Di Battista: “Io troppo ostinato e contrario? Devo tenere l’asticella alta. Così quando mi candiderò sarò più credibile”

(ilfattoquotidiano.it) – Durante la terza giornata della festa del Fatto Quotidiano Alessandro Di Battista è salito sul palco assieme a Barbara Spinelli e Moni Ovadia per rispondere alle domande di Marco Lillo sul libro Ostinati e Contrari (Paper First). Sollecitato sull’opportunità di essere troppo ostinato e contrario, al punto da deludere le aspettative delle persone che ripongono fiducia in lui come politico, Di Battista ha risposto con un elenco concreto degli episodi che lo hanno portato a scegliere di non cedere: “Andiamo sul concreto – ha detto -, governo con il Pd: io non ero d’accordo, avevo molte perplessità. Luigi (Di Maio, ndr) mi dice: stavolta non puoi non esserci, entra a far parte del consiglio dei ministri… io di ‘dico va bene’, sebbene avessi delle perplessità cedevo un po’ in coerenza… quando Patuanelli mi ha chiamato per dirmi che se fossi entrato io entrava anche la Boschi non potevo dire di si”.

Poi il racconto del secondo episodio: “Governo Draghi, i vertici del Movimento mi chiamano e mi propongono di fare il ministro dell’Ambiente al posto di Costa… io ho chiamato e ho detto che non avrei accettato. Ma come potevo? Io avevo detto che con Renzi non avrei preso nemmeno un caffè… come avrei potuto sedermi accanto a un ministro renziano, questo non è compromesso, è sputtanamento per me”.

E poi L’ultimo episodio, in vista delle prossime elezioni: “L’ultima volta adesso, io stavo in Manciuria, io Conte lo ho chiamato e ci siamo parlati di questioni politiche anche per avere delle garanzie… certo, quando Conte dice che gli interessi americani ed europei non coincidono, lì per me è convincente… sul tema del Pd, un partito che ti candida Di Maio fa un atto ostile, quindi mi auguro che il M5s con il Pd neanche un caffè si prenderà in futuro… qualora questo dovesse succedere io avrò delle valutazioni in più da fare. Però io non potevo, posto che non mi è stato chiesto di candidarmi, io in quel momento devo per forza tenere l’asticella alta, proprio perché l’ho tenuta alta per anni. E devo continuare a farlo proprio perché un giorno – e arriverà quel giorno – quando io dirò oggi ci sono le condizioni per candidarmi tutti sapranno che non lo starò facendo per convenienza personale ma perché ne sarò convinto e forse così si sarà più credibili per portare avanti un progetto politico e quel momento arriverà”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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23 replies

  1. Avrei desiderato il movimento con Alessandro… Assieme a Conte sarebbe stato ancor più forte.. ma la coerenza è la coerenza ed è giusto che sia così..

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  3. Di Battista non ha ancora capito che si può fare anche il proprio lavoro nelle istituzioni senza prendere caffè insieme a gente che non stima?
    Se aspetta di entrarci (nei posticci comando) senza che ci sia nessuno di quei ceffi, gli verrà la barba bianca e bastone per camminare.
    Sveglia ragazzo che sei grande adesso…

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    • Il ragazzo non ha voglia di bruciarsi il suo secondo mandato, cui per coerenza ha deciso di tener fede.
      D’altra parte il giusto consenso non si può costruire in due mesi, ma in almeno in una legislatura, e tanto più sarà disastrosa, come quella che incombe, tanto più alti saranno.
      Dati gli avversari poi, potrà tranquillamente vivere del proprio lavoro per i prossimi cinque anni e oltre, prima di tornare operativo sugli scranni.

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    • Gsi,
      a me quella foto di RImini dove prendono tutti allegramente il caffè ha fatto orrore.
      Cos’è tutta una sceneggiata?

      Se non si schifano davvero, così da andare al bar insieme, beh c’è un grosso problema.

      P.s.
      Ti ricordi quando Di maio non voleva stringere la mano al banana? Così dovrebbe essere.

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      • Eh, cara Paola,
        Ti dirò che per me un caffè preso insieme agli avversari politici, di per sé stesso e in occasioni di lavoro istituzionale e , quindi, alla luce del sole,, non rappresenterebbe un gran problema se non a livello… Visivo.
        Perchè questo dipende soprattutto dagli occhi di chi ti guarda.

        Il problema vero sorge quando quel caffè diventa la chiave per vendersi l’anima.
        Ma questo è capitato anche al povero e apparentemente irreprensibile Di Maio che non voleva stringere mani o bere caffè con nessuno… Prima di mettersi, poi, a stringerle a raffica a tutti quanti, pur di non rinunciare al suo piccolo potere personale.

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      • Caro Gsi, ma io non voglio che lo prendano né alla luce del sole né col favore delle tenebre (cit.).
        Voglio che si schifino sul serio.

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      • Eh, caro siluano, spacciarsi per onesto senza capire che bisogna anche sembrarlo, costituisce un grosso problema invece…

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    • Il detto “keep your friends close and your enemies closer” evidentemente Dibba non lo conosce.

      Mi pare non conosca neanche le regole basilari della politica e delle negoziazioni in generale: il caffè esclusivamente coi compagni di merende cui prodest?

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  4. Io vorrei fare una domanda da a Di Battista che stimo molto ma su una cosa non mi convince.Quando dice che
    non era d’accordo al governo col pd mi deve spiegare perché fu d’accordo al governo con la Lega.Qualcuno può rispondermi?

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  5. DEFINIZIONE DI EFFETTO DUNNING KRUGER
    Effetto Dunning Kruger L’Effetto dunning kruger è una distorsione cognitiva che porta gli individui a sopravvalutare le proprie abilità o le proprie conoscenze relativamente a un argomento o a un ambito specifico, auto-considerandosi esperti o particolarmente dotati in settori in cui, in realtà, sono soltanto moderatamente o persino poco competenti.

    COS’È L’EFFETTO DUNNING-KRUGER?
    L’effetto in questione prende il nome dagli psicologici sociali Justin Kruger e David Dunning. Nel 1999 essi, allora ricercatori all’Università di Cornell, hanno pubblicato uno studio in cui approfondivano il fenomeno cognitivo che portava individui inesperti in un dato ambito sociale o intellettuale a credere di essere particolarmente competenti o dotati in quel campo. Inoltre, gli autori hanno studiato «in che modo la difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza» li portasse a fare delle auto-valutazioni “gonfiate” e molto superiori alle loro reali conoscenze o abilità.

    Infatti, «le persone incompetenti […] non solo giungono a delle conclusioni sbagliate e compiono delle scelte sfortunate, ma la loro incompetenza li priva [anche] dell’abilità di rendersene conto», sostengono gli autori nell’articolo “Unskilled and unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments“.

    Il neurologo Steven Novella, autore del libro “The Skeptics’ Guide to the Universe“, ha dedicato un intero capitolo al tema e in un articolo pubblicato sul blog The Ness egli ha fatto alcune considerazioni importanti sul fenomeno in questione. Innanzitutto, il neurologo sottolinea che l’effetto Dunning Kruger si applica «non soltanto a “persone incompetenti” ma a tutte le persone, relativamente a qualsiasi ambito di conoscenza». La distorsione cognitiva in questione si può verificare dunque non soltanto a livello di “incompetenza” ma anche nei casi in cui un individuo con competenze nella media o leggermente al di sopra di essa sopravvaluti le proprie capacità.

    Nel loro articolo, Dunning e Kruger fanno riferimento al «deficit nelle abilità metacognitive» che potrebbe contribuire a spiegare la tendenza a produrre delle autovalutazioni “gonfiate“. In altre parole, gli individui possono non essere consapevoli della propria bassa esperienza in un dato ambito perché non hanno una grado di conoscenza sufficientemente rilevante per valutare le proprie abilità in maniera accurata. Questo perché, come sostengono gli autori, le «abilità che generano competenza in un dato campo sono spesso le stesse abilità richieste per poter valutare [in maniera accurata] la [propria] competenza [e quella altrui] nello stesso ambito».

    In effetti, come si evince dall’articolo pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, Dunning e Kruger hanno condotto quattro studi nei quali chiedevano ai partecipanti di autovalutare le proprie competenze in tre campi: umorismo, grammatica e logica; essi successivamente dovevano eseguire dei compiti per valutare le reali abilità in ciascuno dei tre ambiti. Dai quattro studi condotti è emerso che i partecipanti con punteggi più bassi tendevano a sopravvalutare molto le loro abilità nelle differenti aree. Seguendo la stessa logica, persone che avevano rivelato un maggior livello di competenza in un campo tendevano a sottovalutare le relative abilità. inoltre, conoscendo meglio una determinata materia, gli individui diventavano anche più consapevoli della mole di conoscenze e del livello di approfondimento a cui si può giungere in un dato campo. A tal proposito, in un articolo pubblicato nel 2011 (“The Dunning–Kruger Effect: On Being Ignorant of One’s Own Ignorance“), Dunning ha utilizzato il termine “meta-ignoranza” per riferirsi ai casi in cui un individuo non è consapevole della propria ignoranza, presentando l’effetto Dunning Kruger come evidenza empirica di questo concetto.

    In un ambito specifico, qualsiasi persona può, nel corso della vita, essere condizionata da questa forma di distorsione cognitiva, in misura maggiore o minore. La “buona notizia” è che, come emerge dai test condotti da Kruger e Dunning, quando migliorano le abilità e quando aumentano le skill metacognitive, dovrebbe aumentare anche la capacità di riconoscere i propri limiti.

    In un articolo pubblicato ad agosto 2018, Motta, Callaghan e Sylvester spiegano come quest’effetto possa avere un impatto rilevante sul giudizio degli individui in svariati ambiti e, nello specifico, in quello della salute. Nello studio, gli autori hanno dimostrato come persone che sostenevano idee no-vax fossero più propense a credere di saperne quanto esperti o medici, mentre in realtà il loro grado di conoscenza era estremamente ridotto.

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    • Gionni, a suo tempo ho esposto, come te, l’argomento e tuttora vi accenno, se ci sono chiari segni, chiamandolo per brevità effetto DK.
      Repetita iuvant.👍🏻

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  6. Grazie Gionni, sono affascinato da questo effetto da quando ne seppi nel blog dell’Espresso Verba Woland (2014).
    In otto anni è la prima volta che lo trovo citato da qualche parte…mentre dovrebbe essere obbligatorio spiegarlo nelle scuole…
    Ritengo che la Cartabia sia fortemente soggetta a D-K. E ne pagheremo tutti un conto amarissimo, inclusi i commemtatori prezzolati di dx e sx che intervengono su questo blog.

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  7. Da un po di tempo mi chiedo:

    ma, il Dibba, ha sempre lui da insegnare qualcosa agli altri ?

    Ha mai lontanamente pensato di dover imparare lui qualcosa dagli altri ?

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