Raggi: “Con Schlein il Pd fa un passo avanti, ma no alle alleanze calate dall’alto”

Intervista all’ex sindaca di Roma, oggi garante nazionale del M5S: “Sì al dialogo, ma siamo alternativi ai partiti tradizionali. In politica ancora troppo maschilismo”

(di Lorenzo De Cicco – repubblica.it) – La vittoria di Elly Schlein alle primarie del Pd è “un grande passo avanti” per i dem, dice Virginia Raggi. C’è margine di dialogo coi 5 Stelle, “ma no alle alleanze calate dall’alto”. La prima sindaca donna di Roma, oggi garante nazionale del M5S, parla poco, da quando ha lasciato il Campidoglio. Ma decide di farlo con Repubblica, per commentare la scalata al Nazareno della deputata di Occupy Pd. E per parlare dei rapporti nel fu campo largo, che ora potrebbero riprendere, ma che Raggi ha sempre maldigerito.

Raggi, per la prima volta una donna alla guida del Pd. È una buona notizia per la sinistra?

“Credo che per un partito che ha fatto della parità di genere e dei diritti una bandiera,  dare finalmente corpo alle parole ripetute per anni sia un grande passo in avanti. E lo dico io che sono sempre stata e resto contraria alle quote rosa. Diciamo che è una buona notizia per l’Italia: è giusto che ci sia più rappresentanza, così come è giusto che ci sia più spazio per i giovani. Altrimenti è inutile lamentarsi che vanno sempre meno persone a votare”.

Ha pesato l’effetto Meloni?

“Sicuramente da qualche anno le donne sono molto più presenti in politica anche in ruoli di vertice, quindi ritengo che anche avere eletto finalmente il primo presidente del Consiglio donna abbia avuto un ruolo importante in questa trasformazione”.

Schlein ha posizioni simili a quelle del M5S, dall’ambiente al salario minimo. Ci sono le condizioni per riannodare il filo giallorosso o il Movimento deve continuare nella sua corsa solitaria, come nelle origini?

“Io sono sempre stata a favore del confronto, con tutti i partiti. Piuttosto ho sempre criticato le alleanze calate dall’alto, anche perché è sui progetti concreti che ci si misura. Non troverete una mia dichiarazione su alleanze o accordi, se non su specifici temi o progetti. D’altronde credo sia un criterio di intelligenza, non solo politica. Il dialogo e il confronto fanno bene. C’era la necessità di attaccare il M5S e sono stata descritta come chi non voleva dialogare ma non è mai stato così. Credo che la nostra forza sia essere alternativi ai partiti tradizionali, in grado di dialogare con tutti sulle buone idee e sui progetti per migliorare la vita dei cittadini”.

Anche nel M5S si augura, prima o poi, una leadership femminile?

“Abbiamo un presidente, non c’è alcuna discussione sulla leadership. Vorrei sottolineare però che il M5S è stato la forza politica con il maggior numero di giovani e di donne eletti. Un dato interessante”.

C’è ancora maschilismo nella politica italiana?

“E non solo nella politica… ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, questo ci dice che ci sono ampi margini di miglioramento”.

Alle Regionali del Lazio Pd e M5S sono andati divisi. La candidata del Movimento ha preso la metà dei voti rispetto a quanto ha totalizzato lei alle Comunali del 2021. Che spiegazione si è data?

“Guardiamo al futuro. Si deve dialogare maggiormente con il territorio”.

Si dice spesso…

“Lo so, è una frase scontata, ma laddove si è fatto, e mi riferisco alle persone che mi sono vicine e hanno ottenuto buoni risultati, sono anche arrivati riscontri positivi. Bisogna innanzitutto conoscere i bisogni inascoltati delle persone, farsene carico ed essere chiari e coerenti. Altrimenti si rischia di fare errori che per anni abbiamo addebitato a quei partiti che tanto criticavamo”.

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