Giovedì il cda su Ranucci, Meloni attacca Schlein: “Deve chiederci scusa”. Replica la segretaria dem: “Mai collegato l’esecutivo alla bomba”. Il vertice Rai valuta l’ipotesi di cambiare il conduttore di Report

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Sul caso dell’attentato a Sigfrido Ranucci compiuto la sera del 16 ottobre 2025 a Pomezia, la segretaria del Pd Elly Schlein deve chiedere scusa, dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Perché mai? «Per mesi lei e altri esponenti della sinistra hanno costruito un racconto fatto di allusioni e insinuazioni, arrivando persino a gettare ombre sull’Italia davanti a una platea internazionale», è la sua denuncia sui social.
Ma «oggi che è emerso ciò che era chiaro, cioè che il governo non c’entrava assolutamente nulla, la segretaria del Pd arriva perfino a rinnegare le proprie parole, sostenendo di non aver mai fatto alcun collegamento. Le parole hanno un peso. Anche le allusioni. E chi ha scelto di gettare ombre sul governo e sull’Italia, addirittura davanti a una platea internazionale, oggi non dovrebbe negare l’evidenza». Da qui la richiesta di fare mea culpa alla leader del principale partito di opposizione.
Le cose in realtà sono un bel po’ diverse. Il 18 ottobre dello scorso anno Schlein si trovava ospite del congresso del Partito socialista europeo ad Amsterdam e dal palco disse queste parole: «La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che l’opposizione è peggio di Hamas. Voglio solidarizzare con Ranucci vittima di un attentato terribile: la libertà e la democrazia è a rischio quando l’estrema destra è al governo». Non ci fu nessuna accusa all’esecutivo di essere il mandante, ma già quella sera stessa tutta la destra, con Meloni in primis, alzò un muro di proteste contro Schlein: «puro delirio», «vergogna», «falsità e ombre inaccettabili». E infatti la segretaria dem ancora ieri ribadiva che «non ho mai fatto nessun collegamento fra governo e mandanti, parlavo del fatto che bisogna difendere la libertà di stampa in ogni Paese sennò chi fa quel mestiere è più esposto. La destra continua a strumentalizzare per coprire i fallimenti del suo governo».
Dopodiché sulla vicenda Ranucci il prossimo 30 luglio è fissato il Consiglio di amministrazione Rai, dove sono attese le comunicazioni dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Il centrodestra ha un conto aperto contro il conduttore di Report e la sua squadra di inchieste, una “normalizzazione” passerebbe da una sua sostituzione alla guida del programma; non a caso, su impulso dell’ad, la commissione per il Codice Etico sta esaminando la gestione delle fonti. Questo in un quadro di possibile riforma della Rai che «nelle intenzioni della destra, andando contro ai dettami del Media Freedom Act, è anche stavolta tutta votata ad una subordinazione netta dell’informazione pubblica alla politica — dice Roberto Natale, membro del Cda in quota opposizione —. La governance deve essere davvero indipendente dall’esecutivo e dalle maggioranze».
Non vedo l’ ora che Ranucci li mandi tutti a quel Paese e passi o da Cairo o sui canali Discovery….!!!! Pero’ poi NON vogliamo piu’ pagare il canone RAI….!!!!!!!!!!
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