Università, la rivolta degli studenti: “Aule troppo piene, ridateci la Dad”

Mancano le aule e gli spazi per gli studenti universitari. Alcuni propongono il ritorno alla Dad, altri alla didattica mista.

(Virginia Cataldi – tag43.it) – All’Università gli studenti insorgono in rivolta: «Aule troppo piene, ridateci la Dad». Le denunce arrivano da quasi tutti gli atenei italiani più importanti: Milano, Roma, Verona, Napoli, Lecce, Bari, Perugia. Tra il caro affitti e i posti letto che non si trovano, i fuori sede vedono compromesso nuovamente il loro diritto allo studio. 

Gli studenti universitari: «vogliamo la Dad»

«Dateci spazi per studiare, nulla è stato fatto nei due anni di pandemia. E non si utilizzi la Dad per ovviare al problema»reclamano Udu e Link, come riporta la Repubblica. Altri propongono un ritorno alla didattica mista, come a L’Aquila, dove gli studenti hanno già raccolto oltre 300 firme per «chiedere il ripristino della didattica a distanza. O in alternativa lezioni registrate», anche per le studentesse madri. Anche a Bologna fioccano le petizioni, a difesa del diritto allo studio di chi lavora, ha figli o è caregiver in famiglia. A Pisa, dicono gli universitari: «Vincere questa battaglia significa garantire un futuro a tutti, soprattutto a chi non ha i mezzi o il modo di vivere al di fuori della propria città».

Mancano le aule e gli spazi per gli studenti universitari. Alcuni propongono il ritorno alla Dad, altri alla didattica mista.

Il gruppo più folto che sostiene l’opzione della didattica integrata è nato a Torino. Qui, i quasi 14mila iscritti, precisano che «non siamo pigri, la normalità era il problema. Chiederemo che la Dad venga mantenuta come integrazione per tutti gli studenti che, per un motivo o per un altro, non possono essere in aula per lezioni ed esami».

Il problema degli spazi

Mancano aule e spazi capienti in tutte le Università italiane. A Napoli, nonostante l’inaugurazione di una nuova sede a Scampia, il centro storico scoppia. «Un problema strutturale, in questi due anni è stata persa l’occasione di investire per permettere un ritorno in strutture adeguate. E il problema si risolve solo perché gli studenti si scoraggiano a frequentare: così non va. L’università è un momento di crescita che avviene attraversando luoghi fisici, attraverso incontri», osserva Cristina Trey, voce di Link Napoli.

Mancano le aule e gli spazi per gli studenti universitari. Alcuni propongono il ritorno alla Dad, altri alla didattica mista.

A fronte dell’emergenza aule l’Alma Mater ha rivisto l’organizzazione degli spazi. «È giusto chiedere una didattica in presenza sostenibile», spiega il prorettore agli studenti Federico Condello. «Chi vuole la Dad ha usato il sovraffollamento delle aule come argomento, ma la richiesta più forte degli studenti è: non rimandateci a casa. Passata l’emergenza, non mantenere la Dad significa fare una scelta precisa sull’identità dell’università pubblica».