
(Tommaso Merlo) – Niente da fare, anche con le tariffe Trump alla fine ha piantato solo casino. Più che un problema politico ne abbiamo uno psichiatrico. Siamo alla dementocrazia. Trump e la sua banda di balordi parlano di colpo di stato giudiziario perché tutte le loro decisioni sono state impallinate dai tribunali. Oggi le tariffe, ieri le deportazioni, gli attacchi alle università, lo smantellamento dello stato sociale. Ma in realtà si chiama bilanciamento dei poteri in democrazia, puoi anche diventare presidente americano ma non puoi fare tutto quello che ti passa per quella testa bacata. C’è una Costituzione, ci sono altri poteri ed istituzioni con decenni di storia. Ma vai a farglielo capire ad un palazzinaro analfabeta di ritorno e pure d’andata che non legge neanche i cartelli stradali e non ascolta nemmeno se stesso. Trump sta incasinando il mondo intero per sentirsi al centro dell’attenzione, come faceva alle feste dell’asilo. Stesse dinamiche psicologiche e stessa profondità intellettuale. Il narcisismo è un disturbo della personalità caratterizzato da senso esagerato di importanza del sé, esigenza di ammirazione e mancanza di empatia. Gli ultimi svitati che dovrebbero ricoprire posizioni di potere ed invece oggi dominano il mondo come emblemi storici della pandemia egoistica che ci affligge. Una deriva psichiatrica più che politica. Perché oggi quello che conta è il proprio tornaconto. Per chi comanda ma anche per i poveri cristi che stanno al gioco. Un candidato può anche essere da ricovero coatto, ma se ti promette sicurezza immaginaria, falsa identità e soprattutto qualche soldino in più in tasca, ben venga. Se poi pianta solo casini e non mantiene le promesse, pazienza, sarà per il prossimo. Siamo ridotti così, alla dementocrazia di stampo egoistico e pure recidiva. Ad aggravare il tutto il tempo che si ostina a passare, Trump ha la consapevolezza di un bambino dell’asilo ma la brillantezza mentale di un ottantenne. Ma bisogna essere onesti, non è tutta demenza del suo sacco. Trump sta tentando di realizzare l’agenda fascistoide di Project 2025, una cloaca ultraconservatrice bigotta e razzista e che tra le varie chicche prevede anche l’accentramento dei poteri. Trump era il ducetto che passava il convento e gli è andata malissimo, di questo passo rischiano di tornare tutti tra le acque reflue della storia. Ma una strategia ce l’hanno, far finta di essere in uno stato di emergenza in modo da giustificare l’umiliazione del parlamento e la raffica di decreti esecutivi presidenziali. Quelli che Trump firma col faccione arancione tutto sorridente a favore di telecamere e che i tribunali stanno trasformando in carta igienica uno dopo l’altro. Anche con le tariffe è andata così, hanno finto un’emergenza per imporle dallo Studio Ovale mentre la legge dice che sono prerogativa del Congresso e questo proprio per evitare i colpi di ego del ducetto di turno. Ma vai a farglielo capire, finirebbe come alle feste all’asilo quando baby Trump veniva sgridato dalla maestrina e lui reagiva malamente facendo la vittima sacrificale oppure col gaslighting e cioè manipolando a destra e a manca per far passare gli altri come squilibrati. Affrontare i narcisisti di petto è inutile, ci lasci solo pezzi di fegato e pure di ammennicoli. Bisogna lasciarli nel loro brodo e limitare i contatti, perché tanto non cambiano e il loro alla fine è un vicolo cieco autodistruttivo. Ma certo, se arrivano alla Casa Bianca è una bella grana. Il caos che hanno in testa si sparge per il Creato. La buona notizia è comunque che la democrazia americana sta reagendo agli spintoni di quel vecchio narcisista patologico, i cittadini sono scesi in piazza come non mai e si stanno riorganizzando mentre i tribunali sono al tiro al piattello. Trump lancia e loro impallinano. È la democrazia baby. Politici e uomini di stato giurano sulla Costituzione, su una legge che è uguale per tutti ed è stata introdotta proprio per evitare che qualche ducetto traumatizzato in tenera età e la sua ciurma fascistoide si metta in testa di tiranneggiare per placare insicurezze e ferite. Niente panico quindi, Trump non ha i numeri e lo spessore politico per una deriva autoritaria. La guerra civile a colpi di scartoffie è già iniziata e lo farà presto arenare mentre l’obiettivo delle opposizioni è prendersi il Congresso tra un annetto e mezzo e poi via di impeachment a manetta. Altro che panico e dementocrazia, baby Trump e tutti i ducetti narcisisti che dominano il mondo sono una grande opportunità di crescita. I mali che ci affliggono oggi sono più psichiatrici che politici e la soluzione è dentro di noi. La salute della nostra società dipende dalla nostra salute mentale. E la qualità della politica dipende dalla qualità delle nostre consapevolezze.
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Nell’assurda democrazia USA 17 stati che rappresentano appena circa l’8% della popolazione, costituita perlopiù da bianchi, poveri e ignoranti, esprimono 34 senatori – da soli più di 1/3 del senato del Congresso – quasi sempre tutti repubblicani. Trump lo sa benissimo, come sa benissimo che i suoi ordini esecutivi possono essere effettivamente annullati solo dal Congresso, con una maggioranza minima dei 2/3 per entrambe le camere o dalla Corte suprema. Stando così le cose, visto che praticamente controlla sia la Corte che il Congresso, nell’arco di tempo che lo separa dalle elezioni di medio termine, cercherà di scardinare tutti i capisaldi dell’assurda democrazia statunitense, sicuro che i suoi ordini verranno al massimo sospesi per un po’, ma non invalidati. Un regime autoritario non si realizza per la volontà di un singolo e lui non è un pazzo, demente, ma è solo l’uomo giusto nel posto giusto e non sta sprecando nemmeno un giorno da quando è stato eletto.
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Oh perbacco! Credevo si parlasse del ns/ kazzaro verde ed invece si parla del kazzaro platinato d’oltre oceano… Beh, mal comune mezzo gaudio, anche gli altri hanno il proprio kazzaro e quindi non lamentiamoci.
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Devo ripubblicare parte di un mio post: ” Trump cerca di curare gli interessi pubblici di un Paese del Terzo Mondo quasi FALLITO, armato fino ai denti, con una lobby produttrice di strumenti di morte alleata a quella finanziaria del denaro impalpabile, con un debito pubblico insostenibile, con una moneta largamente sopravvalutata che dovrebbe avere lo stesso cambio con l’Euro di quello che l’Euro ha con il Real brasiliano. O impone dazi, stimolando la produzione interna, oppure svaluta il Dollaro ( come fece Amato nel 1992 con la Lira) per evitare l’aggravamento della bilancia commerciale”. Quanto alla democrazia negli USA, essa è finita da quando Biden è rimasto al suo posto anche se incapace di intendere e volere
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… ma se postava questa, Merlo non risparmiava tempo (e pure noi)?
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