Rampelli: la mia legge per garantire l’uso della lingua italiana vale per enti pubblici e privati, i cittadini devono capire

(di Fabrizio Roncone – corriere.it) – Qui si prova a sentire Fabio Rampelli (il sabato pomeriggio, per Fratelli d’Italia, è già quello che è; Ignazio La Russa sta per chiedere scusa: i tedeschi uccisi in via Rasella dai partigiani erano nazisti, e non «una banda musicale di semi-pensionati»).
Allora: all’inizio, lui, Rampelli, cortese ma un po’ sulle sue, diffidente.
Poi sciolto, e rassicurante.
Molto.
Giura che potremo continuare a dire «bar», e non per forza «caffè» («Anche se il bar più famoso di Roma è l’“Antico Caffè Greco”»). I cocktail restano cocktail: e non torneranno ad essere «bevanda arlecchina». Saremo ancora liberi di «flirtare», e non «fiorellare» (altro termine che Benito Mussolini impose agli italiani, quando — a partire dai primi mesi del 1923 — decise di vietare le parole straniere: infatti il Duce, con Claretta Petacci, come è noto, fiorellava).
Rampelli, vicepresidente della Camera, e storico esponente di FdI, spiega che la sua proposta di legge, messa a punto per disincentivare i termini stranieri usati al posto dell’italiano, vale solo ed esclusivamente per la pubblica amministrazione (con sanzioni previste da 5 a 100 mila euro). Però poi vedremo che pure Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del «Made in Italy», comunque, la scampa.
Alla domanda su Urso, in effetti, Rampelli ha risposto bruscamente. Nervoso? Abbastanza. Ma quel nervosismo da nervo scoperto, ecco. Un po’ sindrome da accerchiamento. E un po’ ansia tipo: non voglio infilarmi in altri casini, non voglio, non voglio. Perché la sensazione è che i Fratelli comincino a sentirsi addosso lo sguardo severo di Giorgia Meloni, la capa. Non proprio di buon umore (eufemismo) quando li vede costretti a smentire, precisare, scusarsi.
Certo: Rampelli è Rampelli.
Quello che Giorgia la incontra appena quattordicenne, ragazzina in bomberino e scarponcini Dr Martens con la passione per la politica, che comincia a fare politica nella sezione del Msi dove lui è segretario e guida un laboratorio di idee e militanza pop, stanzoni bui e umidi ricavati da una catacomba (solo a Roma, eh) dentro la pancia di Colle Oppio, grandioso panorama sul Colosseo e su una dimensione nuova e affascinante di destra: Rampelli tratteggia e indirizza schemi sociali e culturali inediti, già all’epoca di stampo ecologista, tra robuste dosi di situazionismo e visionarie sfumature tolkeniane.
Poi Giorgia è diventata Giorgia e lui — 62 anni, alla parete una laurea in architettura, le medaglie da azzurro di nuoto e tutt’ora un fisicaccio massiccio, un capoccione pelato, solo il mento un po’ troppo morbido — è stato a lungo l’uomo forte, di consenso, tessere e riconosciuta autorevolezza, della piazza destrorsa romana. Compiendo un percorso tondo e attraversando le esperienze di An e Pdl, per poi essere tra i fondatori di FdI. Adesso, risponde al telefono con il suo consueto garbo.
«È per un’intervista?».
No. È anche meno di un colloquio. Solo per capire se la domenica mattina possiamo ancora mangiarci, tranquillamente, un croissant.
«Mangi, sereno, il suo croissant. La proposta di legge per tutelare la lingua italiana interessa soltanto gli enti pubblici e privati».
Come nasce questa legge?
«Nasce da due considerazioni. La prima: i cittadini hanno diritto alla comprensione. Se non c’è, non c’è democrazia. Secondo: è evidente che i processi di globalizzazione mettono a rischio, quasi ovunque, le lingue madri».
Più che le parole straniere, però, il vero problema sembrano certi suoi colleghi parlamentari che sbagliano i congiuntivi. O l’incomprensibile, diffuso, burocratese.
«Concordo: le leggi devono essere facilmente interpretabili. A patto di non contenere forestierismi».
Urso, guidando il dicastero del Made in Italy, che multa rischia?
«E no… Così è impossibile! Lei è inquisitorio…».
Onorevole, ve lo siete inventati voi il ministero del Made in Italy. Non so, magari basta cambiargli nome.
«Uff… Scusi, è evidente: dalle sanzioni è escluso chiunque, rappresentando gli interessi economici dell’Italia all’estero, è costretto a usare termini stranieri… Nella mia testa non c’è una legge autarchica. Non voglio italianizzare le parole straniere. Ma se c’è un corrispettivo, beh, si deve usare. Mi sembra semplice. E invece voi avete sempre quel certo pensiero sospetto, come se noi volessimo guardare indietro…».
Può darsi sia un riflesso condizionato. Perché, va bene che ora ha chiesto scusa, ma intanto il suo collega di partito Ignazio La Russa aveva detto la cosa grave che sappiamo.
«Guardi, abbia pazienza: non voglio insudiciare la mia legge, per altro già presente in Paesi come la Francia, il Portogallo, la Spagna, con questioni storiche e revisionistiche».
La premier Meloni era informata di questa sua legge?
«No. Mica le deve vagliare tutte. Io, poi, se decido di presentare una legge, la presento. Punto».
(Qui eravamo ai saluti. Ma irresistibile, inevitabile un’ultima domanda: visto che Rampelli è stato clamorosamente escluso da qualsiasi incarico di governo e tagliato fuori dalla corsa a sindaco di Roma e alla poltrona della Regione Lazio).
Ancora una cosa: come vanno i rapporti con il potente ministro Francesco Lollobrigida?
«Perché?».
Gira voce che non siate in cordialità.
«Chieda a lui».
E come la state tutelando l’italia fateci capire perché anche sui tg luce nonostante il fantaracconto delle gesta eroiche di sora garbatella,nella vita di tutti i giorni questa tutela non la vediamo anzi si stanno strappando pure le pezze al ¢ulo che avevamo in precedenza.Comunque sor Rampelli lo vedo bene come sindaco dde Roma dopo il fantasma che governa oggi la capitale così si potrà realizzare il sogno di Cartagine ovvero radere al suolo Roma.Buona domenica delle palme.
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E’ solo un piccolissimo inizio, il che è anche sensato, un popolo come il nostro che non ha più un punto di riferimento (neanche più la chiesa), che pensa che tutti sono migliori di lui, che se brucia il giardino del vicino è contento basta che il suo è in ordine, ha bisogno davvero di una sterzata a mio modo di vedere, se almeno non vogliamo fare la fine dei polli allo spiedo.
Però ci vuole qualcosa di molto più forte cari signori di FDI, tipo uscire dall’Europa e dall’Euro?
Ed ancora fuori da NATO (che con CIA ha fatto ciò che ha voluto nel nostro paese) e da ONU?
ONU, NATO e Europa che sono alle dipendenze del Deep state USA e servizi Inglesi?
ONU che è sovvenzionata dalla Bill e Melinda Gates per quasi la metà dei fondi?
Con BCE alle dipendenze di Draghi e company (trilaterale, Buildenberg, gruppo dei 30) che aspirano ad un governo mondiale e mondialista?
Sapete quel governo tanto auspicato da David Rockfeller e dai Rothshield, con un elitè (loro), banchieri e politici corrotti…se vista bene!
Passi successivi, Controllo sociale (tipo cina), moneta digitale (così non avrai più soldi sotto il materasso e ti controlleranno tutto e di più – non dite non ho nulla da nascondere perchè sarai controlato in tutto anche se ti vendi una penna su ebay), riduzione della popolazione mondiale.
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Rothschild
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Poi a forza di dover scegliere il corrispettivo linguistico italiano, a un certo punto dovremo scrivere e dire Federico Hegel, Emanuele Kant, Giovanni Biden, Carlo Marx, Nuova York, San Francesco (la città americana), capo (anziché boss), fiasco (per flop), pettegolezzo (per gossip), va bene (per okay) etc. etc. Tutto nel rispetto rigoroso dell’italianità. E a posto di minority ministri o esponenti della maggioranza di governo, dovremo definirli italianamente c*glioni. A iniziare da Rampelli, naturalmente.
Questo non ha capito che si inizia con l’abolizione dei vocaboli inglesi e poi si finisce con l’opporsi agli Usa. Che toglieranno subito l’appoggio a Donna Giorgia, dopo l’immane la sua faticosa opera di asservimento alla Casa Bianca. Tutto lavoro sprecato… per colpa del signor zebedeo/Rampelli.
Venghino, venghino signori miei: vi presento l’antica autarchica, pattriottarda autosufficienza, appena estratta da una polverosa cantina!
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Ridicoli nostalgici del puzzone.
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E la Ferrero dolciumi TREMA pensando alla sua linea di prodotti Kinder.
Uahahahahah
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Ma la fasciocoatta autodefinitasi underdog, d’ora in poi dovremo appellarla come sottocagna?
E questo quel che vuole questo avvinazzato avventore di osterie?
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Si può dire anche: i fascisti di fdi ed il pd mi fanno schifo entrambi ?
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