Il rispetto per Mihajlovic

(Massimo Gramellini – corriere.it) – I dirigenti del Bologna licenziano in tronco l’allenatore Sinisa Mihajlovicperché ha raccolto la miseria di tre punti in cinque partite e la prima reazione, figlia di questi tempi ipersensibili, è: guarda come ci siamo ridotti, non portano più rispetto nemmeno a un malato.

Mihajlovic combatte da anni contro la leucemia e il Bologna finora gli era sempre stato vicino, per cui l’esonero diventa una pugnalata alle spalle, una scelta cinica che espelle definitivamente la poesia da uno sport dominato dai freddi numeri degli ingaggi e dei risultati.

Però la si può raccontare anche in un altro modo. Mihajlovic non ha mai praticato il vittimismo né sopportato il pietismo. (Come politico avrebbe scarso successo).

Dal giorno in cui si è ammalato, ha chiesto di essere giudicato in base al suo lavoro e non al suo stato di salute. Ora, è un dato di fatto che il suo lavoro stesse andando piuttosto male. Sicuramente non sarà dipeso solo da lui, ma nel calcio l’allenatore è il primo a pagare, non foss’altro perché è più economico sostituire il tecnico che la squadra intera.

Si potrà non essere d’accordo con questo andazzo, ma qui non stiamo mettendo sotto processo i riti del calcio. Stiamo discutendo se Mihajlovic dovesse essere trattato diversamente da chiunque altro, in quanto colpito da leucemia. A un uomo con il suo carattere non si manca di rispetto mandandolo via nonostante sia malato, ma rinunciando a mandarlo via soltanto perché è malato.

8 replies

  1. Da esperto di calcio aggiungo che gli hanno smantellato mezza squadra, vendendo i giocatori migliori e guadagnando 45 mln di euro. Grande errore esonerarlo, più di questo a Bologna non si può fare

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  2. Se la sua squadra gioca a cazzo di cane (come definì lui qualche anno fa alcune scelte del governo in piena pandemia) è giusto così. Poi ci sono migliaia di persone che si trovano nel suo caso, anzi non hanno tutto questo clamore ed ad alcuni i vogliono togliere anche il reddito di cittadinanza che per loro è l’unica forma di sopravvivenza.

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  3. Devo postare l’articolo di Ivan Zazzaroni, bolognese di nascita e di fede. Suo amico e direttore del corriere dello sport?
    Nel suo articolo, lucido e sentimentale, ha dipinto d’infamia il presidente americano del Bologna FC, Joy Saputo, diventato ricco producendo mozzarelle e che gli ha smantellato la squadra vendendo i pezzi pregiati per rientrare dai debiti contratti per alcune scelte scellerate del passato.
    Resta il fatto che il Bologna, con Sinisa in panchina, continua a mantenere la serie A. E ci sarebbe riuscito di nuovo.

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    • Lo penso anch’io e questo presidente puzza di mozzarella avariata.Dopo 5 giornate non puoi fare tali scelte, indipendentemente dalla salute del mister

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  4. Ragazzi, non illudiamoci: il Bologna è da tempo una squadra di seconda fascia (terza?) , chiunque la alleni. A Bologna i soldi vanno altrove ( ma non nello sport).
    L’ ultimo scudetto è del 1964 (Fulvio Bernardini).

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