Pochi soldi e molte mazzate

Per fortuna che era Conte quello che prendeva decisioni col favore delle tenebre.

CAMERA, DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE, DIBATTITO E VOTO DI FIDUCIA AL GOVERNO MELONI

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Per fortuna che era Conte quello che prendeva decisioni col favore delle tenebre. Il mondo era in mezzo a una pandemia e si navigava a vista tra migliaia di morti e il Paese in lockdown. Ieri che c’era da varare una Manovra economica ordinaria, per la quale la Meloni in campagna elettorale diceva di essere “pronta” e i suoi generosi (all’epoca) alleati promettevano mare e monti, fino a notte si spostavano miliardi da una voce all’altra del bilancio dello Stato, e di certo non c’era nulla.

Unici indizi, un palese disprezzo per la povera gente a cui sarà tagliato il Reddito di cittadinanza, mitigato solo dalla paura di mettere il coperchio su una pentola dove bolle un’enorme tensione sociale. Così sapremo solo stamattina, sempre che ce l’abbiano fatta, quali misure sono state prese, e chi pagherà il conto di una legge finanziaria che si annuncia in perfetto stile Draghi, di gran lunga più attenta ai mercati piuttosto che ai cittadini.

Alla faccia del sovranismo e delle altre supercazzole che ci raccontano da anni. Con i mini tagli al cuneo fiscale chi ha un lavoro si farà una pizza, mentre chi ha festeggiato per l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte (sparata a nove colonne sui giornali delle destre) si accorgerà che il risparmio è in media di venti euro l’anno a famiglia.

Sempre che nella notte, presi da un attacco di fame, non si siano rimangiati anche questo annuncio. Con il Paese ancora in leggera crescita Meloni e compagni non hanno saputo fare di più. Non meravigliamoci se l’anno prossimo, secondo quasi tutte le stime, saremo in recessione.

8 replies

  1. Con le ultime stime e con dati statistic, riferiti all’ultimo trimestre(settembre),si ha un incremento delle entrate(aumento dei prezzi e quindi aumento entrate da IVA) e dal buon andamento del Turismo, avremo in seguito una recessione.
    Quindi Meloni goditi questo momento …. ma ti attendiamo per Dicembre …. saranno mesi duri per chi ha ancora un lavoro e peggio per chi non lo avrà e ne avrà il RdC!
    Io sono Giorgia!

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      • Di sicuro non le mazzate e la galera per chi protesta per fame e crescente povertà.
        Ti fa ridere? Condoni, tetto aumentato all’uso di contante, condoni fiscali, rientro dei capitali prodotti ed esportati illecitamente all’estero pagando una multa simbolica e con garanzia dello scudo penale, aumento del prezzo dei carburanti, allentamento di ogni misura di precauzione e prevenzione verso una pandemia ancora diffusa semplicemente nascondendola, divieto di affrontare la schiavitù causata da una paga minima oraria miserrima che legalizza lo sfruttamento.
        Cose così, da destra classista conservatrice e reazionaria che difende l’idea di una società divisa in caste a favore dei privilegiati.
        Ti fa ridere troll questo spettacolo?

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  2. MARCO TERRANOVA

    Provvedimenti a pene di segugio per non essere scurrili.
    Condono fiscale su tasse accertate e dovute e non pagate fino a 1000 euro, i coglioni a cui le prelevano dallo stipendio ringraziano. Compresi quelli che rispettano il codice della strada o pagano per tempo le multe. Saranno pure meno entrate per gli enti locali?
    Riduzione del cuneo fiscale del 3% per redditi fino a 25.000 e del 2% fino a 35.000 così potete permettervi una pizza una volta l’anno dal 2023.
    Riduzione dello sconto (accise) sulla benzina dal 1° dicembre, così la pizza che potevate permettervi al punto precedente ve la potete scordare. Anche qui col prezzo a 87 dollari al barile qualcuno specula e lo Stato resta a guardare.
    Riduzione dell’IVA su alcuni beni per l’infanzia e l’igiene femminile, forse in fondo la pizza la recuperate nuovamente, sempre che non facciate tanti km in macchina. Su certi generi l’iva non andrebbe proprio pagata.
    Almeno non hanno tolto l’iva su alcuni generi alimentari, risparmiare 10 euro l’anno sul pane era veramente troppo una presa in giro.
    Flat tax autonomi al 15% estesa a 85.000 euro, ma dicono abbia un costo, quindi non recuperiamo gettito fiscale. Niente niente facciamo uno sconto a chi le tasse le pagava senza incentivare chi evade a pagarle? Un lavoratore dipendente paga il 23% come aliquota minima.
    La più esilarante, quota 103 che non prevede però qualsiasi combinazione fra età e anni di contributo la cui somma faccia 103, ma almeno 41 anni di contributi e 62 di età, vale a dire che se non hai cominciato a lavorare a 21 anni e continuato ininterrottamente non potrai andare da nessuna parte, qualche centinaio di persone ringraziano.
    Caro energia: invece che massacrare gli speculatori gli facilitiamo il compito a spese nostre aiutando chi non può pagare bollette criminali (virgola opzionale, scegliete voi se metterla prima dell’ultima parola).
    Premi di produttività, sempre che non la tolgano, tassati al 5% (oggi è il 10%) fino a 3.000 euro. Fanno 150 euro l’anno in meno. 12,5 al mese, ci scappa un McDonald!
    Meno male però che possiamo pagare fino a 5.000 in contanti e riattiviamo la società Stretto di Messina che già ci è inutilmente costata milioni!
    Dulcis in fundo, sei povero? Devi morire! Chi può lavorare (attenzione non chi troverà un lavoro) dal 2024 niente più reddito di cittadinanza a prescindere, se sei abile al lavoro ma disoccupato perchè nessuno è disposto ad assumerti e a darti uno stipendio degno allora per te c’è la Caritas. In un certo senso pure questo è un modo per abolire la povertà (almeno Di Maio per la sua c’è riuscito). Chiaramente gli imprenditori da 140 euro a settimana (vedere articolo su bar di Napoli di qualche giorno fa) esusltano.
    Dulcis in fundo bis, spesa militare ovviamente aumentata. Il fatto che il ministro della difesa sia un industriale del settore mica è un conflitto di interessi, mica.

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  3. Ma tagliare la rivalutazione a chi ha un reddito/pensione superiore a 35000€ lordi non è incostituzionale?
    Questa cosa serve a far sentire meno poveri gli sfruttati?

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  4. Fu il Partito democratico a non volere la nascita di un nuovo governo di Mario Draghi. Lo sostiene Matteo Renzi nell’edizione aggiornata de Il Mostro, il suo libro edito da Piemme. Il leader d’Italia viva ritorna alle ore immediatamente precedenti alla fine del governo Draghi, il 20 luglio scorso nell’aula di Palazzo Madama. “Dopo che il Movimento 5 Stelle ha annunciato che non voterà la fiducia anche la destra prende le distanze. Lega e Forza Italia non vogliono che i ministri grillini rimangano dentro (…). Se anche la destra non vota la fiducia è tutto finito e si va a votare”, scrive l’ex segretario del Pd, nelle anticipazioni diffuse dal Corriere della Sera. “Se voglio fare qualcosa – prosegue Renzi – devo muovermi. Avvicino il ministro Giorgetti in aula. Ci provo: ‘Giancarlo, sai meglio di me che sarà un autunno complicato. Se mandiamo a casa Draghi per chiunque governerà sarà peggio. Anche per voi’. ‘Ho capito ma a questo punto che si può fare?’. Gli dico: ‘Prova a convincere il tuo’ indicando (…) Salvini. ‘Se dice davvero di sì al Draghi bis, io provo a convincere il Pd’.

    In quel momento Lega sembrava disposta a far nascere un nuovo esecutivo guidato sempre dall’ex presidente della Bce. “Giorgetti sale le scale, confabula con Salvini per qualche minuto. Poi si girano. Salvini mi fa segno con la testa che lui sul Draghi bis c’è e Giorgetti scende le scale a confermarlo. Non è entusiasta, anzi. (…) Ma il primo step è fatto: la Lega c’è. E se c’è la Lega, Forza Italia non può che starci”. E’ a quel punto, sempre secondo il racconto di Renzi, che il Pd si defila. A parlare per i dem è il ministro della Cultura: “Fermo Franceschini, lo vedo scettico: ‘A noi conviene lasciare che sia la destra a intestarsi la fine di Draghi. E a quel punto si va a votare. Noi faremo una campagna elettorale tutta impostata sul rivendicare Draghi e lasceremo che Di Maio svuoti i 5 Stelle‘. ‘Ma sei sicuro, Dario? Ci sono due mesi e c’è l’estate nel mezzo. Questo Paese ha la memoria di un criceto, nessuno si ricorda quello che è successo la settimana scorsa e secondo te qualcuno ti darà (…) il merito di Draghi? Che poi tanto ti allei con la sinistra che era contro Draghi. E poi dove pensate che vada Di Maio? Non sposta nulla. Non ha un voto‘.

    In effetti la previsione di Franceschini era clamorosamente errata: rivendicare Draghi si è rivelata una strategia fallimentare per Enrico Letta, che infatti ha eliminato quasi totalmente i riferimenti al vecchio esecutivo nella parte finale della campagna elettorale, mentre come è noto Impegno civico, la lista creata da Di Maio dopo la scissione dal M5s, non è neanche arrivata al punto percentuale. Eppure, secondo Renzi, Franceschini aveva chiuso la porta a un Draghi bis: “Vabbè, ma qual è l’alternativa? Noi non possiamo stare al governo con la Lega e senza i grillini”, avrebbe detto l’ex ministro secondo Renzi. Che come è noto aveva un’opinione opposta: “Meglio stare al governo con la Lega e senza i grillini che vedere tra tre mesi qui un governo con la Lega e Giorgia Meloni premier’ dico io. Ma capisco che la strada è in salita”.

    Renzi racconta pure di un incontro con Draghi: “Siamo entrambi in aula. Gli mando un sms. Ci incrociamo con lo sguardo. Esco prima io, così che nessuno si accorga di nulla. (…) ‘Mario, c’è un unico modo per tenere aperta la partita. (…) Prendi la parola e annunci che vai a dimetterti senza attendere il voto. E a quel punto si fanno le consultazioni e la maggioranza delle forze politiche indica il Draghi bis per 10 mesi, da qui a maggio 2023. Ci sarà un nuovo governo guidato ancora da te con i grillini all’opposizione”. Ma neanche l’ex presidente del consiglio sembrava d’accordo su una sua permanenza a Palazzo Chigi: “Draghi non mi sembra per nulla convinto – scrive Renzi- Mi sento come quello che vuol convincere gli altri ma che rimane da solo. (…) Il governo non riceve la fiducia di Forza Italia, Lega e 5 Stelle. L’esperienza Draghi è finita. (…) Chi ha vinto la partita senza giocarla è Giorgia Meloni“. Il leader d’Italia viva racconta dunque di avere sempre mantenuto in dialogo personale con la capa di Fdi: “Alle 21.38 sono in collegamento televisivo con il Tg1 . ‘Ma la smetti di stare in tv? Tanto non ti vota nessuno’ mi scrive la Meloni. ‘Devo prendere il 5% per fare opposizione al nuovo governo’ le replico scherzoso. Risate ed emoticon. Poi mi faccio serio: ‘Però è incredibile: lavorano tutti per te’. Lei ride: ‘Manchi solo tu‘. Certo! Qualcuno che rimanga a fare una vera opposizione ci vuole: tocca a noi”. Dal FQ online
    In effetti a noi! mi pare adatto al momento storico e politico, in effetti mancava solo Renzi nella maggioranza di destra a sostenere il governo Meloni. ……il sicario/svuotatore 5 stelle ha fallito, ma è stato ben remunerato, il PD è riuscito inventandosi il Terzo polo a traghettare l’ indispensabile Renzi e fedeli, grazie al traghettatore Calenda, ha agito via Di Maio contro il suo vero nemico, cioè il M5S/Conte, per poi lagnarsi di mancati accordi a svuotamento non riuscito. …..questo è il PD, va tenuto a mente con memoria da elefanti!

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