
(Giancarlo Selmi) – È inutile girarci attorno: da qualunque punto di vista le si guardi, le dichiarazioni di Rutte smentiscono in pieno la narrazione del governo e di Meloni sulla effettiva partecipazione dell’Italia alla guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu contro l’Iran.
Rutte parla di 4.000 voli partiti dalle basi militari europee e, tra questi, 500 dall’Italia. Numeri enormi, che bastano da soli a rendere ridicola l’idea che l’Italia sia rimasta “neutrale” o estranea a ciò che è accaduto. Non basterà certo una nota di agenzia del Ministero della Difesa a chiarire uno scenario che appare, a dir poco, oscuro e complicato.
L’11 marzo 2026 Meloni dichiarava in Parlamento, categoricamente, che le basi italiane non erano utilizzate per operazioni di guerra: “l’Italia non è in guerra e non intende entrarci”. Oggi le parole di Rutte la smentiscono punto per punto. La nota del Ministero della Difesa si rifugia nei trattati del ’54 e in un vago “supporto logistico”, gli stessi riferimenti usati da Meloni in Aula, con l’aggiunta misteriosa degli “aggiornamenti”.
E allora la domanda è semplice:
Cosa significa esattamente “aggiornamenti” ai trattati del ’54? Chi li ha decisi, quando, e con quale mandato politico e parlamentare? Di quanti e quali “aggiornamenti” è responsabile il governo Meloni? Perché i trattati che regolano l’uso delle basi americane escludono il loro utilizzo, anche solo logistico, in caso di attacco unilaterale, che è esattamente ciò che è avvenuto con l’attacco USA contro l’Iran. Dunque, siamo davanti a due sole possibilità:
Meloni ha mentito al Parlamento, sapendo di mentire. Oppure, ancora più grave, la sua totale subalternità a Trump l’ha spinta ad “adattare” i trattati pur di rendere più facile al “suo amico” l’uso delle basi italiane, senza informare né il Paese né il Parlamento. Delle due, una è vera. In entrambi i casi, però, cade definitivamente la favola della “vendetta di Trump” per la mancata concessione delle basi, in particolare quella di Sigonella. Perché la realtà, numeri alla mano, è che le basi italiane siano state usate eccome.
Meloni deve quindi chiarire, in modo dettagliato e pubblico: Cosa vuol dire “supporto logistico” nel concreto. Cosa include la definizione di “non cinetico”. Che caratteristiche avevano i 500 voli decollati dalle basi italiane: rotte, carichi, destinazioni, finalità. Che tipo di missioni sono state svolte, una per una.
Questo non sarebbe un favore che farebbe al Paese, è un dovere costituzionale. Nessuna elezione conferisce un potere assoluto, tanto meno il diritto di stravolgere la Costituzione, coprire accordi oscuri e mentire al Parlamento e ai cittadini sapendo di farlo. Chi governa deve rispondere delle proprie scelte. E stavolta, le domande sono troppe e troppo gravi perché basti una nota di poche righe e far finta di niente.
Attendiamo con ansia la solidarietà al popolo italiano, entrato in una guerra senza saperlo.
“Cosa vuol dire “supporto logistico” nel concreto..”
Esatto. Senza un imponente supporto logistico nessuna guerra è possibile, perciò ai signori governativi questa scusante serve a nulla.
Concedendo supporto logistico si è complici .
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Trump: “Rutte mi ha chiamato ‘daddy’? Gli piaccio” https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2025/06/26/trump-rutte-mi-ha-chiamato-daddy-gli-piaccio_96f1142c-bd85-4919-8616-a4d4103cd4dd.html
Bette Davis canta “Ho scritto una lettera a papà” (“I’ve written a letter to daddy”) 😂😂
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Gli americani stanno spianando la strada a Vannacci
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Basta con la vendetta di Sigonella, gli USA si accontentarono di far spiare Craxi, loro uomo con velleità da statista, da Monnezza Ferrara e il Cinghialone continuò a rubare sfacciatamente per anni e fu vittima dell’ingordigia dei ladri novelli in preda a delirio di onnipotenza.
Quelli veramente scomodi sono stati fatti fuori subito e materialmente, i servi degli americani se sono ancora utili sopravvivono a qualche tradimento (il Berlusca flirtò e rubò con tutti i nemici giurati degli USA), magari apparente .
E rimane il dubbio della manfrina totale sulla messa in castigo della Melona o, al contrario, della semplice instabilità umorale di Trump.
Poi Draghi, Melona, Renzi, Schlein o Vannacci al governo, non cambia niente per la politica internazionale, garantisce la Mummia sicula.
Anche con Conte cambia pochissimo, temo.
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