considerazione da niente.
Nel Conte 2 il Movimento aveva 217 parlamentari e il PD 162.
Col Melonellum il PD ne avrebbe circa 84 e il Movimento appena 48.
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interessante. Come di calcolano?
grazie
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Il melonellum non esiste ancora.
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L’Italia è stata da giorni con il fiato sospeso per l’eventualità che l’amante respinta da Trump lo incrociasse nel corso del summit di Ankara, con grande imbarazzo della stessa. A nulla è valso il consiglio dei suoi più stretti collaboratori che… l’amore non è bello se non è litigarello. Niente, la vanità di Donna Giorgia non ha voluto sentir ragioni. Non lo vuole più, anche se è lui ad averla rifiutata (ma vabbè). E si è pure presentata in ritardo con lo scopo di entrare in coda alla fila dei capi di stato e così evitare di incrociare il suo sguardo. Caso ha voluto però che alla cena di rito, i posti decisi dal cerimoniere turco per i due ex spasimanti fossero esattamente l’uno di fronte all’altro. Impossibile allora ignorarsi. Ora, per farla breve: volete che la tenera premier abbia davvero resistito alle ragioni del cuore in subbuglio nel tentare, complice il vino, di riallacciare i rapporti con il potente alleato?? Secondo me gli avrà certamente fatto il piedino sotto il tavolo per indurlo alla riconciliazione. Ma quello niente, non ha ceduto alla seduzione. Onde per cui, la donna che non doveva chiedere mai, tantomeno implorare… si è trovata nella necessità di fargli una proposta che il tycoon non poteva rifiutare: la riconferma dell’ accettazione del 5% del Pil pro-riarmo.
Fu così che Donna Giorgia tornò un po’ nelle grazie dell’amante. Rifiutandosi ancora una volta, per amore al potente, di fare gli interessi degli italiani. Incassando per giunta il favore di mezzo PD. E il campo largo?? Tutto da rifare!
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Qui non è Hollywood…, ma quasi!
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Cosa aspetta Fassino a farsi un suo partito…..!!! Dai…. Piero….da “allora siamo padroni di una banca”….all’ ho un partito tutto mio…il passo dovrebbe essere brevissimo!!!! Dai Piero facci sognare…..magari non prenderai i voti dei “dipendenti” dei duty-free aeroportuali….di chi non mette insieme il pranzo con la cena…..dei sei milioni di Italiani in poverta’ assoluta ecc…ecc………ma un bel “me ne frego” da un compagno della sinistra- destrorsa ci puo’ benissimo anche stare ….
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E mentre i Cinquestelle si preparano a contestare il 5% del PIL in armi, metà piddì è per il SI e metà piddì è per il NO.
E’ con costoro che il M5S si deve alleare?
Il piddì vuole allearsi con il M5S per scaricargli tutte le colpe che un cattivo governo (con loro) riuscirebbe a produrre.
Il M5S non si deve far coinvolgere dal piddì in questi giochi di palazzo che servono solo a loro per conquistare la cadrega.
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Senza un accordo su armi e politica estera, l’alleanza con il Pd salta. Il Pd potrà unirsi a Renzi e a Forza Italia.
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“E’ con costoro che il M5S si deve alleare?”
Sì, da quattro anni tutto va in tale direzione, nonostante le colossali fregnacce su “progressisti e indipendenti”.
In questo percorso è difficile percepire amore in difesa della comunità (teoricamente) rappresentata. Vedo solo calcoli su date e scadenze elettorali, e il confidare sulla presenza degli elettori residuali, almeno quelli.
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Ma non dire assurdità!
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Le assurdità sono i bombardamenti coi sondaggi sul filo dei decimali, con sabotatori resi necessari e milioni di astensionisti che si girano dall’ altra parte per lo sconforto. Queste sono le assurdità.
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I nostri DEM non sarebbero nessuno senza l’appoggio incondizionato ai DEM. Allearsi con loro vuol dire diluire le nostre istanze del 60% minimo e in cambio non ottenere nulla, poltrona a parte s’intende.
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Esattamente, proprio così. E poi, sal mio punto di vista, non ho mai escluso possibili alleanze: coi tempi giusti e con paletti durissimi.
Vanno in giro a parlare di impoverimento e bollette con gente che ha votato la qualsiasi con le dx. O pensano che gli italiani siano tutti rinco, oppure i palazzi e i tappeti rossi hanno fottuto il loro cervello. Non vedo altre spiegazioni.
Un paletto? Se voti una sola volta con le dx gira al largo. Macché, come nulla fosse. Con Bettini che si permette di “consigliare” Renzi.
Ma neanche al manicomio..
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Ma per i DEM il bullo è una risorsa di cui non possono fare a meno, serve dentro e fuori da partito, come potrebbero privarsi? Come pensi siano rimasti a galla negli ultimi 50 anni??
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Infosannio oggi: L’invasione degli ultracorpi.
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Intanto…
Fabrizio Uda
Ho ascoltato tutto l’intervento di Giuseppe Conte in commissione Covid. Lo volevate in commissione, eh? Avevate già preparato il patibolo, la sceneggiatura pronta, le domande studiate a tavolino per provare a chiuderlo in un angolo. Pensavate fosse la solita passerella, il momento in cui avreste potuto riscrivere la storia a vostro uso e consumo. E invece, il cortocircuito. PIALLATI! Conte è entrato in quella stanza e, con una lucidità che a molti ha fatto decisamente male, vi ha smontato pezzo per pezzo, documento per documento. Non ha solo risposto, ha ripreso in mano la cattedra. Mentre voi cercavate il pelo nell’uovo per costruire il titolo acchiappa-like, lui ha riportato tutto su un piano di realtà che non ammette repliche. Vi ha guardato negli occhi e ha rivendicato ogni singola firma, ogni Dpcm, ogni scelta fatta quando l’Italia, e il mondo intero, stavano trattenendo il respiro. Il risultato? Un massacro politico. Siete rimasti lì, impantanati nelle vostre piccole vendette, mentre lui vi spiegava – con la calma di chi sa cosa significa governare un Paese sotto attacco e di chi conosce leggi e costituzione – la differenza tra la politica urlata e la responsabilità delle istituzioni. Cercavate un colpevole da dare in pasto alla piazza e vi siete ritrovati con un boomerang che vi è tornato dritto in faccia. È stato uno spettacolo quasi imbarazzante per chi sperava di vedere un uomo in difficoltà. Invece, avete visto un leader che non ha battuto ciglio, che non ha indietreggiato di un millimetro e che, alla fine della fiera, vi ha lasciato con un palmo di naso. Ora audite Santanchè e chi dava del criminale dall’allora presidente del Consglio remando contro l’Italia! Buon lavoro con la commissione, eh. Ne avrete bisogno per riprendervi da questa lezione.
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Paolo Sensini
1 g
I genitori di Zelensky sono felicemente sistemati in Israele, di cui sono cittadini in quanto ebrei ashkenaziti, dove conducono una vita agiata e rilassante. Recentemente la NABU (ufficio anticorruzione) ha riscontrato movimenti per decine di milioni di euro transitare sui loro conti correnti. L’ultimo accredito è di appena 11 milioni, giustificato come un piccolo “regalo”. Un regalo gentilmente offerto dalle tasse dei contribuenti europei tramite il loro caro figliuolo…
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Continuiamo a contribuire, mi raccomando…
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