Regionali nel Lazio: il Movimento 5 Stelle correrà con un suo candidato

(Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale – la Repubblica) – Non è mai esistito davvero, se non nei vagheggiamenti elettorali degli ultimi due segretari del Pd e in qualche competizione a livello locale. Tuttavia, per assistere all’archiviazione definitiva di un sogno chiamato “campo largo” bisognerà attendere il voto nel Lazio […]. Le urne dovrebbero aprirsi a inizio febbraio, ossia entro 90 giorni dalle dimissioni formali che verranno rassegnate tra il 4 e il 5 novembre.

Una scadenza cruciale, in grado di indicare la rotta: se difatti le forze progressiste – Pd, M5S, Azione e Si-Verdi – non riusciranno come sembra a trovare un’intesa laddove fanno già maggioranza assieme, sarà poi pressoché impossibile raggiungerla in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia.

È quel che Zingaretti ribadirà la prossima settimana, nel brindisi d’addio agli uffici abitati per due mandati, unico fra i suoi predecessori ad aver centrato il bis: «Non sta a me entrare nella discussione sul futuro candidato alla presidenza – il messaggio del governatore uscente – però rivolgo un appello a tutti: non buttiamo a mare i dieci anni di lavoro comune che abbiamo alle spalle. Prevalgano lo spirito di confronto, l’unità e il dialogo». Pur sapendo che (quasi) nessuno dei leader invocati ha voglia di ricostruire il campo largo: un brand invecchiato prima ancora di nascere.

È Giuseppe Conte il più determinato a opporsi: il 25 settembre ha capito che il M5S può crescere specialmente a scapito del Pd, fiaccato da fortissime convulsioni precongressuali che il deludente risultato elettorale ha finito per amplificare. E intende approfittarne. Perciò sta respingendo le avances di Francesco Boccia (incaricato di condurre le trattative per il Nazareno), deciso a replicare lo schema delle Politiche: correre da solo per far perdere gli ex alleati, aggravarne lo stato di prostrazione e conquistare – magari alle Europee del 2024 – lo scettro di primo partito del centrosinistra. Sorpasso per la verità già adesso intravisto da alcuni sondaggisti.

[…] Prova ne sono i nomi dei papabili che i Cinquestelle stanno meditando di lanciare alla guida del Lazio: Ignazio Marino, l’ex sindaco di Roma “accoltellato” dai suoi stessi consiglieri nel 2015; oppure Stefano Fassina, fuoriuscito dal Pd in era renziana, approdato alla corte di Fratoianni e ora convertito alla causa grillina. «Una provocazione, è come se noi proponessimo di candidare Di Maio», masticano amaro in casa dem. Unica alternativa domestica, se le altre due dovessero rivelarsi impraticabili: il capogruppo 5S alla Camera Francesco Silvestri.

Uno strappo studiato a tavolino da Conte (anche) per liberarsi della vecchia guardia – le assessore Roberta Lombardi e Valentina Corrado, che tifano per l’alleanza col Pd in quanto, non più candidabili per il limite dei due mandati, aspirerebbero a tornare in giunta in caso di vittoria -, far posto ai fedelissimi e completare il disegno egemonico sia sul Movimento, sia sul fronte progressista. Sebbene non vadano affatto sottovalutate le mosse di Goffredo Bettini, il cui ultimo saggio ( A sinistra, da capo pubblicato da Paper First, la casa editrice del Fatto quotidiano ) verrà presentato l’11 novembre proprio da Conte insieme ad Andrea Orlando: l’idea dell’ex braccio destro di Veltroni è creare una convergenza con il M5S su Enrico Gasbarra, già vicesindaco di Roma, deputato ed europarlamentare, ora tornato al suo vecchio mestiere. […]

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25 replies

  1. un suo nome sarebbe un ex del pd come Marino,Fassina o Gasbarra?saranno le solite fesserie di repubblica,almeno lo spero,come spero che Conte la finisca di ascoltare un vecchio dirigente del pd romano come Bettini

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  2. “Non buttiamo a mare i dieci anni di lavoro comune che abbiamo alle spalle”, certo, certo, come no. Con la Raggi in tema di rifiuti dalle sue parti si è visto solo ostruzionismo, e dei piú biechi.

    Non che ai romani freghi molto: è una cittá ormai fottuta, anche e soprattutto grazie a loro.

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  3. Chiaro intento, in ogni riga, di dipingere Conte come assatanato di voti e non come chi, dopo essersi visto respingere con quella esatta motivazione camuffata da draghicidio, si comporta, giustamente, di conseguenza.
    È quindi Conte che ha avuto la volontà di spianare il campo largo? Ricordavo altro.
    Anche a Repubblica ricordano bene, perciò si applicano tanto a MISTIFICARE.
    Squallore assoluto.

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    • È quindi Conte che ha avuto la volontà di spianare il campo largo?
      Ricordavo altro. ⤵️
      Ricordi esattamente la pura verità…
      A Repubblica stampano notizie per confondere e tanto per riempire pagine pur di vendere 👍🏼👏🏼👏🏼 Seguono gli ordini impartiti dai “ padroni” ….

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  4. Proprio ora il TG Bettini si fa traghettatore del PD e M5s per un candidato comune…. evvai si ricomincia con le falsità!

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  5. Vade retro PD.
    Conte non si faccia ammaliare nuovamente da improbabili sirene piddine. Il ciclico ritorno degli ex-qualcosa che abbracciano il M5S và tenuto a bada e ignorato. Il M5S si distingua dalla politica nei salotti, dalla politica dei Bettini e degli altri mediatori interessati.
    Il PD è ormai un partito da 7%, il rimanente 10% è tutto per il M5S !

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  6. Parafrasando il motto latino “Dum Romae consulitur,PD expugnatur.”Mentre a Roma si delibera, Il Pd viene espugnato…Da chi ?ma dal M5s e dal suo leader Conte. Ha voglia “Re..sPubblica” finanziato con i miliardi dal decreto sull’editoria e gestito da banche e gruppi editoriali privati( Gedi docet) di tentare di infilare quinte colonne nel M5S.Ogni suo articolo su Conte è come un cavallo di troia .per questo bisogna sempre ricordare cio che disse Laooconte i” timeo danaos et dona ferentes” riguardo il regalo del cavallo di legno alla citta di Troia sino ad allora inespugnata. Ecco i nomi di Re ..sPubblica” sono cavalli di troia.. per non dire di peggio

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  7. leggo di gente che sarebbe del m5s, contenta di un possibile candidato che viene dal pd o dalla sinistra come Marino e Fassina,siamo sicuri questi che scrivono siano del m5s o sono elettori di sel o leu che hanno perso la testa per Conte ?

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  8. Fassina si, Marino no è un incapace, Gasbarra col cavolo
    Significherebbe che il Movimento di nuovo si allea col PD e accetta un LORO candidato.
    Conte mi sembra deciso ha mantenere la barra dritta, per fortuna

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  9. Fassina lo accetterei volentieri, l’unico che ha fatto una sorta di autocritica e ha visto da dentro lo schifo che può fare il pd

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  10. Fassina neanche per il casso, se le regole valgono per tutti ha fatto ben più di due mandati, allora tanto vale ricandidare la Raggi.
    Se vuole aiutare, in maniera disinteressata, lo faccia da fuori.

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    • Tutto l’articolo ruota intorno a nomi, strategie elettorali, fregature passate e/o presenti. Non una parola sul programma, su progetti. Esempi a caso: difesa del patrimonio culturale materiale e immateriale, immondizia, no inceneritore, cinghiali e gabbiani, trasporti locali e regionali, incentivi e difesa dell’agroalimentare laziale etc.ra etc ra. Chissene… della sinistra e della più sinistra vorrei vedere almeno affrontati, se non risolti, i problemi e fuori traditori, bugiardi, pentiti e vecchi arnesi.

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  11. Fassina, legato ai fratelli Zingaretti è perfetto per tenere Montalbano Zingaretti e Montalbano zingaro fino a quando non diverrà da lince cannibale a gattopardo canuto in giacca e cravatta, dentro le sue magnifiche ville e dentro quella stanza, la stanza della reggia che passa di mano in mano come una maschera africana che se si sveglia finirà per ingoiarli; il potere del nero , fortissimo e vitale nei negri, che hanno i loro sciamani chiari e scuri, pur essendo tutti carbone!

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