Renzi colleziona conferenze e cachet: Miami, Riad, Bangkok e Bahamas

Nove tappe all’estero nelle ultime settimane. Conte lo attacca sull’incompatibilità e lui lo sfida

Renzi colleziona conferenze e cachet: Miami, Riad, Bangkok e Bahamas

(Tommaso Labate – corriere.it) – Ricostruire i suoi spostamenti, delimitando il perimetro della ricerca giusto alle ultime settimane, fa venire il mal di testa. Da una parte all’altra del globo, da una parte all’altra dell’Europa. Chiunque nell’ultimo mese e mezzo avesse cercato di intercettare il senatore Matteo Renzi sull’alta velocità che collega Firenze a Roma potrebbe non aver avuto fortuna. Invece, magari nella lounge di un grande aeroporto internazionale, sarebbe stato più facile trovarselo davanti e fare bingo.

Riunioni di consigli di amministrazione, come quello del Future Investment Initiative Institute gestito dal principale fondo d’investimento dell’Arabia Saudita , che lo porta spesso a sedersi accanto a Mohammad bin Salman; speech di politica internazionale rigorosamente a porte chiuse per grandissime aziende e fondi d’investimento; oppure lezioni aperte agli studenti delle università con cui collabora, come la Stanford University: tutto questo ha trascinato la sagoma del leader di Italia viva in diversi angoli del mondo.

Solo nelle ultime settimane, il personalissimo tour d’affari dell’ex presidente del Consiglio ha toccato — e non per forza in quest’ordine — Tokyo, Atene, Miami, Riad, le Bahamas, Zurigo, Londra, Bangkok, Cipro. Tre continenti su cinque, con viaggi e fatture che nell’ultimo mese e mezzo hanno accresciuto quel fatturato annuo individuale che aveva conosciuto una flessione — dichiarazione dei redditi alla mano — solo a causa del Covid. Difficile stabilire con certezza la cifra media incassata per ogni trasferta ma probabilmente non si allontana di molto dalla verità chi fissa l’asticella a qualcosa sotto i cinquantamila euro. Nell’ultima dichiarazione dei redditi disponibile (2021, relativa ai guadagni dell’anno prima) il leader di Italia viva aveva denunciato un’imponibile di 488.695 euro, dietro ovviamente a Silvio Berlusconi ma anche a Enrico Letta (621.818).

La prossima dichiarazione dei redditi segnerà verosimilmente il controsorpasso rispetto al leader del Pd e una potenziale risalita ai livelli degli anni intercorsi tra la fine dell’esperienza da presidente del Consiglio e l’inizio della pandemia, un periodo in cui Renzi ha di fatto decuplicato i suoi guadagni. Livelli che nel 2019 (redditi 2018) erano poco sotto il milione (811mila euro) e nel 2020 (redditi 2019) poco sopra (1.092.000 euro). Questo perché ai guadagni che arrivano dalla filiera internazionale vanno sommati lo stipendio da senatore e anche i diritti degli ultimi libri (Il Mostro e la sua edizione aggiornata) che sono diventati best seller.

«I parlamentari non devono più ricevere un euro né prestare consulenze per Stati stranieri», ha detto Giuseppe Conte intervistato da Tpi. Un riferimento a Renzi? «Carlo Calenda, fino a oggi alleato di Renzi, diceva che è inaccettabile che un senatore pagato dagli italiani faccia il testimonial di regimi autocratici dietro il pagamento di lauti compensi. Se non ha cambiato idea lo invito a essere conseguente», ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio riferendosi al leader di Italia viva, che è stato tra i suoi predecessori a Palazzo Chigi.

Renzi sul punto non rilascia quasi mai dichiarazioni. Le volte che parla in pubblico o in privato del suo lavoro di conferenziere di extra-lusso ripete che è tutto «regolare e trasparente», tutto visibile dalle dichiarazioni dei redditi, ricorda perfidamente che nell’ultimo mese ha messo in cassaforte «centomila euro esentasse» di cause per diffamazione vinte, annota che Boris Johnson e Theresa May hanno un cachet per conferenza molto più alto del suo e come lui sono ancora parlamentari e, a sentire i fedelissimi, si dice pronto a raccogliere il guanto di sfida lanciato da Conte: «A lui dico: vuoi una legge sulle incompatibilità dei parlamentari? Ci sto. Ma prima facciamo anche la commissione d’inchiesta sugli appalti all’epoca del Covid».

Nel frattempo, l’uomo che gli avversari avevano ribattezzato perfidamente «Matthew d’Arabia», all’epoca dell’indimenticabile video sul «rinascimento arabo», estende i confini della propria partita Iva oltre l’immaginabile. Le placide Bahamas, la bollente Miami, la fredda Londra, la gigantesca Tokyo e la minuscola Cipro. E l’anno fiscale non è ancora finito.

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6 replies

  1. Poi dicono che il lavoro non si trova, che imparino da Renzie, il poveraccio potrebbe fare il politico e la sera tornare in famiglia. Ma ahimè per arrotondare il misero stipendio deve sempre andare in giro per il mondo. Aveva ragione quando voleva fare il referendum contro il reddito di cittadinanza, questi giovani che preferiscono stare sul divano a fare nulla prendano esempio da lui.

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  2. ”oppure lezioni aperte agli studenti delle università con cui collabora, come la Stanford University: tutto questo ha trascinato la sagoma del leader di Italia viva in diversi angoli del mondo.”’

    A parte lo schifo che fa ‘sto soggetto, oramai impegnato solo a raccattare quanti più soldi può, mi chiedo: ma precisamente, in che lingua parla? L’inglese modello SHISSSSHHH?

    E complimenti anche alla giustizia itagliana, sempre cosi comprensiva con i potenti, specie se politici.

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  3. Supponiamo che un politico italiano abbia una certa influenza, magari occulta (tipo renzi col pd), e che sia disponibile a mettere sul mercato la sua influenza al miglior offerente (tipo prostituzione, ma molto più squallida).
    Troverebbe stati, lobby, multinazionali, organizzazioni illegali ma anche legali, servizi segreti, logge, mafie, eserciti, eccetera, … disponibili a comprarne i servizi (dirottare la politica del suo paese a favore dell’utilizzatore finale: paghi pochi spiccioli e ti garantisci vantaggi e guadagni enormi).
    Il recente scandalo del Qatar e Marocco è un esempio, e una goccia nel mare.

    Fiumi di soldi per lui, ma come passarglieli?
    Le valigette sono intercettabili, e difficili da spendere, un magistrato potrebbe scovarli e non essere a sua volta corruttibile …

    La cosa più semplice è inventarsi una prestazione e pagarla alla luce del sole. Si potrebbe dire che il tale ha fatto una conferenza fondamentale, ha dato un parere prezioso, fatto una consulenza vitale, e pagargliela a sacchi di soldi senza nemmeno la fatica di spostare la valigetta.

    Ovviamente non sto parlando di renzi, la cui specchiata onestà e lealtà al paese non può essere messa in discussione. Mai mi aspetterei da lui che si vendesse e vendesse i parlamentari di cui ha il controllo.
    Ha tutta la mia stima e ammirazione e fiducia.

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  4. Se Renzi mi comperasse a 168 milioni un aereo che ne vale 7, un buon modo per dargli la tangente potrebbe essere quello di pagargli delle conferenze in giro per il mondo dove potrebbe dire una marea di cazzate biascicando il suo personalissimo inglese.

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