Il Cavaliere, la morte e il diavolo

(Marcello Veneziani) – C’è qualcosa di peggio delle sparate a ruota libera di Silvio Berlusconi: gli squallidi tentativi di specularvi per azzoppare in partenza il governo. I giornalisti che pubblicano pizzini e video rubati fanno il loro mestiere; ma chi vi imbastisce sopra un caso politico è uno sciacallo che vuole approfittare della salute malferma del Cavaliere per far nascere il governo con gravi menomazioni.

Nessuna persona di senno può infatti sostenere che le gag di Berlusconi rispondano a una linea politica o produrranno qualche influenza sul governo Meloni e sulla politica estera italiana. Nessuno può sinceramente pensare che Antonio Tajani, ministro degli esteri in pectore o la stessa Forza Italia, pur nella devozione totale al Capo e nel complesso di gratitudine che nutre, possa davvero cambiare linea e virare secondo le indicazioni del Monarca alterato. Se si crede che Berlusconi con quelle dichiarazioni sposti l’asse del governo in direzione filorussa si sbaglia di grosso o è in malafede: frasi come le sue hanno di fatto costretto tutti, da Meloni a Tajani, ad appiattirsi ulteriormente sulle posizioni Nato e filoatlantiche e farsi sempre più proni alla linea dell’Unione europea. Bel risultato…

Da giorni Berlusconi spara parole con l’intento di riprendersi l’attenzione sovrana dei media, e non escludo che il primo infiltrato dei media per seminare scompiglio sia lui stesso. I suoi pizzini erano messaggi facilmente “taggabili” e i suoi sproloqui non erano tra intimi ma assembleari. Poi tra le cose che spara, nel suo varietà, può dire magari anche alcuni spezzoni di verità indicibili, sotto la Cappa.

Perché lo fa? Il primo livello di risposta è che si è incapricciato su alcune pretese che riguardano strettamente i suoi fatti personali, e non ottenendo risultati spara all’impazzata. Si vendica per la Ronzulli, batte i piedi per la Giustizia, pretende altri ministeri; e non ottenendoli cosparge di mine la strada della Meloni. Peraltro la Meloni ha sventato finora il fascinismo, pericolo ben più vivo del fascismo, ovvero la deriva personale della politica (trae nome dall’on.Marta Fascina).

Il secondo livello di spiegazione a me pare fuorviante: dicono che non sopporti, in virtù di un insopprimibile maschilismo paternalista, che una ragazza stia sopra di lui. Ma no, se è per questo faceva il pierino anche quando Salvini era, in virtù dei consensi, il leader della coalizione: ricorderete le dichiarazioni all’uscita dalle consultazioni, con Berlusconi nel ruolo di Paolini, che faceva il disturbatore, spostando su di sé l’attenzione, facendo i numeri con le dita.

Il terzo livello, a cui tendono a credere anche gli stessi alleati e la stessa Meloni, è che Berlusconi non accetti di passare la corona a un’altra persona, diventare un socio e non il Re del governo. E dunque rende difficile la vita alla Meloni, andando a ruota libera. Alterna aperture a pretese, gesti rappacificatori a dichiarazioni intemerate. Ma credo che non rispondano più a una strategia, semmai rimandano ai diversi afflussi di sangue al cervello.

Dunque, si, c’è la rivalsa verso un governo e una coalizione non guidati da lui, c’è l’egocentrismo malato di riportare su di sé le attenzioni, un po’ come Longanesi disse di Malaparte (“Ai matrimoni vuol far la sposa, ai funerali il morto”), pur di essere sempre al centro dell’attenzione.

Ma c’è soprattutto uno stato mentale che perde lucidità e che per questo merita umano rispetto. Lo dice uno che non risparmia aspri giudizi su Berlusconi, e che ha deprecato la sua pessima uscita sull’elezione di La Russa. Ma quando si supera una certa soglia, bisogna sospendere i giudizi, non attaccare ma capire la situazione, avere rispetto per le sue condizioni e togliere il sonoro, il video e ogni effetto alle sue dichiarazioni. Perché non sono più un caso politico, semmai un caso umano, rientrano nella patologia.

I primi a farlo dovrebbero essere i suoi stessi devoti fedeli di Forza Italia, e i suoi famigliari, con tutto l’amore che hanno, per salvare un grande personaggio da un finale così imbarazzante e mortificante per lui.

Poi, a chi chiede una chiave di lettura più profonda, al di là di ogni possibile alterazione mentale, dirò che Berlusconi ha un pessimo rapporto con la vecchiaia e con la morte. Non le accetta, le respinge, allestisce tutti gli alibi e gli attrezzi per aggirarle, per non vedere la realtà, per fingere con ogni mezzo salute, virilità e giovinezza. Anni fa, sull’onda degli scandali sessuali che lo stavano travolgendo e di lì a poco lo portarono fuori dal governo, gli proposi un’intervista sul lato umano, per spiegare che quando la vecchiaia morde e i guai incalzano, è comprensibile cercare evasioni e ripari; erano cadute, se ne rendeva conto, ma nascevano da quella voglia di lasciarsi alle spalle malattie e vecchiaia che già in sé è una malattia (senectus ipsa est morbus diceva Terenzio). Berlusconi rifiutò quel tipo d’intervista, anche autocritica, e chiese le solite menate laudatorie; allora non lo intervistai. Credo che se la sia presa. Ma io volevo toccare il lato umano che lo spingeva in quella furiosa ansia di mostrarsi vitale, festoso e virile, con ogni artificio ed espediente. Nel suo tramonto politico vede un annuncio di morte; perciò lo aborre e fa il pazzo.

Il Cavaliere, la morte e il diavolo è un famoso dipinto di Albrecht Durer e un denso libretto di Jean Cau. Il Cavaliere a un certo punto è stato pronto a vendere l’anima al diavolo (non solo nel senso del Milan), per avere il corpo giovane e gagliardo e sottrarsi alla pulsione di morte. La stessa accumulazione di ricchezza spesso nasce per immunizzarsi dalla morte. C’è una pagina dell’ultimo libro di Byung-Chul-Han, Perché non è possibile una rivoluzione, che sottolinea quel legame: “persiste la credenza arcaica che il patrimonio accumulato scacci la morte”. Ma è un’illusione: siamo mortali, Cavaliere. Tutti, come ci ricorda a’livella di Totò; colpisce ricchi e poveri (ha visto il povero Franco Gatti?). Si metta l’animo in pace.

La Verità

11 replies

  1. Egregio Dottore, qualche giorno, in occasione dell’elezione del sen. La Russa, fa avevo criticato sue queste pagine il Suo, a me così parve, calcio dell’asino; oggi apprezzo il Suo articolo pieno di argomentazioni argute e, ovviamente, ottimamente espresse.
    In sintesi mi trovo d’accordo su forma e contenuto. Di questi tempi non è poco.
    Cordialità.

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  2. Mi sbaglio.Marcellino o le sparate di B sono state applaudite coralline dai suoi parlamentari?-Per il resto buone argomentazioni sul declino il tramonto la morte incombente…….ma quando lo incentivate perché virile autorevole vitale etc. etc. etc non vi interessavano le prescrizioni ottenute producendo le leggi per sé stesso,la gigantesca evasione fiscale per cui è stato condannato (260 milioni ridotti a 7 per leggi pro domo sua. E quando parlate di Borsellino e vi dimenticate lo stalliere Mangano non vi vergognate?

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  3. Ma un bel calcio nel sedere da parte degli “alleati dei suoi media” ,no?
    Quando sparava su tik tok caxxate tipo quella sul pnrr conquistato da lui era lo stesso, solo che faceva e fa comodo la sua potenza mediatica. Niente alibi ,fa tutto scientemente, e ora se lo tengono con pro e contro i coerenti.

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  4. Troppa filosofia.
    Abbiamo ben visto che il governo sarà più leale del re.
    Tutta la verve è già sparita, la ” Garbatella” è lontana, attende gli ordini da brava scolaretta e starà ben attenta a non tracimare in alcun modo.
    Si sfogheranno un po’ con la “famiglia”, per il resto( guerra, armi, atlantismo, vaccini…) tutto come prima. Purtroppo.

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    • Troppa filosofia
      Lasciamo a Carolina la cultura: non sapevo che il re fosse leale,conoscevo “dell’essere più realista del re”. Ma la prof Carolina inventa anche nuove espressioni della lingua italiana.
      Inchiniamoci a tale sapienza

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      • Gentile SM, preferisco “lealista” ( Da Wiki: “persona che mantiene la lealtà ad un governo, partito politico oppure regno… ecc… Il termine può essere intercambiabile con realista, cioè chi mantiene fedeltà ad una monarchia… ecc…”) a “realista” perchè nel primo caso non occorre disambiguare come succede con “realista” , cioè chi pensa, giudica e reagisce con concretezza.
        Veda un po’ lei e scelga quello che preferisce, magari pensandoci un po’ su…
        L’ attacco per l’ attacco su delle sciocchezze non porta mai bene, oltre ad essere piuttosto… incomprensibile… ed inutile…

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      • Ma lei ha scritto leale non lealista:
        Aveva Luca Giurato come compagno di banco a scuola?

        D’altronde non c’è due senza cinque,
        Il riso abbonda sulla bocca delle persone sensibili e simpatiche,
        Meglio un uovo oggi che una Carbonara domani,
        chi va piano va sano e con i capelli tagliati,
        rosso di sera bel mento si spera,
        Chi la fa non l’aspetti ma gli vada incontro.
        Un bel tacere non fu mai dipinto

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  5. Conviene forse aspettare e purtroppo cercare valore solo in sprazzi di positiva verità piuttosto che in ipotetiche e compiute strategie politiche.
    Si tratta di politicanterie pur sempre e cioè solo di tattiche mutevoli e variabilissime.

    Mentre le strategie a favore dei propri popoli, quelle degli statisti, sono difficili da riconoscere o anche da solo immaginare fino al loro compiuto esito.
    Perciò questo si interseca anche con l’estrema difficoltà di un suo valido riconoscersi …

    Era forse uno statista il Mussolini della potenza italiana al momento vincente sul piano internazionale? La Storia, trovandolo perdente e anche noralmente, o risponde totalmente in negativo oppure cerca di distinguere i vari aspetti di un regime statuale durato vent’anni.

    Ma senza sovrapporvi manichei ideologismi: la Storia la fanno pur sempre i Popoli trascinati dalle oligarchie economiche dominanti. Questo vale ancor più per il trentennale ‘dittatore’ Putin che per i suoi probabilmente a maggioranza è già e forse rimarrà statista finché i partigiani russi filo-USA non lo appenderanno a testa in giù nella Piazza Rossa.

    Con l’analoga umiliazione dimostrativa dei Gheddafi e dei Saddam… Dimostrativa a favore di chi? Dei vincitori, no?

    Il punto di forza dell’occidentale potenza mondiale leader è il non avere grandi possibilità di far emergere grandi statisti per i molteplici bilanciamenti e vincoli di potere.
    E laddove si impone l’invadenza dell’uomo forte al potere, invadenza di governo e non puramente simbolica di rappresentanza, questo accade perché l’autocrate, reale o presunto, ha più o meno sottomesso le oligarchie economiche al potere politico e militare.
    Dove c’è carenza di statismo comandano innanzitutto le oligarchie economico-finanziarie coi loro interessi perfino conflittuali – negli USA legittimati in nome del business sfrenato e privo di morale che non sia la propria: “arricchitevi e soprattutto lasciate arricchire i più ricchi!”
    Un’etica dell’affarismo che teoricamente accomuna l’intera piramide sociale dall’alto verso il basso.
    Qui però bisogna scoprire seriamente cosa ne pensano le fasce più basse, loro casualmente le più emarginate ….

    Quali sono allora gli Statisti USA e presuntamente occidentali a loro rimorchio? Ovvio, le personalità più rappresentative di quelle oligarchie economico-finanziarie! Magari al loro interno di vertice decisorio un tantino concorrenziale e alternato nelle scelte. Proprio come nelle asimmetrie degli inciuci politici!

    Falcone affermava:
    “Seguite i soldi e troverete la mafia.” Aggiungerei: “la mafia SPECIFICA”.
    Ora dovremmo aggiornare sul piano geopolitico:
    “:Seguite i soldi e troverete le specifiche oligarchie.”
    Oligarchie o Mafie? Sempre più difficile la distinzione, anche per le loro varie interazioni e integrazioni. Però fatte le debite distinzioni …

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  6. Una delle domande fondamentali è: quanto è malata la gente che vota un vecchio malato che nella sua vita non s’è mai dimostrato saggio?

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