Giorgia Meloni sta diventando Di Maio

(Stefano Feltri – Domani) – Giorgia Meloni sta diventando Luigi Di Maio senza neppure attraversare la fase dei proclami dal balcone o delle richieste di impeachment per il presidente della Repubblica.

L’arrivo oggi al più stanco dei rituali estivi dell’establishment italiano, il meeting di Cernobbio sul lago di Como, sancisce il tentativo della leader di Fratelli d’Italia di conquistare il potere per cooptazione, invece che con una scalata ostile.

L’approccio non può che piacere a un sistema economico che preferisce la trasmissione dinastica della gestione aziendale e i patti di sindacato alle competizioni aperte per il controllo delle aziende.

«Credo di essere pronta a governare questa nazione. La domanda è se gli italiani sono pronti a sperimentare un nuovo governo, che non rende conto a nessuno se non al popolo italiano», diceva l’altro giorno Giorgia Meloni a Cagliari.

La seconda metà dello slogan è una precisazione non richiesta che finisce per indicare il problema, invece che nasconderlo: da quando ha iniziato a fiutare la vittoria, Meloni ha iniziato a rispondere ai poteri di ogni genere, in attesa del 25 settembre quando dovrà rispondere anche al popolo italiano.

Le sanzioni alla Russia

Basta vedere il posizionamento sulle sanzioni alla Russia: negli anni dopo l’annessione della Crimea del 2014, Giorgia Meloni era contraria alle sanzioni «che massacrano il Made in Italy» e che l’Italia adotta sotto il «ricatto di Bruxelles».

Oggi assicura invece che le sanzioni sono «lo strumento più efficace che ci sia, però uno strumento ancora più efficace è liberarsi dalla dipendenza energetica russa: questa è una priorità per fermare la guerra in Ucraina».

Matteo Salvini ha fiutato lo spazio politico scoperto nella vasta area di destra anti-americana e filorussa e subito ha spostato la Lega sulle antiche e ormai impresentabili posizioni putiniane: «Ci stanno rimettendo gli italiani e ci stanno guadagnando i russi».

Con una certa coerenza, Salvini chiede anche nuovo deficit per 30 miliardi per ridurre il costo delle bollette, cioè per consentire agli italiani di consumare come in tempi normali e a Mosca di incassare gli attuali prezzi record del gas, il tutto a carico del contribuente italiano.

Lo scenario ideale per il Cremlino perché gli extra-profitti energetici compensano effettivamente l’effetto negativo delle sanzioni che hanno isolato il resto dell’economia russa.

Meloni, invece, si oppone allo scostamento di bilancio: da quando si vede già a palazzo Chigi, la leader di Fratelli d’Italia ha abbandonato ogni velleità contabile.

Sa di essere poco credibile in quanto capo di un partito di eterna minoranza e per di più di estrema destra, con una classe dirigente inadatta alla sfida (come dimostra il ricorso a reduci ultrasettantenni del berlusconismo) e dunque Meloni cerca di compensare con professioni di fedeltà a un progetto che in teoria avversava: il pragmatismo di governo di Mario Draghi.

IL LORD PROTETTORE

Il premier, ha sintetizzato Rino Formica su Domani, è diventato una sorta di “lord protettore” di Meloni: mai un attacco diretto, le critiche soltanto alle proposte più implausibili del programma di centrodestra (che infatti sono difese soltanto dalla Lega). Draghi non scomunica, anzi, legittima, purché l’azione di governo resti seria e senza eccessi.

A gennaio Meloni non si era mai detta contraria alla candidatura di Draghi al Quirinale, mentre si opponeva a un bis di Sergio Mattarella e alla prosecuzione della legislatura. Due questioni che potrebbero tornare a incrociarsi nei prossimi anni.

Il Corriere della Sera, il quotidiano che più ha legittimato Giorgia Meloni come affidabile protagonista di governo, titola addirittura che la leader di Fratelli d’Italia ha “l’obiettivo di rassicurare” e “l’agenda Draghi non è più un tabù”.

Non è un caso che Meloni lasci circolare sempre come possibile componente della sua squadra di governo il nome di Fabio Panetta, attuale membro italiano del board della Bce, che potrebbe essere un ministro dell’Economia o, più probabilmente, un governatore della Banca d’Italia nel 2023 con la benedizione di Draghi. L’interessato non si prodiga in smentite.

IL BLUFF

Nel frattempo, gli esponenti del gruppo meloniano con un network internazionale, come l’ex economista del Fondo monetario Domenico Lombardi, si prodigano in incontri con gli investitori per spiegare che la destra di governo non sarà imprevedibile e scapestrata come la coalizione populista gialloverde del 2018, anzi.

Sarà più draghiana di Draghi. Resta da vedere fino a quando durerà questo bluff e se reggerà almeno fino al 25 settembre.

Perché ci sono almeno due problemi in questa narrazione: Giorgia Meloni non è Mario Draghi, non ha alcuna esperienza di governo se non la breve e non gloriosa parentesi da ministro della Gioventù, e gli elettori che hanno portato Fratelli d’Italia dal 4 al 24 per cento non si aspettano di votare il surrogato di un ex presidente della Bce.

Silvio Berlusconi osserva e spera nel miracolo, un risultato sopra il 9 per cento che potrebbe permettergli, se necessario, di rompere il centrodestra e mettersi al centro dell’ennesima operazione di larghe intese alternativa al governo Meloni.

18 replies

    • La Lega sta precipitando nei sondaggi e si spera in una destinazione di Salvini cin annessa sua sostituzione con Giorgetti e Zaia. Se poi il Berlusca regge sui livelli attuali, il piano per fottere la Meloni e riportare Draghi e i migliori al governo, ovviamente con PD e Calenda/Renzi è bello che fatto. Questo, in sintesi, il pensiero di Feltrino. La Meloni più apre bocca più dimostra di non essere assolutamente all’altezza. Su una cosa sono d’accordo con Feltrino: Meloni ha goduto di un trattamento spesso quasi di favore da parte dei media. Ciò significa che, a differenza dei 5 stelle, la burina ha garantito ai soliti noti che per loro nulla cambierà

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    • Beh, lo sputtanamento dei Be. ed Sa. qui si somma allegramente a quello esplicito e potenziato della Me. ed implicito degli organizzatori del prossimo inciucio Le., Ca., Re. …
      Che il Feltrino arrivi addirittura ad un endorsement del Co.?!

      N.B.: per evitare equivoci tra Ca. e Co., in un indistinto C., la soluzione trovata risulta incredibilmente simbolica dei due principali posizionamenti elettorali:
      1. all’accattivanfe “Be.Sa.Me. (… mucho”) di una parte si contrappone
      2. il più esplicitante “Le.(c)Ca.Re.” della parte – diciamo – “contrapposta”!
      Riuscirà il Co. a sparigliare il gioco?
      Soluzioni:
      a) “Co.me no?” (ironica)
      b) “Co.l c. che ci riuscite!” (aggressiva)
      c) “Co.sì van le cose… !” (problematica)
      d) “Co. chi?”? Si… “e Renato” (snobbante)
      Ciascuna vale un sondaggio mirato. Sono aperte le adesioni e le iscrizioni propositive!

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  1. Niente da fare….
    Ho provato a postare un video Youtube ma senza successo.
    Non posso nemmeno dare la colpa a Infosannio ma solo e soltanto alla mia ignoranza informatica.
    Va be…..il video è divertentissimo e si intitola ” campagna elettorale sincera ” su un canale ( che non conoscevo) chiamato ” cartoni morti ”
    Buona visione ! 🤗

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    • Se vuoi postare un video di YouTube, dovresti cliccare su condividi, cliccare link e poi copiare per poi postarlo qui.. non so se mi sono spiegata.. spero di sì.. 🙋

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    • Ecco fatto. In effetti questa satira è fresca e carina. Ma soprattutto, più o meno ingenuamente, svolta in… par condicio (operazione ardua o semplicemente impossibile?). Diciamo un po’ stile, per chi ricorda, “Il Bagaglino” di Oreste. Lionello?

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  2. Beh, lo sputtanamento dei Be. ed Sa. qui si somma allegramente a quello esplicito e potenziato della Me. ed implicito degli organizzatori del prossimo inciucio Le., Ca., Re. …
    Che il Feltrino arrivi addirittura ad un endorsement del Co.?!

    N.B.: per evitare equivoci tra Ca. e Co., in un indistinto C., la soluzione trovata risulta incredibilmente simbolica dei due principali posizionamenti elettorali:
    1. all’accattivanfe “Be.Sa.Me. (… mucho”) di una parte si contrappone
    2. il più esplicitante “Le.(c)Ca.Re.” della parte – diciamo – “contrapposta”!
    Riuscirà il Co. a sparigliare il gioco?
    Soluzioni:
    a) “Co.me no?” (ironica)
    b) “Co.l c. che ci riuscite!” (aggressiva)
    c) “Co.sì van le cose… !” (problematica)
    d) “Co. chi?”? Si… “e Renato” (snobbante)
    Ciascuna vale un sondaggio mirato. Sono aperte le adesioni e le iscrizioni propositive!

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  3. ma quando qazzo l’hanno visto B. che si unisce a qualcun altro per fare la famosa maggioranza Ursula (a parte appunto in UE per eleggere Ursula)?
    sono tre anni che i giornalai ci martoriano i maroni con questa fantasmagorica balla che FI è pronta a unirsi a PD e grillini per fare un governo maggioranza Ursula.
    va bene che è il sogno erotico di questi pennivendoli, ma basta, ci avete rotto! non succede, fatevene una ragione.

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  4. Se dovessero vincere le destre e Meloni diventasse PdC è’ probabile che si nasconderà dietro la sagoma di Tremonti a cui addosserà ogni eventuale disastro economico e, di conseguenza, politico. Ovviamente, Salvini e Berlusconi contribuiranno gratuitamente a renderle la vita “non facile”.

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  5. FRANCO FERRARI

    Qui, da lontano, da molto lontano, si vede più chiaro.
    Ho visto, ad esempio, un video della Meloni in un comizio.
    In terza media avrebbero articolato meglio i concetti. Anzi. Il concetto: Abolizione del reddito. E chi lo chiede? Giorgia Meloni!
    Dice che é uno scandalo che si diano soldi (500€)per restare a casa ad un milione di persone. Lo dice lei? Non ha mai lavorato, sono ventiquattro anni che prende stipendi senza nemmeno presentarsi. Da più di dieci anni, ne prende tre di stipendi. Ed il problema sono i poveri senza assistenza ?
    Pói, dice in programma che, tutti i giovani diplomati e laureati, verranno monitorati dalle fabbriche, o dalle aziende. Al fortunato verrà offerto un lavoro. Non importa il tipo, non interessa il luogo, ce ne frega il giusto della retribuzione. Se , il candidato, (ahahahahah vittima) non dovesse accettare, sono previste sanzioni, anche fino a cinque anni. Questo é un articolo del programma di governo, scritto.
    Ma, l’articolo più bizzarro, quello che mostra tutta la sua insipienza, é quello sul blocco navale totale. Io adesso la voglio proprio vedere sulla tolda di una nave, sparare ad un gozzo pieno di gente, presuppongo nera, che se sono bianchi, trattiamo.
    Mi domando: Chi può votare una così? Chi può averla eletta a capo di un partito? E, se é stata eletta lei, gli altri, i suoi elettori, quanto sono intelligenti? Poi leggo: La russa, Santanché, Nordio, Crosetto, e capisco. Il nulla si é votato il niente.
    Non fate l’errore di sottovalutare i Casa Pound, e similari, sono le sue camicie nere. Lo vedrete sulla vostra pelle.
    In quanto ai votanti meloniani, che: Nel 2008 era giovane, non era preparata. Voglio rendervi edotti che, se nel 2008 era una mela di quelle ignoranti, poco belle , ma succose, che di solito si danno ai maiali, perché non perfette; oggi, é una donna matura, ma si é sfatta come una mela dentro ad un cesto di mele marce. Si é resa già protagonista del fallimento Italia, al quale seguì la cura Fornero, e Monti col Loden.
    Che dite, volete riprovare la distruzione del 2011???
    .
    (Nelle regioni dove vince la destra, hanno chiuso i consultori ed è vietata la pillola del giorno dopo. Ma davvero le donne intendono votare chi nega i loro diritti?)

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