
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] L’incantamento generale, tanto colpevole quanto scellerato, attorno a Silvia Salis è l’ennesimo suicidio del centrosinistra (vero e presunto). Il leader del campo progressista non può che essere uno tra Schlein, Conte o Fratoianni (Bonelli come leader non esiste e lo dimostra ogni giorno, tipo quando va a fare il Pannella da discount nei podcast). Oppure un nome esterno, deciso però collettivamente, non certo imposto dai soliti ciucci che partorirono 13 anni fa quella gigantesca belinata della mossa Renzi e che ora – assieme ovviamente allo stesso Renzi – vogliono propinarci quest’ennesima variante di trojan horse politico da inoculare nel centrosinistra, al solo scopo di disinnescarlo. Puntare su Silvia Salis come “nuova Prodi” è folle. E fa ridere i polli l’impegno spasmodico che grandi e piccini stanno spendendo per farci accettare questa novella Rosa Luxemburg.
[…] Chi è ’sta Salis? Com’è anche solo possibile pensare di appaltare un ruolo così delicato a un’emerita sconosciuta della politica? Davvero c’è gente (seria) che pensa che una novellina come la Salis possa essere la leader di un campo balcanizzato come il centrosinistra? Ma scherziamo o cosa?
Genova per lei. Salis è stata eletta come sindaca di Genova. Ecco: faccia (bene) la sindaca. Genova non è un taxi e gli elettori meritano rispetto.
Chiacchiere e distintivo. Salis è brava mediaticamente perché riceve interviste oltremodo accomodanti: l’antifascismo, il femminismo, la lotta sacrosanta a quei sottosviluppati degli hater… Benissimo. Poi però bisognerebbe valutare concretamente il suo agire politico. E lì casca l’asino: a Genova sta facendo poco, e quel poco è spesso di impostazione renziana. Del resto, come ha raccontato il Fatto, prima di candidarsi col centrosinistra, la Salis aveva ipotizzato di candidarsi con la parte opposta, dove infatti sono in tanti a stimarla (da Calenda a Marina Berlusconi, che giustamente la adora come il padre adorava Renzi. Ops).
[…] Frignate furbine. Quando viene criticata, Salis parte con la frignata furbina tirando fuori le solite rispostine in stile “Boschi 2014”: Mi attaccano perché donna, perché mi vesto bene, bla bla bla”. Ma de che? La criticano (neanche tanto) perché non ha dimostrato ancora nulla politicamente e perché di sinistra non ha niente. Salis può spendere 8mila euro in scarpe e 7 miliardi in occhiali da sole. Chi se ne frega! Non è quello il punto: il problema è politico, mica formale.
[…]
Elly stai serena. Salis non è mai convincente quando dice di non volersi candidare su scala nazionale. Ricorda Berlusconi che negava di scendere in campo, ma che aveva già preparato tutto da anni, e Renzi, che disse “Enrico sta sereno” e poi lo incenerì un nanosecondo dopo.
Super Vicky Mood. Salis è terribilmente perfettina. Mai un’uscita fuori posto, mai una sbavatura, mai uno slancio emotivo che non paia calcolato. È tutto studiatissimo nella sua comunicazione: una gigantesca galleria di dichiarazioni-slogan e photo opportunity, dalla ridente Salis-maratoneta alla Salis-fetish coi piedi bene in mostra. Non pare mai sincera e sembra sempre robotica, compresa quell’espressività statica da Alberto Tomba in Alex l’Ariete e quella vocina monocorde da Super Vicky. Un po’ di passione no?
[…] Investitura divina. Salis non pretende solo di guidare il centrosinistra (al di là delle negazioni in tivù), ma non vuole nemmeno passare dalle primarie. Praticamente un’investitura divina. Anche meno Silvia, eh.
La gattoparda. Salis ha una chiara funzione politica: tutelare il sistema di potere. Con lei rientrano Renzi e Calenda (ciao core), con lei si ammazzano sinistra e cambiamento, con lei si cambia tutto per non cambiare una mazza. Ma davvero ogni volta dobbiamo nascere incendiari per poi morire pompieri, o peggio ancora tardo-renziani?
Salis sarebbe solo una comoda pezza sulle troppe mancanze ed omissioni di un lungo periodo, il Bignami per lo studente svogliato che evita di studiare davvero la lezione, e’ la scorciatoia per mettere a tacere la mancanza di un vero programma e le divisioni interne, e’ il Vincere che sostituisce il Governare. E’ il metodo in se’ che va respinto, non la persona.
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Renzi e Vannacci negavano di voler fondare un partito. https://tg24.sky.it/politica/2019/01/02/matteo-renzi-intervista-non-mollo-posso-tornare
https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/08/20/news/parola_di_vannacci_il_mio_movimento_non_sara_un_partito_lho_premesso_a_salvini-16719473/
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Renzi e Vannacci negavano di voler fondare un partito. https://www.dire.it/14-02-2019/296389-pd-renzi-nuovo-partito-e-fantapolitica/
https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/08/20/news/parola_di_vannacci_il_mio_movimento_non_sara_un_partito_lho_premesso_a_salvini-16719473/
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E infatti Renzi più che fondare, Sfonda.
Ps Fantastico ritratto, bravo Scanzi!
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