Meloni: i poveri sono fannulloni. Vespa muto sul condono fiscale

La premier attacca i percettori: “Il lavoro si trova”. Ma vuole aumentare le spese per armi. Zero domande sul bilancio. Consapevole delle difficoltà (e di qualche errore) nella sua prima legge di Bilancio – “dovremo migliorare, ma nessuna catastrofe” dice ai suoi parlamentari di buon […]

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Consapevole delle difficoltà (e di qualche errore) nella sua prima legge di Bilancio – “dovremo migliorare, ma nessuna catastrofe” dice ai suoi parlamentari di buon mattino – la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivendica la sua scelta politica più forte: il taglio al Reddito di cittadinanza. Durante la sua prima intervista televisiva da premier, nello studio di Bruno Vespa di Porta a Porta, Meloni spiega che i più deboli sono stati tutelati, ma “i lavori dignitosi ci sono e si trovano”. Quindi, aggiunge, non può più essere lo Stato a “pagare per chi aspetta il lavoro dei sogni”. Sulla stessa linea il sottosegretario al Lavoro leghista, Claudio Durigon, che attacca i percettori: “Un laureato deve fare anche il cameriere, perché se uno prende dei soldi pubblici non credo che possa essere schizzinoso”. Per il resto, però, Meloni non deve rispondere ad alcuna domanda sul “caos” della legge di Bilancio in Parlamento: Vespa decide di non fargliele, né tantomeno le chiede qualcosa sul condono penale che ha spaccato la maggioranza.

L’unico riferimento alla manovra riguarda proprio il Reddito di cittadinanza. Meloni premette che il governo farà il possibile per far sì che ognuno abbia il lavoro dei sogni, ma “se ti rifiuti di lavorare con lavoro dignitoso perché accetti solo il lavoro dei tuoi sogni non puoi pretendere che ti mantenga lo Stato”. Il principio che ha portato il governo a eliminare l’offerta “congrua” dai criteri per accedere al reddito. Meloni, insomma, sostiene che ci sono molti lavori che gli italiani non vogliono più fare: “Sono uscita da scuola col massimo dei voti, volevo fare l’interprete, ma ho fatto la cameriera – aggiunge la premier – e mi ha insegnato moltissimo”. Nella sua argomentazione, inoltre, Meloni critica anche i percettori del Reddito: la riforma dello strumento si baserà sulla formazione indicata dai Centro per l’impiego. “Ma poi ci vuole anche volontà di lavorare”, aggiunge la premier. Come dire che alcuni di quelli che oggi prendono il Reddito non ne hanno. “C’è una via di mezzo tra il reddito e andare a rubare, cioè lavorare” conclude.

Anche sull’obbligo del Pos dà la colpa del passo indietro al governo Draghi (anche se non lo nomina): “L’obiettivo del Pnrr era già raggiunto e non si poteva dare l’idea all’Europa di tornare indietro dopo aver preso la rata”. Poi spiega che “l’obbligo è ingiusto” e sarà trovato un modo per evitare il pagamento delle commissioni agli esercenti nel caso in cui le banche non decidessero di farlo in autonomia: “Le tasseremo per aiutare i commercianti”. Pochi minuti prima, alla conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, Meloni aveva confermato la posizione occidentale dell’Italia, il sostegno all’Ucraina e spiegato che i fondi per le spese militari invece ci sono: “Quella è una spesa necessaria per difendere gli interessi nazionali: se chiedi a qualcun altro di difenderti non lo farà gratis”. Poi aggiunge che è “un errore dipendere troppo dagli Stati Uniti sulla sicurezza e sull’energia dalla Russia”. A Porta a Porta propone di spegnere per un’ora al giorno la luce, gas e televisione per capire “la resistenza ucraina” e annuncia che andrà a Kiev a inizio anno. Ieri notte è partita per l’Iraq: oggi, mentre altri ministri saranno in giro per il mondo, sarà nelle sedi Nato italiane di Erbil e Baghdad per fare gli auguri di Natale ai nostri militari.

Durante l’intervista, Meloni fa capire di essere preoccupata per la situazione italiana sapendo che gli elettori “non si aspettano miracoli” (“finora è mancato ottimismo, farò quel che è giusto: mi spaventa deludere”) ma continua a ribadire le sue posizioni sui migranti (“facciamo entrare chi paga gli scafisti, rivendico lo scontro con la Francia”) ipotizzando un sistema di accoglienza alla spagnola dove tutti i permessi passano dal consolato in Africa. Sul Mes dice una parola chiara del governo: “Finché conterò qualcosa l’Italia non accederà al Mes, potrei firmarlo col sangue – conclude – poi sulla ratifica della riforma, visto che siamo gli unici a non averlo fatto, ne discuterà il Parlamento”.

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32 replies

  1. “Sono uscita da scuola col massimo dei voti, volevo fare l’interprete, ma ho fatto la cameriera – aggiunge la premier – e mi ha insegnato moltissimo”

    Ecco, brava, mi sa che era il caso di continuare, invece di voler a tutti i costi cercare vendetta, rovinando il Paese.

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    • Probabilmente la scuola per interpreti
      costicchia/va. Si vocifera che non abbia frequentato la scuola secondaria superiore di lingue straniere ma la scuola alberghiera e lì per necessità si imparano. Cameriera/alberghiero ci potrebbe stare

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      • Esatto, ha frequentato l’alberghiero a indirizzo linguistico, quindi la sua preparazione era adeguata.
        Ma sulle note ufficiali risulta “liceo linguistico”… evidentemente se ne vergogna.
        Però vorrebbe mandare un ingegnere o un medico a tirar su pomodori a 2-3 euro l’ora…o, peggio, a fare lo schiavo di Santanché & Co.
        Perciò il RDC gli viene levato a luglio(e il cristiano Lupi aveva chiesto giugno!): in tempo per la stagione estiva e le esigenze degli sfruttatori del turismo(ristoratori, balneari etc).
        Così sì, gli odiati percettori potranno imparare qualcosa…avendo anche l’esempio di QUANTO e COSA ha imparato lei!

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  2. Per fare l interprete ci vuole una scuola adeguata , per non parlare dell interprete parlamentare… che richiede scuole e sacrifici e eccellenza , che lei conil suo bel diplomino alberghiero non avrebbe nemmeno potuto sfiorare ! Alte le aspettative della coatta che pensava che la vita fosse facile…poi ha trovato la via..

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    • Già anche lei sognava.. Poi ha trovato che fare politica è molto più congruo di un rdc…
      i laureati percettori di reddito o no sognano di fare il lavoro per cui hanno studiato e x i quali i genitori hanno fatto sacrifici… In questo modo ci saranno sempre laureati che non potranno essere considerati e figli di baroni

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  3. Esiste comunque un problema … ideologico, diciamo così… che non esisteva negli anni ’70 e direi fino ai primi anni ’80, quandob ero ragazzina. E non esiste ancora, assolutamente, all’ estero.
    Anche se di “buona” famiglia, si andava – in estate e quando capitava – a lavorare. Cameriere, raccolta della frutta, operaio di “sostituzione”, baby sitter, … Anche i bambini potevano tranquillamente aiutare i genitori nell’ attività e non ti arrivavano i carabinieri a casa: ora possono andare alle 3 di notte in coma etilico al pub ma lavare un piatto, mai.
    Non era tanto una questione di soldi ( per quanto con la campagna della frutta ti pagavi l’ Università e quant’ altro: pagavano bene… e i genitori, anche abbienti, avevano il… braccino corto e non usava “chiedere”) e per lo più – almeno tra quanti conoscevo io – non li si dava in casa, non serviva, ma era una questione di dignità personale: quei soldi guadagnati erano “tuoi” e potevi farci quello che ti pareva.
    All’ estero, ancora oggi, soprattutto a Nord, è normale fare la/il cameriere o quant’ altro nei periodi di “morta” della scuola. Anche appena laureati si accetta di tutto per uscire di casa il prima possibile, magari in quattro in un buco , e non succede che i genitori ti paghino l’ appartamento anche se potrebbero: ognuno si fa la propria vita.
    Qui siamo alla follia: genitori che “monitorano” persino il rendimento dei figli all’ Università ascoltandogli le lezioni ( conosco personalmente) e all’ Università ce li accompagnano pure: ai miei tempi ci si sarebbe uccisi dalla vergogna… Che mantengono il pargolo palestrato in tutto finchè non trova un lavoro “congruo”. Nel senso di rispondente a ciò che ha – o meglio, che lo hanno fatto – studiare, e magari ci ha messo 10 anni, contro la sua volontà ma servito e riverito.
    “Avessi potuto studiare io!”, dicono i genitori e per lo più è una balla colossale: odiavano la scuola e non vedevano l’ ora di andare… in fabbrica…
    Ma che gli pagano la vacanza di sballo a Ibiza, anche facendo debiti, perchè… “Se non si diverte ora…”

    E’ inutile che ci giriamo attorno: ogni giorno arrivano migliaia di possibili lavoratori a bassissimo valore aggiunto. I caporali li smistano dove possono essere impiegati a costo pressochè zero per gli sfruttatori e la delinquenza organizzata ormai “globalmente” presente anche da noi, ma a costi altissimi per la società. Sono vuoti a perdere: solo qualche lacrima di coccodrillo se li troviamo, al mattino, morti in strada dal freddo.
    La nostra mentalità provincialotta a cheap dell’ attesa delb “lavoro congruo” ha escluso dal mondo della… “fatica” gli studenti e i neodiplomati/laureati che nessuno, ovviamente, vuole più. La fatica la fanno lo stesso ma in palestra, di corsa, in bici e sempre… a pagamento. Nel senso che pagano loro. E tanto.

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    • Luoghi comuni cara Carolina boomer ne abbiamo? Te sei una pensionata sfigata e grazia a Dio non hanno ragionato come te negli anni 80 se no potevamo aggiungere anche il lavoro minorile a questo sfigato paese. Mi consola sapere che tra qualche hanno anche gli sfigati come te paghino questo scempio politico perpretato in 40 anni sul lavoro in Italia. 900 e passa morti sul lavoro, salari da fame, richieste iperqualifiche per lavori a bassa qualifica. Ma devi ringraziare che eri giovane negli anni 80 se no col azz che duravi 5 secondi adesso sfigata

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    • Carolina hai presente la differenza di paga fra quello che ti davano nel 1980 e quello che ti danno ora per un lavoretto?
      Evidentemente no, oppure vivi in un’isola non rappresentativa della realtà del paese.
      All’epoca un cameriere o simile guadagnava bene, ora non ci rifai nemmeno le spese: lavori in perdita.
      E non è che fai carriera, ti sfruttano e poi finito il periodo prendono un’altro da sfruttare, a ciclo continuo. Ora si può, negli anni ottanta non si poteva.
      Non hai un parente o un figlio di amici sui vent’anni che ti possa aggiornare?
      Prova a chiedergli quanto gli offrono per un’ora di lavoro …
      Il “lavoro” comporta un guadagno, sennò non è lavoro ma schiavitù, e non prestarsi alla schiavitù secondo me è una reazione sana.

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      • Sì, Fabri, ma poi che paragone c’è tra gli anni 80 e i lavoretti estivi per avere qualche soldo in tasca, mentre si STUDIAVA, o la SCELTA di non studiare e di lavorare subito, con uno stipendio che all’epoca ti consentiva già di mantenere una famiglia (monoreddito, addirittura!)…ecco il paragone tra tutto ciò e l’attuale sfruttamento dei giovani che ora vorrebbero farsi una vita, una famiglia, un futuro, magari con una laurea già in tasca, che però non ti apre nessuna porta se non all’estero?
        I DIRITTI… I DIRITTI!!!!!
        È QUELLO che ora manca!
        Mentre la società è immersa nel neoliberismo, nel berlusconismo più sfrenato, che cresce i ragazzi già con esigenze e problemi allora sconosciuti…
        È mica è colpa loro se ora il mondo è così. È una lotta da iniziare da quando sono bambini, ma non tutti sono in grado di sfuggire alla full immersion nella “videocracy” , perché, magari, anche i loro genitori sono cresciuti in questo mondo e non hanno gli strumenti culturali per sfuggirgli ed e-ducarli a fare altrettanto…

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      • Il neoliberismo … secondo me non è a misura d’uomo, è più adatto alle macchine … non prevede il benessere ma soltanto il benavere, e la sua chiesa è la TV.
        Più cose hai e meglio è dice, e lo ripete all’infinito per cui diventa vero, ed essendo le risorse limitate si passa alla competizione, echi ha di più ha i mezzi per avere sempre di più, e più hai e più puoi avere, come nel Monòpoli.
        Le risorse vanno ad un numero di soggetti sempre più ristretto, finchè la forbice fra i ricchi e i poveri è talmente grande che si squilibra tutto, parte una rivoluzione o una guerra e si torna ad un nuovo equilibrio.
        Ma poi forse il liberismo è solo la natura umana, o almeno un suo lato, quello peggiore, che storicamente si ripete da sempre. Come le onde.
        Soltanto qualcuno esce dalla caverna, dalla corrente, e difficilmente è una scelta.
        Devi avere sì strumenti culturali ma anche fortuna secondo me … quella che lì per lì chiami sfortuna, e invece è l’occasione per uscire da questo manicomio e cominciare a vivere in un modo più differente. Sennò appena puoi ti ributti nel fiume.
        Tutti possono in teoria, ma la corrente trascina forte.

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      • Per me gli strumenti culturali non si riferiscono alla cultura in sé, ma sono quelli che ti consentono di comprendere che il neoliberismo non è un’ideologia “umana”.

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    • Dalla foga di scrivere non ti rendi conto di quanto ti contraddici?
      1a parte :Non era tanto una questione di soldi ( per QUANTO con la CAMPAGNA della FRUTTA ti pagavi l’ UNIVERSITÀ e quant’ altro: PAGAVANO BENE…(IN QUALE MONDO? IL MONDO DI PAPALLA?)
      IL CAPORALATO ESISTEVA anche prima solo che si SFRUTTAVANO gli italiani/e
      (Dai racconti: sesso e spiate x lavorare di meno e prendere di più)
      2a parte: ogni GIORNO arrivano migliaia di possibili lavoratori a bassissimo valore aggiunto. I caporali li smistano dove possono essere impiegati a costo pressochè zero.
      NON È IL LAUREATO CHE NON VOLENDO FARE FATICA TRA I POMODORI E I FILARI D’UVA HA COSTRETTO IL CAPORALATO AD ABBASSARE LA MANODOPERA

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  4. Per chi avesse “dimenticato”, ricordo:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_industriale_di_riserva

    E ora non conviene più, in molti casi, l’ “acquisto di macchinari”: arrivano direttamente gli schiavi. E mantenuti dallo Stato, cioè dalle tasse di chi può diventare, grazie alla loro estrema ricattabilità, disoccupato…
    Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, ma è la spiegazione secondo la quale la “Sinistra della ZTL ” è così “accogliente” ad oltranza.
    E la ragione per cui le periferie, ultimamente, sentono “a sinistra” odore di… bruciato.

    Ma nulla cambierà, con alcun Governo: la situazione fa comodo a tutti, “lassù”, e ce la impongono i finanzcapitalisti globali ( i veri arbitri dell’ Occidente) a forza di “ammore” e di pensiero unico obbligato: non sarai mica fascista, razzista, putiniano, novax…

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    • Fino alla frase sulla vacanza ad Ibiza, confermo tutto. Sono del 64, ho lavorato tutte le estati in cantiere (primo titolo di studio geometra) poi l’Universita (ingegneria) come “studente lavoratore”. I nostri genitori, nel migliore dei casi, avevano vissuto la guerra e la miseria da bambini; nel peggiore l’avevano combattuta. Lo spessore morale maturato da loro e la consapevolezza circa il valore educativo della fatica e del disagio, unito ad una buona dose di coraggio nell’applicare il metodo della fatica e del disagio ai propri figli, per molti di noi è stato molto istruttivo e ci ha permesso di cavarcela in situazioni difficili senza bisogno di mendicare aiuti di stato. Dico che hanno avuto coraggio perché ci vuole coraggio ad essere severi e critici con i figli sapendo che per reazione possono fare di tutto e farsi di tutto. Ma penso che avessero chiaro in testa che essere lassisti ci avrebbe solo fatto male. Hanno rischiato e in maggioranza hanno avuto ragione. Peccato che molti di noi non abbiano saputo fare lo stesso.

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      • Esatto, ma non erano solo i genitori a spingere al lavoro, eravamo proprio noi che, anche se non spinti dal bisogno non vedevamo l’ora di affrancarci economicamente. Non trovavamo giusto chiedere anche il superfluo. Non c’è libertà senza indipendenza economica, e la vita non la conosci se non ti confronti con ( qualsiasi) lavoro.
        Io ho educato così anche mio figlio Millenial e, sarò stata fortunata, ma è stato lui stesso a trovarsi sempre qualcosa da fare: non ho mai sborsato una lira per l’ Università, né per lo spillati o, se non li aveva non usciva o non comprava le scarpe nuove, faceva senza.
        Non è mai morto ed ora ha un lavoro che lo soddisfa, apprezzato e discretamente pagato.
        Le competenze che si è scelto autonomamente ( io avrei preferito facesse altro, ma non mi sono mai permessa di interferire) erano quelle ” giuste” per il mercato.

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      • X Carolina:

        Oramai sei un DISCO ROTTO, solo buona a fare da Bastian contrario. Sei talmente inutile che sei comparabile ad acidità solo con Magda Barbieri. E ho detto tutto.

        Del resto, il fatto che quell’altro cag0ne di Mario ti dia ragione, da solo, spiega tante cose dei tuoi interventi.

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      • Il lavoro nobilita l’uomo, dicono.

        Ma anche lo studio.

        La generazione di cui Marietto e Carolina si vantano, è quella che è venuta su con il mito del guadagno e della realizzazione. In altre parole, il terreno di cultura dei BERLUSCONIANI.

        Adesso ci sono tanti gggiovani che perdono tempo a fare lo spritz, sono anche peggio. Ma sono figli dello stesso filone di pensiero, di chi deve essere o un arrivista o uno che passa il tempo a godersi la vita come può.

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      • @SM Sparviero

        ESATTO!

        carolina è la CENTRALINISTA che ti chiama almeno 5 volte al giorno, per farti un BIDONE! Ma in questo paese FALLITO va bene così…

        Farò di TUTTO, per evitare di spendere altri MIEI soldi qui, sono già operativo. VIA DA QUI.

        VIA DA QUI.

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      • O magari con il rispetto per se stessi e la certezza che nessun lavoro è vergognoso e che la libertà la si può pretendere solo quando non si dipende economicamente dagli altri.
        Per molti, che non compaiono sui giornali, è ancora così, fortunatamentre. Basta farsi un giretto al Nord o negli US ( i ragazzi dopo il College difficilmente tornano a casa, si arrangiano…) e si constaterà che il laureato che – fino a quando non trova di meglio, ed altrove lo trova – fa ad es. il cameriere, è la normalità.
        Il problema è che da noi non c’è mobilità: chi fa il cameriere, cameriere rischia di restare. E tanti genitori – soprattutto quelli di bassa estrazione soiciale – una volta che sono riusciti (in qualunque modo) a fare laureare il figlio, magari a 30 anni, “pretendono” che vada subito a fare il lavoro per il quale ha studiato. Le aspettative delle famiglie italiane sono altissime: si cerca l’ ingresso nel mondo “che conta” atteaverso i figli, per i quali non si lesinano sacrifici purchè “arrivi”.
        Sono loro stessi che li mantengono in casa fino ai 30 e oltre, serviti e riveriti fino a che troveranno un lavoro “congruo”. Che spesso non c’è, o non c’è per loro.
        Mario ad esempio saprà bene che per ad es. un Ingegnere o un Informatico con padronanza perfetta della lingua inglese e esperienze lavorative pregresse (vale anche il “cameriere”) il lavoro si trova. Ovviamente a stipendi “italiani” se si sceglie di rimanere qui. Poi lo stipendio cresce ed altre Aziende ti contattano, quando accumuli esperienza.
        Gli inizi sono sempre duri, per tutti.

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  5. Ma questa è la stessa gente che pigliava per il culo Di Maio con la storia del Bibitaro? adesso cercano di farsi passare come “gente del popolo” tirando fuori le stesse cose per cui prima Giggino era attaccato a destra a e a manca? oltretutto per giustificare cagate che Di Maio in questo caso non ha fatto. Comunque do una informazione alla signora Meloni, i laureati (io ho una magistrale) non hanno mai chiesto e mai chiederanno il RDC, tanto a cosa serve? l’unica riforma che veramente serviva era diminuire i requisiti per accedervi perché c’è gente come me ed altri che sono oltre la soglia minima per percepire l’RDC ma ne avrebbero bisogno comunque perché di lavoro neanche a pagarlo, ma cosa lo chiedi a fare? tanto hanno deciso (gente che non ha mai, dico mai cercato veramente un lavoro in vita sua, questa non ha mai fatto un cazzo in vita sua a parte la politica, e anche come politica si è sempre bellamente grattata i coglioni. Berlusconi IV anyone?) che è da far fuori, lo facciano fuori e basta, poi i fascio-cattolici si dovranno attaccare ad altre minchiate e vedremo cosa faranno. Niente di niente.

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  6. Beh,diciamo che dopo la pandemia, il governo Draghi-Mattarella , la penuria di gas causa guerra e l’inflazione alle stelle ci mancava solo la Thatcher alla amatriciana :i guai non vengono mai da soli, è proprio vero !

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  7. Dunque Gioggia la disoccupazione non esiste più? Perchè ci sono anche i disoccupati percettori di Naspi e quelli che non percepiscono nessun sussidio. Qualcuno avvisi l’ocse e l’istat da oggi siamo il primo paese al mondo senza disoccupazione.

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  8. Questa virulenza , da parte di chi non ha mai lavorato e campa di politica, contro il rdc, che nessun laureato credo abbia chiesto, è solo il primo passo per l’assalto a naspi ectect, fidatevi che ne vedremo delle belle.

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  9. Mi pare che la “virulenza” che constato in questo blog contro tutto e tutti quelli che non “coincidono” completamente con la propaganda dei più, non faccia altro che – oltre a zittire il dissenso in puro stile “fascista” a forza di insulti – prolungare la vita del Governo in carica.
    O forse no: è la medesima strategia messa in atto da altri contro il Movimento…
    Chissà, magari funziona. Ormai ci hanno ridotti così, ad odiarci l’ un l’ altro. I caponi di Renzo sono la metafora perfetta.

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