
(ANSA) – WASHINGTON, 07 LUG – Donald Trump ha approvato il piano di attacco contro l’Iran e ne ha ordinato l’esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. Il presidente, spiega la fonte, ha tenuto una riunione ad Ankara con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti il generale Dan Caine.
Secondo il funzionario “non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi. Riceveremo una valutazione sui risultati dei raid e prenderemo decisioni in seguito”.
IRAN: COMANDO USA, COLPITI 80 OBIETTIVI TRA CUI SISTEMI DIFESA E 60 IMBARCAZIONI
(LaPresse) – “Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno completato una nuova serie di attacchi offensivi contro l’Iran il 7 luglio, colpendo oltre 80 obiettivi con munizioni di precisione come risposta immediata agli ultimi attacchi iraniani contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz”.
È quanto si legge in una nota del Centcom. “Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche anti-nave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche all’interno e in prossimità dello stretto, al fine di ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridoio commerciale”, fa sapere il Comando Usa, “l’Iran ha recentemente attaccato tre navi mercantili in transito nello stretto, tra cui la M/T Al Rekayyat battente bandiera delle Isole Marshall, la M/T Wedyan battente bandiera dell’Arabia Saudita e la M/T Cyprus Prosperity battente bandiera liberiana.
L’aggressione ingiustificata da parte delle forze iraniane costituisce una chiara e pericolosa violazione del cessate il fuoco e compromette la libertà di navigazione”. “Le forze del Centcom rimangono pronte e preparate a chiamare l’Iran a rispondere delle proprie azioni qualora l’accordo non venga rispettato o osservato”, conclude la nota.
AXIOS, ‘ULTIMI ATTACCHI USA 4-5 VOLTE SUPERIORI A QUELLI DI FINE GIUGNO’
(ANSA) – Gli attacchi Usa di poco fa contro l’Iran sono stati, per portata e potenza, quattro o cinque volte superiori a quelli avvenuti dieci giorni prima. Lo riporta Axios citando un funzionario americano.
IRAN, ‘ATTACCHI USA VIOLANO INTESA, CI SARANNO RITORSIONI’
(ANSA-AFP) – TEHERAN, 08 LUG – Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d’intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz.
“L’Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale”, ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News.
IRAN, ‘COLPITE BASI MILITARI USA IN KUWAIT E BAHREIN’
(ANSA-AFP) – ROMA, 08 LUG – L’Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall’emittente statale IRIB.
“In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave” nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.
GHALIBAF, ‘DA USA VIOLAZIONE MEMORANDUM, FINITA ERA DEL BULLISMO NON CI PIEGHIAMO’
(ANSA) – ROMA, 08 LUG – “Grave violazioni dell’memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti: Violazione della regolamentazione nello Stretto (di Hormuz, ndr). Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell’Iran.
Aggressione sionista continua sul Libano. L’era del bullismo e dell’estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo”. Lo ha scritto in un post sul suo profilo X, Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l’Iran nella trattativa con gli Stati Uniti, in seguito agli attacchi delle forze armate americane sul Paese.
IL KUWAIT STA RISPONDENDO AD ATTACCHI CON DRONI E MISSILI
(ANSA-AFP) – ROMA, 08 LUG – I sistemi di difesa aerea del Kuwait sono impegnati in scontri con droni e missili ostili. Lo ha dichiarato lo Stato Maggiore dell’Esercito kuwaitiano. Le esplosioni, udite in alcune zone del Paese, sono state causate da intercettazioni in volo, secondo un comunicato dello Stato Maggiore. Si raccomanda alla popolazione di attenersi alle istruzioni di sicurezza emanate dagli organi competenti.
IL PETROLIO IN RIALZO DOPO GLI ATTACCHI USA ALL’IRAN
(ANSA-AFP) – ROMA, 08 LUG – Il prezzo del petrolio di riferimento statunitense è aumentato di oltre il 2,5% all’apertura dei mercati, in seguito dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente e dei nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran. Il greggio West Texas Intermediate, uno dei due principali benchmark globali, ha guadagnato il 2,63%, attestandosi a 72,29 dollari al barile.
L’incremento è avvenuto dopo che le forze statunitensi hanno lanciato raid contro l’Iran in seguito all’attacco a tre navi mercantili nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall’esercito americano.
I media statali iraniani hanno segnalato numerose esplosioni intorno allo stretto, tra cui sei sull’isola di Qeshm, sette nella città di Sirik e altre nella città portuale di Bandar Abbas. I prezzi del petrolio rimangono comunque ben al di sotto dei picchi raggiunti all’inizio della guerra.




TOMMASO MERLO
Il trionfo della Russia e dell’Iran
La speranza è che la Nato in Ucraina subisca una disfatta tale da disintegrarsi. La speranza è un trionfo russo dopo decenni a buttare via miliardi in guerre folli in modo da aprire una nuova stagione di buonsenso politico e di pace. La Nato da organizzazione difensiva è diventata la nostra principale minaccia. Perché cocciutamente guerrafondaia nonostante l’infinita collezione di disastri e perché talmente potente da forzare singoli paesi a dissanguarsi nonostante i loro cittadini scivolino in miseria. Dopo decenni ad insanguinare il mondo, la Nato ci ha portato la guerra in casa e da anni ormai ci costringe a regalare a Zelensky arsenali interi nella speranza sconfigga Putin per conto nostro e coroni il sogno occidentale di marciare su Mosca. Un trionfo russo metterebbe la parola fine ai rigurgiti da guerra fredda, silenzierebbe i russofobi una volta per tutte e costringerebbe gli americani a levarsi finalmente dai piedi. Una bella notizia dopo l’altra. Ma non solo, un trionfo russo creerebbe un’onda d’urto politica tale da far crollare tutti i governi europei che hanno sponsorizzato il suicidio ucraino fregandosene per anni della verità sia nelle trincee del Donbas che in quelle delle loro società. Buttare via miliardi in una guerra autolesionista ed evitabile con un minimo di prudenza quando il tuo popolo soffre, è un crimine politico imperdonabile. E non finisce qui. Un trionfo russo affonderebbe l’attuale Commissione Europea di guerrafondai nella fogna della storia come merita e si aprirebbe l’opportunità di ricostruire dalle fondamenta il progetto europeo. In un mondo sempre più continentale serve una “massa europea”, ma il pantano ucraino ha dimostrano quanto sia pericoloso il mostro tecnocratico che hanno creato. Putin sembra l’unico adulto della situazione e la speranza è che si limiti a distruggere la Nato senza allargare il conflitto in Europa nonostante la diretta complicità di alcuni paesi. I cittadini europei vogliono la pace, non vedono l’ora di ristabilire rapporti di amicizia e di collaborazione col popolo russo e non è giusto paghino per le indegne élite che li governano. E non finisce qui. La speranza è che trionfi anche l’Iran mettendo fine a decenni di catastrofica egemonia americana. Una leadership tutta dollari, basi militari ed ipocrisia che ha insanguinato il mondo con l’unico risultato di renderlo più ingiusto e pericoloso. Trump ha firmato un memorandum di resa per prendere tempo e manipolare sia il mercato del petrolio che quello politico. Incombono le elezioni e per colpa dello Stretto di Hormuz non può raccontare balle. Vanno dal benzinaio e a far la spesa anche gli invasati maga superstiti che non sanno nemmeno cosa sia l’Iran e l’unica cosa che leggono è il proprio conto corrente. Mesi di bombardamenti hanno solo svuotato gli arsenali di un paese già sull’orlo di una bancarotta finanziaria ma anche sociale per una giungla oligarchica ormai fuori controllo e una presidenza demenziale. Trump è incaprettato. La mafia sionista ormai lo tampina anche al cesso, degli Stati Uniti non gliene è mai fregato nulla ma dopo tutti i soldi spesi per comprarsi quella manica di burattini politici che gironzolano per Washington, non si rassegnano. Vogliono che quell’idiota dello sceriffo a stelle e strisce continui a duellare con gli ayatollah per conto loro e gli consegni l’agognata egemonia regionale. In modo che persiani e tutti gli arabi e un domani pure i turchi facciano la fine dei palestinesi. Deliri ideologici che un trionfo iraniano archivierebbe per sempre. Una bella notizia dopo l’altra perché checche strilli la propaganda mainstream, l’Iran vuole libertà, giustizia e rispetto del diritto internazionale per se stesso, per il Libano e per il martoriato popolo palestinese. Dopo ottant’anni di persecuzione e oppressione, vuole la fine di ogni atrocità e che i palestinesi abbiano il sacrosanto diritto di decidere sul proprio destino a casa loro. È questa la speranza. Un trionfo russo ed un trionfo iraniano che interrompano decenni di ipocrisie politiche occidentali e di miliardi buttati via con l’unico risultato di rendere il mondo più ingiusto ed insicuro. Putin e gli iraniani sembrano gli unici adulti della situazione e la speranza è che riescano a sconfiggere la Nato, gli Stati Uniti ed i sionisti evitando una escalation perché non è giusto che i cittadini paghino per le indegne élite che li governano. La speranza è che cambino schemi ed equilibri che reggono il mondo in modo da aprire una nuova stagione di buonsenso politico e di pace.
Tommaso Merlo
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