Due pesi e due misure per i reati di adulti e minori

(Chiara Saraceno – lastampa.it) – Se un adulto esasperato per minacce o aggressioni subite si vendica sugli aggressori, uccidendoli o cercando di ucciderli, non sul momento, ma quando stanno scappando (o magari anche il giorno dopo), dovrebbe essere considerato in piena azione di legittima difesa, quindi non punibile. Se un quattordicenne compie reato va considerato invece pienamente capace di valutare le conseguenze delle proprie azioni e di assumerne la responsabilità sul piano penale.

Questo sembra essere il doppio registro in cui si muove questo governo: legittimazione del farsi giustizia da sé, fino all’esecuzione della pena di morte, per gli adulti, estensione abnorme non solo dei reati, ma della punibilità per i minorenni e progressiva loro assimilazione agli adulti sia nella valutazione della loro maturità, sia nelle pene, fino alla loro incarcerazione insieme agli adulti nel caso dei sedicenni.

Come educare bambini e adolescenti al senso di responsabilità, alla capacità di giudizio sugli effetti del proprio operato, al senso del limite e al controllo dei propri impulsi e reazioni è una questione che affanna genitori e insegnanti e che può essere affrontata solo nella vita quotidiana, ascoltando, accompagnando nelle sperimentazioni, costruendo argini e ponendo limiti di cui si spiegano le ragioni. Un compito particolarmente difficile nell’adolescenza, quando tutto sembra andare fuori equilibrio: il corpo che cambia, il rapporto con i genitori che diventa più conflittuale, il giudizio dei pari sempre più importante, l’emergere di una identità sociale da promuovere e difendere.

Non è un’età facile, né per gli adulti che devono farci i conti, né per gli e le adolescenti mentre l’attraversano. Quasi sempre, per fortuna, bambini e adolescenti crescono in contesti in cui ci sono adulti sufficientemente competenti e autorevoli da riuscire a far maturare una emotività ricca, ma non fuori controllo, una consapevolezza del limite, una fiducia sufficiente a chiedere consiglio e aiuto. Ma anche in questo caso può succedere che qualcosa vada storto, l’equilibrio fragile si rompa e un ragazzo compia un atto grave. E vi è chi non ha trovato e non trova nel proprio percorso di crescita né autorevolezza, né riconoscimento, né argini, salvo che nella forma della violenza. Gli adolescenti violenti sono ragazzi malcresciuti, immaturi nel senso letterale del termine. Ciò non significa che non vadano contenuti e condotti al senso di responsabilità. Ma non a partire dalla presunzione che abbiano la piena maturità di un adulto. E neppure a partire dall’assunto che la pena carceraria sia educativa. Non lo è per gli adulti, figuriamoci per degli adolescenti.

A volte può essere necessaria come forma temporanea di contenimento e per permettere di costruire rapporti ed esperienze che consentano all’adolescente di trovare un diverso equilibrio, di maturare una diversa consapevolezza di sé e di ciò che può essere e fare. Per questo la giustizia minorile e lo stesso carcere minorile in Italia sono regolati diversamente che per gli adulti (che ne potrebbero trarre esempio). Ma se prevale l’idea della punizione fine a se stessa, in carceri minorili sempre più affollate, dove sono state ridotte le risorse per le effettive attività educative e di prevenzione, e poco o nulla si investe nell’azione di prevenzione sul territorio, si innesca un processo di cristallizzazione del disagio e immaturità che porta alla violenza. Ed è troppo facile prevedere che una buona parte di chi finisce in carcere da adolescente vi rientrerà da adulto.

Fa specie che il Consiglio dei ministri abbia approvato il provvedimento che riguarda i minori che hanno commesso un reato mentre, non solo diversi suoi esponenti contestano la condanna di Roggero per l’assassinio di due persone, ma la sua maggioranza protegge un proprio parlamentare, Delmastro, dall’acquisizione di prove di una complicità con un presunto delinquente. Se si è parlamentari (della maggioranza) non si è adulti pienamente responsabili delle proprie azioni e in questo caso chi (eventualmente) sbaglia non deve pagare e prima ancora non va proprio indagato?