Non è tutto già deciso

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Fateci caso: tutto ciò che si dice sulla campagna elettorale, sui partiti e sui loro leader, su questo governo e sul prossimo, perfino sulle Borse si basa sui sondaggi. Cioè da uno strumento che, malgrado la professionalità di alcuni specialisti, resta aleatorio, approssimativo, lontano dalla scienza esatta. E in passato ci ha riservato clamorose sorprese all’apertura delle urne. Nel 2006 il trionfo dell’Unione prodiana […]

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53 replies

  1. Non è tutto già deciso

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Fateci caso: tutto ciò che si dice sulla campagna elettorale, sui partiti e sui loro leader, su questo governo e sul prossimo, perfino sulle Borse si basa sui sondaggi. Cioè da uno strumento che, malgrado la professionalità di alcuni specialisti, resta aleatorio, approssimativo, lontano dalla scienza esatta. E in passato ci ha riservato clamorose sorprese all’apertura delle urne. Nel 2006 il trionfo dell’Unione prodiana dopo cinque anni di berlusconismo era dato per scontato, invece uscì il quasi pareggio Prodi-B., risolto dopo una notte di stallo dal voto estero per appena 25 mila schede di differenza al Senato. Nel 2013 nessuno previde l’ex aequo Pd-M5S al 25,5%. Nel 2014, alle Europee, tutti giuravano sul sorpasso dei 5Stelle sul Pd, che invece balzò al 40,8% mentre il M5S arretrò al 21,1. Nel 2018 i sondaggisti azzeccarono la tendenza del M5S primo partito, ma attorno al 26-28%, invece sfondò al 32,7% e il Pd precipitò inaspettatamente al 18,7. È probabile che stavolta i sondaggi colgano il trend generale: il consenso della Meloni si coglie nell’aria da un anno, da quando il Conticidio archiviò l’ottimo governo del nuovo centrosinistra, riverniciò di novità una leader che in pandemia aveva collezionato solo figuracce come il rivale Salvini e le regalò l’invidiabile postura di unica oppositrice all’ammucchiata draghiana. Ma, se in passato i sondaggi si son persi anche 5, 10, 15 punti per partito, non è escluso che anche stavolta soprastimino qualcuno: non FdI, ma gli alleati Lega e FI. E anche il Pd, che dalle Europee del 2019 vaga fra il 20 e il 22% perché ha lo zoccolo duro più consolidato (voti di abitudine, di potere, di scambio), ma potrebbe pagare i fiaschi su alleanze, slogan, posizionamento, programmi, candidati e scandali. Tantopiù che pure la rimonta dei 5S di Conte è palpabile da molti segnali.

    Ma c’è un fattore X che nessuno calcola fino in fondo e che dovrebbe consigliare prudenza a chi ritiene tutto già deciso. A 25 giorni dal voto la Ghisleri stima un 35,4% (pari a 18 milioni) di indecisi: se votare o no (un incerto su 4) o su chi votare (gli altri 3 su 4). Se votassero tutti per una lista “Boh”, questa sarebbe il primo partito, ben oltre FdI. Non accadrà, perché la gran parte non andrà alle urne. Ma poniamo che qualche milione di quei 18 alla fine si convinca: sarebbe un’altra variabile in aggiunta ai possibili errori dei sondaggi (che contano solo chi risponde, cioè chi sa già di votare e per chi). Questo dovrebbe essere l’unico cruccio di chi ritiene una sciagura il ritorno delle vecchie destre: non evocare Mussolini, Orbán, Putin e Trump ogni due per tre, o sventolare improbabili agende Draghi, ma farsi una domanda sul perché di tanti incerti e darsi una risposta. Possibilmente in italiano.

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  2. Travaglio non riesce a cogliere come un tempo cosa si respira nel paese,è già tutto deciso, tutti i partiti che sono stati nel governo Draghi pagheranno moltissimo in termini di voti, la Meloni prenderà parecchi voti ma non è detto che possa avere la maggioranza visto che lega e forza italia sono in declino.Travaglio spera ancora in Conte,ma è un’illusione,l’avvocato piace a sinistra ma la sinistra in Italia è netta minoranza ed è abituata a votare il partito della ditta, senza dimenticare che il m5s ha perso molti voti degli arrabbiati che o si asterranno o voteranno italexit o italia sovrana e popolare che secondo me faranno un buon risultato.in conclusione potrebbe riformarsi un nuovo governo di unità nazionale,insomma comunque vada sarà un disastro

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    • Si, Marco dici bene. Riguardo a Paragone i sondaggi lo danno sempre a un passo dal 3%, un soffio, lo sfiora… Ma nn ci arriva mai, credo che invece lo abbia sforato eccome ma nn lo possono dire meglio pompare Calenda che invece è sopravvalutato all’inverosimile. Altro mistero è Italia Sovrana e Popolare, fuori da ogni circuito mainstream, sembra che stiano facendo campagna in incognito, come i carbonari, è l’ unico partito che si presenta dappertutto con una rete sul territorio che non si nomina mai, quanto quota è una vera incognita. Mentre Unione Popolare con quel punticino va in TV e lo mettono pure nei sondaggi.. cose strane

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  3. La destra vincerà ma non con la maggioranza dei 2/3 degli eletti. Questo è quello che potremmo realisticamente augurarci. Il M5s avrà una buona affermazione (almeno rispetto a ciò che si prevedeva qualche mese fa). Tutto il resto non deve fregarci un emerito zacco! A me interessa che i prossimi 5 anni siano di preparazione alle politiche del 2027 che dovremo vincere. Spero solo che Donna Giorgia ci regali tutti i giorni un comizio urlato, da raffinata pesciarola qual è, in cui emerga in tutto il suo fulgore tutto ciò che di reazionario serba nelle sue viscere e polmoni. Oggi ne ha fatto uno che mi ha reso felice: mi ha ricordato i comizi del MSI. Anacronistico e pieno di muffa. Che continui così… saranno voti in più per l’unica àncora di salvezza di sinistra oggettivamente rappresentata da Conte.
    Che soddisfazione però vedere la faccia da funerale di Letta. Sembra una mummia! Non parla più di Agenda Draghi, addirittura stasera Provenzano ha avuto il coraggio di parlare di salario minimo che un mese fa faceva venire l’orticaria a tutti i suoi amici di partito.

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  4. Una quota importate di astensionisti può essere portata alle urne, i margini ci sono. Basta convincerli che non prenderanno un’altra fregatura.
    Bruscolini.

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  5. gli indecisi sono indecisi per due ragioni:
    A) “fanno tutti schifo”: questi sono delle mine vaganti, che alla fine potrebbero votare con la testa, la pancia o altre parti del corpo; è impossibile prevedere come voteranno, quindi l’unica cosa che tenteranno di fare i partiti è di tirarli dalla propria parte sparando balle, e le più grosse verranno negli ultimissimi giorni di campagna (ricordate l'”aboliremo l’ICI sulla prima casa” di B. in chiusura del duello con Prodi nel 2006?), ma fare pronostici è del tutto inutile.

    B) “tanto è inutile”: sono elettori che prendono per buono il fatto che, qualunque cosa votino, non cambierà niente. e sostanzialmente lo pensano perché sanno che, qualunque sia il risultato, l’establishment tenderà a ribaltare il risultato in breve tempo e a riportare al potere lorsignori. e lorsignori sono il PD e quelli che favoriscono i veri poteri forti italiani ed europei. questi elettori hanno di fronte l’esperienza degli ultimi 10 anni, in cui il PD, pur perdendo tutte le elezioni, è stato al governo sempre. sanno che per gli intellettuali della ZTL e i costituzionalisti radical-chic, la Costituzione si interpreta nel senso che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti della Costituzione, come interpretata dagli stessi intellettualoidi, amanti del vincolo esterno e di tutti i vincoli che inventano alla libera determinazione degli elettori (visti come buzzurri con l’anello al naso). quindi costoro non andranno a votare se non saranno convintissimi di poter cambiare le cose. e al momento nessun partito può dare loro questa convinzione.

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    • La maggior parte sono del secondo tipo.
      Sono difficili da convincere, l’altra volta avevano una speranza, ma stavolta non ci vanno a votare.

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      • Conta tanto come le proposte e i fatti vengono presentati. Il m5s e’ ancora, indubbiamente, la migliore offerta sulla piazza. Ci sono dei risultati importanti raggiunti durante il Conte I e Conte II che possono essere portati ad esempio. Ovviamente, il m5s non ha governato da solo e ha sempre avuto tutto e tutti contro (tanti anche al proprio interno). Per cui abbiamo la prova che le cose possono cambiare. Non e’ facile, e’ una guerra di posizione, ma e’ possibile. Su questo si deve cercare di responsabilizzare e coinvolgere i delusi.

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  6. Lo diss in tempi non sospetti l ex ministro all economica greco,con Draghi e la sua ammucchiata si regalano voti all unica oppositrice , tanto è…

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    • Non ci voleva un ex ministro greco per capire cosa avrebbe combinato Draghi: bastava essere obiettivi e non avere i paraocchi.

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  7. Quanto manca al 25 settembre, anzi al 23?
    Non ne posso più di sentire e leggere tutti i giorni le stesse analisi, pardon fregnacce, sia di stampa e tv sia degli esperti sulle tastiere.
    Possibile che in Italia non stia succedendo altro rispetto alla campagna elettorale e neppure nel mondo?
    Possibile che uno sputo di argomento come possono essere le elezioni in Italia debba essere trattato come fosse l’avveninento del millennio?
    Possibile che ogni altra notizia debba essere relegata ai margini di Renzi Letta Calenda ecc se non sommersa del tutto dalla loro inarrestabile diarrea di parole parole che neppure Mina?

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    • Di cosa potremmo parlare? Tieni presente che le mie conoscenze sono limitate perché non provengono da scienza infusa per cui cerca di avere pazienza.

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  8. A parte i 5Stelle che, con le leggi approvate, hanno dato un impulso alla lotta alla criminalità organizzata, corruzione, frodi ed evasione fiscale, etc. gli altri partiti non fanno proprio menzione di questi temi. Sarà perché andrebbero in conflitto con candidature o parentele imbarazzanti. Solo chiacchiere, la sicurezza nazionale la vogliono garantire respingendo qualche barcone di disperati o arrestando qualche extracomunitario irregolare, come se fossero SOLO loro il problema.

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  9. E’ vero, ha ragione Travaglio quando dice che nulla è già deciso perché solo le elezioni stabiliranno davvero la ripartizione dei seggi e solo le trattative tra i partiti in parlamento poi (repubblica parlamentare, ricordiamolo) stabiliranno quale maggioranza e governo avremo. E’ quindi giusto che ogni parte giochi la partita fino all’ultimo minuto. Però, per amor di precisione, dire che:

    “errori dei sondaggi (che contano solo chi risponde, cioè chi sa già di votare e per chi)”

    è sbagliato.

    Se il campione è statisticamente valido (come in genere sono quelli di istituti professionalmente preparati, al netto dell’ imprecisione statistica fisiologica) è comunque rappresentativo dell’intero mondo analizzato. Cioè a dire che se anche gli indecisi andassero a votare ed esprimessero un voto effettivo scegliendo necessariamente dall’offerta politica a disposizione già contemplata nei sondaggi, essi si ripartirebbero molto probabilmente come racconta il sondaggio fatto con loro che di dichiarano indecisi.

    Quindi, è stravagante leggere tra le righe che, per Travaglio, quando i 5Stelle prendono il 33% dei voti alle politiche dove circa un 27% non ha votato, “tutto il popolo italiano” è per un terzo (33%) con loro, ignorando di fatto le reali intenzioni di quel 27% circa di non votanti cui si evidentemente, per questioni di bottega, non si applica il ragionamento che lui fa in questo articolo. Quando invece si tratta di spendere due righe per sostenere il suo partito del cuore, allora vien utile anche ignorare i principi statistici.

    Travaglio, piuttosto che fare il giornalista, dovrebbe fare un abbonamento allo stadio: politicamente questo è tifo, non giornalismo (tifo legittimo, naturalmente).

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    • Travaglio è già abbonato allo stadio.
      È arrivato l’esperto (sedicente) di sondaggi e di deontologia giornalistica a mettere tutti in riga.

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      • @mario
        scusa ma chi li paga questo sondaggisti?
        Chi li paga lo fa per il bene dell’Italia o ci sono interessi sottaciuti?
        In campo politico purtroppo ci sono interessi personali, soprattutto se sono da 30 anni in politica.
        Poi vuoi mettere indirizzare al voto le pecorelle prima delle elezioni!
        Non credo comunque che il M5s ,proprio per sua natura(DD), abbia mai richiesto sondaggi a qualche società!.

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      • @nessuno e tutti

        Ho capito cosa sottintendi, ma non è così.

        I sondaggi li paga chi li commissiona, chiaramente; ma, a fronte di quel che paga, vuole un prodotto valido, né più né meno di quanto chiederebbe se pagasse per un telefono, un’automobile, una vacanza, ecc.

        Il sondaggio serve a dare indicazioni sull’umore della gente rispetto ad un determinato argomento. Chi commissiona il sondaggio vuole sapere il più precisamente possibile qual è questo umore, non sentirsi dire che va tutto bene e basta. Ed è facile capire perché.

        Su questo dato egli orienterà le proprie azioni le quali, se sono di mercato mettono in gioco capitali che certo non vuole perdere perché qualcuno gli racconta che gli eschimesi vorrebbero il condizionatore d’aria fredda al polo nord e se è politica mettono in gioco la messa a punto dei contenuti e della relativa comunicazione agli elettori per farsi seguire, non certo per perdere le elezioni.

        Dopodiché, i sondaggisti non vivono di politica che fa sondaggi ad alta intensità più che altro in prossimità delle elezioni; vivono anche, anzi molto, di ricerche demoscopiche, volte a dare risposta alle più diverse domande. È buono questo detersivo? Cosa pensate del riassetto della rete di trasporto urbani della tale città? Siete favorevoli a pedonalizzare il centro cittadino? Ecc.

        Secondo te, chi mai comprerebbe indagini demoscopiche da istituti “venduti”, cioè che non danno risposte realistiche (al netto dell’errore statistico) ma risposte confezionate per compiacere il committente? E a maggior ragione riguardo l’orientamento politico dei votanti in prossimità della tornata elettorale, con tutti gli istituti che lavorano sullo stesso argomento, cioè le percentuali ipotetiche di ciascun partito, chi secondo te avrebbe interesse ad essere sgamato come propalatore di sondaggi taroccati?

        Se i 5Stelle non fanno sondaggi (questo lo dici tu, io non ne so nulla; quindi, prendo per buono il tuo assunto) i motivi possono essere solo due: non hanno soldi per farli (scioccamente hanno rinunciato a tutto senza pensare che far politica richiede anche strumenti che nessuno ti cede gratis, nemmeno se sei Gesù) oppure non ne capiscono lo scopo, l’importanza e come si usano. O forse, avendoli visti all’opera, un mix delle due.

        ******

        @paolapci

        Sedicente = “Chi si attribuisce arbitrariamente un nome, una qualifica o una qualità.”

        Io di me non ho detto nulla riguardo l’esperienza in fatto di sondaggi. Ciò che ho scritto lo può apprendere e riportare chiunque abbia quel minimo di scolarizzazione che gli permetta di comprendere alcuni semplici concetti statistici (peraltro molto intuitivi) ascoltabili in TV da chi ne parla ormai da decenni, sapendo di cosa parla e non propalando complottismo.

        Quanto alla deontologia giornalistica, mi pare che qui chi, sulla scia di quanto comanda Travaglio, critica (ma sarebbe più preciso dire vomita offese continue) tutti i giornalisti che non scrivono sulla Piccola Pravda, rappresenta la maggioranza se non proprio la totalità. Quindi che c’è: a qualcuno è permesso far notare le contraddizioni e ad altri no?

        “Travaglio è già abbonato allo stadio.”

        Tu lo conosci bene e puoi dirlo con certezza. Io non lo conosco affatto, ma leggendolo quanto basta, non ho mai avuto dubbi che lo stadio gli piaccia. La mia era quindi solo una battuta.

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      • “ma, a fronte di quel che paga, vuole un prodotto valido, né più né meno di quanto chiederebbe se pagasse per un telefono, un’automobile, una vacanza”

        Ah sì? Repubblica o LA7 quando commissionano un sondaggio vogliono un pordotto valido?
        Ma tu Mario, esattamente dove vivi?

        il resto non lo leggo: scusa ma non ho il tempo di leggere i papiri di gente le cui doti mi sfuggono, a parte l’evidente mancanza di specchi in casa.
        Bacioni

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  10. Otto milioni di………elettori, siamo il primo partito e io Donna Giorgia sono la vostra Vox che da palazzo Chigi vi guiderà verso la vittoria.
    eia eia……..
    La responsabilità del Bel Paese, a “voi” la decisione solenne.

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  11. Er Tronco dice: A Trava’, che palle con sto conticidio! Manco fosse steto un colpo di stato con l’uccisione del primo ministro!

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    • Non si è mai ripreso MT, vedova inconsolabile sempre a rivangare cosa è stato e cosa invece avrebbe dovuto essere.
      Il giorno, se mai verrà, che elaborerà il lutto e tornerà a guardare avanti invece che indietro, tornerà “nei suoi cenci”; adesso è tifoso rancoroso quindi non lucido

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  12. Non è ancora tutto deciso!! Ma è logico!! Conte saprà attirare a sé con il suo fascino e non solo ovviamente, molte elettrici indecise!! Del resto è il più bello tra tutti i capi partito ma di granlunga!! Il migliore (lui sì, davvero lo è)😁😁😁!!

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  13. In itagglia zalenski avrebbe, visto la sua immagine sfondare le telecamere, vinto sicuramente le elezioni del 25 settembre grazie alla sua avvenenza, poco importa se è un clown 🤡 e sta facendo sterminare la sua gente,
    In itagglia sempre più itaGGliani.

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    • Ma se è brutto e pure st…zo! Cosa dici Alessandro!?! Eppoi paragoni la seta con la yuta!! Ma per favore!! Comunque per precisare, Conte a me non piace esteticamente, punto, non è il mio tipo di maschio, tanto per capirci!! Non te ne fregherà di meno ma ho preferito mettere i puntini sulle i!! Una volta per tutte.. aggiungo che non sono mai stata una fanatica, tipo le ragazzine che urlavano e svenivano per i cantanti od attori famosi!! Non sono proprio il tipo..

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  14. Perché continuare a far sedute spiritiche per evocare elettori di sinistra? Quando proprio i politicanti che nella realtà concreta la evocano nei fatti si sono appropriati di una tradizione ideilogica che non sentono propria se non per i vantaggi (più o meno presunti) del posizionamento elettorale?! Se l’ideologia è fatta di parole e concetti-chiave utili per il consenso è altrettanto vero che la stessa deve pure essere in grado di sostenere gli interessi in gioco delle diverse categorie sociali di elettori. Chi vota nel volersi sentire rappresentato trova empatia nei politici che sostengono quello che egli stesso vorrebbe sentirsi dire, ma anche con la buona probabilità che poi venga attuato! Spiace dirlo, ma soprattutto è nella cosiddetta “destra”, bene al di là dei proclami elettorali ideologici per la massa – quelli su cui chi sta dall’altra parte si affanna a discutere – che pullulano i comitati elettorali dei singoli candidati che portano comunque i voti del territorio da loro personalmente controllato.

    Il voto puramente ideologico è da tempo entrato in crisi, dopo avere rivelato la sua più generale inconcludenza, soprattutto a sinistra. Causa l’estrema frammentazione del quadro politico, il protagonismo necessariamente demagogico dei suoi leader, gli inciuci più o meno di mero potere tra rappresentazioni opposte dei posizionamenti elettorali… Eppure, per capirne meglio l’orizzonte culturale, basterebbe guardare al modello cui sotterraneamente ci si ispira. Quello anglosassone USA e UK, dove la contrapposizione tra gli opposti poli elettorali poi nella prassi concreta di governo rivela intersezioni ideologiche piuttosto conztaddittorie, se considerate in base ad astratte prospettive ideali e a (concrete?) ideilogie storiche di supporto. A voler essere ancora più provocatori in tal senso: il partito di Vladimir Putin è di destra o di sinistrs? E una volta accertatane questa collocazione (ammesso che sia possibile) perché gli danno addosso negli USA tanto le “destre” repubblicane quanto le “sinistre” democratiche? E questo, Ucraina o meno, pressoché da sempre!

    Non sarà che ciascuna ideilogia politica nei fatti poi debba di necessità più o meno inscriversi nella concretezza storico-sociale e geo-politica della nazione di appartenenza? Non sarà che questo variamente giustifichi (secondo realpolitik) ogni conventio ad excludendum di ciascun regime. Ieri i comunisti certamente in Italia – come molto più stabilmente nei paesi dell’anglosfera:: cfr. la nascita storica del partito laburista… – oggi, in maniera molto meno ideologica, e quindi… imbarazzante per il regime, il M5S….

    Non è che l’ideologia sia divenuta qualcosa di simile all'”oppio dei popoli”, e da connettere innanzitutto, come la religione nella sua impalcature di potere temporale, agli interessi dei poteri forti di ciascun regime? E quanto/quando mai è stato utile giocare con le regole di un regime politico-sociale-economico con ideilogie atte solo a sovvertirlo? Non è che il migliore moderatismo progressista, pragmaticamente fondato sul perseguimento di concreti e dichiarati interessi sociali, possa ridultare ben più efficace (e percepito nell’immobilismo di regime come a suo modo “rivoluzionario”) di ideologie più o meno rivoluzionarie, da sempre costrette ai compromessi più estremi per sopravvivere?!

    Per quanto mi riguarda, abbiamo tutti, proprio tutti noi esseri umani, bisogno di autenticità e quindi di ideali per meglio vivere, ma la politica democratica (ci si creda o meno) pur se sorretta anche da ideali è contemperamento di interessi, mediazione ininterrotta di punti di vista, compromesso al rialzo piuttosto che al ribasso, confronto costruttivo…. Non tutti ci sono portati. Molti, forse troppi, sono i demagoghi che se ne appropriano ma questo è anche una responsabilità di chi li sostiene, oltre chenla malattia più esiziale del sistema.

    Non tutti insomma se ne servono in nome di ideali socialmente apprezzabili. Ma ancorare tutta la vita democratica del consenso (elettorale e non) all’influenza delle oramai vetuste ideologie del passato mi sembra solo un gioco di specchi per le allodole: va bene volare in alto supportati dai propri personali più intimi ideali, ma nella concreta vita sociale e politica bisogna innanzitutto camminare per terra. E non è per niente facile! Ancor più per chi conosce l’ebbrezza di quel volo…

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  15. Buongiorno,
    Marco Travaglio come quasi tutti gli altri, “forza” i risultati non tanto dei sondaggi ma delle elezioni vere e proprie.
    Questo a valle consente ragionamenti a loro volta forzati, per cui quando conviene si dice X ha preso il 22% e se ora aspira al 10% ha “perso” secco il 12% mentre Y che partiva dal 1,5% ora è in crescita perchè viaggia verso il 3%.
    Ma Z% “de che” ?
    Alle elezioni politiche 2018 il M5S ottenne il 33% non del 100% dei votanti bensì del 73% perchè ci fu l’astensione del 27%.
    Aritmeticamente è il 33% del 73% = 24% degli aventi diritto di voto, ben 11 punti in meno del “raccontato”
    Il PD seguendo lo stesso ragionamento ottenne il 18% del 73% = 13% degli aventi diritto di voto cioè 5 punti in meno del dichiarato.
    Alle europee 2014 il dichiarato 40% al PD a guida Renzi, datosi che l’astensione in Italia fu del 43% seguendo il medesimo calcolo si arriva al 23%, il che fa anche ridere perchè paragonando i due risultati. il M5S avrebbe nelle percentuali ottenuto 7 punti in meno del PD e nel reale 1 punto in più.
    Confrontando l’unica cosa certa, PD nel 2019 11.203.231 voti, M5S 2018 politiche 10.697.994, differenza 505.327, seguendo il dichiarato, “cuberebbe” 7 punti percentuali il che fa semplicemente ridere.
    Di conseguenza tutti i confronti, tutte le previsioni per dichiarare ante voto quanto perderà il M5S, quanto recupererà il PD, con Marco Travaglio fra i tanti, sono fantasie, niente di certo.
    Per assurdo, se andasse a votare l’ 83% degli aventi diritto rispetto al 73%, e il M5s ottenesse gli stessi voti del 2018 + 10.000, otterrebbe il 25%.
    Sarebbe una “sconfitta” o una “vittoria” ?
    Tutti gli “espertologi” cosa direbbero, cosa scriverebbero ?
    E se al contrario andasse a votare il 60% degli aventi diritto e il M5S perdesse numericamente un milione di voti otterrebbe la stessa percentuale (32%) del 2018.
    Sarebbe una sconfitta o una vittoria ?
    il problema è che molti parlano, scrivono confondendo i desideri con la realtà.
    E purtroppo sono determinanti.
    Senior systems Engineer
    stefano Tufillaro

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    • La gigantesca finzione del sondaggismo elettorale risulta funzionale per lo più a manipolare e controllare la realtà politica quotidiana . E non solo nel momento elettorale ma – cosa gravissima – ad elezioni avvenute. Questo, assieme al sistema elettorale, determina una costante precarietà della governabilità e “giustifica” pure interventi di “raddrizzamento dall’esterno”…

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  16. Vedo e prevedo:

    FDI 20% (è sovrastimato)
    M5S 20% (è sottostimato come sempre)
    PD 19% (da lì non lo schioda nemmeno un meteorite)
    LEGA 15%
    FI 5%
    B&B (B sta per Bambacione) 5%
    Altri 16%

    @mario
    “chi secondo te avrebbe interesse ad essere sgamato come propalatore di sondaggi taroccati?”

    E come si fa a sapere se sono taroccati?

    Come si fa a sapere se nell’estate 2019 Salvini stava davvero al 40% (come dicevano i sondaggi) oppure se la cosa è servita solo a mandarlo fuori di testa, fargli buttare giù il governo per andare alle elezioni e ritrovarsi sostituito da un altro governo?

    In quel caso i sondaggisti avrebbero avuto addirittura un ruolo para-golpista.

    Ma come si fa a sapere se è vero o no?

    Per questo i sondaggi politici andrebbero vietati ai privati e lasciati solo all’Istat sotto controllo del parlamento.

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    • “Per questo i sondaggi politici andrebbero vietati ai privati e lasciati solo all’Istat sotto controllo del parlamento.”? E il sangue a chi lo diamo da controllare: a Dracula? O il gregge, al lupo? O i drogati a Ennio? Ecc., ecc…

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    • Caro Ale non voglio entrare nel merito dei numeri che hai riportato però in effetti alle europee del 2019 se non ricordo male La Lega prese il 34 %.

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  17. La statistica è una scienza molto precisa in realtà.
    Se i sondaggi li sbagliano di così tanto (ci sta un punto o due di errore, ma 5 o 10 o 15 no) vuol dire che non sono su base statistica ma su base propagandistica.

    Come del resto tutta sta montagna di ipotesi e discorsi e previsioni e speranze e paure, tutte riferite alla propaganda e per questo secondo me inutili.

    Ho sentito un’intervista secondo me interessante su quali siano le basi sociali per la nascita dei totalitarismi (noi ora siamo in un quasi-totalitarimo travestito da democrazia). Se a qualcuno interessa, è OT ma non troppo.

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  18. xgatto
    Ok niente è perfetto però, dovendo scegliere, io mi fiderei di più del parlamento dove almeno a controllare sono tutti i partiti compresi quelli d’opposizione che di Rep o del corriere che commissionano i sondaggi agli amichetti loro senza che nessuno può controllare niente.

    xmassimo
    ma le europee danno sempre risultati completamente diversi dalle politiche. C’è un’altra percentuale di votanti, un altro sistema elettorale, altre motivazioni degli elettori. Anzi, è proprio il 34% alle europee trasformato all’istante dai sondaggisti in 34 pure come proiezione per le politiche e poi salito fino al 40 (il numero magico che col rosatellum dà buone probabilità di avere la maggioranza assoluta) che fa sospettare la polpetta avvelenata tirata al buon Salvini.

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