Villani (M5S): “Impensabile ricorrere alla Dad per risparmiare energia. Esistono strumenti e misure più efficaci”

La deputata del Movimento 5 Stelle e candidata all’uninominale dell’Agro nocerino sarnese: “La scuola è inclusione e socializzazione e deve essere in presenza”

«Come Movimento 5 stelle non siamo affatto favorevoli alle proposte che circolano in questi giorni e che prevedono riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmiare energia». Così Virginia Villani, deputata del Movimento 5 Stelle e candidata nel collegio uninominale nord della provincia di Salerno per la Camera dei Deputati. «La Dad è stata uno strumento utilizzato durante l’emergenza sanitaria del Covid e oggi non sussistono le condizioni per renderla efficace in ogni evenienza. Deve restare uno strumento eccezionale, straordinario e limitato nel tempo perché genera delle difficoltà oggettive negli studenti e alle rispettive famiglie. E’ impensabile proporre la didattica a distanza per fronteggiare l’emergenza energia che può essere risolta, a differenza del Covid, con altri strumenti molto più efficaci e meno limitativi per i cittadini e per generazioni di studenti», prosegue Villani. «La scuola è inclusione e socializzazione in presenza e tutto ciò deve essere garantito dalle istituzioni», conclude Virginia Villani.–

Ufficio Stampa

Nicola Arpaia

3 replies

  1. ttps://www.youtube.com/watch?v=KHrjbCS-f_8

    La Scuola dei Migliori…

    ( E questo con 3 alunni, pensate con 23…)

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  2. Stavo inoltre guardando il sito Eurydice che pubblica il numero dei giorni di vacanza nelle scuole d’ Europa. I nostri figli, assieme ai Danesi, sono gli alunni che vanno a scuola di più: 200 gg. contro una media tra i 160 e i 180.
    Ricordo che il sabato è libero in quasi tutti gli Stati e che altrove le vacanze non si concentrano tutte in estate ma sono divise lungo tutto l’ anno scolastico, con grande sollievo per studenti e insegnanti che nei fatti fanno una unica “tirata” sei giorni a settimana da Settembre a Giugno.
    Ovviamente il clima gioca la sua parte: già a Maggio nelle nostre classi affollate ed in edifici per lo più obsoleti o costruiti “al risparmio” ( simil capannoni, per intenderci), si muore di caldo, mentre in altri Paesi si possono agevolmente frequentare le scuole fino a Luglio.
    L’ organizzazione è diversa, ma penso che tutti gli insegnanti farebbero la firma per le vacanze suddivise e il sabato libero. Nei fatti hanno solo il mese di Agosto libero, negli altri due restano a disposizione e sono impegnati in esami, corsi di aggiornamento, di recupero, preparazione dei programmi. Ho molte amiche che da Lunedì prossimo saranno già al lavoro e mi dicono che la “tirata” da i primi di Gennaio e la fine delle lezioni (solo quattro giorni per Pasqua…) è molto faticosa per tutti. Meglio sarebbe spalmare le vacanze nel corso dell’ anno per evitare anche che gli alunni, dimentichino quanto studiato a causa di una estate troppo lungamente libera.
    Ma qui funziona così.

    Io vedo che c’è molta acredine in giro nei confronti degli insegnanti. E che ci si aspetta troppo da loro. Sento genitori pretendere, da chi ha la responsabilità di decine ( a volte centinaia) di giovani vite in un anno, che “raddrizzino” il comportamento e la volontà di quel pargolo che loro stessi non riescono neppure a far stare seduto a tavola.
    E i media ci vanno dietro: quando succede qualcosa si chiedono invariabilmente “Dov’era la scuola?” e mai “Dov’era la famiglia”?
    Ho molte amiche insegnanti che il lavoro se lo portano a casa: non solo per quanto riguarda i compiti e la preparazione delle lezioni, ma anche il nervosismo e il patema d’ animo per non riuscire a comunicare con i più riottosi e il dispiacere per non poter concedere ai migliori l’ attenzione che si meritano. Siamo l’ unico Paese che ha chiuso ( per “bontà” , ovvero per risparmiare e togliersi il problema) le classi dedicate ai disabili, anche gravi,
    Buttati da un giorno all’ altro nelle classi senza spazi adeguati e personale adeguatamente formato.
    Ma già, noi siamo sempre “migliori”.

    Se penso al lavoro e alle responsabilità dell’ insegnante confrontato ( pressochè a parità di stipendio…) con quello di altri dipendenti pubblici (uffici comunali, regionali, ministeri…) . Veramente non conviene.
    ( A proposito, niente quote azzurre nella Scuola? Tra poco ci vorranno anche nella Sanità: forse dovremmo chiedercene la ragione: lavori di merda…)

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