La sindrome cubitale

(di Michele Serra – repubblica.it) – Non solo non siamo rimasti al freddo – almeno per adesso – ma le bollette del gas non sono arrivate ai livelli stratosferici temuti quest’estate. Le ragioni sono molteplici (quasi sempre, e per tutte le cose, le ragioni sono molteplici). Le ha spiegate bene Luca Pagni su questo giornale. Mi permetto di aggiungerne un’altra, di ragione: la situazione attuale risulta meno grave delle previsioni perché le previsioni stesse risentivano dell’altissimo tasso di emotività del sistema mediatico nel suo complesso.

Si sa che la realtà, per quanto allarmante, ha un tasso di mediocrità che si presta molto poco al racconto avvincente. Per rimediare a questa mediocrità, poco appetibile per il pubblico, si abusa dell’allarme (e dello spavento, e dell’emotività) come il cuoco che, fidandosi poco della pietanza così com’è, la sommerge di spezie.

Se nei notiziari tivù quasi ogni notizia, ormai, è breaking news, è perché l’enfasi ha preso il sopravvento su qualunque altro metodo di racconto. Allo stesso modo potremmo dire che i titoli cubitali, un tempo riservati alle notizie clamorose (è scoppiata la guerra!), nel giornalismo scritto hanno via via permeato, per capillarità, anche i titoli “normali” e le notizie “normali”. Una specie di sindrome cubitale: che ovviamente ingigantisce ogni questione, aggrava ogni ansia, non facilita la prudenza delle analisi.

Essendo veramente scoppiata la guerra, tono e volume si sono allineati alla gravità dei fatti (per altro non nuovi: ci si scanna, su questo pianeta, dall’alba dei tempi) e tutto è parso irreparabile, terrificante, e naturalmente, come si dice adesso, epocale. Ora sappiamo che Putin, da solo, non può determinare il prezzo del gas. Lo si sapeva anche prima, ma era troppo complicato dirlo.

8 replies

  1. Michele, documenti alla mano, smentisco quel che dici sul prezzo del gas, che secondo te non è aumentato. A gennaio 2021 costava € al mc. 0,208 da aprile a fine giugno 2021 € 0,2332. Da luglio a settembre 2021 € 0,3231. Da ottobre a dicembre 2021 € 0,5459. Da gennaio 2022 a marzo € 0,9514. Da luglio 2022 a settembre € 1,1369. Non ho ancora ricevuto la bolletta di ottobre/novembre. Il mio è un contratto del mercato tutelato domestico.

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  2. Certo che qualcuno sapeva anche prima che
    “…Putin, da solo, non può determinare il prezzo del gas…”lo abbiamo sempre saputo.

    Ma quando ,secondo te,non “sarà più complicato dire”
    -Che Putin non voleva arrivare fino a Lisbona?
    -che se non gli si andava a rompere i coglixni sul “Gas” e annessi…se ne stava buono buono a casa sua?

    Qualcuno lo sapeva anche prima…. E tu Serra? Lo sapevi?o era troppo complicato dirlo

    Ti faccio presente che la “carta straccia Repubblica” su cui scrivi,lo sapeva già 13 anni fa…e adesso fa finta di niente.Guarda un po’ che strano…

    https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/03/gazprom-accusa-kiev-ruba-il-
    gas-dell.html

    O forse fin dal 2006

    https://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/esteri/russiaucra/tratt/tratt.html

    Hai capito perché dopo anni…quando la misura era colma …la guerra è arrivata?
    È troppo complicato per te,Serra?Ci vogliono i disegnini?o lo sapevi anche prima?

    Merd@iOlo radical chic ma un po’ di vergogna non la provi?

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    • Link che non apre….
      Repubblica 3 gennaio 2019

      Gazprom accusa Kiev Ruba il gas dell’ Europa

      MOSCA – I russi denunciano di furto gli ucraini, i quali negano e contrattaccano sostenendo di aver estinto ogni debito con Mosca. Come nei veri conflitti, anche la guerra energetica che da due giorni vede nuovamente scontrarsi Russia e Ucraina, è fatta di accuse, smentite e ricerche di nuovi alleati. Ieri, ha cominciato il gigante del metano russo Gazprom, dichiarando che l’ Ucraina «sta rubando gas destinato al transito in Europa, nella misura di 21 milioni di metri cubi il giorno». Non è vero hanno risposto dall’ ex repubblica sovietica: «Stiamo usando soltanto la quantità necessaria di gas per assicurare il transito attraverso il nostro territorio». Falso ribattono i russi: «Gli ucraini non ci hanno permesso di inviare il volume di transito per i paesi europei. Abbiamo fatto una richiesta per 303 milioni di metri cubi, ma è stata respinta e ci è stato consentito di inviare solo 296 milioni di metri cubi». Ieri, tuttavia, secondo la Commissione europea non c’ è stato nessun calo significativo delle forniture di gas russe, mentre Kiev ha dovuto smentire anche di aver rotto i negoziati con i russi. Intanto, in una lettera inviata a nove capi di Stato, il presidente ucraino Viktor Yushenko ha ribadito di aver rimborsato la totalità del debito nei confronti della Russia per le forniture del 2008. Con questa lettera, Yushenko pone una pregiudiziale alla ripresa delle trattative tra i due paesi, poiché uno dei motivi che ha spinto Gazprom ha chiudere la mattina del primo gennaio i rubinetti del gas verso l’ Ucraina, è proprio l’ accusa di non aver pagato gli arretrati per le forniture dei mesi di novembre e dicembre. Come risposta all’ operazione diplomatica di Yushenko, il vice-ministro degli Esteri russo Alexander Grushko ha chiesto una sessione straordinaria del Parlamento Europeo per far valere la posizione di Mosca nella “crisi del gas”. Al momento, però, l’ Unione europea non sembra intenzionata a intervenire nella disputa. Almeno finché non vi saranno effettive ripercussioni sulle forniture verso il Vecchio continente. Per il governo della Repubblica Ceca, che adesso detiene la presidenza di turno dei ventisette, si tratta di «un problema bilaterale». «Non possiamo accettare che un conflitto tra due compagnie private metta a repentaglio le forniture di gas dirette verso l’ Unione Europea», ha detto Jiri Potuznik, portavoce della presidenza ceca della Ue. «Ma non interferiremo finché il flusso del gas non si sarà abbassato oltre certi limiti». Per far fronte ad eventuali emergenze (ieri la Polonia ha denunciato un calo di forniture di gas del 6%), lunedì è stata convocata a Bruxelles una riunione dei paesi rappresentanti dell’ Ue. Il timore è infatti che si possa ripetere la situazione del gennaio 2006, quando gli ucraini, dopo che Mosca aveva bloccato le consegne di gas per motivi analoghi a quelli del contrasto odierno, attinsero al flusso destinato all’ Europa. «Per l’ Italia non c’ è nessun pericolo di restare al freddo questo inverno», rassicura il ministro degli Esteri Franco Frattini. «Abbiamo riserve ampie, abbondanti e diversificate perché importiamo gas anche dalla Libia, dall’ Algeria e presto lo faremo anche dal Kazakistan».
      PIETRO DEL RE

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  3. Da notare che l’Europa, anche se Serra non lo sa, si troverà a recuperare le scorte di gas che adesso sono pienate con il gas russo.

    Ah, proprio oggi la Russia ha detto che devierà il suo gas dall’Europa (ladri e pure bugiardi, visto che hanno taciuto sui furti ucraini del gas destinato alla stessa Europa).

    E questo malgrado che il gas sia adesso, appena sentito da TGCom, sotto la soglia pre-bellica.

    E tra 3 mesi come andrà?

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  4. Credo che con il salario che gli passa Repubblica (che non credo sia paragonabile a quello dei suoi anni all’Unità) Serra non sia la persona più indicata per disquisire di quanto sia più pesante, per gli italiani, la bolletta del gas oggi rispetto a ieri.

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