Gli anni di piombo della caccia al cinghiale

Sparare e pure mangiarli. parte la corsa ai giubotti antiproiettili? Non c’è occasione di satira, spiritosaggine, freddura, motto di spirito, battuta, più ghiotta di una legge cretina: l’emendamento di Fratelli d’Italia alla Finanziaria che riguarda l’abbattimento […]

(DI ALESSANDRO ROBECCHI – Il Fatto Quotidiano) – Non c’è occasione di satira, spiritosaggine, freddura, motto di spirito, battuta, più ghiotta di una legge cretina: l’emendamento di Fratelli d’Italia alla Finanziaria che riguarda l’abbattimento della fauna selvatica. Anche nelle aree protette, anche nelle aree urbane, anche nei periodi di silenzio venatorio.

Insomma, per i cinghiali è la famosa tolleranza zero: pena di morte per impallinamento, a opera di zelanti cacciatori che potranno girare tra cassonetti, giardinetti e controviali armati fino ai denti, colpo in canna, sguardo vigile, visori notturni, cani da punta, giberne piene di cartucce, stivali da palude, lasciando a casa soltanto il loro peraltro già scarso senso del ridicolo. Scene di caccia metropolitana, con tutto quello che ne consegue: gente che gira armata, errori, abbagli, colpi che partono per fatalità e disgrazia: “Vostro onore mi sembrava che grufolasse, giuro… che c’entra che ronzava intorno a mia moglie? E’ stato un incidente!”.

Come si muoveranno i cacciatori urbani? A piedi in lunghe marce estenuanti? O in macchina, per raggiungere le zone più frequentate dagli ungulati? In questo caso, avere decine, forse centinaia di automobilisti armati tra la Salaria e la Flaminia nuova, assonnati alle prime luci dell’alba, oppure nervosi come marines in missione notturna tra la Prenestina e la Collatina, sarà un eccellente sistema per fare un po’di selezione della specie: sopravviveranno solo i più svegli. Peccato per i danni collaterali, le vittime civili, le signore che alla luce tremolante e fioca dei lampioni scendono a buttare il sacchetto nel cassonetto dell’umido, magari indossando la prima cosa che capita a tiro, ecco, eviterei le pellicce, anche sintetiche (“Vostro onore, le giuro che…”, come sopra).

Indotto economico notevolissimo: impennata delle vendite per tutti gli strumenti di protezione individuale. No, non le mascherine, ma caschi, giubbotti antiproiettile, tuniche catarifrangenti, kit di primo soccorso, corsi di aggiornamento per infermieri (“Pallini: come estrarli da gambe e braccia”), senza contare il rafforzamento del servizio ambulanze.

Insomma, c’è da far felice Crosetto: più doppiette per tutti, munizioni, sistemi d’arma, esplosivi, trappole, fucili automatici, mitragliatori. E tutto non solo nei parchi, nelle riserve naturali, nelle zone di ripopolamento dove si possono far più danni ecologici di un concerto di Jovanotti, ma anche ai margini della Cristoforo Colombo, o dell’Aurelia, a diradare il traffico a colpi di pallettoni vaganti (“Lo so che era una Ford Fiesta, vostro onore, ma le giuro che sembrava…”, come sopra).

Si potranno mangiare le vittime. No, non la signora che butta l’umido o il barbone che dorme al parco, scambiati per fauna selvatica, ma proprio i cinghiali uccisi a pallettoni, stesi sull’asfalto, dissanguati. Nasceranno così generazioni di scuoiatori, sezionatori, macellatori di prede urbane, nuove professioni, un milione di posti di lavoro, finalmente! Per i più formidabili, incredibili, demenziali anni di piombo che la storia ricordi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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18 replies

  1. Sarebbe una trama da film comico, con Benigni leader dei cacciatori di cinghiali. E invece è un provvedimento dell’eccellente governo del presidente Meloni. Da piangere pensando in che mani siamo

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  2. Mi pare che il problema esista: proposte?
    Io aumenterei i predatori, ma poi la caccia al lupo sarebbe peggio… Li abbiamo sterminati tutti ed ora i “predatori” siamo solo noi.
    (En passant: non è che mangiare il cinghiale al ristorante – magari sotto forma di ragù sulle pappardelle – sia diverso da mangiarlo dopo averlo ucciso: già ora la caccia al cinghiale c’è, altrimenti, come faremmo ad averlo nel menù? E il vitello? Il pollo? Il coniglio…? Il prosciutto? Il salmone? La bresaola? Il salmome? Il Mc menù…? Io sono vegetariana, non so voi…)

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    • Veramente di lupi ce ne sono anche troppi, in giro.

      Ma tu, ovviamente, non perdi mai occasione di dire la tua, anche quando non hai niente da dire.

      Per tutti gli altri:

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  3. Tranquillo, non saràmica Cappuccetto Rosso?

    Scherzi a parte, in natura funziona cosi: i predatori mantengono ” accettabile” il numero dei predati. Dove spariscono i predatori i predati aumentano a dismisura e creano danni alla restante fauna, creando squilibri (anche noi siamo “fauna”, nel caso l’ avessimo dimenticato).
    Infatti dove sono stati introdotti specie animali non autoctoni , cioè non “adattati” al territorio – famoso il caso dei conigli in Australia – questi ultimi o non sopravvivomno o prolificano eccessivamente.
    Da noi sono stati – per motivi di eccessiva sfruttamento del territorio da parte dell’ unico predatore che non ha competitors (l’ animale -uomo)- sloggiati da tempo tutti i predatori, con conseguente aumento esponenziale delle possibili prede, spesso animali “importati” da altrove . Nutrie, scoiattoli, topi, e… cinghiali. Senza i lupi, gli orsi, le volpi, i piccoli o medi felini che un tempo abitavano il nostro Paese, questo ci tocca.,
    C’è rimasto un unico animale: l’ uomo, che ha trasformato praticamente tutto il territorio nel proprio habitat, facendo man bassa di altre specie (anche insetti) a suo parere nell’ immediatezza dannosi al suo lavoro.
    E questo è il risultato. Sta purtroppo all’ unico predatore rimasto correre ai ripari. Anche se io, animalista ad oltranza, preferirei una drastica riduzione “umana”: presto il bioma ritroverebbe autonomamente il proprio equilibrio.
    Ma comprendo chi non la pensa come me.

    (Mi pare che sia lei, gentile @SM, a non “trattenersi” dal commentare ad hominem i miei post… Come vede, dipende sempre da quale punto di vista si guardano le cose…)

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    • X Carolina:

      No, dipende dagli argomenti a CAPOCCHIA (per usare un termine blando) che leggo ogni volta utilizzati da te per fare polemica su qualsiasi cosa.

      Evidentemente di tempo ne hai da vendere. Almeno lo utilizzasti bene.

      Sparite le volpi. AH!

      E pure i lupi. DOPPIO AH!

      Evidentemente tu parli di cose di cui non sai UN ACCIDENTE. E poi ti stupisci se ti critico visto che o sei totalmente in malafede oppure non sai di che parli.

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  4. Esagerazioni giornalistiche ” as usual”. La norma sembrerebbe molto più restrittiva: è come l’attuazione delle ” ronde” di leghista memoria che dovevano essere scortate dalle FFOO. Non capisco una cosa, però, visto che il problema esiste davvero. Perché da anni la Regione Lazio non ha organizzato squadre di operatori muniti di armi narcotizzanti o di reti per catturare ‘ste bestie? Perché il governo, oggi, non provvede così?

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  5. Qua si parla di cose che non si conoscono, il Fatto quotidiano fa opposizione a ogni misura, a prescindere, come fosse il vero partito di opposizione, me lo aspetterei dai giornali di B. non da un giornale che si dice indipendente. Sui cinghiali in città non c’è un’altra soluzione, non piace il termine di caccia, come la vogliamo chiamare, l’identificazione, l’individuazione, la retata, la raccolta dei cinghiali in città… a questi progressisti del Fatto sembra normale che ci sia una legge contro il randagismo, per cui un cane che gironzola viene catturato immediatamente, mentre i cinghiali possono girare indisturbati come fossero un accessorio urbano. Polemiche pretestuose, senza cognizione, altrimenti si saprebbe che qualcosa va fatto perchè finora non s’è fatto niente, siamo pieni di cinghiali, nessuno sa quanti, 1 milione mezzo, 2 milioni o più, e chi lo sa, figliano due volte l’anno, ogni volta sui 10 cuccioli, sono andati fuori controllo e non ci servono, non se ne puo’ più

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  6. Sarebbe certamente la soluzione migliore, quella di trasferirli altrove, ma tornerebbero, temo. E catturare un cinghiale non è come farlo con un cagnolino…
    Certo la situazione è stata lasciata incancrenire, come al solito si aspetta che tutto precipiti. Si fa con la povertà, l’immigrazione, i cinghiali…

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  7. Vanno dimezzati, e quelli che restanno sterilizzati, hanno una proliferazione di tipo esponenziale, dovunque li metti sposti solo il problema senza mai affrontarlo. Mi ritengo persona sensibile ai temi dell’ambiente e degli animali, ma i problemi vanno affrontati in senso pratico non ideologico, se si amano i cinghiali vanno messi nelle condizioni di vivere in condizioni, e in numero, confacenti con la loro natura e l’habitat che li ospita che non sono i centri urbani, meno che mai le vie della capitale di Italia, se non si possono catturare con il retino allora va applicato il metodo che si riterrà opportuno, nonostante la paternale inconcludente del Fatto Quotidiano

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    • Sarebbe il caso anche di evitare che i cacciatori creino il problema LORO STESSI, utilizzando allevamenti appositi e facendo danni a tutti.

      Fino agli anni ’80 c’erano solo i cinghiali maremmani, chissà se ce ne sono ancora. Erano pochi e pesavano al più 80 kg. Da dove vengono questi mammuth?

      Chi li ha portati e perché?

      Lo sappiamo, sono stati proprio i cacciatori. E adesso sarebbero loro la soluzione eh?

      E se non li vuoi in città, evita di lasciare discariche a cielo aperto.

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      • E’ una vecchia questione come mai abbiano deciso, e chi lo ha deciso, di ripopolare il territorio con la razza più produttiva d’europa, si si lo so, ma comunque ora bisogna trovare soluzioni, che il problema è bello grosso. Dare una visione bucolica del cinghialetto innocuo non aiuta affatto, nè l’amore buonista per gli animali, poi ci possiamo anche mettere l’orrore di mangiare carne, ma se permettete non sapete di cosa state parlando. Se anche recintassimo tutti i campi e i giardini, che poi si tratta di elettrificarli (non è sempre possibile, comunque costa tanto) se anche lasciassimo pulite le strade dalla spazzatura, questi animali aumentano lo stesso e comunque hanno bisogno di nuovi spazi. Io non credo che stiano pensando a un safari nel centro urbano con i cacciatori e cani al seguito per le vie di Roma, credo piuttosto che penseranno a una specie di accalappia-chinghiali; a me interessa solo che per la prima volta cerchino di affrontare il problema, già è uno step

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  8. Il problema dei cinghiali esiste: sono grossi, fanno tanti figli, mangiano di tutto, arano il terreno.
    Io abito in campagna e ne ho visti tanti vicini a casa mia, ma sono sempre scappati (anche coi cuccioli, anche quando il mio cane li seguiva abbaiando: non sono predatori, ragionano come prede), e non mi hanno mai fatto danni (ma non sono un coltivatore). Vedo che chi ha vigne nei paraggi risolve recintando, ma comunque capisco che possano rappresentare un problema, anche perchè superano facilmente il quintale, arrivano anche a più di due.

    Il mercoledì nelle mie zone si può fare la caccia al cinghiale.
    Proprio mercoledì scorso ho incontrato un cacciatore. Era solo ma con l’auricolare parlava con altri. Gli ho chiesto come mai di pomeriggio e mi ha risposto che erano da un’altra parte ma non ne avevano trovati e si sono spostati (notare che dovrebbero attaccare cartelli per avvertire ecc, e dichiarare preventivamente non so a chi la zona di caccia, ma niente. E siccome nemmeno da me ne avevano trovati si stavano spostando in un’altra zona ancora, in barba alle regole).
    Nelle cittadine vicino a dove abito i cinghiali non esistono, nemmeno si avvicinano.
    Forse a Roma trovano discariche o bidoni dove cercare cibo, non so perchè sennò dovrebbero avvicinarsi. Non basterebbe evitare di lasciare dei rifiuti alimentari in giro? Non potrebbero cacciarli nelle campagne diminuendone il numero e evitare di colpirli in città?

    Il suo cane aveva del sangue sul muso e su un orecchio, mi ha detto che si era graffiato con qualche rovo (probabile). Mi ha anche mostrato una cicatrice sulla pancia del cane, lunga quasi due palmi a occhio, larga due dita. Al collo aveva una campanella e qualche aggeggio per rintracciarlo, forse un gps.
    Ho guardato il fucile.
    Mi sono avvicinato ma lui lo ha spostato dietro di se, come a proteggerlo.
    Mi ha fatto impressione. Una canna unica nella quale avrei potuto infilare tranquillamente il pollice. Sparano non pallini ma pallettoni, o anche proiettili, roba che deve fermare con un colpo solo 100-200 chili di muscoli, quindi pericolosissimi direi (non me ne intendo), probabilmente capaci di attraversare una lamiera o una tavola di legno, un alberello, la portiera di una macchina, un portone di una casa, un muro di mattoni forati, una finestra.
    Ogni tanto si sparano fra loro … ho pensato a fucili simili in un contesto urbano … una follia.

    Immagino che questo provvedimento sarà ritirato dopo i primi inevitabili incidenti.

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  9. ma come si fa a scrivere così tante minchiate in un articolo solo? confondere l’abbattimento dopo cattura da parte di selecontrollori incaricati dalle forze dell’ordine con la caccia indiscriminata per le città (con tanto di vittime collaterali!): o è ignoranza totale della materia, e del contenuto dell’emendamento, o malafede.

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  10. Solo un deficente in mala fede (pardon, riferisco) pensa che ci saranno battute di caccia in strada a Trastevere…
    Suvvia… Anche la propaganda ha un limite…

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