“Un mese di stipendio in più, scegli il Pd!”

(Andrea Zhok) – “Vota il lavoro, scegli il PD!”. “Vota la scienza, scegli il PD!”. “Vota i diritti, scegli il PD!”. “Contro i finti stage, scegli il PD!”. “Un mese di stipendio in più, scegli il PD!”

Ecco, capita che tutte le persone normodotate e non affette da amnesie degenerative di mia conoscenza di fronte a questo exploit di marketing elettorale manifestino una significativa sintomatologia intestinale.

E tuttavia, con tutta evidenza, sondaggi alla mano, c’è una fetta del paese che legge o ascolta quelle frasi, digerisce benissimo e riesce persino a crederci.

C’è di che restare annichiliti.

Il punto, lo voglio dire subito, non è il PD.

Il PD è solo una pars pro toto, una sineddoche, un rappresentante esemplare del blocco dirigente dei liberali di destra e di sinistra che hanno guidato il paese negli ultimi trent’anni. Questo blocco ha fatto politiche perfettamente interscambiabili, e spesso le hanno fatte proprio insieme, salvo dichiarare regolarmente un po’ prima delle elezioni la necessità di “fare fronte”, contro le sinistre a destra, e contro le destre a sinistra.

Incredibilmente questo giochino da scuola d’infanzia funziona sempre (sono celebri le improvvisate “antifasciste” dei progressisti, che tirano fuori i pupazzi con orbace e fez per spaventare i bambini prima delle urne).

Guardando agli slogan di cui sopra, non vorrei offendere l’intelligenza dei lettori ricordando che il PD e l’allegra compagnia di gemelli diversi con cui ha condiviso il potere, sono proprio quelli che hanno, nell’ordine: alimentato orgogliosamente ogni forma di precariato, chiuso entrambi gli occhi di fronte al proliferare delle false partite IVA e dei finti stage, fatto strame dei diritti del lavoro e di quelli di cittadinanza, sostenuto tutti i governi dell’austerity, ridotto la pubblica istruzione ad addestramento alla flessibilità e alla genuflessione, ecc. Non solo, lo hanno fatto nel nome del rilancio economico e sociale del paese. E più il paese andava a picco, più questa promessa di rilancio suonava vibrante. Lo hanno fatto nel nome di una razionalizzazione del sistema pubblico mentre lo faceva collassare in un caos di formalismi, misurazioni farlocche di prestazione, e annunci preregistrati di quanto sono dispiaciuti per il disservizio.

Ma ricordare queste ed altre cose è inutile, oltre che frustrante, perché chi ha mantenuto lucidità lo sa, e chi ha bisogno che glielo si ricordi nuota in una boccia di pesci rossi, pronto a dimenticarlo tra cinque minuti.

Chi dopo tutti questi anni ci ricasca, merita di essere rappresentato da Pregliasco come scienziato e da Fassino come profeta.

Eppure non può non colpire la completa mancanza di consapevolezza di fatti semplici.

Chi ha un briciolo di memoria ricorderà come per anni ci abbiano decantato le lodi del consumismo, dell’edonismo reaganiano, della mobilità sfrenata e obbligatoria, dell’usa e getta, della crescita economica infinita come unico dio, e a chi criticava quel costante eccesso, quella mancanza di misura si ribatteva sprezzantemente che era un attardato, un nostalgico contrario alla modernità, un arretrato.

Ed ora, con la stessa ferma arroganza, gli stessi che predicavano l’accelerazionismo liberista, dopo averci costretto tutti quanti a giocare con le loro carte fasulle, ci spiegano che dobbiamo contrarre i consumi, smettere di spostarci (mentre a metà popolazione sono stati imposti lavori lontano da casa, nel nome della flessibilità), spegnere i barbecue che inquinano, adottare protempore una francescana povertà.

Per anni l’unico naturale ed inevitabile destino era la differenziazione globale della produzione, la delocalizzazione, la rincorsa alla manodopera cinese, ai microchip di Taiwan, al cibo in container dal Sud America, e a chi criticava gli eccessi di queste dipendenze globali si replicava di nuovo che era un bamba conservatore, magari un po’ fascista, e lo si ridicolizzava come “autarchico”.

Ed ora, proprio gli stessi che fino a un momento fa ti raccontavano la fiaba dell’allegra globalizzazione che avrebbe portato pace e prosperità, e in cui nessuno doveva temere l’iperspecializzazione e la divisione del lavoro, ora questi stessi promuovono una nuova guerra fredda, dove decidono di ritirare la produzione da tutti i paesi autoritari – cioè non occidentali – gli stessi dove fino a ieri delocalizzavamo come se non ci fosse un domani.

Per anni ci hanno spiegato con malcelato disprezzo che gli stati non contavano più nulla, che c’erano solo i mercati e che inoltre eravamo tutti gioiosi cittadini del mondo; e quando gli dicevamo che non esistono mercati senza cornici legali, né cornici legali senza la forza, anche militare, degli stati, e senza confini nazionali, questi ci davano di nuovo degli sciocchi nostalgici, dei “sovranisti” che non avevano capito dove stava andando la storia.

E ora, in tempo reale, quando uno Stato superpotenza di cui siamo protettorato ci mette giù la lista dei paesi con cui possiamo commerciare e dei cittadini stranieri che dobbiamo mettere al bando, immediatamente battiamo i tacchi con tanti saluti ai cittadini del mondo no border.

Per anni ci hanno spiegato che avevamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, che i debiti pubblici erano il frutto della nostra sconsideratezza, e che i mercati erano giudici infallibili, contro cui nessuno poteva nulla – e che giustamente ci condannavano ad un’esistenza di stenti. E quando obiettavamo che c’erano margini per poter ristrutturare investendo, e per rinforzare il tessuto formativo e produttivo, e per arginare le scorribande dei mercati finanziari ci spiegavano che no, non era possibile, che il sistema nella sua infinita saggezza possedeva una razionalità superiore, e che da noi tutti si richiedeva soltanto di saldare i debiti, giunti oramai a soglie assolutamente insuperabili.

E poi, quando gli speculatori americani hanno fatto saltare il sistema nel 2008, quell’infinita saggezza si è trasformata in sciagurata dabbenaggine che richiedeva l’aiuto degli stati e dell’erario pubblico e di spregiudicate operazioni monetarie, immettendo nel sistema quantità pazzesche di liquidità dove prima non c’era una lira per tenere aperto un ospedale.

E una volta messo in sicurezza l’infinitamente saggio sistema finanziario, d’un tratto di nuovo non c’era più un penny per nessuno, ed eravamo tutti chiamati a ripianare con l’austerity per i nostri peccati.

Questo fino alla successiva “distruzione creativa”, dove, dopo aver distrutto una volta di più l’economia reale con decisioni dogmatiche ed arbitrarie (questa volta per ragioni di “salute pubblica”), hanno ripreso a stringere il cappio del debito, generando magicamente enormi capitali che saremo tenuti a ripianare.

E non avevamo finito di leccarci le ferite per i lockdown e i blocchi selettivi che subito la giostra è ripartita, cercando in tutti i modi la lite con il nostro principale fornitore di materie prime, mentre buttiamo paccate di soldi rifornendo di tecnologia militare a perdere il dark web.

In attesa di essere richiamati al nostro destino eterno e irredimibile di debitori sempre quasi insolventi.

E si potrebbe continuare a lungo di contraddizione in contraddizione, di naufragio in naufragio.

La verità è che la lettura del mondo, della storia, della politica, dell’economia, della cultura, dei rapporti nazionali e militari, che ci ha imposto con immensa spocchia e illimitata arroganza il ceto unico liberale al comando è stata una lettura falsa come Giuda, una sconfinata serie di menzogne e contraddizioni, con esiti sistematicamente fallimentari.

E questa gente, proprio loro, oggi, una volta ancora, ci verrà a dire che dobbiamo fidarci di loro, della loro “moderatezza” estremista, della loro lungimirante miopia, del loro talento di curatori fallimentari di una bancarotta cui ci hanno condotto con mano ferma e paternalistico rimprovero.

Certo il potere ha sempre i mezzi per indurre obbedienza, ma che ci sia gente che continua ad attribuire credibilità a questa omogenea genia neoliberale mi sembra spiegabile solo come una forma estrema di sindrome di Stoccolma.

18 replies

  1. Proposta (utopica) per “Un Nuovo Sistema di Governo”.

    Proprio “nuovo” non è perché si tratta di un semplice “adattamento” della forma di governo attuata dal popolo che ha introdotto la “Democrazia” dalla quale è derivata anche la necessità di “dimostrare” le proprie affermazioni e di conseguenza il “Metodo Scientifico”, gli antichi greci. Questo ha portato il pensiero greco a raggiungere le vette che, per inciso, ci sono pervenute solo grazie agli studiosi islamici che hanno conservato le loro opere (durate il Medioevo il Cristianesimo aveva infatti tentato di cancellarle).
    Purtroppo la nostra “cosiddetta democrazia” è degenerata in una “partitocrazia” che detiene il potere grazie agli stretti collegamenti con il “potere economico” che a sua volta controlla i mezzi d’informazione sui quali il “popolo degli elettori” si forma l’opinione permettendo, di conseguenza, ai partiti di esprimere la loro “classe dirigente” che, spesso, si è dimostrata “incompetente” ma assolutamente “permanente”. Questi sono fatti noti e pertanto non occorre dilungarsi ulteriormente.
    Il movimento 5Stelle, sorto per contrapporsi a questo sistema, ha permesso a chiunque di essere eletto, per un massimo di due mandati, ma ha clamorosamente fallito.
    Era infatti sufficiente avere un certo numero di “amici” che ti votassero per entrare a far parte della “Casta Politica” dalla quale, una volta entrato, nessuno vuole uscire.
    La soluzione proposta, derivata come anticipato dal sistema greco, prevederebbe di ridurre il corpo elettorale (in effetti si configurerebbe come un “corpo eleggibile”) non in base al censo o all’istruzione ma utilizzando un qualche tipo di algoritmo che garantisse un livello minimo di affidabilità. Ad esempio un semplice test attraverso il quale il potenziale elettore (eleggibile) dimostri almeno la capacità di comprendere il significato di un testo scritto. In effetti molti “laureati” non lo supererebbero ma, se non altro, educherebbe tutta la popolazione alla lettura al fine di conseguire il diritto di accedere al “corpo eleggibile”. Questo gruppo di cittadini (il più vicino possibile, gradualmente, a tutta la Società) non avrebbe pertanto acquisito il “diritto di votare” i suoi rappresentanti ma la possibilità di diventarlo, non attraverso un voto ma per “sorteggio casuale” (uno vale uno, nel senso attribuito da Rousseau). Del resto già il grande Mark Twain scrisse “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare” e comunque nessuno noterebbe alcuna sostanziale differenza tra gli attuali parlamentari “eletti” invece che selezionati “casualmente”. Questo “gruppo di estratti”, rappresentanti della Società in modo assolutamente imparziale grazie alle “leggi del caso”, costituirebbero ogni anno un nuovo “parlamento” nel quale verrebbe eletto, per votazione, un “presidente” avente le funzioni di coordinatore. Il mandato durerebbe infatti un solo anno, con l’esclusione di quello conferito al “presidente” che potrebbe venire confermato dal successivo “parlamento”. La retribuzione non sarebbe la stessa per tutti ma potrebbe essere fissata pari al doppio di quella prodotta dalla professione svolta (oltre al rimborso delle spese) e della quale sarebbe garantita la prosecuzione al termine del mandato. Dovrebbero venire esclusi, a differenza di quanto avviene ora, solo quei soggetti che non avendo mai lavorato non hanno mai prodotto un reddito. In questo “parlamento”, nel quale i presenti effettivamente vi si confronterebbero e gli eventuali “accorpamenti” si formerebbero spontaneamente in base alla convergenza di opinioni (“destra” e “sinistra” sono infatti categorie ormai superate), verrebbero pianificate le linee generali d’indirizzo della Società (attraverso democratiche votazioni che le tradurrebbero, ovviamente, in Leggi). I soggetti in grado di attuarle non verrebbero selezionati nel “parlamento” (formato, lo ricordo, da soggetti provenienti delle più varie estrazioni) ma tra i migliori rappresentanti delle differenti specialità (quelli che oggi sono i “consulenti” degli attuali ministri ricoprirebbero direttamente quel ruolo ma verrebbero scelti dal “parlamento”) e a loro verrebbe conferito direttamente il mandato per svolgere questo compito. Dipenderebbe anche da loro la corretta formulazione di quelle Leggi proposte in modo “informale” dal “parlamento” e di evidenziarne le eventuali incongruenze. Dal momento che si tratterebbe di soggetti dalla “comprovata competenza” e pertanto ai vertici della loro professione, sarebbe necessario garantire anche a loro delle retribuzioni ben superiori a quelle percepite. Naturalmente il loro mandato potrebbe essere revocato in qualunque momento, oppure venire riconfermato da ogni nuovo “parlamento”. In questo modo viene garantita una “continuità” nell’operato dei soggetti “esecutori”, oltre a quello del “coordinatore” (il presidente), se questi hanno perseguito le linee fornite dal parlamento e si sono dimostrati “efficienti e affidabili”. I “rappresentanti del popolo” verrebbero invece sostituiti ogni anno, in ottemperanza alla più completa “Democrazia Diretta” e il loro numero, vista la drastica riduzione della loro retribuzione rispetto a quella attuale, potrebbe essere aumentato. L’abolizione delle consultazioni elettorali e di conseguenza delle “campagne elettorali”, sostituite dalla “verifica di eleggibilità”, comporterebbe un ulteriore notevole risparmio per lo Stato e l’impossibilità di “condizionare” le nomine da parte del “potere economico”. La sostituzione dell’attuale “classe politica permanente” con una “classe politica temporanea”, pertanto immune dalle “lusinghe del potere”, avrebbe come conseguenza anche l’eliminazione dei Partiti Politici e del loro esorbitante costo per la collettività. Il Governo e il Presidente avrebbero invece una durata “variabile” ma, essendo sottoposti annualmente alla verifica da parte dei “rappresentanti del popolo”, sarebbero stimolati ad operare “effettivamente” nell’interesse del Popolo Sovrano e i governi durerebbero sicuramente più a lungo di quelli attuali.

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    • Parecchi deliri di una mente molto disturbata. Che cita a sproposito cose a caso. In 30 inutili righe hai teorizzato una dittatura subumana distopica, già l errore di paragonare la “democrazia” greca con quella moderna chiuderebbe il discorso perché è evidente che non hai capito nulla ma proprio nulla. La democrazia ateniese si poggiava su una vasta base di braccianti a giornata che servivano perlopiù nelle navi come rematori. l impulso al guadagno dirigeva l attività politica che si risolveva in una pseudo democrazia (dove per pseudo s’intende, tutti i cittadini abili (in grado di portare armi). Erano esclusi poveri, donne ecc…. non tutte le cariche erano “sorteggiate” la maggior parte era elettiva e qualcuna pure ereditaria. La propensione al guadagno dei teeti si traduceva in un aggressiva politica imperialista. Ora, hai teorizzato una distopia aberrante concepibile solo da non umani. Cioè da chi volontariamente ha deciso di decadere dallo status di essere umano. La democrazia moderna si basa sull equilibrio di tre poteri. uno viene eletto dal popolo, uno è o dovrebbe essere meritocratico, l altro eletto in seconda battuta e tra loro sono equivalenti. A differenza di oggi dove il governo fa tutto e il parlamento ratifica e basta, e la giustizia è costretta a fare politica, vabbè sto parlando di cose da adulti lascia stare. Quindi, leggi, giustizia, governo. Tu, ignorante, basi tutto sulla “cultura” e “sul grado di istruzione” e non c’è niente di più aberrante. a parte che ti contraddici affermando che i laureati non sanno leggere. Se i laureati non sanno leggere è colpa di un istruzione inesistente e di un mainstream che idolatra l ignoranza, ma comunque sia se è anche vero che certo per fare il magistrato devo aver studiato ed essere molto preparato, idem dovrei per il ministro, non esattamente richiesto al parlamentare. essendo in democrazia caro il mio fascistello orwelliano tutti devono avere il diritto di essere rappresentati. Anche gli ignoranti, persino tu devi avere voce in capitolo. Certo ci sarebbe da dirimere la questione ministri, tecnici o politici? si potrebbe a parità di curricula sorteggiare alcune cariche commissariali, ma non certo il parlamento, il nazismo al confronto è una società di mutuo soccorso. Il problema semmai sarebbero i diritti politici, e le regole. Perché se per legge stabilissimo quanto debbano durare determinati incarichi, se mettessimo in costituzione il vincolo di mandato (a meno di non avere una legge elettorale che non si può cambiare dove l ultima parola l hanno i cittadini) molti problemi, che provi a risolvere con metodi ridicoli e bambimeschi, non li avremmo. Quali Paesi cambiano legge elettorale ogni legislatura? per fare un esempio in base a ciò che scrivi la tua soluzione ad una mancanza di manutenzione degli edifici scolastici sarebbe abolire l istruzione. comprendi? (ovviamente no) diritti politici. perché tu capace di un pensiero si aberrante e antiumano devi avere i miei stessi diritti? Ecco il test che vorresti fare potrebbe essere un doppio test QI e un test per vedere se hai rinunciato o meno ad essere un umano. Per adesso per quel che mi riguarda sei uno di quei “laureati” che non capiscono ciò che leggono, ne riescono a misurarsi nella scrittura, hai preso un idea antiumana, nazista e bestiale, e l hai posta come la grande pensata del secolo con tanto di ragionamenti insulsi ed esempi inutili. Ecco un felice esempio di pseudo uomo che volutamente rinuncia alla sua condizione di essere umano. nel mondo da te teorizzato, non protesti nascere, perché appena mammina porta le analisi, constatando le scarse qualità genetiche prima e intellettuali dopo, le avrebbero imposto di abortire.

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  2. “Chi dopo tutti questi anni ci ricasca, merita di essere rappresentato da Pregliasco come scienziato e da Fassino come profeta.”… ahahah… E dalla Gallavotti come Pizia; ovviamente, senza pretenderne la verginità.

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  3. Uno Zhock carichissimo in piena campagna elettorale
    Con la perla “ nuota in una boccia di pesci rossi”
    E il piccolo(ma neanche tanto) strafalcione “ di spregiudicate operazioni monetarie, immettendo nel sistema quantità pazzesche di liquidità dove prima non c’era una lira per tenere aperto un ospedale.”

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    • Carlgen non ti sembra di averla fatta fuori dal vaso questa volta?
      Più che uno strafalcione mi sembra una cosa giusta e sacrosanta.

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      • Ugo, “le spregiudicate operazioni monetarie” delle banche centrali sono atte a creare “ moneta a tavolino(digitale oggigiorno)” solo per venire in soccorso del sistema economico finanziario prima che esso vada troppo in crisi,e quindi a sostegno del debito (statale e istituzionale in primis).
        Funziona così,non è un opinione.
        È benzina,e con la benzina non puoi lavarti,cuocere la pasta,o annaffiare le piante,ma serve per il motore finanziario.

        Cioè quei “soldi”non possono(non c’è scelta)andare ,e non vanno (Per convenzione)a sostenere economia reale(termine non correttissimo),servizi,terziario,sociale…al massimo sostengono questi in maniera indiretta( con una buona gestione della cosa pubblica che fa debito “buono”….ciò che purtroppo non avvienenel presente;ma non puoi imputare questo alle politiche monetarie…puoi imputargli altro,ma non questo).
        Se mi dici che questo sistema economico finanziario faccia acqua ormai da tutte le parti e abbia delle storture malefiche,
        Sono io il primo a sostenerlo,
        ma purtroppo è così e funziona così.
        Quando si va con i treni a carbone si produce del fumo.
        Ora pretendere che il treno che va a carbone non debba far fumo ma la fotosintesi clorofilliana…è un po’ disonesto intellettualmente:
        Se bruci carbone non produci ossigeno ma fumo…non puoi farci niente.è così.
        Fin quando non troveranno un sistema migliore( treni che vanno a idrogeno per esempio) ci si deve adattare a questo sistema economico finanziario(treno a carbone).Altrimenti si va a cavallo…e si torna al baratto.
        Ma il cambiamento non è così semplice e veloce,non succede che,per decisione di una classe politica illuminata,tutto cambi dall’ oggi al domani;
        e non bastano le invettive del nostro filosofo.
        L’uomo è avido di potere e denaro,se cadono gli USA e vengono sostituiti dalla Cina al comando del mondo,figurati se i cinesi vogliano sostituire questo sistema con uno più giusto.Quando e se,arriveranno a comandare,faranno le stesse cose degli USA con i medesimi mezzi;sono capitalisti anche loro(sebbene abbiano un Stato molto più interventista.)
        Pensare che i risultati delle nostre elezioni( insignificanti se riportate al mondo)possano portare effetti in un modo o nel altro,è piuttosto ridicolo,e Zhock dovrebbe dirlo,se non vuol fare solo del proselitismo fine a se stesso.
        Per il resto d’accordo con Zhok,in gran spolvero negli ultimi articoli.
        Metto le mani avanti…e mi scuso della scrittura ridondante prima dell’arrivo delle tue critiche😆😆😆😆😆

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      • Mi hai convinto con la fotosintesi clorofilliana😂😂😂😂😂😂
        Mi sbaglierò sicuramente ma il tuo intervento sottointende una difesa del PD?
        Non sarai mica piddino?

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      • Per carità,vade retro Satana PD!!!!
        Sono anarchico (politicamente parlando) e non voto da 8 anni!
        Ma il 25settembre ci vado.
        Ed è da 18 mesi che ho deciso chi votare(da febbraio 2021)
        Giuseppe Conte M5S
        Il mio non è un voto prettamente politico,ma deriva più da un senso personale di giustizia(per come l’hanno trattato).
        Seguo e leggo a volte le discussioni aspre che fate,ma rarissimamente intervengo perché non ho una grande passione politica (lode a voi che l’avete).

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      • Ma sei Copasir con sto interrogatorio?😀
        X geopolitica (guerra),Travaglio aggratis e qualche bel articolo di cultura generale.
        Buonaserata

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  4. X Gatto: lascia stare la Gavallotti, l’é una bella topa ❤ dopotutto.

    Per il resto, il giusto compendio della politica di questa legislatura:

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  5. Bella la foto dello sposo avvolto dalla carta igienica al primo ballo peccato che non di vede la sposa giggino o traditore 🤔

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