Manovra, nuova stretta al reddito di cittadinanza: l’offerta non dovrà più essere “congrua”

(Marco Nepi – tpi.it) – Non dovrà più essere “congrua” la prima, e unica, offerta di lavoro che i percettori del reddito di cittadinanza saranno tenuti ad accettare per non perdere il diritto al sussidio. È solo l’ultima delle strette introdotte nella proposta di legge di bilancio, che la maggioranza spera di approvare in tempi brevissimi per evitare l’esercizio provvisorio.

Un emendamento approvato dalla commissione Bilancio della Camera rimuove la parola “congrua” dal testo della norma, che prevede per i beneficiari del reddito di cittadinanza la perdita del sussidio se si rifiuta una sola offerta di lavoro congrua (in passato erano tre).

La congruità dell’offerta è valutata in base alle esperienze e alle competenze del percettore e anche la distanza dal posto di lavoro, che deve essere situato entro 80 chilometri dall’abitazione del beneficiario e raggiungibile entro 100 minuti con i mezzi pubblici. L’emendamento, firmato da Maurizio Lupi di Noi Moderati, prevede invece che i beneficiari potranno perdere il diritto al sussidio al rifiuto di una sola offerta di lavoro in qualsiasi parte del territorio nazionale.

Un’altra stretta, introdotta da un emendamento del deputato leghista Rossano Sasso, limita l’erogazione del reddito di cittadinanza solo a chi a terminato la scuola dell’obbligo, se il percettore ha tra i 18 e i 29 anni. Una richiesta fatta nelle scorse settimane anche dal ministro dell’Istruzione Valditara.

Altre novità riguardano l’erogazione dell’assegno ai beneficiari considerati occupabili solo per 7 mesi del prossimo anno, invece che per gli 8 mesi ipotizzati in precedenza. Inoltre è stato proposto l’aumento da 6mila a 8mila euro della “soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali” per gli imprenditori che assumono con contratto a tempo indeterminato i beneficiari.

Inoltre, una proposta approvata dalla commissione Bilancio prevede l’erogazione della quota del sussidio prevista per l’alloggio, in caso di abitazione in affitto, direttamente al locatore dell’immobile. In base all’emendamento, il percettore dovrà comunicare all’Inps i dati del locatore, secondo le modalità che verranno definite con un decreto del ministro del Lavoro.

Il reddito di cittadinanza è attualmente percepito da 1,15 milioni di famiglie, con un importo medio di 552 euro per nucleo. Dal 2024, secondo quanto previsto dal governo nella bozza della manovra, sarà abrogato.

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13 replies

  1. Auguro di cuore a tutto il governo per queste sante feste un allanimadellimortaccivostra e de chi non lo di ce a mano alzata🤚🤚🤚 all’animadellimortaccivostra

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  2. La classe politica che ci governa (includo PD e frattaglie costituenti il polo liberal-democratico) non hanno capito un acca del RdC se non che non possono usarlo per il voto di scambio. In California esiste ed è stato adottato perché l’unico serio strumento di welfare in un società in cui il privato governa il pubblico dettando regole e tempi. L’Italia aveva l’occasione d’inaugurare il welfare del terzo millennio e diventare motore di sviluppo, invece preferisce essere sempre e comunque la patria del voto di scambio! Infinita tristezza…

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  3. Che vuole dire “congruo”? Numeri, please…
    E’ come dire “bello”, “brutto”, …

    Ci sono tanti gioiovani – a Nord, conosco personalmente – che, laureati ad es. in Ingegnaria o Tecnici Informatici, accettano di spostarsi lontano da casa per 1200 euro al mese. Vanno ad abitare in tre o quattro in periferia, zero aperitivi, si mangia in mensa, e dopo pochi anni lo stipendio aumenta o, una volta entrati nel mondo della produzione, cambiano lavoro in meglio: non tutti vanno all’ estero.

    1200 euro è uno stipendio “congruo” per chi si sposta ad es. da Forlì a Milano o Torino? Certamente no, ma si sopporta, senza l’ aiuto della famiglia. Per chi resta al paesello e magari ha la casa di proprio o vive in famiglia, 7 – 800 euro ad esempio sono assai di più. Stipendio ridicolo ma “resa” maggiore.
    Quindi la parola “congruo” non ha alcun significato: dipende dalle condizioni di ciascuno e dal tipo di lavoro che andrà a fare.

    Il problema è che , da noi, nessuno stipendio è “congruo”, neppure (anzi, meno che mai) per i laureati con esperienza. E il costo della vita, al Nord, è molto simile a quella di una metropoli estera: la stessa cifra al Nord ha un potere d’ acquisto molto minore che al Sud.
    Poi se qualcuno che non ha neppure la licenza media – o elementare – non si è mai sforzato di migliorare ( le scuole serali gratuite sono centinaia) pensa di poter mantenere la famiglia con moglie ( magari incinta) e tre o quattro figli con un part time o uno stipendio da sotto occupato, la vedo dura: ma non solo in Italia… Quindi non si preoccupa del numero dei figli e cerca di campare di Reddito – o similia – e “aiutini” vari che per le famiglie numerose non mancano (casa, bonus, asilo gratuito, per gli abiti ci sono le varie Associazioni…).
    Molte famiglie di immigrati ( ma non solo) ad es. campano così: tanti figli convengono di più di un lavoro stabile, anche in regola, per loro ancora difficile da trovare.
    Ma dobbiamo “crescere” di numero, quindi non lamentiamoci e paghiamo…

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    • Esattamente come nel dopoguerra.
      Esattamente come i profughi che scappano con i barconi.
      Esattamente come ci vogliono i padroni del vapore.
      Si chiama lotta di classe.
      Bel progresso.
      Non per niente oscurano anche il Papa.

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    • Carolina mi sorprendi. Spesso non sono d’accordo con te ma ho sempre letto i tuoi interventi con rispetto. Quest’ultimo è fuori luogo per un motivo: la definizione “congruo” è stata specificata dalla legge fatta dai 5stelle e finanche nella variazione operata dal Governo Draghi. È congruo “se”. E si indica la distanza del posto di lavoro dalla residenza, il contratto se determinato o meno etc.
      Puoi leggere in rete le caratteristiche della Legge.
      Quindi chiedersi cosa significa “congruo” è una sciocchezza.
      Di fatto questo emendamento che elimina la congruità, proposto da Noi Moderati di quella sottospecie di coniglio mannaro di Lupi, distrugge, elimina di fatto, il RdC.
      Basterà proporre un lavoro di qualunque natura, a qualunque latitudine, e o accetti o perdi il RdC.
      Gravissimo. Una porcata schifosa sulla pelle dei poveri.
      E che venga considerata tale lo pretenderei pure da te. Che non sei stupida e nemmeno una perfida affamatrice di disperati.

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    • Mi hanno tagliato la replica corposa che ti avevo inviato, Carolina. Mi scoccio di ripetere. Ti dico solo che la tua domanda ( “cosa vuol dire congruo?”) è sciocca. L’offerta congrua è definita dalla Legge, sia quella dei 5stelle, che quella ritoccata da Draghi. Si basa su parametri quale distanza del posto di lavoro dalla residenza, tipo di contratto etc.
      La norma la trovi in rete.
      Se poi ad un disgraziato, disoccupato calabrese credi che sia proponibile un posto di lavoro a Savona per 700 euro al mese, ma pure 1000 senza alloggio e lontano da chi lo aiuterebbe per arrivare a fine mese, beh fatti accogliere nel Club dei Superciuk in giacca e cravatta ( altro che ex spazzino…) del mondo. Ti daranno la tessera onoraria.

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  4. Non mi vengono in mente parole che non siano offensive.

    La Destra però fa la destra, il PD doceva fare la sinistra e si è visto quanto ci sono riusciti.

    Maledetti.

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  5. La parola “congruo” non è riferita esclusivamente allo stipendio, ma all’offerta di lavoro in sé; chi vive a Catanzaro e percepisce il RDC credo farà un po fatica ad accettare un posto part time 3 ore al giorno a Bolzano…l’eliminazione della parola congruo serve solo a giustificare la cancellazione del sussidio. Vivi a Catania e non vuoi andare a lavorare a Gorizia per 6-700 €/mese? Peggio per te!

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  6. Il reddito verrà sostituito con qualcosa con un altro nome. FdI non può giocarsi i voti delle periferie che ha appena conquistato.

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    • L’emendamento, se passa alle Camere, distrugge il RdC da subito, da gennaio. E ad ora non hanno preparato alternative. Chi ha bisogno di sostentamento cosa farà? Aspetterà la buona novella fratellinaditalia, nel frattempo andando alla Caritas?
      E poi è giusto smantellare ciò che c’è già, al limite migliorandolo, per mettere una bandierina con una propria norma ancora da inventare? Fare un po’ come il PD che col REI ( mai nemmeno pensato prima) voleva neutralizzare i 5stelle nati con la stella polare del RdC e far finta di interessarsi ai Poveri?
      Se per te questa è Politica rispettabile mi arrendo e alzo bandiera bianca.

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  7. Più che stella polare, ilRdC è stato un modo per accaparrarsi voti non tanto diversa (come finalità populista) dal dire “alziamo la soglia per il pos”.

    La prima stesura era scandalosa: tra impreparazione delle agenzie all’atto del varo e i requisiti che il fantomatico lavoro per disoccupati cronici avrebbe dovuto avere, per una gran parte sostanzialmente erano soldi regalati in cambio di nulla dal punto di vista dell’occupazione.

    E che sia un modo per raccogliere facile consenso lo ha ampiamente dimostrato lo stesso Conte con la campagna elettorale prevalentemente indirizzata su questo argomento che gli ha permesso di rimontare la debacle di consenti, facendo man bassa al Sud (un certo Sud). Come non fosse bastato a dimostrarlo la mappa del voto del 2018: Italia completamente gialla da Campania-Molise a scendere.

    Ma a parte questo che fa parte della letteratura di tutti gli escamotage per prendere voti siano di destra siano di sinistra, c’è un equivoco di fondo sul provvedimento: lo stato non è un’agenzia di collocamento.

    Non è un’agenzia di collocamento se il lavoro non c’è perché non se lo può inventare. Non lo è perché non è certo più efficiente di una normale agenzia di collocamento privata che lo fa di mestiere ed ha un’enorme rete di collegamenti (naturalmente su ciò che è richiesto e su ciò che c’è, non su ciò che non è richiesto o non c’è). Non è un’agenzia se il lavoro c’è ma chi lo cerca non è richiesto per i più vari motivi.

    Il Reddito di Cittadinanza che ha un nome-marchetta per antonomasia (io sono cittadino italiano e non ho alcun reddito; l’immigrato in difficoltà non è italiano e lo prende – e magari sull’italia ci sputa sopra o ci tira le bombe) è un sussidio per poveri.

    Dopodiché, si è voluto attaccare a questo sussidio un vestito presentabile per migliorarne l’accettazione: collocare al lavoro gente che il lavoro non trova da sola, non lo trova tramite conoscenze, non lo trova leggendo il giornale, non lo trova presso agenzie di collocamento che fanno quel mestiere. E quindi glielo dovrebbe trovare lo stato, come nell’ URSS.

    Ma non un lavoro qualsiasi: ci sono (o c’erano alla prima stesura) tutta una serie di condizionalità che queste persone, totalmente fuori dal perimetro dei ricercati dalle aziende e dalle agenzie, dovrebbero poter vantare di diritto di fronte allo stato obbligato a fargli da collocatore. È tutto dire!

    Be’ la realtà è un’altra. Il disagio di una persona disoccupata (e poniamo che tutte lo siano solo per cause che non dipendono da loro, quindi ignoriamo gli eventuali scansafatiche e i farabutti che rubano ciò che non gli verrebbe) in uno stato civile come l’Italia finisce in parte sulle spalle della collettività che passa loro un sussidio (RdC o altro).

    Visto che egli si trova ad essere sulle spalle della collettività, il minimo che possa fare il sussidiato è accettare quello che passa il convento, cioè l’occupazione che gli viene trovata quale che sia e che ha un unico scopo: rimetterlo in piedi e toglierlo dalle spalle della collettività, nell’interesse suo, della collettività e del prossimo disagiato che se i soldi se li è presi tutti il primo senza far nulla, deve poi stare a guardare.

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  8. A dire la verità il Movimento non era certamente nato con ” la stella polare del Reddito”. C’era molto altro e molto più ” grosso”: la trasformazione del Paese.
    Il Reddito è diventato ” stella polare” quando si è visto che tutto il resto non si poteva fare, e per galleggiare ci si è addirittura alleati col ” partito di Rignano”, immemori di avere persino sputtanato Bersani in streaming.
    Il Movimento ha tradito il suo programma, ha perso le elezioni, i cittadini lo hanno punito, ed ora gira le periferie con il Reddito come unica bandiera .
    Dalle stelle alle stalle: invece della creazione di nuovi posti di lavoro grazie ad una crescita e una modernizzazione del Paese, si fa concorrenza alla Caritas. E come ai tempi dei film della Loren, si fanno figli per il sussidio e si lavora in nero. Esattamente come prima. Di questo passo non c’è la caveremo.mai.
    Una vergogna assoluta.

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