Il sospetto che il vero danno non lo abbia fatto Trump scaricando Meloni, ma la nostra premier aggrappandosi a Zelensky è sempre più forte

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Ora che il rapporto con Trump non è più lo stesso, come è tornato a ribadire ieri il presidente Usa dopo aver scaricato la premier italiana, a Meloni non resta che aggrapparsi a Zelensky come e più di prima. E’ il paradosso finale del divorzio sovranista consumatosi tra i due leader: Donald che scarica brutalmente Giorgia malgrado lo abbia assecondato sui dazi, sul 5% del Pil per il riarmo Nato, sul Venezuela e perfino sull’Iran.
Su tutto tranne una cosa: il tentativo – prima di iniziare a scatenare guerre in giro per il mondo al guinzaglio di Netanyahu – di chiudere il conflitto in Ucraina, fallito anche per il sistematico sabotaggio dell’Ue, da cui l’Italia, guidata da una premier sedicente sovranista che sull’interesse nazionale ha costruito le sue fortune elettorali, avrebbe avuto e avrebbe solo da guadagnare.
Al contrario, con il rinnovato giuramento di eterna fedeltà alla causa Ucraina, ribadito di fatto ieri a reti unificate da Palazzo Chigi e dal Quirinale a Zelensky, Meloni insiste con il solito copione: pieno sostegno a Kiev nella guerra contro la Russia. Non si sa fino a quando e con quali obiettivi, mentre se ne conoscono benissimo gli effetti.
Non foss’altro per averli sperimentati in questi quattro anni: miliardi spesi in armi (per lo più dagli Stati Uniti) e danni economici (impennata dei prezzi dell’energia, sempre ingrassando gli Usa) in conseguenza delle auto-sanzioni comminate a Mosca e ora aggravati dalla crisi iraniana. Il sospetto che il vero danno all’Italia non lo abbia fatto Trump scaricando Meloni, ma la nostra premier aggrappandosi a Zelensky è sempre più forte.
L’amico di famiglia
(Di Marco Travaglio) – Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto, anche se l’ha ereditato dalla buonanima di Biden. L’interesse nazionale è comprare gas russo a basso costo e alleviare le bollette più care d’Europa (le nostre), spingendo per un compromesso Mosca-Kiev. Il che potrebbe servirle a far pace con Trump e recuperare consensi staccandosi dall’Ue più bellicista e facendo qualcosa di buono per l’Italia. Non sia mai. Ricevendo Zelensky, la Meloni s’è vantata perché “in quattro anni la posizione di Europa e Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev”. Un trionfo: l’Ucraina, già fallita nel 2021 (da tempo è il secondo Paese europeo più povero, ma anche il più armato), ha perso un quinto del territorio e 17 milioni di abitanti su 44 (quelli fuggiti in Europa e in Russia e quelli delle regioni occupate), e sopravvive grazie a 50 miliardi annui di prestiti del Fmi, più i 15-20 mensili necessari per continuare a combattere, quasi tutti a carico dell’Ue. Ma per la Meloni “è un dovere morale e una necessità strategica perché è in gioco la sicurezza dell’Europa”. Infatti, grazie ai 195 miliardi in armi e fondi a Kiev, alle sanzioni a Mosca e al sabotaggio ucraino ai gasdotti Nord Stream, l’Ue è alla canna del gas. E il peggio viene ora che, senza più Orbán, regaleremo altri 90 miliardi a Kiev.
Ma ecco il piazzista ucraino, con l’aria di quello che ci fa un favore: “Abbiamo sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, il ‘Drone Deal’, con la nostra esperienza militare su droni, missili, sistemi antiaerei e guerra elettronica. Proponiamo di unirla alle capacità dei nostri partner per sostenerci l’un l’altro”. Cioè: noi manteniamo il suo regime pagandogli tutto, anche i cessi d’oro, e quello ci offre gentilmente di ricomprargli gli armamenti che gli regaliamo e gli finanziamo (così efficaci che nell’ultimo anno Kiev ha perso 450 kmq). Intanto ce ne chiede altri. Anziché ridergli in faccia, la Meloni l’ha ringraziato per “metterci a disposizione la straordinaria esperienza di sicurezza maturata in questi anni, un valore aggiunto per gli alleati” e ha promesso di “aumentare l’interazione tra i nostri settori della difesa e le nostre industrie”. Avrebbe potuto chiedergli lumi sugli attacchi terroristici ucraini ai gasdotti nel Baltico e alle petroliere fantasma nel Mediterraneo, una delle quali vaga da settimane fra Italia e Libia minacciando un disastro ambientale mai visto. Ma pareva brutto. Rischiava di giocarsi anche l’ultimo amico rimasto.
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… che ne sappiamo noi…? Magari è il suo obbiettivo…LA FINE.
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Giorgia è finita.
Aveva un capitale e lo ha sperperato.
Non ha fatto nulla di quello che aveva promesso e ha portato gli italiani alla fame.
Ora paga i suoi errori.
E domani va a casa.
Punto.
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Da bravi capitani si sono scambiati i gagliardetti: lui ha donato quello del btg Azov, assieme al francobollo del centenario di Stepan Bandera ; lei ha ricambiato con quello di partito con fiamma ricamata.
Insieme fino alla fine? Speriamo.
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Non ha nemmeno portato un cesso d’oro per l villetta della carciofara?
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Tra i vari autolesionismi italiani e europei, questo è il più misterioso. Cosa mai si aspetta l’Europa da questi aiuti? Qual è la strategia a lungo termine? Tra 2, 4 o 6 anni di guerra cosa si aspettano di ottenere, a parte il nostro dissanguamento e la loro resa?
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l’europa non si aspetta nulla, l’europa ubbidisce al padrone americano, la guerra deve continuare, almeno finchè c’è questa feccia ai vertici, meloni compresa
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Lei non sarebbe proprio il peggio , è solo che sceglie sempre per amici gente un po’ strana ,diciamo così.Uno spara alle feste, un altro frequenta boss, l’ altra fa fallimenti e li addebita ai suoi dipendenti ,per non parlare di quello che è convinto di essere Cristo che se la prende col suo vicario . È arrivata a certo momento e ha detto: mo basta,me li levo tutti di torno ! Ma almeno uno me lo devo resta’ . È si è rimasta Er mejo .
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Sta restituendo il favore a Trump che con una tempistica perfetta l’ ha scaricata quando essere scaricati da uno psicopatico che attacca persino il Papa e’ un VANTAGGIO per il proprio consenso! Rimanere attaccati a Zeze’ ricomprando le armi che noi europei ed italiani gli diamo dopo averle acquistate dagli USA, e’ il gioco delle tre carte dove alla fine ci guadagnano solo gli americani……ed è anche un modo per stoppare l’ approvvigionamento energetico dalla Russia, perché zio Donald vuole che l’ Europa, e non solo, compri petrolio e gas solo dagli USA ed amici…..Mollare Zelensky e riaprire a Putin, potrebbe offrire una via d’uscita alla situazione che Donald e Bibi stanno creando in Medio Oriente, ma questo sarebbe ovviamente contrario ai loro obiettivi ed interessi! L’ Europa, e quindi l’ Italia, devono impoverirsi così da indurre imprese ed investimenti a migrare verso gli USA…..soldi che arrivano oltreoceano insieme a quelli dell’ acquisto delle armi e del petrolio ed il pizzo del 5% alla NATO! Meloni con questo abbraccio a Zeze’ ha mandato un messaggio , da parte di Trump, all’ Europa, e pure ai propri imprenditori tipo De Scalzi, mi pare, che stanno spingendo per riaprire l’ approvvigionamento energetico dalla Russia : zio Donald non VUOLE ed io, Gioggia, che sono ai suoi ordini, eseguo anche se costretta a fare un po’ di teatro con azzuffatine mediatiche concordate con lui, per non perdere una vagonata di elettori……Le parole vanno e vengono, costano poco, mentre i fatti restano…..ed il fatto è che la de industrializzazione europea, la sua necessità energetica ed i suoi capitali devono essere ad esclusivo vantaggio statunitense, e Meloni e’ il curatore fallimentare in loco di zio Donald….Che i cittadini italiani, ed europei, si impoveriscano non importa, si convinceranno che è tutta colpa dell’ Iran che si è fatto aggredire e non si è arreso subito senza condizioni, l’ importante è che credano alle azzuffatine per il Papa….almeno la faccia da cristiana è salva! Tanto quella da patriota sovranista non è mai esistita, ma incredibilmente hanno abboccato in milioni……Ed abboccheranno ancora perché la forza dell’ apparenza e della narrazione mediatica è potente, e’ TUTTO!
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Come diceva sempre mio nonno caro nipote da un melo non nasce mai un pero e signori di nasce non si diventa.Sora Garbatella non ha né competenze né capacità per guidare il paese finora ha resistito solo per una stampa molto accondiscendente e compiacente ma quando i problemi sono diventati seri si è scoperta tutta la sua incapacità nel trovare soluzioni.Tempo scaduto,avanti un’ altro.🤔
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mentre il nostro presunto garante della Costituzione:
“L’Italia sarà sempre al fianco dell’Ucraina”
a quanti gradi?
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