
(Dott. Paolo Caruso) – Trump il nuovo monarca che insieme al suo cortigiano Vance ha messo al pubblico ludibrio il Presidente ucraino Zelensky, sembra aver risuscitato l’assolutismo regale che si credeva finito con la Rivoluzione francese. La Casa Bianca è diventata la nuova Versailles di Trump, il “Re Sole” del ventunesimo secolo. Il business è il suo credo. Non c’è infatti in lui politica che tenga. I dazi rappresentano il motivo del contendere e la minaccia per i Paesi europei e non solo. I dazi stanno facendo venire fuori angosce sopite ai quali da ieri si aggiungono paure più pressanti per il rischio interruzione dei negoziati di pace e il perdurare della guerra in Ucraina. Nella “sala ovale”, davanti alle telecamere e al mondo, Trump ha fatto il leone, e in maniera arrogante e ruvida, come è suo costume, ha trattato il presidente ucraino. Forte dinanzi la debolezza almeno bellica di Zelensky. Vuole la pace, costringendo l’Ucraina a pagarla a caro prezzo con interessi da usuraio. “Cinquecento” i miliardi millantati dal Tycoon. Ma “furfanteggiava”, perché soltanto poco più di “centoventi” ne aveva spesi l’America in armamenti “pro-Ucraina”. L’intervento di Vance, fotocopia di quello del Tycoon, teso a pietire gratitudine verso l’America da parte di Zelensky con pubblici ringraziamenti e scuse perché, a suo dire, aveva insultato l’America osando non piegarsi al dettato di Trump, non firmando il compromesso “capestro”, resterà scolpita negli annali. Alle proteste di Zelenski, i due ringhiarono con veemenza accusandolo di portare il mondo verso la “Terza guerra mondiale” e la catastrofe nucleare. L’Europa anche se in stato confusionale e al netto delle sue divisioni, vedi il “Cazzaro verde” e la sua Lega per l’Italia, Orban per l’ Ungheria, Fico per la Slovacchia, ha rinnovato fiducia e solidarietà all’Ucraina. L’Europa è disorientata e alla riunione di Londra sono emersi i distinguo, i mezzi silenzi, i malumori. Sono mosse che se fossero state decise prima non avrebbero portato alle difficoltà di queste settimane e alla rottura in malo modo del dialogo tra Trump e Zelensky. Da qui la tenaglia. C’era l’America, c’era la NATO ma l’ alleato a stelle e strisce con il nuovo Imperatore sembra volere voltare le spalle al vecchio e pavido Continente, addossandogli la responsabilità insieme a Zelensky della guerra, stravolgendo la Storia e facendo passare sotto traccia le responsabilità belliche della Nato e con l’America capofila. Ora sulla Europa, in quanto Ue, a dire di Trump da sempre parassita economica degli States, e non più amica, devono ricadere gli oneri economici della guerra, da aggiungere così alle perdite legate alle sciagurate sanzioni alla Russia. Così “cornuti e mazziati”.
Cmq suggerirei al dott Caruso di vedere la versione INTEGRALE del dibattito tra Zeze e i due della Casa Bianca.
Per me, per come si è comportato Zelensky, dovevano buttarlo fuori dalla finestra nel senso più fisico del termine.
Il gen Fabio Mini si è occupato dell’analisi dell’evento e quel che si capisce è tutt’altro da quel che si è voluto far capire o gente come Giuliano Ferrara ha fatto finta di capire.
Sul FQ hanno dato la versione integrale, tra l’altro.
Questa è una sintesi tradotta di 25 minuti.
Non mi sembra che Trump e Vance abbiano ecceduto, lo stesso non si può dire di Zelensky che voleva andare avanti alla stessa maniera degli ultimi 3 anni e basta.
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Non solo il gen.Fabio Mini
Ottima panoramica e smentita di numerose false affermazioni fatte da Zelinski durante l’incontro alla Casa Bianca
da Aaron Maté giornalista investigativo indipendente canadese
“L’ostilità di Zelensky alla pace scatena il crollo della Casa Bianca”
A lungo ricompensato da Washington e dalla NATO per aver minato la diplomazia con la Russia, Zelensky è diventato aggressivo (e ha detto vere e proprie falsità) quando Donald Trump e JD Vance gli hanno chiesto di fare la pace.
https://www.aaronmate.net/p/zelenskys-hostility-to-peace-triggers
Aaron Mate
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Z non è una vittima: si è piegato e prestato, si è molto arricchito, è un’ingranaggio di questa infame vicenda. Che poi Trump voglia scaricare le responsabilità del suo paese, è evidente.
C’è gran bisogno di analisti lucidi e profondi: di superficialita già trabocca l’informazione (mista a, o nei pochi spazi non riempiti dalla disinformazione selettiva ed emozionale).
Abbiamo bisogno di fatti, tutti i fatti, non di frammenti distorti. La nostra informazione è sempre più simile a un tavolo delle tre carte, con noi spettatori votanti (o astensionisti, tanto meglio – per loro).
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effettivamente sarà la storia a dirci con obiettività tutto quello che è successo in questa guerra d’Ucraina
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