Il Natale che verrà

(Dott. Paolo Caruso) – A giorni sarà Natale, una festa molto attesa, espressione di pace e serenità, ricorrenza per la cristianità della Natività. Un momento di riflessione per gli adulti, un magico momento per i bambini attoniti dinanzi al presepe e ammaliati dalle luci colorate dell’albero ai cui piedi giacciono i doni tanto desiderati. Purtroppo oggi questo Natale viene sporcato dalla mano guerrafondaia dell’uomo, e il fascio luminoso della Natività viene sostituito da innumerevoli bagliori che accendono i cieli bui nel gelido fronte ucraino accompagnati dal fragore assordante delle armi. Bagliori di una guerra folle, che rimpiazza il Frutto dell’amore e della vita con il frutto dell’odio, il frutto tenebroso della morte. Vita e morte che nello stesso lasso di tempo si trovano a coesistere contrapponendosi nella quotidianità dell’essere umano, nella durezza e nella follia della guerra. La crisi economica che attanaglia il paese, la disoccupazione, la chiusura delle aziende spesso legata al fenomeno deplorevole della delocalizzazione e agli avidi interessi finanziari delle multinazionali di certo non aiuta le famiglie a riappropriarsi di quella serenità che è prerogativa del Natale. L’incertezza del domani, il divario sempre più stridente tra ricchi e poveri, l’aumento delle sacche di povertà incidono parecchio nell’animo umano e ne offuscano sempre più le coscienze. Un Natale amaro anche per molte famiglie del sud, denso di solitudine per l’assenza dei propri cari che, costretti un po’ dalla precarietà del momento e dalle esigenze di lavoro, con il rincaro spropositato dei prezzi dei voli aerei durante le festività, rinunciano a ricongiungersi ai propri parenti. Di fronte a questa amara realtà data dalla guerra gravata dalle condizioni difficili del momento (inflazione, rincaro dei prezzi energetici e anche di quelli alimentari)  e dalle forti tensioni sociali, il Natale festoso di un recente passato pre-pandemico trascorso insieme ai propri cari rischia di restare un piacevole ricordo, una cartolina ingiallita dal tempo di un mondo che non c’è più. Non ci resta allora che seguire quella fulgida “Stella” che continua a proiettare i suoi raggi luminosi sulla intera umanità e rischiara in queste notti buie le tante ombre che affollano le nostre coscienze, riaccendendo nei cuori di ogni uomo il fuoco ardente della speranza. Solo così l’uomo in questa umanità disillusa riuscirà a ritrovare se stesso.

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