Abbordate almeno due barche del nostro Paese. A bordo dell’imbarcazione turca anche il parlamentare 5S Dario Carotenuto. Secondo Ynet un centinaio di attivisti sono stati portati verso Ashdod. Protesta Ankara: “Risposta compatta della comunità internazionale”. Netanyahu: “Lavoro eccezionale”

Flotilla sotto attacco, otto italiani cattura. Tajani: “Israele rispetti il diritto internazionale”

(di Alessia Candito – repubblica.it) – Nuovo attacco contro la Global Sumud Flotilla. Attorno alle 10 del mattino, le 54 barche della missione navale umanitaria sono state circondate da due navi militari e decine gommoni veloci israeliani con a bordo uomini armati mentre navigavano in acque internazionali di competenza cipriota. Almeno un centinaio di attivisti sarebbero stati portati su una nave militare che fa rotta verso Ashdod. “Israele rispetti il diritto internazionale”, dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, mentre Ankara protesta: “Ennesimo atto di pirateria”. Ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu loda l’Idf e via radio dice: “lavoro eccezionale”. Per Netanyahu: “Abbiamo sventato un piano malvagio per violare il blocco di Gaza. La missione è stata eseguita con grande professionalità”

Il raid iniziato in pieno giorno

Per la prima volta, l’allarme è scattato di mattina con un video inviato da una delle vele, partite dopo una lunga sosta due giorni fa da Marmaris, in Turchia, con l’obiettivo di raggiungere Gaza e portare aiuti e farmaci, rompendo il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia. Nel filmato si vedeva chiaramente un gommone d’assalto grigio, con a bordo una decina di uomini armati, che si avvicinava progressivamente allo scafo. Nel frattempo dalle radio, diventate inservibili, arrivavano musica a tutto volume e minacce, hanno raccontato gli equipaggi di altre barche. Subito dopo è iniziato l’abbordaggio. Una dopo l’altra dieci vele della Flotilla sono state abbordate.

Catturati almeno 7 o 8 italiani

Uomini armati sono saliti a bordo delle barche a vela, puntando i fucili d’assalto contro gli equipaggi. Fra le prime ad essere colpite le italiane Holy Blue e Cactus, ma sono già almeno altre otto – Zio Faster, Furleto, Kyriakos, Amanda, Blue toys, Barbaris, Isobella, Tenaz – le vele intercettate e 23 le barche della Flotilla con cui è stato perso ogni contatto. “Almeno 7 o 8 dei 35 attivisti del nostro Paese catturati”, fa sapere la portavoce Maria Elena Delia. Secondo quanto riportato dal sito israeliano Ynet, sarebbero almeno un centinaio gli attivisti intercettati, catturati e portati a bordo di una delle due navi militari arrivate insieme ai gommoni, che a breve dovrebbe fare rotta verso Ashdod.

Persi i contatti con due imbarcazioni

“Pochi minuti fa le navi delle Forze di occupazione israeliane hanno cominciato a intercettare le barche della Global Sumud Flotilla”, ha confermato la portavoce dell’iniziativa in Italia, Maria Elena Delia, mentre dalle 54 barche in navigazione veniva rilanciato l’allarme. “Ricordiamo che questa è una missione internazionale pacifica, che trasportiamo solo aiuti umanitari e che qualsiasi violenza sarà unilaterale e da parte di Israele”, spiega da bordo Dario Salvetti, portavoce del collettivo di fabbrica Ex Gkn.

Il parlamentare 5s: “Le autorità nazionali e internazionali tutelino gli equipaggi”

Dalla nave turca Kasri Sadabat, che insieme al resto della flotta sta cercando di mettersi al riparo raggiungendo le acque territoriali turche, il parlamentare 5S Dario Carotenuto lancia un appello alle autorità italiane e internazionali: “intervenite per liberare subito tutti questi equipaggi composti da attivisti pacifisti che non farebbero male a una mosca e che vogliono solo la fine del genocidio in Palestina”. In un video postato da bordo afferma: “Non possiamo più consentire a Israele tutte queste violazioni del Diritto internazionale. Fermiamo Israele per liberare gli equipaggi della Flotilla e liberare la Palestina dalle inaccettabili violenze che sta subendo”.

Israele: “Flotilla una provocazione per favorire Hamas”

Nelle scorse ore, il ministero degli Esteri dello Stato ebraico ha emesso un comunicato con cui “invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro”, subito dopo sono il raid e gli abbordaggi della Marina hanno avuto inizio. Per Israele la Global Sumud Flotilla è solo “una provocazione fine a se stessa”, “un’altra cosiddetta ‘flottiglia di aiuti umanitari’ senza alcun aiuto umanitario”, “una trovata pubblicitaria”, il cui scopo – a detta dello Stato ebraico – sarebbe “favorire Hamas, distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi e ostacolare i progressi del piano di pace del presidente Trump” perché la Striscia sarebbe “inondata di aiuti”. Nella flotta, ha sostenuto il ministero, ci sarebbero anche “due violenti gruppi turchi – Mavi Marmara e IHH, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica – fanno parte della provocazione”.

Flotilla: “Da Israele sistematico disprezzo per la legalità internazionale”

Nulla di vero secondo la Flotilla, che ribadisce il carattere assolutamente pacifico e pacifista della missione, “con l’intercettazione in un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona SAR di Cipro, il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”. E da terra e da bordo lanciano un appello: “”Chiediamo un passaggio sicuro per la nostra missione legale e non violenta”. E ai governi chiedono di “agire ora per fermare questi atti illegali o pirateria volti a mantenere l’assedio genocida di Israele su Gaza”.

Il team legale: “Procedimenti penali in corso in 20 Paesi”

“Abbiamo formalmente informato la comunità internazionale che i partecipanti sono completamente disarmati e che qualsiasi violenza perpetrata su queste imbarcazioni rimane di esclusiva responsabilità legale del regime israeliano e dei leader dei Paesi che ne hanno permesso l’accaduto. Sono in corso indagini penali in venti Paesi e la responsabilità individuale sarà perseguita anche nei tribunali internazionali per tutte le forze che impongono questo assedio genocida”, fanno sapere con una nota.

Per la Flotilla è il secondo assalto

Non si tratta del primo raid contro la missione navale umanitaria. Nella tarda serata del 29 aprile, la Flotilla, partita pochi giorni prima dalla Sicilia è stata assaltata da gommoni veloci non lontano da Creta, in acque internazionali di competenza greca. Ventidue imbarcazioni sono state abbordate e tranne in un caso, con sette persone lasciate alla deriva su una barca con il motore danneggiato e le cime tagliate, tutte portate a bordo di una nave militare israeliana dove sono state trattenute per oltre 40 ore. In 171 sono stati rilasciati a Creta, dove sono sbarcati dopo essere stati trasbordati al largo dell’isola su una motovedetta della Guardia costiera greca, che li ha accompagnati a terra. Due attivisti, Saif Abukeshek e Thiago Avila sono stati invece portati in Israele e per dieci giorni imprigionati nel carcere di Ashkelon. Contro di loro non sono mai state formalizzate accuse, sono sempre rimasti in stato di detenzione amministrativa perché sospettati di “rapporti con agenti nemici” e “supporto e trasferimento beni ad organizzazioni terroristiche”. Il 9 maggio entrambi sono stati rilasciati e subito espulsi.

Tajani: “Garantire sicurezza italiani”

La Farnesina fa sapere che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Idf. Tajani, si fa sapere, ha chiesto all’Unità di crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani. “Abbiamo mandato un messaggio chiaro a Israele – afferma il ministro Tajani – devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale. Anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona”.

Ankara: “Atto di pirateria internazionale”

Dura la protesta del governo turco. “Noi invitiamo la comunità internazionale a prendere senza ritardi una posizione comune e determinata contro le azioni illegali di Israele”, recita una nota del ministero degli Esteri turco che non esita a definire il raid israeliano “un nuovo atto di pirateria” e chiede a Israele di “fermare immediatamente il suo intervento e rilasciare in modo incondizionato i partecipanti alla Flotilla fermati”. Per Ankara, “gli attacchi di Israele e le politiche di intimidazione non impediranno alla comunità internazionale di cercare giustizia e solidarietà nei confronti del popolo palestinese”.

Proteste in tutta Italia

Nelle piazze d’Italia, da Roma a Milano, è scoppiata la protesta. Presidi sono stati convocati anche a Genova e Bologna, mentre in Parlamento insorgono le opposizioni. “I governi europei intervengano ed evitino questo scempio che lede il libero diritto di navigazione”, scrive sui social il dem Arturo Scotto. “Ancora, per l’ennesima volta, israele mostra il suo disprezzo per il diritto internazionale. Chiediamo che il governo italiano si attivi immediatamente per garantire l’incolumità degli equipaggi e che di fronte a questa ennesima dimostrazione di arroganza e di illegalità vengano prese iniziative concrete per sanzionare e isolare il governo fascista di Nethanyau”, dicono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. E Marco Grimaldi aggiunge: “”La “nuova” normalità non può essere questa: intercettazioni, botte e sequestri mentre una flotilla umanitaria prova a raggiungere Gaza”. Si rivolge al governo Stefania Ascari dei 5S: “Chiediamo al governo italiano di attivarsi per garantire la massima tutela e massima sicurezza per gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, compreso il nostro collega parlamentare Dario Carotenuto”. Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi: “L’ennesimo atto di pirateria in spregio alle regole. L’Unione europea intervenga e i capi di stato e di governo dei paesi membri intervengano per mettere fine questi abusi, che proseguono anche su terra ferma una volta tratti in arresto gli attivisti. Anche questo sarà messo sul conto di Netanyahu quando sarà chiamato a rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia internazionale”.