Lo dice pure un report del ministero: processi civili ancora troppo lunghi, celle strapiene e il digitale è al palo

(estr. di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – […] Obiettivo mancato sulla riduzione dei tempi della giustizia civile. Sovraffollamento carcerario “intorno al 130%”. Digitalizzazione ancora non raggiunta e bassa protezione dagli attacchi cyber. Ma anche spese per le intercettazioni che, al netto della volontà del ministro della Giustizia Carlo Nordio, stanno crescendo esponenzialmente. A certificare il bilancio dell’operato del ministero della Giustizia non è l’opposizione di centrosinistra ma lo stesso dicastero nella relazione sullo stato della spesa e sull’azione amministrativa riferita al 2025 inviata nei giorni scorsi in Parlamento. Il documento di 1.596 pagine, che Il Fatto ha potuto leggere, è firmato dall’Organismo Indipendente di Valutazione di via Arenula e si unisce alla relazione sulle spese al rendiconto del 2025 e alla relazione sull’amministrazione della Giustizia resa nota all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
[…] Non ci sono certo solo criticità, secondo i tecnici di via Arenula e del ministero dell’Economia. Nella premessa viene elencato quello che è stato fatto nel 2025 – con annessi provvedimenti e introduzione, spesso, di nuovi reati – su processo civile, digitalizzazione, riforma Cartabia, l’App per i tribunali, l’edilizia penitenziaria con un piano triennale di 10.671 nuovi posti e la riduzione delle cause civili dell’86%, mentre la riduzione dell’arretrato è pari al 31% per la giustizia penale e al 28% per quella civile.
Ed è proprio questo il primo punto critico. La riduzione dei tempi per la giustizia civile. Il target fissato per il Pnrr sarebbe dovuto essere di una riduzione dei tempi dei processi civili pari al 40%. Obiettivo mancato e non di poco visto che la riduzione è stata del 28,8%. Se per il penale, la riduzione è stata superiore rispetto al previsto (31 rispetto al 25%), per la giustizia civile, si legge nella premessa della relazione, “permane uno scostamento rispetto al target fissato”.
[…] L’altro grosso problema riguarda le carceri. Nella relazione introduttiva si specifica come il sovraffollamento carcerario si attesti “su un indice medio” del 130%, un’emergenza richiamata spesso anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per cercare di ovviare a questo problema, si spiega, il ministero ha approvato un piano triennale da 10.671 nuovi posti ma, per quanto via Arenula spieghi che c’è “un avanzamento concreto e progressivo” del piano, molti interventi risultano solo avviati (alcuni sono “in fase avanzata”) o in fase ancora di “attivazione secondo la programmazione definita”. Insomma, ci vorranno anni per la costruzione di nuove carceri e nel frattempo i nostri istituti penitenziari resteranno stracolmi.
Anche sulla digitalizzazione, nonostante i passi avanti dopo la riforma Cartabia, restano delle criticità. In primis, sulla creazione del Polo Strategico Nazionale dove conservare digitalmente i dati della Pa, al 31 ottobre 2025 risulta speso il 13,8% delle risorse (5,6 milioni su 40) mentre siamo indietro anche sul Siem, il sistema per proteggere le pubbliche amministrazioni dagli attacchi cyber ancora “in corso di realizzazione”. Anche sull’applicativo App che avrebbe dovuto digitalizzare il processo penale, nonostante gli avanzamenti alcuni tribunali – come Milano – hanno abbandonato l’applicativo per tornare alla carta.
Quello che non piacerà al ministro Nordio, inoltre, è il costo delle intercettazioni. Nel 2024 il costo era stato di 273 milioni e – secondo l’ultimo allegato del ministero alla legge di Bilancio – nel 2025 è stato addirittura di 299, in crescita continua rispetto al 2022.
[…]
Nella relazione al Parlamento si specifica che sono aumentati i bersagli intercettati passando da 82 a 90 mila. Se le intercettazioni telefoniche – che rappresentano il 70% del totale – sono cresciute in maniera “moderata”, le intercettazioni informatiche e con Trojan “hanno registrato i tassi di crescita più elevati, rispettivamente +23,9% e +21,7%”. Per i tecnici del ministero l’aumento, nel 2025, delle intercettazioni ambientali e informatiche “indica un rafforzamento delle attività investigative”. Ma Nordio, invece, nelle ultime settimane ha spesso detto il contrario: insieme a FI ha chiesto di limitare l’uso di Trojan e di ridurre il costo delle intercettazioni.
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