
(Dott. Paolo Caruso) – Presidente Meloni, da tempo mi chiedo che cosa lo attragga di Trump, di questo abominevole individuo, che lo guarda, come la ritrae la foto, in estatica ammirazione. Probabilmente perché per certi aspetti avete molti punti in comune; lo stesso piglio, la stessa arroganza, la stessa visione di governo autocratico. Sovrapponibili nel rapporto tossico “giustizia e magistratura”, intolleranti agli organismi di controllo e al dissenso. Speculari anche nel creare sempre lo straccio di un colpevole e di un nemico immaginario, i migranti. Certo tutto con le dovute proporzioni come può essere tra “il gigante” e “la bambina”. Si sarà resa conto, almeno lo spero, che egli non fa altro che strumentalizzare tutto a suo egoistico favore, vuole tutti ai suoi piedi. E chi si ribella paga. Ne sa qualcosa anche lei. Anche l’arbitro di calcio, o chi per lui, deve concedergli la revisione del verdetto del campo, a favore della squadra degli USA. Mi ricorda Nerone, quando tenne le Olimpiadi ad Atene, dove egli fu protagonista indiscusso, e, manco a dirlo, fu il vincitore di tutti i giochi olimpici. Bastò infatti che un giudice (si fa per dire!) sollevasse l’ombra di un sospetto sulla sua prestazione, che fu fatto uccidere. Questo è Trump. Bisonte senza freni. Delirante onnipotenza. Non va preso sul serio. Lo fa con convinzione Sanchez, con buoni risultati. Lo fanno i Russi e i Cinesi che lo tengono in pugno. Solo dall’Europa non teme contraccolpi, e può dire di noi, impunito, peste e corna. La cura? Non va “degnato d’un guardo”. Inevitabile sarà oggi, ad Ankara, doverlo incontrare. Lo affronti con la schiena dritta per la dignità sua e del popolo italiano. Non si atteggi a serva sciocca come sempre avvenuto. Otterrebbe l’ effetto contrario. Lo sa bene ormai quanto sia sclerotico fino alla schizofrenia. In prevedibile contraddizione con se stesso, e con una fissazione: il potere dei soldi. Si vende perciò al miglior offerente. Non potremo sperare mai nulla di buono da lui. Ci svende ogni volta che fa piacere al suo amico. Tutto è business per lui: armi, petrolio, gas… Ce li fa pagare più cari che altrove. Ma ci impone a comprarli da lui, altrimenti ci penalizza con nuovi dazi. Ma davvero questo cordone ombelicale con quest’ America non si può spezzare? Quanti altri mercati nel mondo potrebbero in modo più redditizio per noi soddisfare le nostre esigenze? Oggi, alla NATO, voleranno stracci… Allora come dicevano i latini, ” Sursum corda “. Auguri Presidente! Non ci deluda ancora una volta.
Potrebbe non deluderci ? Oramai, qualunque cosa faccia, è fritta.
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4 anni nella piu’ totale insipienza socio-economica…..cosa ci si potrebbe attendere…?????
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Sursum corda?!… Purtroppo non conosce il latino. Non lo si studia all’alberghiero
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