
(di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it) – A Genova da tempo si parla di problemi di sicurezza prodotti da un’immigrazione giovanile non regolare e che agita il dibattito cittadino. E così la “moderna” Salis ha pensato di affrontare la situazione concedendosi qualche “apertura” a destra prontamente colta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che si è detto pronto anche a un “patto repubblicano sulla sicurezza”. La tentazione di seguire il vento è sempre molto forte in politica, anche se ti chiami Silvia Salis, fai la sindaca di Genova e ti sei costruita un’immagine giovane e moderna.
E così la sindaca che Matteo Renzi vedrebbe bene come premier (ma chissà se lo dice con l’intento di bruciarla) ha fatto due sortite che hanno fatto storcere il naso alla sinistra cittadina. Cercando di chiamare in causa il governo e la destra, la sindaca ha dichiarato che “sul tema dell’immigrazione clandestina, su cui hanno giocato tutta la loro campagna elettorale, ci troviamo in questo momento con un Paese che non riesce a rimpatriare gli immigrati irregolari”. Questione vera, ma vera da anni, anche quando governava il centrosinistra, perché i rimpatri sono facili a dirsi ma quasi impossibili a farsi. E infatti, sottolinea Salis, “a fronte di oltre 21mila provvedimenti di espulsione ci sono stati 4.700 rimpatri. Rimpatria più irregolari di noi la Svezia. Sono domande da fare al governo”. Ma poi ha fatto un’apertura che non è sfuggita al Viminale. “Il ruolo del Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio, ndr) è totalmente marginale, perché se non c’è l’accordo di rimpatrio con il loro Paese rimangono lì, e poi escono sul territorio”. “Bisognerebbe riuscire a trovare una risposta organica a questo tema” ha poi aggiunto.
Questo è bastato al ministro Piantedosi per annunciare che sarà presto a Genova per una riunione sulla sicurezza in città. Il Viminale ha fatto sapere di voler cogliere positivamente “l’apertura della sindaca Salis alla necessità di aumentare ulteriormente i rimpatri e per questo si impegnerà perché possa essere trovata una soluzione per realizzare a Genova, in accordo con il Comune e la Regione, un Cpr che consentirà un aumento dei rimpatri degli immigrati irregolari pericolosi”. L’incontro potrebbe realizzarsi a breve e se davvero fosse confermato costituirebbe un altro tassello dell’immagine politica nazionale della sindaca. Soprattutto se si unisce al tema termovalorizzatore in programma in Liguria. La sindaca si è detta favorevole, a patto che non sia a Genova. Una sorta di “Nimby” selettiva.
Sul tema del Cpr e dei rimpatri, a dare ragione a Salis è intervenuto uno di quei tanti personaggi che dovrebbero animare il cosiddetto “centro”, Enzo Maraio, segretario del Partito socialista: “Silvia Salis ha ragione: sulla sicurezza non bastano slogan e conferenze stampa. La sinistra riformista deve tornare a parlare del tema, con serietà, sulle soluzioni possibili e senza agitare paure”.
Silvia Salis finora ha giocato molto bene la propria immagine, è stata tra le poche, ad esempio, ad aver colto prima del tempo l’aria che si respirava su Gaza, organizza concerti per i giovani ed è molto presente in tv. Ma alla lunga, in politica, vien fuori la vera natura: e se questa è parlare con Piantedosi…
Il tema immigrazione se continua ad essere ignorato dalla sinistra-sinistra diventerà (lo è già, a dire il vero) un elemento di sconfitta elettorale, e questo al di là dell’ utilizzo che poi ne fa la dx.
Gli argomenti utilizzati per aggirare la discussione possono essere presi in considerazione ma sono molto più deboli rispetto alle conseguenze.
Si dice: in Italia non si fanno più figli, la immigrazione serve.
Vero. La denatalità è argomento da un trentennio e nessuno si preoccupa di creare le condizioni affinché venga accolto anche solo un primo figlio e, spesso, un secondo nato incide in maniera drammatica sul bilancio familiare . A questo problema ormai strutturale (l’ Italia si sta impoverendo, sotto tutti i punti di vista), se ne aggiunge un altro altrettanto drammatico e che stavolta riguarda chi i figli li ha messi al mondo, cresciuti e “imparati”: la fuga dei cervelli. Le risorse e le speranze di futuro scappano da questa m. di paese, e fanno bene, viste le condizioni di degrado.
Altro elemento: le tecnologie stanno decimando posti di lavoro anche molto qualificati. Con cosa rimpiazziamo tutto questo, con l’ingresso di manodopera non qualificata? È la soluzione? O si sta innescando una bomba sociale ad orologeria?
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Giusto ieri mi è capitato sotto gli occhi un video che definire squallido è un eufemismo. Un africano che si masturb*** in spiaggia davanti a bambini che avranno avuto dai tre ai cinque anni. Giustamente la gente in spiaggia è andata “fuori di testa”. E poi ci si meraviglia se la gente vota Vannacci.
Come prevedibile da destra si sono sollevate polemiche (ricordiamo, ultimi 4 anni al governo, sbarchi record, città allo sbando), mentre da sinistra nessuno ha fiatato.
Cosa dovrebbero pensare anche gli elettori di sinistra, che forse la destra non ha tutti i torti a dire che la sinistra è una minaccia per la sopravvivenza stessa della “razza” italiana?
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Le braccia servono dove servono. Se l’ occidente evoluto, suprematista e con forte DNA colonialista, smettesse di destabilizzare, installare pupazzi, depredare certe aree e decidesse di investire (non in armi come sta facendo) per consentire a economie arretrate di raggiungere un grado di prosperità adeguato, probabilmente il fenomeno migratorio (ineliminabile) assumerebbe una forma controllabile. È una carità pelosa quella di fare gli accoglienti quando i governi occidentali sono altamente responsabili dei disastri da Risiko.Pochi individui sono disposti a lasciare terra e famiglia se è più conveniente rimanere, perché esiste una prospettiva.
I pazzi furiosi che ci governano invece trovano conveniente convertire le economie e produrre armi. Fare previsioni su come andrà a finire non è mai stato così facile.
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