
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Titoli invecchiati male. “Il disgelo di Meloni con Donald: siamo sempre stati amici” (Corriere della sera, 17.6). “Giorgia-Donald, di nuovo amore. Riuscite le manovre di avvicinamento”. “L’audacia della donna in cravatta: stile, immagine e autorevolezza” (Libero, 17.6). “Meloni e Donald, ‘rapporto immutato’” (Giornale, 18.6). “Bene che tra Meloni e Trump sia tornato il sereno, ammesso […]
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Titoli invecchiati male. “Il disgelo di Meloni con Donald: siamo sempre stati amici” (Corriere della sera, 17.6). “Giorgia-Donald, di nuovo amore. Riuscite le manovre di avvicinamento”. “L’audacia della donna in cravatta: stile, immagine e autorevolezza” (Libero, 17.6). “Meloni e Donald, ‘rapporto immutato’” (Giornale, 18.6). “Bene che tra Meloni e Trump sia tornato il sereno, ammesso che ci sia mai stata una tempesta… Credete a me, voler spiegare alla Meloni come si sta al mondo è come voler insegnare ai gatti ad arrampicarsi” (Alessandro Sallusti, ibidem). “Meloni intasca il disgelo con gli Usa: ‘Abbandonati? No, sempre amici’” (Verità, 17.6). Ma infatti.
Scala Richter. “Terremoto politico in Italia: nasce il nuovo partito di Calenda, Monti e Picierno” (Tg La7, 16.6). Sismografi impazziti.
La pulce con la tosse. “Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno” (Antonio Tajani, vicepremier FI e ministro degli Esteri, 19.6). E forse mi levo pure il cappellino Maga, tiè!
Mission impossible. “Spazio Pubblico querela chi ha subito cercato di sabotarne la serietà inviando false adesioni da un unico sito con sede ad Amsterdam. Non saranno putinisti, non saranno propallisti ma di certo sono attenti alle novità politiche” (Marco Taradash, X, 17.6). Sabotare la serietà di Pina Picierno: certo, come no.
Mitomanie. “Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perché non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra” (Matteo Renzi, X, 16.6). E poi l’uva era acerba.
Mai più senza/1. “Andrea Orlando: ‘Serve Renzi’” (Foglio, 19.6). Ecco, bravo: portatelo a casa tua.
Mai più senza/2. Nel campo largo si fanno le foto. Manca il centro, però. Manca un Draghi. Ecco, soprattutto manca un Draghi” (Concita De Gregorio, Repubblica, 19.6). Ecco, brava: portatelo a casa tua.
Spiriti guida. “Da Chicago, Renzi riannoda le relazioni con i big del mondo dem a stelle e strisce, tra gli ex presidenti Obama, Bush jr., Clinton e Biden” (Messaggero, 19.6). Quattro criminali di guerra (tre o quattro a testa), più il solito intruso.
C’è grossa crisi. “Inferno Kostiantynivka. I russi, in difficoltà ovunque, tentano la spallata in Donbass. Oggi sono vicini a ottenere un successo strategico: occupare Kostiantynivka, una delle quattro città fortezza che proteggono l’ultima parte del Donbass rimasta in mani ucraine. Se dovesse cadere, i russi potranno puntare su Kramatorsk, la capitale della resistenza agli invasori… È chiaro che la situazione per i difensori è diventata critica. Da settimane i russi continuano a infiltrare squadre di fanti, spesso due alla volta, tra le macerie del centro. Ora sono riusciti a penetrare nella ‘cuspide’ che chiude i quartieri settentrionali e minacciano di interrompere l’unica strada per i rifornimenti” (Gianluca Di Feo, Repubblica, 18.6). Pensa se erano in difficoltà gli ucraini.
Matti di guerra. “L’esercito russo è in crisi nera. Putin arruola i malati di mente” (Libero, 13.6). Dev’essere geloso di Libero.
Pericolo sventato. “Più Libri Più Liberi, Nordio: ‘Chi organizza forse non sa che il Codice penale è firmato da Mussolini’”, “Nordio e il caso del codice di Mussolini: ‘Non era affatto una lode, io lo volevo abolire’” (Corriere della sera, 16 e 17.6). Quindi l’abbiamo scampata bella.
Le voci corrono. “Mélenchon: ‘La Nato non serve a nulla, se non a trascinarci in guerre inutili. Il Pd in Italia è una brodaglia informe’” (Repubblica, 11.6). E niente, l’hanno saputo anche in Francia.
Scambi di persona. “Liste di proscrizione per i giornalisti. Il generale diventa il ‘nuovo’ Grillo” (Fabrizio Roncone, Corriere della sera, 15.6). Chi non ricorda l’editto bulgaro di Grillo contro Biagi Luttazzi e Santoro? E Grillo che caccia Gabanelli, Giletti, Giannini e Porro dalla Rai perché danno noia a lui e/o alla Boschi?
Senti chi parla. “L’odio social contro mamma Sempio” (Rita Cavallaro e Luca Fazzo, Giornale, 19.6). Finalmente una piena confessione.
È la somma che fa il totale. “Futuro nazionale cresce rubando voti ai grillini” (Libero, 19.6). “Fn sorpassa la Lega, ma i voti vengono dai 5S” (Dubbio, 19.6). Funziona così: i 5Stelle votano Vannacci e i leghisti votano 5 Stelle.
Dragon Ball. “Cavo Dragone: ‘L’Ucraina sta combattendo anche per noi’” (Stampa, 31.5). Ma esattamente voi chi?
I titoli della settimana/1. “Draghi: l’urgenza di una nuova Europa per i giovani” (Messaggero, 16.6). “Non è soltanto il profeta dell’Europa. Il futuro politico di Draghi resta aperto” (Marco Damilano, Domani, 17.6). Ma a 78 anni non sarà un po’ troppo giovane?
Il titolo della settimana/2. “Stasi verso l’addio al carcere. Non tornerà a Garlasco” (Corriere della sera, 13.6). Sollievo nel paese, allarme in tutti gli altri.
Il titolo della settimana/3. “Stasi libero. Finalmente. L’unico condannato per l’omicidio Poggi” (Verità, 13.6). Ah beh, se è l’unico, allora è innocente.
I titoli della settimana/4. “Caso Minetti, i penalisti sculacciano Travaglio” (Libero, 13. 6). “Minetti graziata, ok del tribunale. Il Fatto ora trema per la causa Usa” (Felice Manti, Giornale, 13.6). Brrr che paura.
Il titolo della settimana/5. “Perché Kiev non è Teheran” (Paolo Garimberti, Repubblica, 17.6). Perché Sanremo è Sanremo.
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Antonio Tajani, l’uomo (si fa per dire) che diede lo schiaffo al ca@@o
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Si vede il marsupio??
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“Ecco, soprattutto manca UN Draghi”
Per quanto criticabile sia l’esempio è possibile che Concita D.G. intendesse un leader con spessore?
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Grazie alla Redazione di Infosannio…..!!!
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A parte la goduria propria per lo smascheramento della Cialtronaaaaaa, mi entusiasma la solidarietà finta e pelosa di tutti i nostri politicanti, Mattarella in prima linea, con la signora ginocchiera, a cui quasi tutti augurano di nascosto 100 di questi flop. Ed anch’io, naturalmente.
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Contorsionisti in azione non al circo ma nei giornali . Il caso Trump- Meloni ha messo in seria discussione l’ equilibrio mentale già in bilico dei nostri eroi dei giornali e la marmaglia informe dei politici . C’è chi odia Trump ma ama Giorgina anche se prima nutriva dolci sentimenti anche per il capone di Washington . C’è chi odia il pazzo americano ma sostiene le sue pazzie in giro per il mondo pur detestando Meloni ma che oggi protegge dall’ aggressione villana del biondo per puro calcolo però autolesionista e via via discorrendo.
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Bella:
Le voci corrono. “Mélenchon: ‘La Nato non serve a nulla, se non a trascinarci in guerre inutili. Il Pd in Italia è una brodaglia informe’” (Repubblica, 11.6).
E niente, l’hanno saputo anche in Francia.
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Il pd è una brodaglia informe, è cosa arcinota. Ed era nata una flebilissima speranza 👇
Conte: “Via cacicchi e capibastone e saremo di nuovo alleati col Pd”
https://www.rainews.it/articoli/2024/04/conte-via-cacicchi-e-capibastone-e-saremo-di-nuovo-alleati-col-pd-aa7ab292-b498-439a-b0f9-f1aa6593cf8a.html
Poi, con tutta evidenza, il prof dott presid deve avere realizzato che fare affermazioni apodittiche nuoce gravemente alla sua carriera.
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Si vede che Fabrizio Roncone del “corriere della sera” fa la colazione rinforzata con la grappa…
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A volte leggere “libero” da l’impressione che il titolo sia l’alibi per poter scrivere quel Ka@@o che gli pare.
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IL FUSIBILE DI DOWNING STREET
Si dimette Keir Starmer, e già si scalda la poltrona per Andy Burnham. In dieci anni la macchina infernale della premiership britannica ne ha consumati sei: qualcuno durato il tempo di uno yogurt, quasi tutti incapaci di dire alcunché di memorabile. Non è più una serie di incidenti: è un regime di funzionamento. E un regime di funzionamento “deve” avere una lettura.
La mia è questa. C’è stato un tempo in cui i cicli dei capi di governo britannici erano lunghi perché poggiavano su blocchi elettorali solidi, agganciati per radici profonde agli interessi di maggioranze reali di cittadini. Quel tempo è finito. Oggi il premier non rappresenta un blocco: è un fusibile. E il fusibile, per definizione, è il componente progettato per bruciare: si sacrifica lui perché il circuito a monte non salti.
Ogni nuovo inquilino di Downing Street porta in dote la stessa cosa: una scarica di novità, un orizzonte di aspettative, quel tanto di freschezza che riassorbe per qualche mese la disaffezione verso la democrazia e le istituzioni e tiene ancora relativamente alta la legittimazione della carica. Poi arriva il carico vero – ossia i problemi strutturali che nessuno è in grado di reggere con il solo volatile consenso pro tempore – e il fusibile fa quello per cui è stato montato: salta. Avanti un altro.
Ne deduco che il circuito che si vuole proteggere non sia tanto la volontà popolare, quanto i poteri che stanno a monte dell’interruttore. Va detto che non si tratta di un’anomalia tutta inglese. Guardiamo il continente: l’ex-Rothschild Macron (ma quanto ex?), l’ex-BlackRock Merz (ma quanto ex?). Premier e presidenti impopolari, espressione più dei poteri opachi che li sorreggono che dei cittadini che li votano. Durano un po’ di più, certo, ma questo avviene per via della diversa architettura istituzionale dei rispettivi paesi, non per una superiore base di consenso. La differenza è di ingegneria, non dunque di sostanza.
Proprio per questo il logoramento che segnala Londra è il più spettacolare di tutti. Là dove le protezioni istituzionali sono più sottili, il sistema brucia fusibili a vista d’occhio, in pubblico, uno dietro l’altro. È la spia rossa che si accende sul quadro: non un guasto passeggero, ma una crisi democratica enorme, che il ricambio continuo dei volti serve soltanto a non far vedere.
(Pino Cabras)
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““Inferno Kostiantynivka. I russi, in difficoltà ovunque, tentano la spallata in Donbass.”
Da quello che ho capito io l’unico problema che hanno i russi è di rifornire la Crimea perché gli ucraini bombardano i mezzi di trasporto coi droni (sarebbe un mezzo crimine di guerra ma è meglio non dirlo).
Per il resto, non sarà l’avanzata di Guderian nelle Ardenne, ma i russi avanzano.
Ribaltare e dire che a avanzare sono gli ucraini è una simpatica balla.
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Naaaaa… non invia l’immgine…
Vi prego di aprire il link: le pubblicità di Taffo sono IMPERDIBILI!!!
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Eccolaaaaa:
Taffo Funeral Services
3 h ·
Pensiamo a tutti noi, così non diventerà un caso diplomatico.
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No, aspe’, perché non mi pubblicate il pezzo di Montanari? 😳
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Sono sconcertata!!!
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Pubblicati articoli di Roncone e non mi pubblicate TOMASO MONTANARI!!!!!
Fatelo voi, almeno!!! È del FQ!
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