Borgo Egnazia, la «Davos delle griffe»: da Dior a Burberry, da Lacoste a Zegna (e Victoria Beckham), così il lusso prova a resistere alle guerre. La 22esima edizione del summit organizzato dal «Financial Times» per la prima volta a Borgo Egnazia. Da Delphine Arnault (Christian Dior) a Éric Vallat (Lacoste), ecco chi c’è

(di Michelangelo Borrillo – corriere.it) – La parola d’ordine è «proteggere i margini». E non certo dal maestrale che nella serata di domenica 17 maggio ha accolto a Borgo Egnazia i partecipanti al «Financial Times Business of Luxury Summit 2026». Ma dall’emorragia di consumatori che ha colpito il settore del lusso lo scorso anno: 20 milioni di clienti persi o che hanno ridotto i consumi o li hanno dirottati altrove. Tra crescenti tensioni geopolitiche – a partire dal conflitto in Medio Oriente – e conseguenti incertezze economiche e cambiamenti nelle dinamiche commerciali, i grandi brand devono riorganizzarsi e rivedere i prezzi e le catene di approvvigionamento. E questa ristrutturazione – o come preferiscono chiamarla gli addetti ai lavori del settore, rimodellamento del lusso ai nuovi comportamenti dei consumatori – è al centro della 22esima edizione del summit organizzato dal britannico Financial Times per la prima volta a Borgo Egnazia, la masseria esclusiva alle porte di Fasano, nel cuore della Puglia, che meno di due anni fa (giugno 2024) ospitò i grandi del G7.
I big che parteciperanno all’evento
Da domenica 17 a martedì 19 maggio le porte del resort si sono aperte ad altri grandi, quelli della moda: all’aperitivo inaugurale di ieri sera a bordo piscina e alla successiva cena c’erano quasi tutti gli ospiti attesi, nonostante i lavori del summit – con 45 speaker – siano calendarizzati solo a partire da lunedì 18. L’intervista di apertura sarà a Ermenegildo Zegna, presidente dell’omonimo gruppo. Ma l’attesa è concentrata soprattutto sull’intervento conclusivo di martedì, dopo che in 48 ore si saranno confrontati nella masseria di Aldo Melpignano – che terrà un intervento sul ruolo dell’ospitalità nel lusso, ça va sans dire – tutti i big del fashion & beauty mondiale, da Delphine Arnault, presidente e ad di Christian Dior Couture a Stéphane de La Faverie, presidente e ceo di Estée Lauder, da Halide Alagöz, direttrice prodotto di Ralph Lauren a Cédric Charbit, ceo di Saint Laurent, da Jonathan Kiman, direttore marketing di Burberry a Éric Vallat, ceo di Lacoste.
Il ritorno di Victoria Beckham in Puglia
La conclusione dell’evento, infatti, nella sala «G7», è affidata a Victoria Beckham, l’icona del fashion che ha costruito un impero economico nella moda partendo da un mondo completamente diverso come quello della musica, conquistando un posto nel palinsesto ufficiale della Paris Fashion Week. Per lei è un ritorno tra gli ulivi secolari pugliesi, dopo gli scatti postati sui social nel 2019 con il marito David Beckham tra un muretto a secco e i tradizionali trulli.
I panel, dalla geopolitica alla longevità
Che faranno da sfondo anche al summit del Financial Times: tra un panel su «Geopolitica e lusso» – con l’intervento di Megan Green della Banca d’Inghilterra – e un altro sull’«Economia della longevità e la salute come ricchezza» – con Nerio Alessandri, ceo di Technogym – non mancherà, per gli ospiti, la possibilità di visitare le vicine Alberobello, con i suoi trulli patrimonio dell’umanità Unesco, Ostuni, la Città Bianca per antonomasia, e le spiagge di Monopoli. Per la Crazy pizza di Flavio Briatore, invece, occorrerà aspettare un’altra occasione: il locale aprirà a poca distanza da Borgo Egnazia, ma solo da mercoledì. Anche questo, in un certo senso, sarà fashion style.