Trump merita la sconfitta, ma i suoi attuali nemici iraniani non meritano la vittoria a tavolino

(di Giuliano Ferrara – ilfoglio.it) – Il rovesciamento della frittata è un’arte culinaria non difficile, specie quando non si prenda abbastanza sul serio il fatto che vincere una guerra contro un regime terrorista, una volta cominciata, è importante almeno quanto il prezzo delle uova e il costo di un traghetto per le isole. Questo negli ultimi anni non è più un giornale, per grazia di Dio, è un elenco delle malefatte di Donald Trump, un tentativo di requisitoria permanente contro il suo cinismo velleitario ma truce, la sua collusione con Putin in Ucraina, il devastante progetto di dividere e umiliare l’Europa e l’alleanza occidentale, la pretesa di imporre la legge del più forte a scapito della competizione globale di mercato, la ubris tecnologica e il suo sistematico abuso nell’avida promozione cleptocratica del più potente conflitto di interessi mai visto nella storia, il culto della personalità nella buffa forma del populismo autoritario modello Monty Python, la deriva autoritaria nel tentativo di spezzare le ossa allo scheletro liberale della divisione dei poteri a favore di una corte clanica inguardabile e dei suoi immobiliaristi, il catalogo è quello ed è molto lungo. Ora che il Papa di Chicago reagisce con fiera dignità a un’intemerata da bassifondi, ora che Meloni si butta a sinistra senza fare un plissé, pure con qualche tentazione pro Pal, ora che l’Unione europea, liberata del burattino Orbán, si ricompatta fiera su una linea di astensione politica e militare in medio oriente, ora che si sollecitano certificati psichiatrici per mettere in manicomio il Potus e in galera il primo ministro israeliano, i due malvagi, ecco, ora è il momento di sollevare un dubbio.
Trump merita la sconfitta, ma i suoi attuali nemici iraniani non meritano la vittoria a tavolino. E non la merita la Cina multipolarista che tronfieggia con la sua diplomazia distante. Trump si è messo da solo, con Big Mac e patatine fritte, nel sacco, e come tutti i cinici velleitari paga e fa pagare a tutti il costo della sua incertezza e volubilità, ma banchettare e festeggiare sulla sua alleanza con Israele per la distruzione di un odioso regime della forca islamista è la Grande Bouffe di un mondo che vuole morire del croissant nucleare più o meno senza saperlo. Di fronte all’esplosione atomica del pogrom del 7 ottobre, di fronte all’uranio in arricchimento a Natanz e all’approntamento di una potenza missilistica corrispondente, di fronte alla fucilazione di migliaia di iraniani che protestavano contro il regime del cappio e della tortura, di fronte alla moltiplicazione degli eserciti sterminazionisti ai confini di Israele Trump e Netanyahu possono anche aver sbagliato tutto, secondo la vulgata che prende piede mentre il combattimento è in corso e l’economia mondiale è in ostaggio del ricatto energetico, ma nessuno ha indicato un’alternativa seria, da nessuna parte è venuta un’analisi seria e un serio sforzo di aggregare una coalizione per la riscrittura della pace e della stabilità nella regione dove è in ebollizione da decenni l’attacco al piccolo e al grande Satana.
Che il Golfo Persico e la Via della seta siano snodi critici mortali dello scontro di civiltà è cosa nota, esplosivamente, almeno dall’11 settembre 2001 (se non dal 1979, quando i Foucault e gli altri bardi della gauche antioccidentale celebravano la loro microfisica della Rivoluzione mascherati da ayatollah). Da quelle parti si è combattuto e si combatte da tempo immemorabile, e la via degli accordi ha prodotto il nulla, se non un chiaro vantaggio per i tagliagole. Tutto resta vero, del catalogo di errori funesti elaborato per giudicare le presidenze Trump. E al fumo di disprezzo per i suoi modi burlesque e per le sue politiche ondivaghe, si aggiunge, legittimamente, il sospetto della conduzione più incompetente dell’unico grande piano di risistemazione della mappa mediorientale. Ma chi non è mai stato in grado di arginare con un piano alternativo il nemico della civiltà, e ha lucrato su una posizione di passività e di mediazione, ora ci risparmi il rovesciamento della frittata nello Stretto di Hormuz.
la solita vomitevole veronica
"Mi piace""Mi piace"
l’Iran ha vinto la guerra e vivrà altri cinquemila anni; e la Cina è destinata a dominare la economia mondiale come n°1.
Se nel frattempo verrà abolito per sempre il finanziamento pubblico alla stampa sarà Bingo.
"Mi piace""Mi piace"