Elezioni 2022, chi sono i candidati con un posto sicuro in Parlamento

Non solo leader e big. Dal meloniano Roscani alla pasionaria leghista Maccanti, dall’azzurro Cattaneo al figlio di De Luca per il Pd. Chi sono i candidati che si sono assicurati il biglietto per un posto nel nuovo Parlamento.

Elezioni 2022, chi sono i candidati con un posto sicuro in Parlamento

(Stefano Iannaccone – tag43.it) – Ci sono i big, già certi di entrare in Parlamento, grazie al posto in lista. È il caso dei leader, da Giorgia Meloni a Enrico Letta, da Silvio Berlusconi a Carlo Calenda e Matteo Renzi, che sanno di poter superare la soglia di sbarramento. Non mancano altri esponenti di spicco, come i vari ministri uscenti del centrosinistra, Dario FranceschiniAndrea OrlandoRoberto Speranza, e del centrodestra: Giancarlo GiorgettiMassimo Garavaglia e Valentina Vezzalipassata in tempo con Forza Italia per garantirsi uno scranno a Montecitorio. Ci sono grandi ritorni, su tutti quello dell’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e solite conferme, basti pensare a Umberto Bossi. Nomi che sicuramente saranno tra Camera e Senato nella prossima legislatura, capofila dei blindati, quei candidati che sanno di essere eletti.

Coatto antico è una canzone del 1998 che ora trova nuova popolarità sui social con la dedica a Giorgia Meloni.
Giorgia Meloni.

I candidati sicuri di Giorgia Meloni: da Roscani a Donzelli e Tremaglia

Una certezza granitica, dalle parti di Fratelli d’Italia, forte di una previsione di grande crescita nei sondaggi. Così è pronto a fare il suo debutto da parlamentare Fabio Roscani, 32 anni, attuale numero uno di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fdi. La sua carriera politica è stata costruita a Roma, principalmente da portavoce del Municipio VIII, quello che include il quartiere della Garbatella, dove è nata e cresciuta Meloni. Che possa essere indicativo di un futuro da leader è tutto da vedere, sicuramente la presidente del suo partito stravede per il golden boy della destra romana. Intanto è stato dirottato in cima alla lista plurinominale in Abruzzo, a causa dell’overbooking di candidati nel Lazio. Un altro meloniano doc, invece, si prepara a tornare a Montecitorio: Giovanni Donzelli, toscano di 46 anni, faccia da ragazzino, ma alle spalle una lunga esperienza con i partiti di destra, muovendo i primi passi nella giovanile del Movimento sociale italiano, affrontando poi il passaggio in Alleanza nazionale. Così dal Popolo delle libertà è finito in Fratelli d’Italia. La sua candidatura è arrivata in Toscana. Andrea Tremaglia, 34 anni, è il primo in lista in Lombardia, esattamente nella circoscrizione di Bergamo, terra d’elezione in ogni senso. Il suo cognome è molto noto a destra: è il nipote dell’ex ministro Mirko Tremaglia, sponsor della legge per il voto degli italiani all’estero e storico esponente del Msi.

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Fabio Roscani candidato con FdI (da Fb).

Salvini punta sulla pasionaria pro-tassisti Maccanti e Ingrid Brisa

Nella LegaMatteo Salvini ha voluto garantire un seggio alla pasionaria pro-tassisti, Elena Maccanti, in prima linea contro qualsiasi liberalizzazione delle auto bianche. In questa legislatura è stata infatti al fianco dei manifestanti, pronta a presentare emendamenti per affossare la riforma del settore nel ddl Concorrenza. Di professione giornalista, 51 anni, Maccanti è stata piazzata in tre circoscrizioni piemontesi per evitare qualsiasi brutta sorpresa. Rientro garantito in Parlamento per la 44enne veneta Ingrid Bisa, al termine di un mandato non proprio memorabile. È, però, tra le fedelissime del segretario leghista: su Twitter è dedita a rilanciare la gran parte dei contenuti di Salvini, tanto che potrebbe essere confusa con un bot. L’eurodeputato Marco Dreosto si appresta a salutare Strasburgo per approdare al Senato dove gli è stato garantito un posto da capolista in Friuli Venezia Giulia, roccaforte elettorale della Lega: il governatore è Massimiliano Fedriga.

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Elena Maccanti, candidata della Lega (da Fb).

Cattaneo, Fascina e Miccichè: gli azzurri sicuri dell’elezione

Alessandro Cattaneo, lombardo di 43 anni, è uno di quelli che ha ottenuto una buona blindatura per rientrare a Montecitorio. Sono lontani i tempi in cui voleva formattare il Pdl, diventando l’alter ego a destra di Matteo Renzi. Da anni è ormai legato a Silvio Berlusconi che ha rinunciato a tanti fedelissimi, ma non a Cattaneo capolista a Milano addirittura davanti a Marta Fascina, che ha tuttavia il posto garantito in altre circoscrizioni. Scranno a disposizione pure per Claudia Porchietto, 55 anni, schierata come capolista a Torino, dove ha la sua base elettorale e ha sfiorato anche l’elezione a presidente della Provincia. Dopo una breve parentesi nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, è rimasta sempre in Forza Italia, nonostante l’avvicinamento nei mesi scorsi a Mariastella Gelmini. A Palermo si è autoblindato Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia: a 68 anni, un decennio dopo esserne uscito, tornerà in Parlamento.

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Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli (da Fb).

Nei dem spazio a Piero De Luca, Raffaele Piemontese e Cecilia D’Elia

Nel Partito democratico, il segretario Enrico Letta ha garantito un seggio al deputato uscente, Piero De Luca, 42enne figlio d’arte, visto che il padre Vincenzo è il presidente della Regione Campania, che nel Pd locale detta legge. Per il rampollo di famiglia c’è il posto da capolista nella circoscrizione di Salerno e Avellino. Al nord della Puglia, l’uomo pronto ad approdare a Roma è Raffaele Piemontese, 41 anni, pupillo del governatore Michele Emiliano che lo ha voluto come vice nella Giunta affidandogli l’assessorato al Bilancio. Alle ultime Regionali ha superato le 20 mila preferenze. Ora il suo mentore è pronto a fargli spiccare il volo nella politica nazionale. Garanzia di rientro alla Camera, poi, per Cecilia D’Elia, zingarettiana doc che nel gennaio 2022 aveva vinto le suppletive per occupare il seggio lasciato libero da Roberto Gualtieri, diventato sindaco di Roma.

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Piero De Luca candidato Pd (da Fb).

I prescelti di Giuseppe Conte

Nel Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte ha indicato i 15 prediletti, dall’ex procuratore Federico Cafiero de Raho al ministro uscente Stefano Patuanelli, passando per tutti i vice (esclusa Paola Taverna, vittima della regola dei due mandati), come Michele Gubitosa e Mario Turco. Così come è certo dell’elezione il docente della Sapienza, esperto di transizione ecologica, Livio De Santoli. Tra i nomi meno noti che hanno ottenuto la blindatura c’è Alessandra Maiorino, capolista nel Lazio al Senato: è una fedelissima del leader che si è distinta anche per essersi battuta sui diritti civili insieme col dem Alessandro Zan. Si appresta solo a passare dal Senato alla Camera Gianmauro Dell’Olio, in prima posizione nel plurimonimale di Bari.

Gli assicurati del terzo polo

Per quanto riguarda il terzo polo, formato da Azione e Italia viva, molto dipende dalla soglia che sarà raggiunta alle elezioni. In posizione più che sicura è stato collocato, a Milano, l’ex ministro berlusconiano, Enrico Costa, così come un’altra fuoriuscita da Forza Italia, Daniela Ruffino, capolista nella circoscrizione di Torino, insieme ovviamente alle ministre uscenti, Mariastella GelminiMara Carfagna ed Elena Bonetti.

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Mariastella Gelmini e Mara Carfagna (da Twitter).

Sinistra-Verdi alle prese con lo sbarramento 

Nell’alleanza Sinistra-Verdi il concetto di posto certo è alquanto relativo: serve superare lo sbarramento del 3 per cento. Se il risultato sarà raggiunto, il seggio scatterà per i leader Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, oltre che per i due candidati simbolo della società civile, il sindacalista Aboubakar Soumahoro e l’attivista Ilaria Cucchi, che ieri ha lanciato a Roma la sua campagna elettorale proprio dove fu arrestato il fratello Stefano, nei pressi del Parco degli acquedotti, nel quartiere Tuscolano. Stesso discorso vale per l’ex deputato e fondatore di Possibile, Giuseppe Civati, candidato al Senato a Bologna, e Marco Grimaldi, già consigliere regionale per i rossoverdi in Piemonte. Una blindatura a metà, per loro, che devono scalare la soglia. A differenza di tanti altri, che possono già prendere o confermare la casa in affitto a Roma.

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Ilaria Cucchi (da Fb).

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3 replies

  1. Da destra a sinistra, tutto è già stato scritto.

    Altro che “andiamo a votare” (con questa legge elettorale da far ridere i polli poi) ahahaha.

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