Stefano Feltri: “Ogni questione morale è stata cancellata dalla campagna elettorale”

(Stefano Feltri – editorialedomani.it) – È diventato tutto normale. Lo certificano l’indifferenza e il silenzio che hanno accolto l’inchiesta di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian sulle attività di Matteo Renzi che, da senatore in carica e in campagna elettorale, continua a collaborare con il principe saudita Mohammed bin Salman.

La visita di bin Salman in Grecia, il 26 luglio, era nota, ma la presenza di Renzi no. Il leader di Italia viva, che pure informa spesso i suoi follower di viaggi, incontri ed eventi, non ha ritenuto di darne notizia, segno che lui stesso ci vedeva qualche profilo di criticità.

Ma dopo che Domani ha rivelato, oltre un anno fa, le connessioni saudite, Renzi ha continuato a lavorare come se niente fosse per bin Salman.

Si muove su un confine sottile: la legge glielo consente, come ha riconosciuto anche il suo compagno di coalizione Carlo Calenda, che disapprova ma in nome del quieto vivere non condanna. Visto che non è illegale, allora va bene così.

LA PRIMA PIETRA

In altre fasi della politica italiana era lecito e perfino auspicato che i candidati venissero valutati anche con metri diversi dal casellario giudiziale.

Non tutti gli indagati sono moralmente indegni di sedere nel parlamento (vedi Marco Cappato con la sua disobbedienza civile) e non tutti gli incensurati o assolti sono meritevoli.

Il problema è sempre quello della prima pietra. Nessuno la scaglia perché sa che gli altri hanno le tasche pieni di sassi con cui rispondere: il Pd candida indagati, ex ministri responsabili dei regali alle autostrade dei Benetton, ha in coalizione Bruno Tabacci che ha rinunciato alle deleghe sull’aerospazio perché la principale azienda dell’aerospazio (Leonardo) aveva appena assunto suo figlio e così via.

IL “NUOVO” CHE AVANZA

Il nuovo che avanza, cioè Giorgia Meloni, certo non osa porre questioni morali: l’indagine che a luglio ha coinvolto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia ed ex portavoce di Meloni, Nicola Procaccini, è solo l’ultima di una lista infinita di scandali all’interno del partito che molti italiani voteranno perché “nuovo” e “diverso”.

Il fatto poi che quel partito sia rappresentato in televisione da un lobbista privo di incarichi di partito, Guido Crosetto, offre altri indizi sulla scarsa sensibilità ai conflitti di interessi. Così come la candidatura dell’eterno Giulio Tremonti, che con il suo studio lavora con Cassa depositi e prestiti e mille altre aziende che saranno influenzate dall’attività del parlamento e dal possibile governo di centrodestra.

Una volta c’erano i Cinque stelle a gridare “onestà, onestà”, ma ora sono guidati da Giuseppe Conte che, da premier in carica, continuava a incassare parcelle dagli incarichi precedenti e cercava di vincere concorsi universitari. Per non parlare del suo ex socio, Luca Di Donna, indagato per traffico di influenze illecite.

Nessun reato o scorrettezza da parte di Conte, intendiamoci, ma neppure lui ha interesse a denunciare malcostume e cinismo imprenditoriale come quelli di Renzi.

Sul fronte leghista figuriamoci: i commercialisti del partito di Matteo Salvini condannati per le operazioni sui fondi della Lega, il tesoriere condannato per finanziamento illecito, il leader che si incontra di nascosto con i diplomatici russi, mentre i suoi collaboratori sono al centro di una indagine per la famosa, possibile, tangente, poi sfumata, discussa all’hotel Metropol di Mosca nel 2018.

Forse per la prima volta dal parlamento pre Mani pulite, ogni questione morale è stata cancellata dalla campagna elettorale, tutti i partiti competono in un’arena dove il cinismo è codificato nelle regole della gara. Nessuno osa più metterle in discussione.

E questo, è lecito pensare, contribuisce a spiegare l’astensionismo che cresce.

13 replies

  1. Eh no amico mio, la questione morale contribuite a cancellarla dalla scena voi giornalisti quando non date spazio e risalto al fatto che i 5 stelle candidaino Scarpinato e De Raho, e trattate Berlusconi soltanto come un pagliaccio e non più come un pregiudicato.
    E potrei fare altri 100 esempi.
    58°al mondo nella classifica per la libertà di stampa.
    Che disgusto🤮

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    • Vero. E poi la legge spazzacorrotti chi l’ ha fatta forse quel verme di padre che si ritrova? E che appoggia la legge-vergogna della ciellina cartabia? ……..vai vagare Feltri!!

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  2. La questione morale l’avete cancellata per primi voi giornalisti che siete stati schierati contro chi chiedeva onestà nei comportamenti erici e politici. Ancora adesso mettete sullo stesso piano il passato professionale di Conte con gli intrallazzi dei decani della politica. Feltri, il primo a farsi un esame di coscienza sei tu insieme a tutti i tuoi colleghi, correi di aver pompato ed osannsto politici in conflitto d’interessi e pregiudicati in odore di mafia, con la finta scusa del garantismo contro i giornalisti manettari … Ecco, Mattia Feltri e il suo giornale fanno il paio con Il Riformista…Vergonatevi!

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  3. Per S. Feltri “Tutti uguali” infatti nun c’è l’ha fatta a tener fuori Conte/M5S. Che poi tutti uguali (o quasi) dovrebbe riferirli ai “giornaloni mistificatori con tanta disonestà intellettuale”, attenti soltanto a compiacere i loro padroni.

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  4. Quanta disonestà intellettuale. Parla lui, Stefano Feltri, che avendo partecipato alla riunione Bilderberg, da bravo maggiordomo delle élite, tiene la bocca cucita su quanto è venuto a conoscenza come fa pure Lilly Gruber due esemplari del peggior giornalismo nostrano.
    Sempre più in basso tanto che ora si trova a dover scavare…

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  5. Incredibile che Stefanuccio Feltri tenga fuori dalla lista dei “cattivi” i berlusconiani! Gliel’avrà ordinato il padrone, cioè il buon De Benedetti? Mah..

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  6. Feltri è faziosissimo, Conte incassava parcelle per incarichi precendenti, appunto, lavori fatti o in corso di completamento, e allora? ha rinunciato alla cattedra in Sapienza che aspettava da una vita, e certo ci aspirava ma ha lasciato perdere. Il giornalista dirige quel giornaletto che il suo padrone si è inventato per avere qualcosa da leggere, la curiosità è chi altro lo legge. Gli articoli di economia che mi capitava di guardare sul Fatto mi facevano normalmente schifo. Tutti disonesti tranne quel santo del suo padrone.

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  7. Questo qui si è già dimenticato che, grazie alla soffiata di Renzie circa il decreto sulle banche popolari, il suo padrone lucro’ in un baleno 600.000 Euro. Che coraggio! Disgustorama!

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  8. Paragonare Conte a renzi da’ la misura della sua onestà mentale. Inoltre se nessuno parla della notizia in oggetto si dovrebbe chiedere chi non ne parla. Sono i suoi colleghi giornalisti che tacciono o dicono a seconda della convenienza degli editori , lei compreso, anzi in prima fila per piaggeria. Se siamo milionesimi nella classifica della libertà di stampa ci sarà un motivo , e questo è uno.
    Ciccio si svegli e la smetta di far finta di niente.

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  9. che pena questo personaggio. uno dirige il giornale di De Benedetti.. uno che risiede in svizzera per non pagare il fisco in italia .Parliamo di uno che sedeva sul banco degli imputati insieme a Licio Gelli e al resto della P2 (Calvi era già stato impiccato a un ponte di Londra). Il tribunale lo condannò a sei anni e quattro mesi concorso in bancarotta, per «l’indebito ingentissimo guadagno lucrato» ai danni dell’Ambrosiano. Il seguito della vicenda è noto: condanna ridotta in appello, e poi annullata dalla Cassazione in base a un curioso ragionamento, secondo cui essendo stato indagato prima per estorsione e poi per bancarotta, De Benedetti non poteva venire condannato per nessuno dei due reati. E’ questo singolare “personaggetto” non trova altro per parlar male di Giuseppe Conte attaccandolo per i il suo lavoro di avvocato le cui parcelle non vengo liquidate in un giorno a volte dopo anni e di professore perche ha fatto domanda un anno prima per un concorso di professore universitario come tanti a Roma ma è l’ accusa da parte dei Pm di roma al prof Luca Di Donna, che insieme ad altri due indagati “si associavano allo scopo di ricevere utilità da soggetti privati sfruttando le relazioni di ciascuno di loro con soggetti incardinati ai vertici di istituzioni pubbliche e strutture appaltanti” è indagato per traffico di influenze illecite” .Ergo secondo Feltri se De benedetti viene indagato o incriminato o peggio condannato anche Lui come direttore del suo giornale è correo degli stessi reati perche un suo collaboratore … aggiungiamo dipendente..in tutti i sensi

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  10. Me lo vedo quest’essere inutile che si sforza di trovare qualcosa per inserire Conte nella lista, e quando inventa la fregnaccia delle parcelle che incassa (mostruoso) chiama il suo PADRONE e lo informa in anticipo, scodinzolando, contento di aver dimostrato che se lo guadagna lo stipendio di spargimerda.

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