(Dott. Paolo Caruso) – Tre anni sono trascorsi dalla morte di Silvio Berlusconi, un Premier divisivo, una figura controversa adombrata dai legami con esponenti di spicco della mafia siciliana e con il suo amico fidato Marcello Dell’Utri condannato in via definitiva a sette anni dii reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e beneficiario con il suo silenzio di una eredità di 30 milioni di euro. I famosi trenta denari della Storia che si ripetono. Esce di scena non privo di polemiche ( 5 giorni di lutto nazionale, bandiere a mezz’asta) un personaggio dai mille risvolti, protagonista anche se spesso in negativo di un pezzo di storia d’ Italia degli ultimi trent’anni. Discusso leader nel palcoscenico internazionale, ebbe un rapporto privilegiato con il Presidente russo Putin, compagno di “merende” nella dacia sul mar Nero e nella sua mega villa in Sardegna, e anche con il dittatore libico Gheddafi cultore appassionato delle tante cavallerizze al seguito. Siamo lontani da quel mese di gennaio ’94, l’anno della discesa in campo, dell’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, e la voglia di rinascita della politica italiana dopo tangentopoli, una primavera di speranze che Berlusconi spense sul nascere senza alcuna esitazione. La storia del berlusconismo, del suo leader, del suo apparato politico, rappresentò allora una svolta tra quello che avrebbe dovuto essere il nuovo soggetto politico “Forza Italia” in linea con la tradizione popolare e i suoi valori, e quello che in effetti poi si è rivelato, cioè un partito senza anima, condizionato esclusivamente da una gestione padronale. L’ ascesa di Berlusconi nel mondo imprenditoriale, dapprima immobiliare successivamente delle televisioni e della comunicazione, comincia dieci anni prima della sua “discesa in campo”, al tramonto della prima repubblica, con i legami corruttivi con Craxi, e le concessioni televisive. Imprenditore smaliziato di indiscusso successo che ha scalzato il monopolio della televisione pubblica, uomo simpatico dal facile umorismo, dotato di enorme talento, al comando per anni di un impero che va dalle holding delle televisioni al calcio, Milan soprattutto e poi Monza, dalla Standa alle banche, all’editoria, un politico divisivo, amato e odiato in egual misura dagli italiani, che è riuscito a spaccare il Paese tra giustizialisti e garantisti, tra toghe rosse e magistrati affidabili. Fautore di leggi ad personam per salvarsi dai molti processi intentati a suo carico , tra cui molti prescritti, e una condanna definitiva per frode fiscale in 29 anni di politica la dicono lunga sul suo viatico parlamentare, un politico in palese conflitto di interessi vicino ad esponenti mafiosi, un corruttore seriale che è riuscito a comprare il silenzio, e le false testimonianze per salvarsi dalla scure della magistratura, un destabilizzatore conclamato della vita politica e istituzionale del Paese grazie anche alla spregiudicata campagna acquisti milionaria di alcuni senatori. Cavaliere per alcuni, Caimano per altri, di Berlusconi resta in eredità “il berlusconismo” con il suo devastante profilo etico, politico, culturale. La storia di questi trent’anni in maniera lucida fotografa le tante ombre di Silvio Berlusconi, dell’ uomo più potente della vita politica italiana, a cui hanno venduto l’ anima giornalisti, collaboratori e uomini delle Istituzioni, e non tralascia neppure la sua caduta etica con lo scandalo delle Olgettine, di Ruby ruba cuori nipote di Mubarak, della Minetti, la sua igienista dentale, compagna di tanti festini a Arcore, condannata in via definitiva per peculato e induzione alla prostituzione minorile, attualmente salita agli onori della cronaca per la grazia accordata dal Presidente Mattarella. L’ ombra del Caimano di Arcore a distanza di tre anni continua a pesare nelle scelte politiche dell Paese. Forza Italia, sua creatura, passata nelle mani dei figli e in particolare di Marina, resta un partito padronale gestito finanziariamente dalla Holding di famiglia, a cui anche esponenti non forzisti della maggioranza guardano, e non solo, con doveroso rispetto.