Attacco nucleare, e se alla fine fossero gli Stati Uniti a lanciarlo per primi?

Si rincorrono le minacce nucleari, ma chi lancerebbe per primo un attacco nucleare? Gli Stati Uniti lanciano messaggi contrastanti, mentre la Russia minaccia in maniera meno velata.

(Giorgia Bonamoneta – money.it) – Da mesi la Russia è osservata speciale per il rischio di un’escalation nucleare, ma potrebbero essere gli Stati Uniti a lanciare per primi un attacco nucleare. A cambiare la narrazione sull’utilizzo delle armi nucleari è il testo strategico e il cambio di dottrina sulle armi nucleari che sembra includere. Il documento è stato definito deludente da fonti americane, ma allo stesso tempo è un segnale di come, cambiando alcune parole e termini, il mondo sia cambiato in meno di un anno di conflitto.

Dalla Guerra Fredda a oggi il principio che frenava una guerra nucleare era quello della mutua distruzione assicurata. Una realtà poco felice che rappresenta una cosiddetta “vittoria di Pirro”, cioè una vittoria vinta a un prezzo troppo alto, tanto che alla fine non è altro che una sconfitta per tutti. Una guerra nucleare sarebbe esattamente questo e per questo un conflitto nucleare non può essere vinto.

Negli ultimi mesi c’è stato un cambiamento nelle parole e nei termini e, in generale nella condotta dei due grandi Paesi che si sono fronteggiati anche durante la Guerra Fredda sul nucleare. A cambiare sono stati per esempio le definizioni di “No first strike” e “Sole purpose”. Il primo rappresenta l’impegno a non usare mai per primi la bomba nucleare, ma solo in risposta di un’aggressione nemica; il secondo termine indica invece la risposta con arsenale nucleare in seguito a una minaccia dello stesso tipo.

Inoltre da alcuni giorni si sta discutendo di aggiornare le bombe presenti in Europa, Italia compresa. In realtà questo ammodernamento, ovvero la sostituzione delle armi più vecchie con versioni nuove, era previsto in primavera, ma si parla di un anticipato a dicembre in seguito alle minacce da parte della Russia.

Gli Stati Uniti e l’uso dell’arma nucleare: i primi della classe

Gli Stati Uniti sono al momento l’unico Paese che lanciato un attacco nucleare a un altro Paese. La guerra fredda è stata basata sul precario equilibrio del possesso di arsenale atomico e il rischio di utilizzo. L’arma atomica è un’arma di “deterrenza”, eppure dietro una politica di dismissione dell’arsenale nucleare vi è stato una continua ricerca per incrementare le capacità e tecniche offensive del nucleare.

Oggi il rischio di una guerra nucleare non esiste, dicono gli esperti e questo perché le dinamiche della mutua distruzione assicurata lo impediscono. Lanciare per primi una bomba nucleare vuol dire riceverne in meno di 40 minuti una in risposta. Per questo nessuno ha ancora lanciato una bomba nucleare e la probabilità che avvenga è sotto l’1%.

Gli Stati Uniti però sono stati i primi della classe sul nucleare e a lungo hanno interpretato il ruolo di leader mondiali, come esempi di democrazia e sicurezza. La scelta delle parole nei documenti accorpati in un unico testo voluto dal presidente Biden segnano un cambiamento nella narrazione della guerra.

Aggiornamento dell’arsenale nucleare: cosa sta succedendo

Gli Stati Uniti non hanno discusso apertamente i motivi dietro l’aggiornamento dell’arsenale presente in Europa, ma il portavoce della Difesa ha lasciato intendere che questo genere di passaggio da vecchio a nuovo tipo di ordigno serve a mantenere in sicurezza gli ordigni stessi. “Non è in alcun modo collegata all’attualità in Ucraina e non è stato in alcun modo accelerato”, ha detto il portavoce del Pentagono a Politico. Eppure sembra da diverse fonti, sempre dallo stesso Politico, che tale passaggio era stato previsto in primavera, ma ora i movimenti lasciano pensare che l’arrivo della bomba a gravità B61-12 potenziata possa arrivare entro la fine del 2022.

Lo spostamento di arsenale nucleare non è una minaccia, così come le esercitazioni nucleari russe non lo erano, ma ogni genere di spostamento può essere considerata un’escalation a seconda di come vuole essere interpretato e da chi. Potrebbero essere gli Stati Uniti i primi a lanciare una bomba nucleare? No. Le minacce di utilizzo di armi nucleari sono ancora, e resteranno, di “deterrenza”. Il loro utilizzo potrebbe mettere fine al mondo come lo conosciamo e non è di vantaggio per nessuno.

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16 replies

  1. Fino a prova contraria è sempre stato lo zio Sam a provocare e a invadere, corea Vietnam Iraq Siria afganistani Libia Kossovo e tante altre guerricciole secondarie senza dimenticarci le 800 basi militari sparse per il mondo e le rivoluzioni colorate finanziate orchestrate e dirette per organizzare e distribuire la famigerata democrazia arcobaleno,

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  2. QUALE COSTITUZIONE?- Bruno Fusco

    A breve, si dice già a Dicembre, arriveranno nuove bombe atomiche in Europa, e in Italia, direttamente dagli Stati Uniti.Ma che cosa bella, che pensiero gentile, questi americani ci portano nel cuore, non vedevo l’ora, ogni giorno mi chiedevo: “ma quanto aggiorniamo queste cazzo di bombe atomiche? È mai possibile che nessuno scenda in piazza?”
    Non si discute di altro, anche mia figlia, mentre l’accompagnavo a scuola, mica mi ha chiesto del perché non le ho comprato ancora i libri di testo? Il suo primo pensiero pensiero è stato sulle armi nucleari: “Papà, ma quanto arrivano le nuove bombe atomiche dall’America?” Ma che dolce.
    Proprio ieri ne parlavo con la cassiera del supermercato, mentre le chiedevo come facesse a lavorare dodici ore di fila, per uno stipendio da fame, lei mi ha guardato con un filo di tristezza negli occhi: “fossero tutti questi i problemi, abbiamo delle armi nucleari obsolete e lei pensa al mio stipendio?”Quanto aveva ragione, mi sono uscite le lacrime agli occhi per tanto patriottismo, e mentre volevo abbracciarla, mi spunta un pensionato alle spalle, incazzato come un Mughini posseduto da Sgarbi, e mi dice: “lei cosa ne sa dei veri problemi della gente, ma lo sa che oggi ho potuto prelevare solo diecimila euro!? E lei pensa agli stipendi delle cassiere? Ma mi faccia il piacere!”
    Sono uscito dal supermercato tutto mortificato, ho dovuto rivedere in fretta alcune mie convinzioni, per fortuna gli americani sono più intuitivi e conoscono quello di cui ha bisogno l’Europa: più bombe atomiche. Arriveranno quelle più moderne, più potenti, più distruttive, siamo pronti per una vera guerra nucleare, e tutto questo per noi, per difendere la piccola Europa dal gigante russo che ci vuole occupare, ma che amiconi questi americani, che ci hanno occupati e colonizzati, e si preoccupano solo che i governi italiani giurino di essere filoatlantisti e devoti alla NATO, centrodestra, centrosinistra, poco conta per loro, siamo liberi come uccelli in una gabbia a stelle e strisce!
    Anche la Meloni ha capito che le armi, e la guerra, sono l’unica soluzione come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; il contrario di quello che dice la nostra Costituzione, ma lei che se ne fotte, tanto noi usiamo la Costituzione americana del 1787, in assenza di quella europea e in attesa che Mattarella ritrovi quella italiana.

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    • Mai nessuno che arriva col cervello a fare delle riflessioni che vanno oltre le solite pernacchie. Benvenuti nel mondo. Gli americani ci hanno occupati e colonizzati? E ci meravigliamo? Forse che noi siamo capaci di essere liberi da qualche potenza egemone? Per farlo devi essere tu stesso potenza, cosa che noi non siamo. Pensiamo a scialacquare i soldi in anticipi di pensioni o addirittura nei decenni scorsi a far andare la gente in pensione a 40 anni. Siamo indebitati fino al collo. E poi ci lamentiamo che siamo ostaggio degli americani? Preferiamo i cinesi forse? Quante stupidaggini. L’Europa ha delegato la propria difesa agli USA. E poi Bruno Fusco si accorge che non siamo liberi? Un bambino di due anni farebbe un ragionamento più sensato di questo

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  3. La cosa tragicomica – da piangerci e assieme da riderci a crepapelle – è che il nazionalismo del Fascismo storico, dittatoriale e autocratico ma apprezzato all’estero per la sua primaria vocazione anti-sovietica, colonialista e razzista come appunto tutte le grandi nazioni europee dell’epoca vocate ad un nazionalismo imperialista di tradizione almeno secolare.
    Ebbene quel nazionalismo fascista non era programmaticamente sottomesso ad alcuna nazione estera, semmai cercava l’affermazione del proprio crescente potere in patria dai legami protezionistici con la propria grande industria nazionale …

    Oggi il neofascismo, dopo aver giocato nell’opposizione parlamentare apertamente alla sovversione europea e, talora ambiguamente, anche a quella atlantica, adesso si mostra il più fedele cane da guardia del ‘democratico’ USA Biden!
    Ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate se, alla scadenza del mandato, il testimone presidenziale USA tornasse nelle mani del Trump Donald, repubblicano ma a suo modo di natura alquanto sovversiva?
    Il presidente Meloni che passa da una messa sull’attenti ad un’altra di opposta tendenza politica.

    Nel frattempo il felicemente democratizzato neofascismo odierno celebra il centenario della marcia su Roma del ‘loro’ Mussolini. Ma non è che magari il povero Benito dall’al di là stia gettando improperi all’aspirante emulo ‘Gnazio Benito (La Russa) che dall’al di qua con la sua intera congrega hanno già del tutto ceduto allo straniero la sovranità nazionale?

    Urgono interventi satirici del genio crozziano su un tema tutto da sviscerare …

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  4. Il pensiero si chiarisce a se stesso, dicevano, e difatti nel sistema macro politico di origine storica si tende sempre verso definizioni limiti che terminano con l’approvazione delle ipotesi e degli assunti o con la loro parziale o totale negazione, lasciando così aperta una critica discorsiva che porti, successivamente gli assunti alla conferma o parziale disco ferma delle iniziali ipotesi.
    Attraverso la falsificazione, che ritratta una giustificazione della negazione , si può procedere ancora per ipotesi, deduzioni e generalizzazioni ma se, gli assunti trovassero conferme non vi sarebbe alcuna necessità di porre o dedurre nuove configurazioni al vaglio del pensiero critico.
    Giusto o sbagliato che sia, ma l’assunto che il fascismo più spinto è quello di matrice antifascista sembra giunto ad una dimensione assertiva con l’ altrettanta comprensione della logica umana che ne fa da monade imperniata sull’ignoranza, la prevaricazione violenta o qualsiasi opposizione ad un arresto modulato da canoni civili, in quanto, quest’ultimi assenti in relazione all’iniziale monade dell’ignoranza; se all’ignoranza e alla protervia si aggiungono dosi di egoismo, piccinerie piccolo borghesi , avidità e cattiverie , potremmo essere quasi sicuri di aver delineato un quadro di un delinquente potenziale e delinquenza ordinaria, che il sistema politico racchiude nei suoi lembi elettorali e di cui si fa beffe proiettandosi come riesce sul ballatoio del Parlamento.

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    • La miseria dello storicismo è proprio questa, la definizione di un limite che ne decreta l’arresto e un orizzonte a chiudere mentre il processo storico in sé, non si potrà mai fermare a meno di estinguersi come specie ma anche estinguendosi, qualcos’altro continuerà a percorrere lo spazio tempo secondo velocità che appartengono a tale disciplina e a tali dimensionalità, plurime e discrete ad un tempo, in quanto non irriducibili oltre il singolo essere umano e nel politico sociale suo nucleo familiare, che rappresenta comunque una unità discrezionale di valutazione e peso.
      Definire scientemente (che significa con una coscienza predisposta in modo scientifico) che il fascismo e l’antifascismo coincidono non può avere conferma se non nella sua forma ridotta o discrezionale attraverso la definizione di caratteri epigenetici comuni, mentre in realtà, dal momento che siamo in dimensionalità storiche, ciò che vuole essere confermato sembrerebbe più un modus operandi , che infatti si attesta bene su base anche individuale.
      Quindi non si è dentro la storia con la S maiuscola ma in un suo sotto insieme. Il fascismo ha la sua origine da cui tende a ripartire così come l’antifascismo ed è questo, che rende il quadro nitido come vero al pensiero in quanto, per coloro che hanno vissuto da partigiani antifascisti e che sono ancora vivi, saranno portatori del loro antifascismo di ritorno che passerà anch’esso dalla sua origine, dando la piena sensazione di un bellicismo sempre più reale.
      Io sono pacifista, ma se qualcuno mi tira uno schiaffo o mi pesta i piedi o peggio , rispondo.

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      • Se mi censurate non scriverò più. E se questa è la vostra intenzione potevate dirlo prima che non volete farmi commentare. Si è in lizza e in odore di prescrizione , antifascismo o fascismo?

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