In uno dei tanti commenti all’appello a Mattarella di cui questo giornale ha dato conto, un firmatario ha chiesto: “Ma il Pd da che parte sta?”. Ecco la risposta di un autorevole dirigente

(DI ANGELO D’ORSI – ilfattoquotidiano.it) – In uno dei tanti commenti all’appello a Mattarella di cui questo giornale ha dato conto, un firmatario ha chiesto: “Ma il Pd da che parte sta?”. Ecco la risposta di un autorevole dirigente di quel partito, addirittura uno dei suoi fondatori, Piero Fassino, apparsa come editoriale il 16 gennaio, sul sito del Cespi (Centro Studi per la Politica Internazionale”). Ed è una risposta che fa cadere le braccia. A parte le banalità che l’autore diffonde con generosità (“di fronte a ogni guerra e al suo carico di lutti, sofferenze, distruzioni, la prima richiesta che chiunque avanza è la sospensione delle operazioni militari e la ricerca di soluzioni di pace”: basta questa, direi), Fassino scopre un’altra grande verità: “le paci non sono mai facili”. E affronta le due principali crisi belliche nel mondo, almeno quelle a cui l’Occidente guarda con maggior attenzione: Ucraina e Palestina.

Per sostenere la propria tesi (la scopriremo tra poco), Fassino cita il cardinale Zuppi, cambiando il senso delle parole da lui proferite. Poi, tagliando il discorso del presidente della Cei pro domo sua (ossia di Fassino), riferisce solo la frase che la pace deve essere “giusta e sicura” e, addirittura, si inerpica sui difficili sentieri della storia, citando il Patto di Monaco, con Mussolini accolto trionfalmente in Italia “come il salvatore della pace” e di là l’inizio della guerra mondiale, con l’invasione della Polonia da parte della Germania. Il paragone neppure tanto sottinteso è che una pace non “giusta” darebbe l’assist a Putin. E senza arrivare a dire esplicitamente Putin uguale Hitler, Fassino elenca le “colpe” dei russi (i massacri di Bucha, la distruzione di Mariupol, i bombardamenti sulle popolazioni inermi di Kiev, Kharkiv, Kerson, Odessa…”), mentre dall’altra parte ci sono i poveri ucraini, guidati dal prode loro condottiero, che “continuano a perseguire la liberazione di tutti i territori occupati dai russi, invocando legittimamente il rispetto della integrità territoriale del loro Paese”. E ancora il solito Putin che dice no “e annettendo i territori occupati” rende “irreversibile la loro integrazione nella Federazione Russa”, mentre “ipocritamente si dice disponibile a negoziati alla condizione che si riconosca il nuovo stato di fatto, quando sa bene che per Kiev è una condizione inaccettabile”.

Ecco, un “osservatore” che scrive parole siffatte non è altro che un accanito sostenitore della prosecuzione del massacro dei soldati e dei civili ucraini e della distruzione del loro Paese. Al punto da respingere anche un “cessate il fuoco temporaneo”, perché “consoliderebbe l’annessione russa” del Donbass. Ma Fassino si spinge oltre, rifiutando l’ipotesi di un compromesso con l’Ucraina che rinuncia ai territori annessi dalla Russia (dimenticando di spiegare la vicenda storico-politica e linguistica di quei territori, dal Donbass alla Crimea) in cambio dell’integrazione nella Ue e nella Nato. Non va bene, per l’astuto Fassino: il compromesso riconoscerebbe a Putin l’acquisizione del Donbass; non sarebbe la pace “giusta e sicura” e oltretutto genererebbe negli ucraini “un sentimento di sconfitta” e susciterebbe paure ataviche nei Paesi Baltici e nella Polonia, che vivono la contiguità fisica russa come una minaccia.

Soluzione? Non ne viene fornita alcuna, se non, implicitamente, il ritiro incondizionato delle forze russe, e la vittoria ucraina. Scenario che ovviamente non sta né in cielo (malgrado i sempre annunciati F-16) né in terra (coi vecchi Abrahams americani, ferrivecchi praticamente inservibili). Ma tant’è. Fassino auspica: Zelensky farebbe bene a tremare…

Analisi praticamente identica per “la guerra in Medio Oriente”. Fassino non fa alcun cenno ai quasi 25 mila morti sotto le bombe e gli obici israeliani, ai quasi 9 mila bambini trucidati, ai 1.000 almeno sotto le macerie, ai 30 mila mutilati, alla fame, all’oppressione, al quotidiano massacro nei Territori occupati da parte di coloni e soldati israeliani. Fassino richiama solo “il massacro” del 7 ottobre che “ha innescato un conflitto di giorno in giorno più feroce” (“conflitto”?) “con conseguenze drammatiche sulle popolazioni civili”. E chiede a Israele di “evitare una reazione indiscriminata e di non impedire che alla popolazione di Gaza siano assicurati i beni essenziali”. Fassino concede che tali richieste sono “mosse da giusti motivi umanitari”, ma – mette in guardia – “le pause umanitarie” possono essere utili ad Hamas e, riprendendo temerariamente la propaganda israeliana, afferma esserci “prove inconfutabili” dei gazawi usati come “scudi umani”.

Dunque? La pace “giusta e sicura” richiede un lavorio, che è proprio ciò che “l’Amministrazione americana sta facendo” e che la Ue, “affiancando gli Stati Uniti, deve sostenere”. Se Fassino governasse il mondo, la Terra sarebbe già in preda alla guerra di tutti contro tutti.