Bici e monopattini elettrici, incidenti in aumento: come sono truccati per correre più veloci

(Domenico Affinito e Milena Gabanelli – corriere.it) – Le nostre strade sono popolate di migliaia di bici e monopattini elettrici. Molti di questi sono fuorilegge e i controlli sono pressoché nulli, complice una legge fatta male. La polizia municipale di Milano, una delle città italiane a più a forte mobilità elettrica, nel 2022 ha fatto 1258 controlli e solo 5 sanzioni: per accertare l’irregolarità, riferisce l’ufficio stampa del Comune, il motore va smontato e non si può fare per strada. Eppure, riconoscere i mezzi illegali non è tanto difficile: se un ciclista procede a una velocità costante per un lungo tratto senza pedalare, molto probabilmente quella bici è fuorilegge. Un po’ più complicato con i monopattini. Prima di vedere cosa dice la legge diamo un’occhiata ai numeri: nel 2022 in Italia sono state vendute 295 mila e-bike, quasi il doppio del 2019, mentre la produzione è salita del 25% a 345.000 pezzi, ovvero l’11% della produzione totale di bici nel nostro Paese. Boom anche dei monopattini elettrici: 150 mila venduti nel 2020, quasi il doppio del 2019, sotto la spinta della sharing mobility. La legge ha dovuto normare l’uso di questi nuovi mezzi di trasporto e il nuovo codice della strada 2022 e i successivi decreti applicativi hanno fissato paletti e sanzioni.

Una legge fatta con i piedi

Le norme per le biciclette elettriche, dette pedelec, sono contenute nell’articolo 50 del codice della strada, modificato il 16 giugno 2022 con il decreto legge n. 68: il motore non deve superare i 250 w e, soprattutto, deve spegnersi se la velocità supera i 25 km/h e se il ciclista smette di pedalare. La legge, infatti, considera biciclette solo quelle dove il motore assiste il ciclista, non quelle dove lo sostituisce. Sulle piattaforme online si vendono bici e motori con potenze fino a 2000 W e con velocità oltre 50 km/h. In città, purtroppo, ne circolano tantissime (i rider le usano).

Uno dei siti che vende biciclette elettriche illegali in Italia, ma tra le più usate dai rider nel nostro Paese

Per i monopattini elettrici le regole specifiche sono contenute nel decreto del 18 agosto 2022 del ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili: possono avere fino a 500 w di potenza e devono montare un regolatore di velocità a due opzioni (6 km/h orari per le aree pedonali e 20 km/h in strada). Biciclette e monopattini che escono da queste norme diventano ciclomotori e vanno immatricolati: servono targa, assicurazione, patente e casco. La legge, però, punisce soprattutto chi le usa. Per produttori e rivenditori la sanzione è prevista solo per le bici e non per i monopattini e solo per chi ha sede in Italia, ma i kit di modifica o i mezzi fuorilegge si possono tranquillamente comprare su internet (come su questo sito che ha base all’estero). Te li spediscono a casa e non c’è alcun illecito fino al giorno in cui non li porti in strada. Per quel che riguarda i monopattini il governo sta pensando di introdurre l’obbligo del casco e targa: il tema è sul tavolo del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, dell’Interno Matteo Piantedosi, dell’Istruzione Giuseppe Valditara e del capo della Polizia Lamberto Giannini.

Troppo facile modificarli

Modificare un monopattino o una bici elettrica è facile: il kit di modifica si vende online e si applica ai circuiti e sblocca il motore. Alcuni permettono, se disattivati, di far tornare la bici e il monopattino al funzionamento normale e, quindi, non sono semplici da individuare. Per le biciclette c’è anche un terzo, semplice sistema: agire sul magnete e sul sensore che registrano la velocità. Di solito si trovano rispettivamente sul telaio e su una delle due ruote. La velocità viene calcolata dalla centralina in base al segnale che il magnete invia al sensore quando si allineano. Se si rimuovono e si riposizionano da un’altra parte (ad esempio sui pedali), la centralina non registra la velocità massima e il motore non si spegne come dovrebbe. Su Amazon, Ali-Baba e E-bay, è facile trovare sia i kit di modifica sia i motori più potenti (che si possono montare anche sulle bici tradizionali): la spesa va da 100 euro per un kit a 500 euro per un motore nuovo. La maggior parte sono di fabbricazione cinese, come Bafang o Viribus, ma ci sono anche produttori europei come Speedbox, che produce i kit di tuning e ha sede nella Repubblica Ceca.

Le sanzioni per chi trucca il motore

Voler correre più forte ha un costo elevato: le sanzioni sono diverse e, sommandosi, possono arrivare a cifre importanti. Nel 2019 un giovane su un monopattino a Bolzano si è visto comminare 6.000 euro di multa, e 1000 a Torino. Tutte sanzioni annullate dai giudici di pace perché c’era un vuoto normativo che, da quest’anno, è stato colmato con la modifica del codice della strada e dell’introduzione dei due decreti a giugno e agosto. Ora dal punto di vista normativo i monopattini elettrici sono parificati alle biciclette, ma alterando il motore (sia del monopattino che della bici elettrica) è come se si circolasse con un ciclomotore non registrato e quindi si rischia :
1) da 158 a 635 euro per la mancanza del certificato di circolazione;
2) da 866 a 3.464 euro per la mancanza dell’assicurazione 
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Se poi si viene fermati e non si indossa il casco e si è senza patente ci sono altre due sanzioni:
1) da 5.100 a 30.599 per la guida senza patente
2) da 83 a 332 euro per non aver indossato il casco
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In tutti i casi è previsto il fermo o il sequestro del mezzo.

Il problema è la sicurezza

Modificando il motore la velocità della bicicletta o del monopattino passa tranquillamente da 25 a oltre 45 km orari. Alcuni mezzi, come i monopattini che partecipano al campionato mondiale inaugurato nel 2022 e che sono prodotti in Italia, a Parma, riescono addirittura a superare i 100 km/h. Con il professor Sergio Savaresi del Politecnico di Milano abbiamo cercato di capire cosa significa in caso di imprevisto. A 15 km/h lo spazio totale di frenata è di 3,2 metri. A 25 km/h si sale a 6,5 tra reazione e frenata e a 45 km/h a 16,1. Vuol dire travolgere il passante che camminando su una zona pedonale cambia direzione di marcia, o andare a sbattere contro un’auto che ha fatto una manovra imprevista su una strada trafficata. Secondo l’ultimo rapporto Aci Istat, nel 2021 si sono registrati 2.114 incidenti stradali che hanno coinvolto almeno un monopattino con 10 morti, e 697 incidenti di biciclette elettriche con 15 morti. Nel 2020 erano stati rispettivamente 564 con un decesso e 240 con 6 morti.

Come evitare le modifiche

Procedere a velocità superiori a quelle previste mette in crisi tutto il mezzo: dai freni, sottoposti a carichi elevati, al manubrio, la forcella e il telaio, progettati per velocità inferiori. Preoccupati di questo alcuni produttori hanno previsto dei sistemi antimanomissione dei loro motori, rifacendosi allo standard europeo di qualità 15194 del 2017. Ad esempio Bosh, che è uno dei più importanti produttori mondiali di motori elettrici, utilizza un software della centralina in grado di riconoscere se il motore è stato alterato, e lo blocca.

Amazon non risponde

Il decreto legge 68/22 prevede sanzioni per chi fabbrica, produce, pone in commercio o vende velocipedi a pedalata assistita che sviluppino una velocità superiore a quella prevista, ma non dice nulla su chi produce i motori o i kit di trasformazione. La vendita e il montaggio di questi prodotti è libera, tanto che da Amazon, interpellati rispondono: «I partner di vendita sono aziende indipendenti e sono tenute a seguire tutte le leggi, i regolamenti e le politiche di Amazon applicabili quando inseriscono articoli in vendita nel nostro store». Tradotto: vendere un motore truccato o un kit che trucca il motore non è vietato dalla legge, che invece punisce il ciclista che dopo aver comprato quel prodotto lo monta sul mezzo. Come se di quel prodotto fosse possibile farne un uso diverso.

dataroom@corriere.it