Libero smartphone

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Ministro Valditara, la circolare con cui vieta l’uso dei telefoni a scuola durante le lezioni mi ha fatto tenerezza, e non solo perché è identica a quella che emise quindici anni fa il suo predecessore Fioroni. È che non si ferma il vento con le mani (lo disse Seneca, come ho appena letto sul cellulare). Platone proibiva agli studenti di prendere appunti, avendo della scrittura la stessa pessima considerazione che lei ha degli smartphone. Però questo non gli impedì di arrendersi all’evidenza e di mettersi a scrivere (benissimo) anche lui.

Ecco, ministro, sono qui per proporle una resa. Camuffata da ricerca del dialogo, senso di responsabilità e tutte le altre belle cose che si dicono in questi casi per indorare la pillola. Ma che la pillola vada ingurgitata non v’è dubbio: bisogna arrendersi alla realtà, che purtroppo non conosce retromarce. Beniamino Placido sosteneva che quando nel tuo condominio viene installato l’ascensore, è inutile che ti riprometti di continuare a usare le scale: troverai sempre una buona scusa per non farle.

Lo smartphone è come l’ascensore. Possiamo vietarlo ai ragazzi, quando sono gli adulti i primi a farne un uso scriteriato? Meglio trasformarlo in uno strumento di didattica. Se li costringiamo ad accenderlo per seguire la lezione, non potranno più utilizzarlo per scrollare i video di TikTok. Non in contemporanea, almeno. Tranne che si presentino a scuola con due telefoni. Nel qual caso, caro ministro, le toccherà emanare due circolari.

10 replies

  1. Possiamo vietarlo a scuola?
    Possiamo e dobbiamo.
    Gli ” strumenti di didattica” sono altri.
    Difendere l’indifendibile giusto per… è lo sport nazionale.

    "Mi piace"

  2. E’ la prima volta che concordo un’articolo di Gramellini ! Non si può vuotare il mare con un cucchiaino ! Bisogna fare didattica innovativa (come fanno nei paesi del nord Europa Svezia ecc )utilizzando tutti gli strumenti tecnologici di oggi compreso lo smarphone che usiamo tutti nel quotidiano. Il proibizionismo non risolve il problema ! Ci vuole il coinvolgimento degli studenti con Professori preparati e innovativi.Il progresso tecnolocigo (ai noi) è, e sarà innarestabile ,di conseguenza dobbiamo imparare a conviverci e ad utilizzarlo in una didattica moderna che coinvolga studenti e professori.

    Piace a 1 persona

  3. Questo articolo è incommentabile se non per evidenziare che un provvedimento giusto, sensato non diviene ingiusto e insensato soltanto poiché lo propone Valditara. Suggerirei a Gramellini di farsi una vacanza di puro relax per recuperare la lucidità perduta

    "Mi piace"

  4. Tra l’altro, un paragone più infelice non lo poteva proprio scegliere. Se gli allievi di Platone erano tentati dal prendere appunti ciò era dovuto ad un di più di attenzione ed interesse verso la parola del loro maestro. Il ragazzotto che usa scorrettamente lo smartphone lo fa esattamente in senso opposto: disattenzione e mancanza di rispetto verso il suo insegnante (che non sarà Platone, vabbé, ma…) e verso gli altri ragazzi.

    "Mi piace"

    • Per NOI è un di più.
      Per Platone era una distrazione dalla sua parola, quindi l’esempio è perfetto.
      Se si usasse lo smartphone, che è semplicemente uno strumento, con lo stesso scopo degli appunti cartacei (e OLTRE, ovviamente), che cosa ci sarebbe di strano?
      È tecnologia, come tecnologia doveva apparire a Platone la semplice (per noi) scrittura.

      "Mi piace"

  5. “Lo smartphone è come l’ascensore. Possiamo vietarlo ai ragazzi, quando sono gli adulti i primi a farne un uso scriteriato?”
    Certo che si può e soprattutto si deve vietarlo in classe, una cosa è l’utilizzo come mezzo per lo studio altra per fare i comodi propri invece di partecipare alla lezione.
    Poi cosa ca..o c’entrano gli adulti? I genitori non vanno a scuola.
    Questo modo di fare, questo lassismo permissivo ci ha condotti ad essere quello che siamo, un coacervo di individualità che se ne sbatte di qualsiasi norma, di qualsivoglia regola regola e del vivere civile.

    "Mi piace"