TOMASO MONTANARI PRESDIENTE DELLA FONDAZIONE MUSEO ARCHIVIO RICAHRD GINORI

(estr. di Tomaso Montanari – ilfattoquotidiano.it) – […] Parafrasando Danilo Dolci, il problema di Firenze non è turismo sì o turismo no, ma quale turismo, e chi si prende i soldi. Lo scandalo di Montedomini – uno scandalo così grave che in un Paese anche solo di media dignità e coscienza porterebbe alle dimissioni di sindaca e giunta comunale – lo conferma in pieno, dimostrando che il modello estrattivo che ha espulso i residenti dalla città storica trasformando Firenze in un luna park turistico è ancora di fatto sostenuto dall’amministrazione Funaro. E che i soldi, come sempre, se li prendono i privati.

[…] Per aver detto, a Report, che gli amministratori fiorentini erano al servizio dei grandi capitali cui la città è stata svenduta (e non alludevo a corruzione, ma alla totale perdita della bussola del bene comune) fui citato in giudizio da tutta l’allora (2020) giunta Nardella, nella quale Sara Funaro, come assessora al Welfare, si occupava di Montedomini. E la citazione la scrisse il fido avvocato Maurizio Frittelli: che ora di Montedomini è l’ineffabile presidente. Perché – per citare il fiorentinissimo Amici miei, il cui titolo dice tutto sulla consorteria che governa Firenze – “è tutta una catena di affetti che né io e né lei possiamo spezzare”. A dirlo, con una cognizione di causa che nessuno davvero potrebbe mettere in dubbio, è il fondatore stesso della consorteria, Matteo Renzi: “Scoprire adesso che Dario Nardella e i suoi fidati uomini (sempre gli stessi, tra partecipate e associazioni che finanziano lo stesso Nardella) mentre rendevano più complicata la vita ai fiorentini che vogliono utilizzare la libertà privata, regalavano un business pazzesco a soggetti privati, speculando sulla storia di Montedomini, mi indigna. Da fiorentino, da amministratore, da uomo del centrosinistra: spero che la sindaca Sara Funaro faccia pulizia e che la coppia Nardella-Paccosi sia chiamata a risponderne quantomeno politicamente”.

[…] Se il “quantomeno politicamente” allude velenosamente a possibili responsabilità di altro tipo, che il benemerito esposto in Procura del comitato Salviamo Firenze potrebbe fare emergere, l’accusa politica è chiara: mentre le giunte Nardella-Funaro riducevano un poco (o, meglio, fingevano di ridurre) la possibilità di trasformare la città in un albergo (cosa che a Renzi ovviamente non va giù, essendo per l’assoluta “libertà privata” di distruggere l’interesse pubblico), i loro finanziatori e sostenitori favorivano la speculazione privata, dandole in pasto addirittura immobili pubblici di destinazione sociale. Certo, è il bue che dà del cornuto all’asino: e tuttavia è innegabile che quelle corna ci siano davvero.

Poche settimane fa, Elly Schlein è venuta a Firenze a dire: “Confermiamo il pieno sostegno al prezioso lavoro che Sara [Funaro] sta facendo a Firenze, siamo convinti sostenitori della sua amministrazione e del suo lavoro e quindi andremo avanti in questo modo”.

Spero che la dura realtà dei fatti possa ora far cadere il velo dagli occhi, così da potere vedere ciò che è così evidente a gran parte dei fiorentini: il lavoro di questa giunta è tutto tranne che prezioso. E, se va avanti in questo modo, il disastro sarà completo.