(di Laura Salonia – iodonna.it) – Il Covid torna a far parlare di sé nel pieno dell’estate, e la notizia è diventata virale nelle ultime ore. In Cina, nelle ultime settimane, i contagi sono aumentati e il coronavirus è diventato il patogeno respiratorio rilevato più frequentemente tra le persone con sintomi simil-influenzali che si sono rivolte agli ospedali sentinella.

[…] La maggior parte dei pazienti presenta disturbi lievi e le autorità sanitarie non segnalano un aumento della gravità della malattia. I dati ricordano però che SARS-CoV-2 non è scomparso e non segue esclusivamente un andamento invernale.

[…] Nel giugno 2026 la Cina continentale ha registrato circa 79 mila nuovi casi confermati, tra cui 130 casi gravi e un decesso in una persona con patologie preesistenti, secondo il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Nella settimana compresa tra il 13 e il 19 luglio 2026, il 16,3 per cento dei campioni respiratori prelevati nei pazienti ambulatoriali con sintomi influenzali è risultato positivo al coronavirus. L’influenza si è fermata al 12,6 per cento, mentre gli enterovirus hanno raggiunto il 6,8 per cento.

[…] Anche il South China Morning Post ha riportato che, per la prima volta nel 2026, il coronavirus ha superato l’influenza come principale patogeno respiratorio individuato dal sistema di sorveglianza cinese. Il quotidiano precisa però che la maggioranza dei casi è lieve e che il livello delle infezioni rimane più basso rispetto al picco dell’anno precedente.

[…] La variante prevalente indicata dalle autorità cinesi è NB.1.8.1, appartenente alla famiglia Omicron. Non si tratta propriamente di una nuova variante: l’Organizzazione mondiale della sanità l’aveva classificata come “variante sotto monitoraggio” già il 23 maggio 2025.

[…] L’idea che il caldo sia sufficiente a bloccare il coronavirus è fuorviante. Le alte temperature e la maggiore quantità di tempo trascorso all’aperto possono ridurre alcune occasioni di contagio, ma non eliminano la circolazione del virus.

[…] Il Covid non ha ancora assunto una stagionalità semplice e prevedibile come quella dell’influenza. In diversi Paesi sono state osservate fasi di crescita sia durante l’inverno sia durante l’estate, determinate dall’arrivo di nuove varianti, dal livello di immunità della popolazione e dai comportamenti sociali.

[…] L’aumento registrato in Cina non significa automaticamente che l’Italia sia destinata a vivere un’ondata delle stesse dimensioni. La circolazione del virus può cambiare molto da un Paese all’altro e deve essere valutata sulla base dei dati nazionali, dei ricoveri e delle varianti presenti sul territorio.

Il Ministero della Salute continua a pubblicare i report della sorveglianza italiana, mentre l’ECDC raccoglie in un’unica piattaforma i dati europei su Covid, influenza e virus respiratorio sinciziale. Non occorre allarmarsi, ma è ragionevole prestare attenzione ai sintomi, soprattutto prima di incontrare una persona fragile. In presenza di febbre, tosse o mal di gola può essere utile ridurre i contatti, arieggiare gli ambienti e valutare l’uso della mascherina nei luoghi chiusi o affollati.