Sconticino di 17 centesimi sul diesel fino al 6 agosto. Il saldo del do ut des del governo, resta sempre negativo

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Uno sconticino di 17 centesimi. Solo sul diesel e soltanto fino al 6 agosto. Giusto per riportare intorno alla soglia psicologica dei due euro al litro il prezzo del gasolio, nella speranza che l’ennesima misura tampone, insieme al caldo infernale di questa estate rovente, cancelli dalla memoria corta degli italiani il ricordo del comico spot elettorale di Meloni al distributore e quello di Salvini mani di forbice che taglia, alla lavagna in diretta tv, un’accisa dietro l’altra.
Eppure, il governo racconta che no, tutto sommato non siamo messi così male. “Nell’ultimo mese il gasolio è aumentato del 4,6% da noi contro l’11,4% della media Ue e il 24,8% della Germania”, tranquillizzava non più tardi di domenica scorsa il ministro Urso, intervistato dal Corriere della Sera. Vero: confrontando i prezzi aggiornati al 20 luglio scorso, in Danimarca la benzina supera i 2,45 euro al litro e il gasolio i 2,18; nei Paesi Bassi si viaggia rispettivamente a 2,34 e 2,31 euro; in Germania a 2,19 e 2,16; in Finlandia a 2,16 e 2,20. E anche Francia, Grecia e Portogallo presentano prezzi superiori (o molto vicini) a quelli italiani. Ma la risposta del ministro avrebbe richiesto una domanda aggiuntiva.
Come rileva infatti Giorgio Velardi, per capire quanto costa davvero un rifornimento in Italia rispetto ad altri Paesi Ue “bisogna necessariamente fare un raffronto con l’andamento degli stipendi“. Ed è proprio qui che la narrazione del governo traballa. “Tra il 1990 e il 2020, i salari reali sono cresciuti del 38,7% in Danimarca, del 33,7% in Germania, del 31,1% in Francia e Finlandia, del 30,5% in Grecia, del 15,5% nei Paesi Bassi e del 13,7% in Portogallo, solo per citare alcuni casi”. Nello stesso periodo “l’Italia si è distinta per essere l’unica nell’area Ocse dove le retribuzioni sono diminuite: -2,9%“.
Ma non è tutto. La situazione è persino peggiore se si guarda ai dati più recenti: “Nell’ultima nota diffusa la scorsa settimana, l’Ufficio parlamentare di bilancio ha certificato come, tra il 1990 e il 2026, nel settore privato le retribuzioni medie reali si siano ridotte del 6,6%“. E il saldo del do ut des, nel gioco delle tre carte del governo, resta sempre negativo.
Per fortuna ci sono le accise sui carburanti !
Sono praticamente l’unica tassa che non prevede evasori ( ne ricchi che sono pochi ma evadono in parecchi , ne poveri che sono poveri ma sono tanti a pagare ). Le accise servono per mantenere in piedi sanità, trasporti, istruzione. Toglierne un pò ogni tanto è davvero un gioco delle tre carte che nasconde il fallimento di ogni governo recente nei confronti degli extraprofitti del settore energetico e dintorni ( compreso automotive, banche, gruppi finaziari di controllo).
Per fortuna ci sono le accise sui carburanti !
Sono praticamente l’unica tassa che non permette evasori ( ne fra ricchi ne fra i poveri ).
Le accise servono per mantenere in piedi sanità, trasporti, istruzione. Toglierne un po’ ogni tanto è davvero un gioco delle tre carte che nasconde il fallimento di ogni governo recente nei confronti degli extraprofitti del settore energetico e dintorni ( compreso automotive, banche, gruppi finanziari proprietari).
Si chiamano extra perché non sono i soliti santificati profitti del capitalismo del XX° secolo ma un abbordaggio indiscriminato di una decina di multinazionali e dei loro parenti indotti ( tipo Eni, Enel, Edf ma naturalmente per prime le tre o quattro sorelle USA ..) verso il reddito di un miliardo di persone di gran parte dell’occidente. Una rapina ( chiamata quasi benevolmente “speculazione” ) senza ormai ritegno né alcun governo che si opponga. Si rapina finché si può terrorizzati dall’idea che il declino dei fossili e il prevalere delle rinnovabili possa “impoverire” di qualche centinaio di miliardi annui i padroni del pianeta. E chi se ne frega di povertà, clima, salute, inflazione, migrazioni .. Da miliardari si vive solo una volta e chi non può si arrangi.
L’abbordaggio è iniziato senza pudore con l’avvento del Covid, che ha per due anni compresso i consumi ( quindi i guadagni e i dividendi del settore energetico e del automotive ) e che ha portato ai primi aumenti extra nell’autunno 2021 ( quindi almeno sei mesi prima dell’avvio dell’invasione dell’Ucraina). Poi, vista l’assenza di reazioni serie delle istituzioni internazionali, rilanciato ad ogni evento geopolitico.
Non c’è mai alcuna vera crisi degli approvvigionamenti almeno di petrolio e gas. Non c’è scarsità, si regola il rubinetto, a cominciare dalla nuova Opec e dalle Aziende nazionali dei principali stati più o meno autarchici di mezzo mondo ( le chiamano le nuove sette sorelle) a seconda della convenienza. Un enorme apparato di propaganda ha l’obiettivo di convincere che l’abbandono dei fossili ( e del nucleare morente di riserva) non è possibile perché (a loro) costerebbe troppo. Solo all’ultima COP di Belem in Brasile la lobby dei fossili era ufficialmente di 1600 persone , una ogni 25 partecipanti.
Spesso gli aumenti avvengono subito, senza pudore, qualche ora dopo una crisi e su stocks di prodotto magari acquisiti da settimane o da mesi. Non c’è un solo governo dell’intero occidente che abbia avuto il coraggio di intervenire seriamente con qualche azione concreta di opposizione a questa congrega di affaristi senza scrupoli. Impedire gli extraprofitti sembra essere una bestemmia.
Se c’è un futuro per il pianeta passa solo per nuovi movimenti sociali che si organizzino e dicano BASTA!
E la sinistra in Italia ? Proteste ma non proposte sugli extraprofitti e a giorni alterni sul ritardo delle rinnovabili A me sembra che perlopiù balbetta cose che io non comprendo sul mettere o togliere qualche decimale alle accise…
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