
(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Venne chiamato il teorema Craxi e fu largamente impiegato per dimostrare il diretto coinvolgimento del leader socialista in alcune operazioni opache: per Constellation Financiere e Northern Holding ā conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati ā riceve nel 1991-ā92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge MammƬ. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint, che finivano su quattro conti personali. Craxi rubava soprattutto per sĆ© e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla societĆ panamense Constellation FinanciĆØre presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a unāaltra panamense, la International Gold Coast, presso lāAmerican Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz.
La teoria messa a punto dal pool di Manipulite doveva però anche dimostrare che un decisore, un dirigente politico, un manager aziendale non poteva non sapere, non conoscere la natura delle imprese illecite condotte dalla sua cerchia: ĆØ la Corte dāappello di Milano a scrivere nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva āNon ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilitĆ di āposizioneā per fatti da altri commessiā¦. ā.
Sono passati molti anni da allora, lāingenuo ragazzotto di Rignano non era tenuto a conoscere gli intrallazzi di babbo, leader politici vivono allāinsaputa delle intrinsechezze dei loro presentabili in odor di mafia ( sono 368 i comuni sciolti cui si sono appena aggiunti. Il conflitto dāinteresse ĆØ stato retrocesso necessario accorgimento per pagarsi onerose campagne elettorali, cosƬ pare che lāunico su cui grava ancora il sospetto di collusione sia il sindacalista nero, quello degli stivali in Parlamento che non era autorizzato a non interrogarsi sugli outfit della garrula e brillante consorte, dellāaltrettanto sgargiante suocera ambedue molto apprezzate da influenti figure istituzionali (la prima che rivendicava di essere nipote del premier ruandese, e in questa veste insignita di importanti incarichi nel contesto dei rapporti Italia-Africa (Era lāassistente di Alberto Michelini, nominato allāindomani del G8 di Genova rappresentante personale del presidente del Consiglio per lāAfrica. In seguito era andata a lavorare direttamente per Bruno Archi, consigliere diplomatico di Silvio Berlusconi), la seconda protetta dalla Boldrini e vera e proprio anima nera, ĆØ il caso di dirlo, di malversazioni sulle quali sono in corso indagini della magistratura.
A chi dice che se non fosse stato nero non gli sarebbe stato riservato questo trattamento ĆØ fin troppo facile rispondere che se non fosse stato nero non sarebbe stato candidato e ripescato dalla cerchia delle anime belle che lo hanno costretto a sospendersi dal Gruppo dei suoi sponsor Alleanza verdi e Sinistra.
A meno che non si tratti di un nero e proprio filibustiere, intriso di cinismo e turpe spregiudicatezza, lāuomo comunque le ha proprio sbagliate tutte accreditandosi come un prodotto mediatico, tirato giù dagli scaffali della societĆ dello spettacolo, cui per appartenenza, storia personale, fotogenia sarebbe stata perdonata qualche leggerezza, assimilandolo a certe scimmiette parlanti da esibire in talk show alla pari con la Serracchiani in quota rosa, e altri rappresentanti di minoranze cui deve essere doverosamente riconosciuto un ruolo, come ai tempi in cui nelle liste del Pci doveva esserci la bracciante, lāedile, il maestro.
Ma non poteva esserci indulgenza per quegli stivaloni cosƬ perentori e dadaisti, per quella retorica esibita come una credenziale inattaccabile. Giustamente non doveva esserci però per le prime esternazioni, le lacrime che gli rigavano il viso, la pretesa di innocenza ātutto era stata fatto a mia insaputaā manco fosse lāattico al Colosseo di Scajola, e non una villetta acquistata con i proventi del suo libro, la persuasione vittimista di essere oggetto di una sordida macchinazione ordita contro di lui, la sua reputazione la sua integritĆ .
Dovessimo definire la sua difesa potremmo dire che a imbarazzo si ĆØ aggiunto imbarazzo: la sconsiderata ammissione che non si sa quali cespiti sono stati investiti in un resort in patria, la difesa a oltranza degli outfit della bella consorte, autorizzata dai tempi al diritto allāeleganza e al lusso (mia moglie lavora, proprio come gli sventurati dipendenti della cooperativa di famiglia), la strumentale confusione tra illegalitĆ , illegittimitĆ e inopportunitĆ . Ć stata incresciosa la sua sorpresa per essere stato abbandonato dai suoi sponsor, rotti da anni a compromessi, godendo di una immunitĆ fondata sulla specialitĆ della sinistra.
Lāintervista concessa a Formigli ĆØ un inventario di miserabili leggerezze, omissioni, mancanze, che sconfinano in comportamenti criminali, decine e decine di dipendenti sfruttati e non pagati, tenuti in condizioni di evidente lesione della dignitĆ personale, quattrini pubblici deviati per mantenere una struttura parassitaria, tutto questo in nome di una presunta ingenuitĆ , credulona e sempliciotta, preferendo mostrarsi come un pollo preso per i fondelli che non ha il coraggio di misurarsi con la matriarca.
Ma cāera ben altro che doveva sconsigliare il tandem alleanza Verde e Sinistra. Dietro al suo presentarsi e accreditarsi come manifesto di se stesso, Sumahoro aveva redatto un suo programma raccogliticcio di tutti i canoni del progressismo neoliberista che lāintero arco politico condivide, condivisibili per la loro genericitĆ , diritto alla studio ben oltre Vuitton, senza pretendere, non sia mai, che vengano restituiti i fondi da anni tolti alla scuola pubblica per darli alla scuola privata, cosƬ come per la sanitĆ , concorda con Confindustria che da anni salassa le risorse con incentivi arbitrari sulla necessitĆ di rivedere la politica degli ammortizzatori, in favore delle opportunitĆ padronali, dimentica la battaglia per il salario minimo, la cancellazione della legge Fornero. Eppure ha militato in unāorganizzazione che accusa i sindacati di aver ceduto sui principi fondanti che hanno determinato precarietĆ , disuguaglianze discrezionali, perdita di beni e sicurezza.
Eppure li ha visti da vicino gli ultimi della terra, gli invisibili, immersi nel fango dei suoi stivaloni.
Una cosa accomuna tutti i politici: non sanno mai nulla di quello che succede a casa loro. Poverini…
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Grande Anna!
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