Rai, va in onda “Tg Giorgia”: alla destra il 70% degli spazi

Tg Rai, centrodestra a reti unificate: “Alla maggioranza il 70% di tempo”. Il monitoraggio Agcom fotografa anche la mancanza di donne: «Gli esponenti politici in tv sono per l’81% uomini»

(ANTONIO BRAVETTI – la stampa.it) – Tg1 speciale centrodestra. Dicono i numeri che a dicembre sull’ammiraglia Rai lo spazio di parola dedicato ai partiti di maggioranza è stato del 52,16 per cento. Più di un minuto su due. Se allarghiamo la torta ai soggetti istituzionali come la presidente del Consiglio, quelli delle Camere, della Repubblica e i ministri, la presenza del centrodestra sulla prima rete somiglia a un’occupazione: 71,14%. Il 20% dello spazio totale, un minuto su cinque, è per Giorgia Meloni. Che sul Tg2 sale al 23,54, quattro volte quello del presidente della Repubblica (6,01%).

I dati sono quelli del monitoraggio Agcom, pubblicati il 15 gennaio. L’Autorità garante nelle comunicazioni racconta inoltre di un’informazione quasi tutta al maschile. Sui tg Rai, Mediaset, La7, Sky e Nove il 66% di volti e voci sono maschili, il 34% femminili. Una differenza che sarebbe molto più ampia se non fosse proprio per lo spazio riservato a Meloni, la prima donna premier a palazzo Chigi. Gli esponenti dei partiti che parlano dal piccolo schermo sono infatti per l’81% uomini.

Sui telegiornali di Rai1 il partito che gode di più spazio è FdI: 7,79%, seguito dal Movimento 5 stelle con 5,72. Forza Italia ne ha più del Pd (6,03 contro il 5,38). La Lega il 2,45%. I volti che bucano lo schermo nelle case degli italiani sono quelli di Giorgia Meloni (20%), Antonio Tajani (10,3), Sergio Mattarella (9,62). Un ottimo 7° posto per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha più volte ribadito di non voler rinunciare all’attività di partito: sul primo canale ha avuto il 2,59% dello spazio, sul secondo l’1,21%. Emblematico il paragone con il collega Lorenzo Fontana, che ha uno 0,42 e uno 0,32%. Numeri, quelli del telegiornale condotto da Monica Maggioni, che superano quelli del Tg2, dove i sovranisti erano più di casa. Qui il centrodestra segna un 66,8%. E il partito di Giuseppe Conte tallona FdI: 9,15 contro 9,61. A riequilibrare la situazione in favore delle opposizioni ci sono gli spazi concessi da Tg3 e RaiNews. Alla fine la media di tutti canali Rai parla di un centrodestra presente per il 64% del tempo dei telegiornali. Il partito che ha «parlato» di più a dicembre? Il Pd, col 12,36. Più di FdI (8,11) e M5S (6,66).

Su Mediaset è Forza Italia a farla da padrone. A dicembre il 18,2% del tempo di parola è stato per esponenti del partito di Silvio Berlusconi. Più del doppio di quello concesso a FdI e Lega messi insieme, che pesano uguale sulle reti del biscione: 4,38 per il partito di Meloni, 4,26 per quello di Salvini. Su Canale5 e Italia1 Berlusconi è il politico più presente dopo Giorgia Meloni, con minutaggi da Anni 90. Su Rete4, invece, dopo la premier ci sono Maurizio Gasparri e Marco Rizzo. Solo quarto il Cavaliere.

I DATI AGCOM – I due principali telegiornali del servizio pubblico schiacciati sulla maggioranza: le 3 opposizioni devono dividersi il 15%

(DI ILARIA PROIETTI – Il Fatto Quotidiano) – Per fortuna che non c’è più Carosello sennò sai che strazio Ignazio La Russa pure versione Virna Lisi? Dai dati di dicembre dall’Osservatorio dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) vien fuori che i Fratelli d’Italia inseme ai compagni di strada Lega e Forza Italia hanno occupato ogni strapuntino informativo in Rai, con buona pace del pluralismo: nei tiggì del Servizio pubblico la destra spopola e in particolare al Tg1 dove Giorgia Meloni, gli esponenti del governo, i rappresentanti dei partiti della coalizione, e pure le performance di La Russa (che fa statistica) si son pappati oltre il 70% degli spazi. Con conseguente marginalizzazione dell’opposizione che a volerla considerare come un sol uomo a dispetto delle divisioni tra Pd, 5 Stelle e sedicente Terzo polo, deve accontentarsi di un miserrimo 15%. Ma la musica non cambia poi molto neppure guardando al monitoraggio delle principali edizioni del Tg2. Qui la sovraesposizione mediatica complessiva in favore del centrodestra si attesta oltre il 66 per cento, con un picco per la presidente del consiglio che a favore di telecamera ha parlato in un mese 33 minuti: da sola ha occupato quasi un quarto dello spazio totale dato a partiti e istituzioni (23,5%), quattro volte il tempo di parola dato al Capo dello Stato Sergio Mattarella. E che dire di Rainews24? Qui il conto per la compagine uscita vincitrice dalle elezioni è pari al 62,9%, mentre abbassa la media il Tg3 con il 55,9.

Riassumendo: in Rai i partiti della maggioranza, i ministri, la premier e La Russa (che interviene come esponente politico più che come Seconda carica dello Stato) fanno man bassa nelle edizioni di tutti i tg del servizio pubblico sia quanto al tempo in cui parlano direttamente in voce (tempo di parola), ma anche quanto a tempo dedicato dai giornalisti all’illustrazione di un argomento o a un evento in relazione ai singoli soggetti politici o istituzionali (tempo di notizia). Ma non tutti possono brindare allo stesso modo perché all’interno della stessa coalizione viene strapremiato Fratelli d’Italia e molto meno la Lega di Matteo Salvini che in Rai “soffre” anche la concorrenza di Forza Italia. Che oltre ad agguantare la sua fetta di sovraesposizione nella televisione pubblica furoreggia, va senza dire, pure sui canali Mediaset. Ecco qui: nel mese di dicembre il tempo di parola accordato agli azzurri nei tg del padrone del fu Biscione è stato del 30% a Tgcom24, di oltre il 33% a Tg4 e Tg5, di quasi il 49% a Studio aperto.

Ma torniamo alla Rai. I dati dell’Osservatorio dell’Agcom sono eloquenti anche se si guarda al ranking dei soggetti politici e istituzionali: tradotto, chi parla di più sulle reti del servizio pubblico. Questa la fotografia dei primi 20 classificati. Quanto a Rai1 primeggia Meloni che con il 20% doppia il ministro degli Esteri di Forza Italia Antonio Tajani (10%), mentre il Capo dello Stato Sergio Mattarella si attesta al terzo posto (9,6) seguito dal ministro della Salute Orazio Schillaci (4,7), Matteo Salvini (4,3), Giancarlo Giorgetti (3,1), Ignazio La Russa (2,5) giù giù fino a Daniela Santanchè. Sul gradino più alto del podio nei contenitori della rete ammiraglia extra tg si piazza ancora prima la premier (con oltre il 19,7%), seguita dal governatore del Veneto Luca Zaia (3,9%) e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio (3,4%) con una varietà di soggetti (da Giuseppe Provenzano del Pd a Maria Domenica Castellone del M5S passando per Carlo Calenda) che si contendono qualche strapuntino.

Rai2 idem come sopra anche se con variazioni sul tema: Meloni è irraggiungibile nelle edizioni principali del tg (al 23,5%, seguita da Mattarella al 6% e Giuseppe Conte al 4,9), mentre nel ranking extra tg primeggia Giorgio Mulè di Forza Italia (7%) seguita dalla pentastellata Chiara Appendino al 4 e dalla meloniana Wanda Ferro al 3,9. Rai3: nella classifica tg ancora prima Meloni (17,7), che stacca Giuseppe Conte (6,2), e Mattarella (6), mentre il ranking dei programmi extra tg incoronano Matteo Renzi che col 4,7 vince su Meloni (3) e il commissario per gli affari economici europei Paolo Gentiloni (2,4). Dulcis in fundo Rainews24. Qui Meloni oltre a primeggiare con il 19% nel tg, si accaparra primo e secondo posto nei programmi extra: con uno spazio di parola del 29% come presidente del consiglio e del 4,2% come leader di Fratelli d’Italia. Alè!

Categorie:Cronaca, Interno, Media, Politica, Rai

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8 replies

  1. La. Stampa …. mumble mumble, non è quel giornale del gruppo gedi editore, che faccia da cubo del giornalista

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  2. IN TV di questi tempi praticamente solo donne : a fare le conduttrici, ovvero ad avere in mano il programma ed orientare gli ascoltatori, scegliere gli ospiti, interrompere, commentare, dettare i tempi, chiamare la pubblicità…
    UN elenco infinito: Bertone, Gruber, Tortora, De Gragorio, Merlino, Maggioni, Aprile, Costamagna, Viero, Panella, Daniele, Balivo, Venier, Toffanin, Clerici. De Filippi, D’ Urso… ecc… ecc…
    Programmi di ogni tipo, giornalistici, sportivi, di intrattenimento, … La stragrande maggioranza delle lettrici dei TG e dei dopo TG sono donne e quando conduce un uomo il più delle volte è affiancato da un personaggio femminile. Per non parlare delle ubique “opinioniste” di qualsivoglia tipo.
    Come conduttrici evidentemente funzionano ma se mettete insieme due o più “politiche”, scatta subito l’ effetto pollaio: tra donne il più delle volte ci si odia di più che tra maschi (e’ l’ evoluzione, bellezza…!) e l’ effetto “prendersi per i capelli” è sempre in agguato. Per questo meglio mandare maschietti: magari più cretini ma meno… disturbanti. Sarà il tono della voce…

    C’è anche l’ effetto audience e basta guardare l’ aspetto delle signore: non c’è una brutta e vecchia neanche a pagarle (ricordo solo Annunziatache non è granchè) ed anche quando lo sono vengono illuminate ad “aureola” e non mancano tiraggi più o meno accentuati e tacco 12. Insomma, un Purgatori ( o Vespa, o Costanzo, eccc…) femmina neanche a pagarla. E le spettatrici si scatenano: guarda quella, guarda quell’ altra… come è vestita, che bel maglioncino, e i capelli!! E vai con l’ audience.

    Anche i gay hanno i loro contentini, che si moltiplicano, le uniche che non si possono rifare gli occhi ( e le orecchie, in mente la voce della Panella?) sono le signore etero. Con tutta la buona volontà non si può sognare un Purgatori, un Mentana, un Vespa, un Amadeus… e anche Giletti ormai è fuori dal mito e fuori età.
    Insomma, dobbiamo accontentarci di odiare/ ammirare, sopportare, invidiare, le nostre simili, così diverse da noi da sembrare quasi di un altro pianeta. Un mondo finto di politicamente corretto, anche quando non pare…
    E la barca va…

    (Si capisce che sto scherzando, vero? Ma non del tutto, a pensarci bene….)

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  3. A un “festival” che si ripropone ogni anno, purtroppo, un Grillo parlante esordì, ma se in Cina sono tutti Socialisti a chi rubano?
    Il grande Ladrone Ghino di Tacco provvide a farlo cacciare da tutte le TV. ( mamma RAI ) servizio “pubblico”.

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  4. Non guardo più la TV, ma se voglio vedere un telegiornale evito come la peste il TG1, con la Maggioni è diventato inguardabile! Pensate che è molto meglio il TG5 e non aggiungo altro.

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