L’Occidente decapitato

(Marcello Veneziani) – Chi comanda in Occidente? Dove sono i leader che guidano l’Occidente, l’Europa e gli Stati Uniti? Forse per la prima volta nella storia contemporanea non c’è un capo che rappresenti, esprima e guidi l’Occidente. Senza andare troppo indietro nella storia, non ci sono più figure come Kennedy, Nixon e Reagan, ma anche a suo modo Trump, che rappresentano la leadership della maggiore potenza occidentale. Ma neanche in Europa, dopo Kohl e Mitterrand, Thatcher e Blair, e perfino Angela Merkel, non c’è un leader europeo. Macron e Scholz a malapena sono leader della nazione francese e tedesca, ma non riescono a rappresentare l’Europa e a pensare ed agire da europei. Gli ultimi facenti funzione, sono un vacillante, sbiadito, anziano signore di nome Joe Biden e una distinta signora, Ursula van Der Leyen, che fa a malapena la badante d’Europa. Ma non c’è nessuno che esprima ai massimi vertici l’Occidente e ne indichi la strategia. Un pilota automatico e una segreteria telefonica sembrano oggi guidare le sorti del potere. Dietro di loro, vorrei dire sopra di loro, ci sono solo apparati funzionali, militari e finanziari, e più grandi poteri impersonali. Il resto è rappresentato dai grandi colossi del web e i loro mitici fondatori, in sigla AFGAM- Amazon, Facebook, Google, Apple, Microsoft, più Tesla/Twitter, e poco altro. E poi la grande industria militare, la Nato, la grande finanza, la grande industria energetica, farmaceutica, il food internazionale, e altre multinazionali.

Ma lo scettro del potere non è associato a nessun sovrano, nemmeno provvisorio, tantomeno elettivo, cioè espresso dalla sovranità popolare. A questa assenza di leadership corrisponde anche un’assenza di modelli, di linee, di idee-guida dell’Occidente. Un tempo le leadership erano poi associate a modelli economici – il liberismo, il laburismo, la socialdemocrazia, l’economia sociale di mercato, e perfino l’ispirazione democratico-cristiana o socialista. Dopo la reaganomics e il liberismo thatcheriano, non c’è più un modello di riferimento e tantomeno un confronto dialettico tra due o più vie: c’è solo la realtà di un modello unico, macroliberista, turbocapitalista, guarnito di un’ideologia unica, di fattura liberal, umanitaria e progressista. Ma non c’è più competizione di modelli, e neanche riferimento visibile a uno stato e una sovranità; c’è solo il dominio reale e globale di un sistema di comando, che si presenta come unico, irreversibile, insuperabile. Non c’è destra o sinistra, conservatori o progressisti, rispetto a questo sistema impersonale, acefalo e policentrico, ed è solo follia solo ipotizzarne la critica o addirittura il superamento; non dico la possibilità di una rivoluzione ma anche solo il tentativo di riformarlo. E’ dato come in natura, se non come una forma di monoteismo disceso in terra, senza possibilità di discussione o emendamento. Tutto questo viene per giunta presentato come la realizzazione assoluta della libertà; dunque rimetterlo in discussione significa attentare alla libertà e sognare di tornare indietro, arretrare a esperienze, regimi, ideologie del passato. Mai vista una libertà concepita come Modello Unico, one way, a senso unico. Disintegrati i pensieri, resa irrilevante ogni riflessione teorica e filosofica, soprattutto se pretende di essere applicata e di farsi anche prassi, azione, movimento storico.

Lo stadio globale che stiamo vivendo ha smesso di pensare la differenza nella storia, la possibilità di un divenire che sia interruzione, cambiamento, salto di paradigma. La macchina è in corsa e non va fermata, altrimenti si va a sbattere, o ci si infrange lungo la via. Impotenza assoluta di pensare un domani diverso dall’oggi; se vuoi cambiare strada, stai solo rimpiangendo il passato, sei dunque reazionario o fascista, anche se ti poni come rivoluzionario e perfino comunista. Non ha torto Slavoj Zizek a notare che l’indizio più sicuro del trionfo di questo potere supremo globale sia la scomparsa negli ultimi decenni del termine capitalismo (In difesa delle cause perse, Ponte alle grazie, 2009). Lo stesso Zizek nota che gli interessi generali del nuovo Sistema sono rappresentati in forum come a Davos, dove il General Intellect è il cervello collettivo e impersonale dell’Impero.

In questo contesto sparisce dunque ogni leadership, a partire da quella che riceve un’investitura democratica e popolare. I capi di stato e di governo sono solo ologrammi, larve, fantasmi in transito che danno un volto sbiadito e provvisorio al potere sovrastante; figurazioni mimetiche di un Inossidabile Sistema tecno-finanziario che vigila sulle sorti dell’umanità e decide in ultima istanza l’agenda degli eventi, fabbrica le linee direttive e dà forma all’opinione pubblica, o destruttura ogni altra opinione che non sia omogenea e funzionale al suo sistema. Questo è oggi l’Occidente. Non una civiltà, non una rappresentazione plurale del mondo libero e del pensiero indipendente, ma il suo contrario. Però si presenta in una forma che preserva l’aspetto rassicurante di un sistema evoluto e globale, fondato sulla libertà e la democrazia, anzi imperniato sui diritti dell’uomo, la pace anche a prezzo della guerra, l’inclusione anche a prezzo di pesanti esclusioni, la libertà infinita dei desideri anche a costo di sopprimere tutto ciò che non è conforme a questo quadro. Non c’è nulla che ricordi la civiltà, e dunque le tradizioni, le identità, le differenze; c’è solo la Megamacchina totalitaria nell’infinito presente globale.

La denuncia non conosce sbocchi, ogni tentativo di deviazione è severamente punito e represso; i Trump e i Johnson vengono espulsi appena presentano difformità, non c’è spazio per leadership che non siano subalterne totalmente al Potere vigente.
E’ d’obbligo pensare che viviamo nel Migliore dei Mondi Possibili.

La Verità

9 replies

  1. Er Tronco dice: ero quasi d’accordo sull’articolo….quando poi Marcellino m’ha toppato la chiusura. Trump rappresenta proprio quel turbo capitalismo finanziario che poggia sul nulla. Johnson….la mosca cocchiera sulla carrozza degli USA.
    Riprovace Marcelli’, e attento alle ultime righe!

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  2. Non capisco perché Veneziani, anche quando scrive un articolo “intelligente” poi debba macchiarlo con una scemenza. Scrivere che Trump e più ancora Johnson siano stati “espulsi” per difformità non gradite, non subalterne al Potere vigente è una scemenza. Perché sia Trump sia Johnson sono espressione del Potere vigente, solo in forma diversa. E combattono e vengono combattuti per e dalla stessa “cricca” di Potere. Come Soci che scalano posizioni di una Società di cui fanno parte e che a volte sono sconfitti. Ma la Società/Potere è la stessa.

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  3. Caro ( si fa per dire) Veneziani le consiglio di leggere “la Matrix europea” un libro sconvolgente scritto da Francesco Amodeo.
    Ci chiarisce perchè in Europa stiamo naufragando governati da governi fantoccio con capi di stato imposti e diretti da organizzazioni come il Gruppo Bildenberg, la trilaterale, banche come la Goldman Sachs e la JP Morgan, il RIIA e il CFR.
    Il potere è stato scippato ai popoli e le nazioni europee stanno diventando scatole vuote. Ciò costringerà le popolazioni a vivere in uno stato di crisi permanente di cui ora vediamo solo la punta dell’iceberg, ma non tarderanno disoccupazione, povertà e malessere.
    La crisi Europea è il risultato di un piano ben congeniato da quelle Elite fino dal 1992 che si sono unite per il dominio del mondo.
    In queste Lobby neoliberiste vi sono ovviamente dei politici italiani che hanno pensato e dato vita all’Euro per scipparci della sovranità monetaria, Prodi, Monti, Draghi, Letta, Renzi e una pletora di giornalisti a supporto delle loro tesi da far ingoiare al popolo dispensando il pensiero unico. Tutto questo viene spiegato mirabilmente da Francesco Amodeo con dovizia di particolari supportati da documenti.
    Il loro piano non si ferma ad avere il controllo degli stati, ma mira a derubarci di tutto quello che possediamo attraverso un progetto:
    “Non possiederai più niente e vivrai felice” che mira ad espropriaci di tutto riducendoci a schiavi, tutto ciò per cui abbiamo lavorato e sudato.
    Sì! Stanno creando per noi il migliore dei mondi possibili.

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  4. Marcellino non ha sbagliato conclusione: ha consolato i suoi lettori (la verità), che poi sono anche sostenitori dell’attuale governo. Sta dicendo loro che il destino è ineluttabile e va accettata la servitù ai potentati, perché altra via non esiste. Perciò la Giorgia va capita e giustificata.

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    • Sono i sovranisti da baraccone.
      La signora meloni adesso si lamenta perché i flussi sono ingestibili da un solo paese (il nostro).
      Ma come? Aveva il piano rivoluzionario che ha sbandierato in campagna elettorale: il blocco navale!
      E mo? Non va più bene??🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡

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  5. Un altro mattone è stato posato per isolare l’Europa dalla Russia, con il tetto massimo imposto al petrolio russo, la risposta di mosca è stata, e chi se ne frega, non glielo venderemo più, che vadano in bicicletta

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  6. Veneziani e l’orda di scribacchini prezzolati che intasano con il vomito della loro parole il sentire della gente, si sono mai chiesti quanta parte hanno nella tragica situazione che ora denuncia?
    Trump, Johnson, Blair erano macchiette funzionali al sistema di omologazione.

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  7. “Non c’è nulla che ricordi la civiltà”
    Nemmeno da intellettuali come Veneziani giunge una parola di civiltà.

    In Occidente, in questo momento storico, comanda la lobby delle armi e i guerrafondai a cui fanno da scendiletto politici e intellettuali d’accatto.

    Tra questi Veneziani.
    Da cui non ho sentito una sola parola contro il nostro infame invio di armi alla Nato che sta facendo il suo sporco lavoro in Ucraina con l’aiuto di politicanti e intellettuali appecorati e accondiscendenti.

    Che poi fingono di venire a piangere miseria di civiltà come fa il Veneziani in questo articolo.

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