L’intervento della premier in Parlamento richiama l’apologo dello scorpione e della rana. Ha invitato le opposizioni a una qualche forma di intesa di fronte alla guerra nel Golfo ma poi, nel pomeriggio, ha rovesciato il tavolo, accusando la sinistra di incoerenza di fronte agli interventi guidati dagli americani in vari teatri

(Piero Ignazi – editorialedomani.it) – L’intervento di Giorgia Meloni in Parlamento richiama l’apologo dello scorpione e della rana. Lo scorpione chiede di attraversare il fiume sulla schiena della rana e le assicura che non la pungerà perché altrimenti annegherebbero tutti e due; ma a metà del guado pianta il suo pungiglione sulla rana perché, dice lo scorpione, «non potevo resistere, questa è la mia natura».
Allo stesso modo Meloni ha invitato le opposizioni a una qualche forma di intesa di fronte alla guerra nel Golfo ma poi, nel pomeriggio, ha rovesciato il tavolo, accusando la sinistra di incoerenza di fronte agli interventi guidati dagli americani in vari teatri.
Non sappiamo chi le abbia preparato il testo ma qualsiasi studente di politica estera o relazioni internazionali che avesse inanellato una serie così disastrosa di cantonate sarebbe stato bocciato. Evidentemente da Colle Oppio non si coglievano le diverse logiche che hanno ispirato gli interventi da parte della comunità internazionale.
Sintomatico, comunque, che abbia evocato i bombardamenti alleati sull’Italia durante la Seconda guerra mondiale per liberarci dal fascismo. Forse, in qualche angolo del suo inconscio, le da ancora fastidio. Ma, come in ogni conflitto, c’è un prima e un dopo.
Prima i raid delle aviazioni italiane e tedesche in Spagna – mai visto Guernica? – e la “coventrizzazione” (la distruzione della città di Coventry da parte della Luftwaffe) vantata da Benito Mussolini dal balcone di piazza Venezia. Poi la risposta degli alleati (a volte fuori misura, come le bombe incendiarie su Amburgo e Dresda).

Dall’Iraq alla Libia
Nel suo discorso alla Camera Meloni ha distorto gli eventi più recenti in maniera indecorosa: non ha fatto alcuna distinzione tra gli interventi militari di coalizioni internazionali approvati dall’Onu e quelli compiuti senza alcun mandato. In Iraq, nel 1991, il Consiglio di sicurezza, unanime, aveva dato mandato di agire contro Saddam Hussein dopo che aveva invaso il Kuwait. Dieci anni dopo, nel 2003, lo aveva negato perché non c’era alcun presupposto: le famose «armi di distruzione di massa» erano una fake news. Nonostante ciò i “volenterosi” guidati da George W. Bush lo avevano invaso lo stesso, e il governo Berlusconi, dopo qualche esitazione – anche allora non approvare e non condannare – aveva aderito.
Ma questo Meloni se lo è dimenticato. Così come ha sorvolato sul fatto che l’intervento in Libia era stato validato dall’Onu in quanto Gheddafi stava per fare piazza pulita degli insorti di Misurata con i suoi carri armati schierati alle porte della città. Quell’azione era congruente con il nuovo principio adottato dalle Nazioni unite dopo l’intervento della Nato contro la Serbia.
In quell’occasione mancava il sigillo dell’Onu. ma si era nell’imminenza di una nuova pulizia etnica, in Kosovo, dopo che le milizie serbe avevano trucidato a freddo, in 24 ore, 8.000 bosniaci, a Srebrenica. Quella giustificazione è poi stata codificata come Responsability to Protect (R2P) – il diritto-dovere della comunità internazionale ad ergersi a difensore delle popolazioni civili – e integrata nei principi delle Nazioni unite nel 2005.
Quando una presidente del Consiglio parla di questioni così drammatiche come la guerra dovrebbe avere maggiore accortezza e non lasciarsi andare a comiziacci per eccitare le proprie truppe.
Se Meloni fosse stata adeguata al ruolo che occupa avrebbe dovuto porre la questione della crisi in termini riflessivi, problematici, e chiedersi se l’attacco israelo-americano si configuri come una missione sotto l’ala del R2P.
Sarebbe stata una discussione seria, profonda e appassionante. Ma anche indigesta per la premier perché avrebbe sollevato lo spinosissimo tema della non protezione dei civili palestinesi dal massacro dell’esercito israeliano. E poi, al di là del fatto che l’lran non è una piccola entità come la Serbia, gli obiettivi dell’azione in corso non hanno certo scopi umanitari, a difesa dei coraggiosi oppositori del regime. Follow the money, per capire perché si muove Donald Trump.
L’ultimo miglio
(Di Marco Travaglio) – Mancano otto giorni alla fine della campagna referendaria e la partita, che tre mesi fa sembrava già vinta a tavolino dallo sgoverno, ora è apertissima. Grazie all’impegno dei comitati del No, di buona parte delle forze di opposizione e della società civile, e anche del Fatto, chi contrasta questa “riforma” pericolosa ha agguantato numericamente (almeno nei sondaggi) quanti si sono bevuti la propaganda del centrodestra e delle sue quinte colonne nel centrosinistra. È stato un miracolo, che però rischia di essere vanificato dai tanti, troppi (sempre stando agli ultimi sondaggi pubblicati) elettori del centrosinistra e del M5S che sembrano intenzionati ad astenersi o, peggio ancora, a votare Sì: non c’è limite all’autolesionismo. Ma ce la metteremo tutta fino all’ultimo minuto prima del silenzio elettorale di sabato prossimo per sventare la minaccia: le battaglie in difesa dei valori fondanti della Costituzione sono il nostro Dna, a partire dall’editoriale di Antonio Padellaro che sul primo numero del Fatto, il 23 settembre 2009, indicò nella Carta la linea politica del Fatto.
Per questo abbiamo deciso di compiere un ultimo sforzo per metterci a disposizione di chiunque voglia ancora chiarirsi le idee o raccogliere argomenti per convincere gli incerti: la “Settimana del No”. Ogni sera, da lunedì 16 a venerdì 20 marzo alle ore 21, ci ritroveremo insieme per spiegare la “riforma” Nordio-Meloni e rispondere ai dubbi di chi ancora ne nutre. Il 16, il 17, il 18 e il 20 l’appuntamento è al Caffè Letterario di Roma, in via Ostiense 95, per chi vive o si trova nella Capitale o nei dintorni, e in diretta streaming sul sito del Fatto per tutti gli altri: gli ospiti, oltre al sottoscritto e ad altre firme del Fatto, saranno lunedì Piercamillo Davigo, martedì Roberto Scarpinato, mercoledì Nicola Gratteri e venerdì tutta la comunità del Fatto. Giovedì 19 invece saremo al Teatro Italia, sempre a Roma, in via Bari 18, per una serata speciale con artisti, intellettuali e giornalisti, presenti o collegati. Il titolo è lo stesso dell’iniziativa analoga che organizzammo 10 anni fa contro la “riforma” Renzi-Boschi-Verdini e portò buono: “La Costituzione è NOstra”. L’ingresso a tutti gli eventi è libero: per trovare posto basterà prenotarsi per tempo (su eventbrite.com). Ogni sera commenteremo gli ultimi sviluppi della campagna referendaria, smonteremo le balle del giorno (che aumenteranno vieppiù con l’avvicinarsi del 22) e soprattutto vivremo tutti insieme l’attesa per un voto fondamentale per il nostro futuro. Comunque andrà a finire, potremo dire di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per sventare questo ennesimo attentato alla Costituzione. E guardarci allo specchio senza sputarci in faccia. Vi aspettiamo.
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Questa mattina, 13 marzo, in qualita’ di iscritto al M5S ho votato sia per nominare i componenti del Comitato di Garanzia che per i componenti del Collegio dei “Probiviri”…fatto questo riaffermo che tutta la mia Famiglia votera’…..NO…..convintamente per la separazione delle carriere….!!!! Questo grazie anche a Giuseppa Bartolozzi, Carlo Nordio, Giulia Bongiorno, Simonetta Matone, Giorgia Meloni ecc…ecc….!!! Ieri davanti al televisore e sintonizzato sulla 7, prima con la Gruber, dove mi sono compiaciuto per la notevole preparazione, dopo aver “frequentato” maturando una notevole esperienza come Giornalista per anni le “aule di giustizia”, sulla “separazione delle carriere”….Travaglio ieri sera ha dato il meglio di se stesso dove ha “colpito ed affondato” un imbarazzante Bocchino che cercava di recitare quello schemino pre-costituito che all’ unisono tutti ripetono su questa “separazione” e dove una delle migliori firme del Corsera la Giornalista Monica Guerzoni ha condiviso “parola per parola” cio’ che Marco Travaglio asseriva….ripetendo diverse volte “ha pienamente ragione”…..!!! e poi…poi…a Piazza Pulita…l’ arrivo del nostro Presidente Conte che “messo” a confronto con Paolo Mieli…., dopo aver “criticato con “onesta’ intellettuale” e con “argomenti inoppugnabili” l’ atteggiamento della Meloni anche sull’ Iran…., sulla “separazione delle carriere” mettendo all’ angolo , non solo, il “povero” Mieli ma ottenendo la totale “approvazione” dallo stesso Formigli sulle criticita’, citate da Conte, che questa “riforma” porta in pancia….e con gli eventuali decreti attuattivi gia’ scritti e tenuti in cassetto del Ministero….!!! Grazie Prof. Conte per la tua chiarezza e professionalita’……👏👏👏👏
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Ma c’è qualcuno del M5S che è incerto o contrario a votare NO? Ma cos’hanno nella scatola cranica? Poltiglia al posto della materia grigia? Mah! Solo per il fatto che sia un intervento che modifica la costituzione già quello dovrebbe far votare NO! Poi mettiamoci chi sta facendo l’endorsement al si, tutto il peggio della politica italiana a cominciare da il fu gelli e tutti i suoi indegni compari! Ma stiamo davvero scherzando!?! Ci sono nel M5S persone che voterebbero sì! Non ho più parole ma solo offese tremende e conati!! Forza No!!
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@Moky voglio credere che i sondaggi non ci prendano con gli elettori 5S come sempre. Perché allo Stato emerge che proprio nel M5S c’è la più alta percentuale di elettori del SI dell’opposizione. Io avrei detto che qualche fronda interna al PD, invece proprio gli elettori 5S. “…M5S, dove il “NO” è prevalente ma una quota rilevante (circa il 23%) voterebbe “SÌ”.
non posso crederci!!!
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Ieri ennesimo comizio indecente della carciofara!
Andate a sentire che menzogne sesquipedali!!!
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Per carità che mi rovino la giornata! Non so se peggio potrebbe essere quell’elemento da sbarco! Per essere gentili…
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Piccola pillola: con la vittoria del Sí niente più stupratori in libertà! Ha varato la castrazione referendaria…🤣🤣🤣
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A me risulta che sia una “notizia” diffusa da Cerno sul Giornale non si sa in base a quale sondaggio, poi ovviamente ripresa anche da Libero e dagli altri “giornali” della galassia Angelucci (sul quale, invece, abbiamo dati certi riguardo le sue non-presenze in Parlamento: 99,98% di assenze alla Camera). Sull’attendibilità di Cerno non metterei la mano sul fuoco
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Io metterei la mano sul fuoco sulla sua INATTENDIBILITÀ.
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”Sull’attendibilità di Cerno non metterei la mano sul fuoco”
io si, ma la sua! Non certo la mia…
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Ah, la sua mano non la tua!!!
😆🤣😂😆🤣😂😆👍🏻
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In tutti i partiti c’è una componente minoritaria che vota in modo difforme da quella maggioritaria. Nei partiti di Cdx alcuni elettori voteranno No. E probabilmente saranno in tanti, spinti dalla voglia di vendetta per le promesse tradite e per il caro benzina. Nel referendum costituzionale del 2016 (riforma Renzi-Boschi) il No sfiorò il 60%. https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/05/referendum-costituzionale-2016-risultati-no-596-e-si-403-elettori-bocciano-la-riforma-del-senato-renzi-annuncia-dimissioni/3236769/
Renzi disse: “Non pensavo mi odiassero così tanto”. http://www.corriere.it/referendum-costituzionale-2016/notizie/referendum-costituzionale-2016-non-credevo-mi-odiassero-cosi-468a4082-ba88-11e6-99a2-8ca865283c9e.shtml
Gradimento di Meloni e governo in picchiata. E Conte l’ha superata: https://www.la7.it/piazzapulita/video/sondaggi-gradimento-leader-conte-supera-meloni-13-03-2026-636862
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Perciò è sempre così avvelenata con lui.
Non ce la può fare, la mezza calzetta… fa immancabilmente alla figura della caciottara, pur tra le ovazioni della sua banda di squallidi figuri.
Che vergogna.
Che abisso di cultura e di standing istituzionale.
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Mokj, Toninelli!!! 😱😱😱😱🥴😫
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Gli obiettivi dell’azione in corso non hanno certo scopi umanitari, a difesa dei coraggiosi oppositori del regime. Follow the money, per capire perché si muove Donald Trump... Forse INSIDER TRADING sulla speculazione energetica? Barron Trump, figlio del presidente USA, ha guadagnato 14 milioni di dollari acquistando barili di petrolio greggio poco prima dell’inizio dell’attacco all’Iran.💭 Il ragazzo è partito dal nulla e ha trasformato i soldi della sua consegna di giornali in 14 milioni di dollari. Un altro esempio del sogno americano. Uno su mille ce la fa. 👀ClaraStatello
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Certo che, avendo in casa la fonte primaria…
Più insider trading di così!!!
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GLI STATI UNITI HANNO CHIESTO ALLA ROMANIA DI SCHIERARE CACCIA E TRUPPE SULLA BASE DI MIHAIL KOGĂLNICEANU PER LA GUERRA CONTRO L’IRAN – Digi24
🔴Il canale televisivo rumeno riferisce che gli Stati Uniti hanno formalmente richiesto a Bucarest il dispiegamento di forze militari aggiuntive sulla base aerea Mihail Kogălniceanu.
“Gli USA hanno chiesto alla Romania di ospitare caccia e personale militare sulla base aerea Mihail Kogălniceanu, nel contesto della guerra con l’Iran”. L’ex Ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, intervistato da Digi24, ha affermato che un rifiuto non porterebbe alcun vantaggio al Paese: «Non guadagniamo nulla dicendo “no”. Si tratta di un partenariato e una cooperazione nell’ambito della NATO, che non si limita solo alla base di Kogălniceanu».Tuttavia, il comandante in congedo Sandu Valentin Mateiu ha lanciato un avvertimento chiaro: «Se questi aerei operano direttamente dal nostro territorio, la Romania diventa una parte belligerante, con tutte le conseguenze del caso. Sorge un problema di diritto internazionale».
Mateiu ha ricordato che l’Iran ha già dichiarato di essere pronto a colpire qualsiasi Paese il cui territorio o spazio aereo venga utilizzato per attacchi contro l’Iran. Di conseguenza, la Romania potrebbe diventare un obiettivo legittimo di rappresaglia da parte di Teheran, soprattutto considerando che il sistema antimissile statunitense Aegis Ashore, situato a Deveselu, è esplicitamente progettato per intercettare missili balistici iraniani Fonte Info Defense
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Il Ministero della Difesa italiano afferma che un missile ha colpito una base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Le autorità affermano che non ci sono state vittime tra le circa 300 truppe italiane di stanza lì.Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che il personale si è rifugiato nei bunker durante l’attacco e ha confermato che tutti sono al sicuro.Le forze italiane a Erbil sono schierate per addestrare le forze di sicurezza curde.
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E che…L’importante è che il personale rifugiatesi nel Bunker non si affacci alle finestre…
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Ormai quando vedo Travaglio con il suo ghigno mefistofelico in TV che sistematicamente uccella Bocchino sulle cazz@te che dice (in ogni materia ma soprattutto sul referendum), mi viene quasi compassione per come si è ridotta la banda di Maria Antonietta. Poi, passato il momento di umana pietas per nomen omen, mi ricordo di quanto siano in realtà davvero pericolosi questi miserabili cialtroni ignoranti, affamati dal braccio sempre teso e di come stiano tentando di dare (come in recente e vecchio passato) l’ennesimo assalto alla nostra democrazia, per cui mi prudono le mani nell’attesa di avere una bella matita dentro la cabina elettorale. Sono solo degli squallidi pericolosi e disperati personaggetti di serie B che lanciano messaggi ed esempi at minchi@m a edicole e reti TV unificate, ma in realtà sono terrorizzati perché sentono sempre più forte il sibilo del meteorite a forma di urna che si abbatterà sulla terra dei cachi.
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Sarebbero solo ridicoli e divertenti se non fossero forti del voto di tantissimi ignoranti ed altrettanti in malafede.
Allora si, diventano pericolosi.
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I sondaggi non servono per sapere con anticipo come si comporteranno gli elettori ma per condizionarne la scelta . Questo è pacifico quindi meglio non lasciarsi trasportare dalla loro lettura sia in un senso che nell’ altro ma considerarli come si fa quando si dà un’ occhiata all’ oroscopo o all’ oracolo delle chiromanti. Non so se i fatti gravissimi che stanno accadendo in giro per il mondo saranno anche essi fattore che contribuirà a determinare il risultato ma di certo c’è troppa gente distratta da tutto perché desidera non pensarci credendo che la cosa si risolverà da solo in un modo o nell’ altro . Qui si tratta di una scelta che non è di campo politico elettorale ma ideale e di ritorno all’ origine della nostra repubblica .
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Elettori 5s che voterebbero SI è una combinazione poco credibile. Sembra inverosimile. Tanto per buttarla lì
Nel csx autodefinisce gli elettori di quel centro, in parte seguiranno le indicazioni di Bibi e Bibo, che sono per il si. Molti meno gli elettori pd che ascolteranno i renziani interni. AVS non è mai citata, magari qualche verde radicaleggiante, senza ammetterlo, voterà si.
chi si è esposto è Toninelli, non certo un elettore 5s, e Rizzo, il fasciocomunismo aspirante vannacciano. Li lascerei al loro destino, e al sorteggio, che amano tanto.
per togliere una minima parte del dubbio:
io voto 5s, voto Giuseppe Conte e voterò NO
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Certo ci vuole una bella faccia ad impartite le lezioni di storia al parlamento omettendo due bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki…..la cui finalità non fu la resa del Giappone, ma di dimostrare al mondo, soprattutto alla Russia che gli USA avevano a disposizione un’ arma per imporre la propria supremazia! Il dopo è stata la prosecuzione di questa supremazia con altri pretesti…..La domanda che la politica dovrebbe porsi è se questo intento sia ancora perseguibile senza gettare il mondo, compresi vassalli al seguito, nel caos con danni irreparabili…..si chiama interesse nazionale che evidentemente è andato perso insieme alla storia ed alla sua lettura/valutazione secondo logiche reali e non di retoriche propagandistiche con false giustificazioni alla bisogna …Il servilismo non può essere la chiave di lettura critica, e se si è costretti a perseguirlo, almeno si eviti di impartire lezioni distorte da una narrazione funzionale all’ interesse americano che ora più che mai è opposto al nostro . E’ preferibile la dura realtà alla narrazione…..perché le chiacchiere stanno a zero e non incidono affatto sulla risoluzione ai problemi!
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FINE DELLA DEMOCRAZIA – Viviana Vivarelli
La democrazia è in crisi. Ma quando mai non lo è stata? Come forma di governo che dovrebbe dare il potere al popolo, è fallita sin dai suoi inizi. Persino i Padri Costituenti della grande Costituzione americana, 1787, decisero che si doveva dare potere al popolo ma entro certi limiti, in modo che il potere, in fondo, fosse gestito solo da chi disponeva di un certo reddito, tenendo fuori i nullatenenti (all’inizio anche le donne e i neri: le donne ebbero il diritto di voto solo nel 1920 e i neri senza barriere nel 1965). Ma, qualunque fossero i propositi dei presunti detentori di democrazia, i partiti si sono tutti dati da fare, sempre, per tagliarla, sminuirla, depotenziarla.
Chiunque venga eletto, come prima cosa, di solito, rinnega il proprio programma elettorale facendo l’inverso di quanto promesso, e in questo la Meloni è stata il massimo.
In secondo luogo fa leggi o stravolge Costituzioni per aumentare la propria impunità e lo fa anche circondandosi di servi fedeli che gli fanno da incensante megafono, meglio se sono avidi ma stupidi e amorali e se hanno anche loro una fedina sporca da difendere, perché nulla unisce come un comune ricatto o reato.
Poi diminuisce i poteri degli organi istituzionali che potrebbero controllarlo o limitarlo, vedi Parlamenti ignorati, attacco alla Corte dei Conti o alla Magistratura. Infine, se può, come fa Trump, cautamente imitato dai pavidi servi di casa nostra, si impossessa dei media per inculare un messaggio a senso unico, delegittima gli Organi di Controllo Internazionali, come la Corte Penale dell’Aja, il Diritto del Mare, l’ONU, la NATO e lo stesso Diritto Internazionale nel suo complesso, mettendosi decisamente fuori da ogni legge o regola.
Come ultima chance, distrae l’opinione pubblica con qualche fatterello di cronaca, facile da capire perché tocca la sfera sentimentale, tipo la casa nel bosco o il delitto di Garlasco, o fa una guerra.
Durante una guerra non si tengono elezioni, non si critica il leader, non si fanno indagini né processi su di lui, tutto si congela in vista della guerra.
Ci aggiungiamo che fare politica costa e costa molto e, se si vuole finanziatori potenti, questi poi chiederanno il loro profitto e leggi di salvaguardia per i loro affari sporchi, per cui potere e corruzione si tengono la mano.
Come si vede, qua, in Italia, i nemici della Costituzione e della democrazia ce li abbiamo tutti. Negli Stati Uniti va anche peggio, perché è stato lacerato quel velo sottile di ipocrisia propagandistica che dava un’illusoria sensazione di essere nel giusto, coprendo con la guerra le soperchierie dei potenti, vedi Netanyahu e la sua cerchia di assassini, o Zelensky circondato da oligarchi di cui nemmeno uno si salva per ruberie, perché tra tutti i fattori che mandano a morte una civiltà, la corruzione è sempre in primo piano e crea reti fortissime di autosostentamento come nemmeno la mafia. E attaccare i giudici che dovrebbero penalizzare la corruzione con lo strascico di reati che si porta appresso, diventa allora la prima arma di un cattivo Governo. Così fa Trump, attaccando l’Alta Corte e ignorando il Congresso, così fa la Meloni con questo referendum che vuole asservire la Magistratura alla politica e ignora l’Alta Corte Penale internazionale come le direttive dell’Ue o i freni della Corte dei Conti italiana o di chiunque, anche cittadino comune, che dissenta o abbia un’opinione sulle tragedie in corso diversa dal mainstream ufficiale.
Ma se il potere deve essere incontrollabile e unico, se l’informazione diventa condannata e unica e se il pensiero deve essere controllato e unico, dov’è finita, allora, la democrazia?
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Elettori M5S???
Non sapevo che sulla carta d’identità ci fosse scritto anche l’orientamento politico.
Credo invece, che come al solito, in vicinanxa delle votazioni vi sia una altissima percentuale di propaganda semi-occulta.
Forse, forse ma molto forse, si tratta di ex-5 stelle, come il Toninelli, oppure l’ex “portavoce” Di Maio oppure i vari voltaschiena, ma li possiamo definire come MOLTI elettori?
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Strano che nessuno commenti gli incomprensibili distinguo del buon piddino Piero Ignazi, laureato al MIT in servilismo alla dottrina neocon, che accusa la Melona di qualcosa derivante dall’essere amica del cattivone Trump mentre solo loro hanno appoggiato solo le guerre buone degli USA, quelle con il bollino blu dell’ONU o almeno con il bollo Chiquita (CIA) come quella del Kosovo. Non volendo rovinarmi il fegato, rimarrò col dubbio se siano più ridicole le arrampicate sugli specchi della PdC o quella feroce oppositore, che se fosse al governo avrebbe la stessa postura incerta e impotente di uno Starmer.
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La Ducia SENZA SAPERLO ha toccato un nervo scoperto della pseudo-sinistra: l’INTERVENTO IN SERBIA è il peccato originale della pseudo-sinistra italiana in cerca di autore che pensava di averlo trovato nei i DEM ‘MERIKANI.
A quel tempo c’era D’ALEMA PdC e MOZZARELLA vice.
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Ma qualcuno crede ancora ai sondaggi, e soprattutto a sondaggi di questo tipo:
– Buongiorno, lei è dei 5stelle?
– Come no.
– Cosa pensa di Berlusconi?
– Ottimo elemento.
– Grazie!
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Non credo sia Hot
Io non so se avete letto o sentito da qualche parte l’intervento di Ricciardi (qui su Infosannio non ne trovo traccia) comunque, chi ha voglia potrà leggere l’opinione de l’ottimo GIANCARLO SELMI su questo, e se i moderatori lo consentono ve la incollo qui:
Post di Stop ai politici inutili
Stop ai politici inutili
Tensione in parlamento. La tensione era già alta, ma a un certo punto il confronto politico e’ uscito dai binari della consueta schermaglia parlamentare per trasformarsi in un affondo durissimo, frontale, senza alcuna mediazione. Nell’Aula della Camera, durante la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sul nodo esplosivo della crisi in Medio Oriente, dai banchi dell’opposizione è partito un attacco che ha colpito al cuore la linea internazionale dell’esecutivo.
Non una critica tecnica, non una contestazione circoscritta, ma una requisitoria politica e morale contro il governo, accusato di coprire con l’ipocrisia una strategia internazionale fondata sulla guerra, sull’ambiguità e sulla subordinazione ai più forti.
A pronunciare parole di fuoco è stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, protagonista di un intervento destinato a lasciare il segno per durezza dei toni e per violenza politica delle immagini usate contro la premier e la sua maggioranza.
L’attacco frontale del M5S in Aula
Ricciardi ha scelto di colpire il governo sul terreno più delicato: quello della politica estera, della crisi in Medio Oriente e della postura assunta dall’Italia davanti all’escalation internazionale. Il deputato pentastellato ha accusato l’esecutivo di non avere una linea autonoma, di non mostrare alcun coraggio politico e di limitarsi invece a rivestire di retorica umanitaria decisioni che, a suo giudizio, stanno contribuendo a precipitare intere aree del mondo nel caos.
L’affondo più duro è arrivato quando ha evocato l’esistenza di un gruppo di potere internazionale definito con un’espressione volutamente scioccante: una “coalizione Epstein”, descritta come un insieme di “bianchi affamati di sangue” che avrebbe scelto la strada dei bombardamenti e della destabilizzazione. In questo quadro, il governo italiano è stato dipinto come complice politico e propagandistico di quella strategia.
Secondo Ricciardi, infatti, il problema non sarebbe soltanto chi decide la guerra, ma anche chi la giustifica, la copre, la racconta come necessaria o addirittura morale. Ed è qui che il bersaglio si è spostato direttamente sulla presidente del Consiglio e sulla maggioranza che la sostiene. Voi come dei servi sciocchi”
Il passaggio più violento dell’intervento è stato quello in cui il capogruppo M5S ha accusato il governo di comportarsi “come dei servi sciocchi”, attribuendo alla maggioranza un ruolo ancillare rispetto a una strategia internazionale guidata da altri. In un secondo lancio, il concetto viene persino rafforzato: Ricciardi parla di un governo che racconta le “guerre umanitarie” da “servi sciocchi che perfino il padrone sberleffa”, con un riferimento esplicito a Donald Trump come figura dominante e implicita della catena di comando politica e simbolica evocata dal parlamentare pentastellato.
È un’immagine pesantissima, costruita per trasmettere l’idea di un esecutivo non solo allineato, ma addirittura umiliato, subalterno, incapace di esprimere una posizione autonoma di fronte ai grandi conflitti internazionali. La critica del Movimento 5 Stelle, insomma, non riguarda soltanto il merito delle scelte, ma il modo stesso in cui il governo starebbe dentro lo scenario globale: non da protagonista, ma da fedele esecutore.
Il riferimento all’Iran e l’accusa di ipocrisia
Nel suo intervento, Ricciardi ha insistito in particolare sul tema dell’ipocrisia. Ha accusato il governo di usare selettivamente i diritti umani, di richiamarsi al destino delle donne iraniane soltanto in modo strumentale, senza che questo corrisponda a una reale coerenza politica. Il senso della sua denuncia è chiaro: secondo il M5S, la maggioranza utilizzerebbe argomenti umanitari come copertura narrativa, piegandoli alle convenienze geopolitiche del momento.
Da qui la stoccata più netta: “E ci volete far credere che vi interessa qualcosa delle donne iraniane? Se domani arriverà un dittatore sanguinario amico di Trump, andrà benissimo a tutti quanti”. Una frase che condensa l’intera accusa pentastellata: non esisterebbe, nella postura del governo, una vera difesa dei diritti, ma soltanto un utilizzo politico dei diritti stessi, branditi quando sono compatibili con gli equilibri internazionali e dimenticati quando diventano scomodi. Il colpo diretto a Giorgia Meloni
Ricciardi non si è limitato ad attaccare l’esecutivo in termini generali. Ha scelto di rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio, colpendola sul piano politico ma anche su quello del comportamento personale e istituzionale. In Aula ha ricordato che Meloni avrebbe dichiarato di non avere elementi per valutare l’attacco Usa-Israele all’Iran, ma ha subito contrapposto questa prudenza all’atteggiamento mostrato in altre vicende, dove invece — secondo il deputato M5S — la premier avrebbe espresso giudizi molto netti anche senza avere elementi sufficienti.
Il riferimento polemico è a casi recenti su cui Meloni sarebbe intervenuta pubblicamente con toni forti. Ricciardi, in sostanza, le contesta una doppia misura: cauta e silenziosa sui dossier internazionali più esplosivi, molto più rapida e assertiva su temi interni o su episodi più immediatamente spendibili sul piano della propaganda.
Da qui nasce una delle frasi più taglienti dell’intervento: “Il suo atteggiamento non è responsabile, ma è quello di chi striscia per non inciampare mai”. È un’immagine che punta a demolire la narrazione della premier come leader forte e autonoma. Al contrario, nella lettura di Ricciardi, Meloni non starebbe guidando con coraggio una fase difficilissima, ma si starebbe muovendo con prudenza servile, abbassandosi pur di non entrare in collisione con chi conta davvero sul piano internazionale.
La Palestina evocata come accusa morale
Dentro l’intervento di Ricciardi c’è anche un altro punto politico forte: il richiamo alla tragedia palestinese. Il capogruppo M5S ha accusato Meloni di ignorare la voce di una “bambina palestinese crivellata da centinaia di colpi”, contrapponendo questa immagine drammatica ad altre vicende sulle quali la presidente del Consiglio sarebbe invece intervenuta con maggiore partecipazione o enfasi.
Il passaggio ha una funzione precisa: spostare lo scontro dal piano diplomatico a quello etico, costringendo il governo a misurarsi con il costo umano della guerra. Non è solo una critica alla collocazione internazionale dell’Italia, ma una contestazione alla gerarchia dell’indignazione pubblica.
Il Movimento 5 Stelle, attraverso Ricciardi, accusa l’esecutivo di scegliere quali vittime meritino attenzione e quali invece possano essere rimosse o lasciate sullo sfondo. Uno scontro che supera il linguaggio parlamentare ordinario
Quello andato in scena alla Camera non è stato un semplice botta e risposta tra maggioranza e opposizione. I toni usati da Ricciardi hanno segnato un salto di intensità nello scontro politico. Espressioni come “coalizione Epstein”, “servi sciocchi”, “striscia per non inciampare” e soprattutto la frase conclusiva — “il vero pericolo per l’umanità siete voi” — mostrano la volontà di portare la polemica su un livello massimo di radicalità.
È un linguaggio che punta a delegittimare completamente l’avversario, non soltanto a contestarne le scelte. Il governo non viene descritto come un esecutivo che sbaglia, ma come una struttura politicamente e moralmente corresponsabile di un ordine internazionale violento, cinico e ipocrita.
In questo senso l’intervento di Ricciardi assume anche una funzione identitaria: ricompattare il Movimento 5 Stelle su una linea di opposizione durissima alla politica estera della maggioranza.
Il contesto: Consiglio europeo e crisi in Medio Oriente
Lo scontro arriva in un momento particolarmente delicato. La discussione alla Camera precede infatti un Consiglio europeo che si annuncia cruciale, mentre la crisi in Medio Oriente continua a dominare il quadro internazionale e a mettere sotto pressione i governi occidentali. In questo scenario, ogni parola pronunciata in Parlamento pesa di più, perché non riguarda soltanto la politica interna ma il modo in cui l’Italia si presenta davanti agli alleati, ai partner europei e all’opinione pubblica.
Il Movimento 5 Stelle ha colto questo passaggio per marcare la distanza totale dalla linea del governo. Non una semplice sfumatura diversa, ma una rottura piena, sia sul piano geopolitico sia su quello simbolico. Ricciardi ha voluto trasmettere l’idea di un esecutivo incapace di esercitare un ruolo di pace, troppo allineato ai fronti più aggressivi e troppo pronto a trasformare la diplomazia in copertura ideologica.
Un attacco che punta a logorare la narrazione meloniana
L’obiettivo politico dell’intervento appare evidente: incrinare la rappresentazione di Giorgia Meloni come leader autonoma, coerente e autorevole sul piano internazionale. La formula “striscia per non inciampare” è studiata esattamente per questo: rovesciare l’immagine della premier forte, sostituendola con quella di una figura prudente fino alla subalternità, attenta più a non disturbare i poteri dominanti che a difendere una linea italiana indipendente.
Allo stesso modo, l’accusa di essere “servi sciocchi” mira a colpire la maggioranza nella sua legittimazione politica, presentandola non come una coalizione sovrana e patriottica, ma come un gruppo dirigente piegato a logiche esterne.
È un rovesciamento potente soprattutto perché investe proprio uno dei pilastri identitari della destra di governo: la rivendicazione di autonomia nazionale e di difesa dell’interesse italiano. La sfida dell’opposizione passa anche dai toni
L’intervento di Ricciardi segnala anche una scelta più ampia dell’opposizione, o almeno di una sua parte: alzare radicalmente il livello dello scontro contro il governo Meloni. Non basta più contestare singoli provvedimenti o singole dichiarazioni. Il Movimento 5 Stelle prova a collocare la sfida su un piano più netto, quasi esistenziale, presentando la maggioranza come parte del problema globale e non semplicemente come avversario politico.
È una strategia che parla tanto all’Aula quanto all’esterno, all’elettorato, ai social, alla costruzione di una narrazione alternativa. Le frasi più dure sono quelle destinate a circolare, a essere rilanciate, a diventare titolo e sintesi dello scontro. E in effetti il cuore dell’intervento sta proprio lì: nella capacità di condensare in poche immagini violente una critica complessiva al governo, alla sua politica estera e al suo rapporto con i grandi equilibri internazionali.
La chiusura più dura: “Il vero pericolo per l’umanità siete voi”
Il momento finale dell’intervento è quello che riassume meglio l’impostazione scelta da Ricciardi. Dicendo che “il vero pericolo per l’umanità siete voi”, il capogruppo del M5S porta l’accusa al massimo grado possibile. Non si limita a imputare al governo errori, ambiguità o opportunismo. Gli attribuisce invece una responsabilità storica e morale dentro un contesto mondiale segnato da guerra, devastazione e crisi umanitarie.
È una conclusione estrema, costruita per lasciare una traccia profonda nel dibattito parlamentare e mediatico. E infatti il punto politico centrale dell’intervento sta proprio in questa radicalità: il Movimento 5 Stelle non vuole apparire come una semplice opposizione critica, ma come il soggetto che denuncia apertamente la complicità del governo con una logica di guerra che considera devastante.
Alla fine, più ancora dei singoli passaggi, resta il segno di un confronto che ha trasformato l’Aula di Montecitorio in un vero campo di battaglia politica. Da una parte il governo impegnato a difendere la propria linea in vista del Consiglio europeo e in piena crisi mediorientale, dall’altra un’opposizione che, almeno nel caso del Movimento 5 Stelle, sceglie di colpire senza gradualità e senza diplomazia lessicale.
Ricciardi ha costruito un intervento che non cerca mediazioni e non lascia spazio a interpretazioni morbide. Ha accusato Meloni di ipocrisia, di subalternità, di doppiezza, di indifferenza davanti alle vittime palestinesi e di totale allineamento a una strategia internazionale fondata sulla guerra.
Un attacco pesantissimo, che infiamma ancora di più il clima politico e conferma quanto il fronte parlamentare, sul Medio Oriente e sul ruolo dell’Italia, sia ormai entrato in una fase di scontro totale.
Grazie Ricciardi condividiamo in pieno l’intervento e lo riteniamo degno di essere divulgato senza indugi!
G.Selmi
Ricciardi… Il nostro nuovo Di Battista…
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