Una strategia che sta prendendo piede soprattutto in campo alimentare, la shrinkflation è sotto l’occhio dell’Antitrust. Perché non è chiara per il consumatore e molto spesso è dannosa per le sue tasche

(Martina Di Iorio – cibotoday.it) – Una pratica di marketing semplice ma potenzialmente ingannevole. È il caso della shrinkflation, un termine anglosassone nato già nel 2009 e composto dal verbo shrink, che vuol dire restringere, rimpicciolire, e inflation ovvero inflazione. Una strategia sempre più utilizzata dalle aziende per combattere appunto l’inflazione dei prezzi e non scoraggiare l’acquisto di prodotti, soprattutto in campo alimentare. E mentre le notizie principali degli ultimi periodi sono zeppe di riferimenti all’aumento dei prezzi dei beni principali e non solo, con scontrini che dividono più di un ballottaggio politico, proliferano queste tecniche a cui fare attenzione. Tanto che l’Unione Nazionale Consumatori ha chiamato in causa l’Antitrust per far luce su certi comportamenti e verificarne la trasparenza. Ma cos’è nello specifico la shrinkflation e che beni colpisce?

Shrinkflation: peso inferiore e prezzi uguali o maggiorati
In poche parola la shrinkflation tramite il ridimensionamento del peso consolidato di prodotti di largo consumo, maschera l’aumento del prezzo. In italiano si chiama sgrammatura e in molti casi la confezione rimane perfino la stessa, traendo in inganno il consumatore e facendogli percepire sicurezza nell’acquisto grazie ad un packaging sovradimensionato. A finire nel mirino dell’Antitrust sono state le colombe pasquali da 750gr (invece che da un chilo!), le mozzarelle da 100gr (invece che da 125!), le confezioni di caffè da 225 (al posto di quello da 250!), la pasta non nei formati da 500gr e da 1kg, il tè con 20 bustine invece di 25 e innumerevoli altri prodotti. Insomma, sembra essere un metodo che crea inflazione occulta e per questo molto dannoso per le tasche dei consumatori.

Quali prodotti colpisce la shrinkflation in campo alimentare
In realtà sebbene la notizia di questa pratica è relativamente recente, denunciata all’Antitrust nel 2022 e ritornata nelle cronache nazionali in questi mesi, la shrinkflation è nota già da tempo. Ricordiamo il caso Toblerone, il famoso lingotto di cioccolato che nel 2010 divenne il protagonista di una polemica a seguito della decisione di diminuire i denti della barretta e aumentano lo spazio tra loro. I produttori si giustificarono affermando che solo attraverso questa pratica si poteva far fronte all’aumento dei prezzi. Il mondo del cioccolato a ben vedere è pieno di casi così. Leggiamo su Repubblica: “Milka è passata da 300 a 270gr per le barrette Alpine Milk e Nuts & Raisins. Barrette più piccole anche per KitKat da 45 a 41,5gr. E per Mars a dieta da 58 a 45gr”.

Infatti, secondo l’esposto all’Antitrust, sono 11 le categorie alimentari più a rischio: il mondo dei dolci è in generale sotto attacco, come quello di zuccheri, confetture, miele, ma anche pasta, pane e cereali. In molti casi con un incremento di prezzo notevole: le merendine Kinder Brioss, ad esempio, sono passate da un peso di 280gr a confezione a 270gr, aumentando il prezzo da 2,60 € a 2,85 €. Così come i biscotti Krumiri Bistefani il cui prezzo è rimasto invariato, ma la confezione si è alleggerita di 10 grammi. Si tratta di un rincaro del 3,4%. Lampante anche il caso dei gelati confezionati. Il Magnum Classic è passato da un formato da 85gr a uno da 70gr aumentando il suo costo: nel 2002 costava 1,20€, nel 2019 1,90€ e nel 2023 2,50€. Cifre incredibile se pensiamo anche al Cornetto Classic o al Cucciolone da 0,80€ nei primi anni 2000 a 2,50€ oggi.

Come difendersi da questa pratica? Altroconsumo, l’organizzazione di consumatori più importante d’Italia, offre alcuni spunti: “Quando siamo al supermercato è sempre bene valutare il formato del prodotto che stiamo per acquistare, cioè il peso o il volume, e controllare il prezzo al kg o al litro, così da capire effettivamente quanto stiamo spendendo in proporzione alla quantità di prodotto che mettiamo nel carrello”.
Non compro mai, anche se conveniente, prodotti con pesatura ridotta. Ieri non ho comprato una famosa marca di birra che è passata da 66 a 62 cl. Ho bevuto acqua.
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Un’altra famosa marca di birra tedesca propone una lattina da 44 cl. Cioè di più della classica da 33cl ma di meno di quella da 50cl. La offrono, come lancio, a un prezzo mooolto contenuto. Poi…
D’altra parte la carestia è l’inflazione funzionano così: i soldi valgono di meno e ne occorrono di più per comprare piccole quantità di prodotto. Se penso a quegli astuti dei Paesi frugali e a quei grandi esperti della BCE che ci hanno seccato, gli uni per anni con le percentuali di scostamento di bilancio e gli altri quali “guardiani” della solidità della moneta e non si sono accorti dell’inflazione, mi…indispettisco. Non parliamo degli esperti dell’UE e della sua Presidente.Vorrei dir loro:
sui libri di storia e di economia c’è sempre scritto che le GUERRE portano morte, dolori, distruzione e INFLAZIONE. Eravate distratti, dove avete studiato? Non posso credere che vi siate tutti venduti e che ci avete venduti ai nostri falsi amici, veri nemici.
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Sempre lì andiamo a finire. Se i consumatori fossero accorti e leggessro le etichette, altro che operazioni di marketong truffaldine, chi ci prova dovrebbe presto ravvedersi. Invece, tante battaglie per avere gli elementi necessari scritti sulle confezioni buttate al vento da gente che passa, prende e mette nel carrello senza leggere (temo che anche se leggessero spesso neppure capirebbero).
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Lo abbiamo scoperto all’Eurospin e non solo sui confezionati ma anche su quello che confezionano al banco frutta e verdura.
Leggi, leggi e non c’è scampo. Dovunque.
Tranne che dal piccolo produttore diretto.
E nelle grandi catene ci si va, eccetto che per gli alimentari.
Ma l’unica vera soluzione sarebbe ritirarsi, un pezzetto di terra e autoproduzione di tutto.
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servirebbe una legge seria contro la mafia…!
capisci a me, direbbe di pietro…!
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E se un morto di fame ruba una mela per fame in un supermercato va dritto in galera con processo per direttissima.Che paese sottosopra che siamo.
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Abraham Lincoln disse: Si può ingannare TANTI per POCO TEMPO o POCHI per TANTO TEMPO, non si possono ingannare TANTI per TANTO TEMPO.
Ottimo articolo, da far girare; prima o poi la farsa finirà.
Non millanto nulla, ma io quando vado al supermercato guardo il prezzo unitario ( Kg, Litro, o pezzo)
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Scusate l’OT…Comunicazione ai naviganti….
Che ne dite della nuova veste del blog?
Personalmente diventa è più complicata inutilmente!
E voi che dite?
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Per inserire una risposta mi chiede il login ance se lo sono già visto che posso mettere i mi piace.
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a proposito di eurospin,
anche loro ci stanno tirando giù
la pelle del cxxo
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La Russa difende Lollobrigida: «Invito Schlein e compagni a mangiare un piatto povero come la pasta alla Norma»
un dexxxiente si dondolava sopra un filo di ragnatela…………………………………
ora sono due dexxxxenti che si dondolano sopra un filo…………………….
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Si parla di generi alimentari, ma nessuno si è accorto che è stato fatto in maniera massiccia su moltissimi prodotti per l’igiene personale?
Quelli che compr(av)o io abitualmente hanno subito, nell’ultimo anno e mezzo, aumenti fino al 200%.
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lollofrigida potrebbe suggerirti che per fare il sapone ci sono vari metodi.
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Anche la Cianciulli…
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Anche SVELTO e altri saponi vari hanno cambiato il formato, riducendolo, e aumentando o a volte raddoppiando il prezzo. Personalmente sono passato al commerciale di Eurospin.
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